Abusivismo edilizio. Qualcosa che dovremmo sapere.
Di amedeu
Entrare in merito della problematica delle opere abusive, degli abusi sanati, sanabili e non, data la numerosa legislazione in materia, a partire dalla legge n° 47 del 28 febbraio 1985 che segnò il primo grande condono, fino ad arrivare al DL 30 settembre 2003 n° 269 convertito in legge 24 novembre 2003 n°326, è veramente quasi impossibile
Inoltre alle leggi ed ai decreti emanati dallo Stato si sono sovrapposti quelli di competenza delle Regioni , quando poi non è stato lasciato un margine di attività anche ai Comuni.
E’ veramente una giungla, dove seguendo la sola legislazione dello Stato, a partire da quel lontano 1985 con la legge 47 , fino al 2003 con il DL 269, complessivamente sono stati e emanati undici atti legislativi.
Il cittadino resta incapace di interpretare una siffatta legislazione, non solo, ma non riesce neppure a comprendere come si faccia, in molti casi, a sapere se un’opera edilizia è abusiva o non.
Sembra un paradosso, eppure il problema sussiste. Non parliamo logicamente dei nuovi fabbricati, per i quali esistono depositati in comune tutti gli atti relativi ai permessi di costruzione, alle varianti, o alle Dia, per cui sono facilmente identificabili, ma ci riferiamo essenzialmente a quella gran parte di territorio comunale fatta di vecchie abitazioni.
Le citta, i paesi ed i borghi di campagna sono l’esempio lampante fotografico di una realtà della nostra Italia.
"Ma allora come facciamo a sapere se nelle nostre case vi sono opere abusive?"
Andiamo al Catasto, ora Agenzia del Territorio e chiediamo la planimetria accampionata della nostra casa.
Per i vecchi fabbricati urbani, le planimetrie sono sempre quelle riferite agli anni cinquanta; ed allora il margine o limite per l’individuazione delle opere abusive dovrebbe essere il Decreto del Presidente della Repubblica n° 1142 del 01/12/1949 Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 04/05/1950 "Approvazione del regolamento per la formazione del nuovo catasto edilizio urbano" dove all’articolo 1 si cita testualmente:
art 1
Le operazioni per la formazione e la conservazione del nuovo catasto edilizio urbano sono eseguite dall’Amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali per mezzo degli Uffici tecnici erariali o di loro sezioni costituite nelle province che non sono sedi di Uffici tecnici erariali.
….
Eseguito quel rilievo delle abitazioni, e l’accampionamento delle stesse tramite planimetrie in scala 1:200 (un centimetro sulla carta uguale a 2 metri nella realtà) dovremmo avere un punto fermo di ciò che era stato rilevato a quella data.
Ma è lecito affermare che un immobile rilevato circa 70 anni fa possa rappresentare un riferimento per l’individuazione delle opere realizzate abusivamente?
I legislatori se ne sono difatti accorti e nelle 11 emanazioni di leggi e decreti sopracitati, sono giunti alla conclusione che era doveroso effettuare un rilevamento a tappeto, tramite moderne tecnologie.
Tramite planimetrie aereofotogrammetriche (foto rilevate dagli aerei) aggiornate ogni tanti anni, è adesso possibile "trovare" gli abusi , confrontando le versioni aereofotogrammetriche aventi date diverse fra di loro.
Naturalmente questo serve a trovare gli abusi più gravi, cioè quelli dove il volume, l’involucro della casa visibile in pianta, lo si vede modificato.

Rimane il fatto che al di sotto delle coperture dei fabbricati (stiamo sempre parlando di quelli vecchi) non è ipotizzabile arrivare ad individuare gli illeciti edilizi.
Da aggiungere inoltre che nelle campagne, tutti i fabbricati definiti "rurali" non hanno le planimetrie accampionate al catasto, ma compaiono solo come particelle catastali tratteggiate, in scala 1:2000 (raramente 1:1000) cioè 1 cm sulla carta corrisponde a 20 metri sul terreno.
Quindi chi possiede una casa rurale abitabile, se non viene colto sul fatto dai Vigili Urbani addetti all’Edilizia, potenzialmente può trasformare l’interno a piacere (lasciando inalterato l’involucro esterno visto in pianta).
Ed allora, anche in base alle poche considerazioni sopra espresse, probabilmente, sono state portate avanti le proposte relative alle DIA ed ora alle SCIA, che non diventano atti troppo permissivi, ma diremmo indispensabili per una situazione generale che altrimenti sarebbe sempre caotica.
Il tecnico diventa la persona competente, che non solo controlla le modifiche staticamente, ma le regolarizza ricomponendo così il territorio.
Un’ultima curiosità: sapete chi ha viglilato principalmente sull’attività edilizia in tutti questi anni? Ma il vicino della porta accanto, al quale non sfugge l’occasione per denunciare i vostri abusi.
SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA
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Buongiorno, sto valutando l’acquisto di un terreno agricolo(mq 5.600) con uliveto su cui è stato costruito, nel 2004, un magazzino rurale di 44 mq accatastato in cat. C2 nel corso del 2010.
Preciso che solo mq. 8 sono stati costruiti con regolare permesso per ulteriori mq 14,60 è stata presentata relativa variante, attualmente al visto della Regione in quanto l’appezzamento è soggetto a vincolo paesagistico (E2 – F0)e gli ulteriori mq. 21,40 realizzati abusivamente.
A questo punto Vi domando se è possibile l’acquisto del bene nello stato di fatto, a quali rischi andrei incontro ed eventualmente se è possibile sanare il magazzino.
Grazie.
Per Marcello
La situazione del manufatto che vuoi acquistare è alquanto complessa.
Naturalmente ne varrà la pena acquistarla per il prezzo, ma riteniamo dovrai stare molto attento nella redazione dell’atto di acquisto.
La parte abusiva, fra l’altro non può essere venduta se non è stata prima regolarizzata.
Anche per il visto regionale (?) di cui ci parli, dovrà pervenire prima di detto atto.
Certo i rischi sono molti ma…
se proprio sei intenzionato a fare un simile acquisto, affiancati un buon tecnico abilitato alla professione e che ti segua la pratica passo per passo.
Amedeu e c.
Casa di campagna, locale garage sotto la casa, posso pavimentarlo e adoperarlo come stanza senza fare opere, dato che la porta di accesso è scomoda per l’auto?
Per Luciana.
Si, se non fai alcuna opera oltre che il pavimento e gli intonaci.
Amedeu e c.
Ho costruito un fabbricato per civile abitazione,l’ altezza prevista dalla concessione edilizia rispetto allo zero fissato dal comune era di 14,40 ml. Nel completamento delle opere per contenere i risparmi energetici ho dovuto apportare delle modifiche. Ha lavoro ultimato mi sono accorto che ho superata l’altezza di 24 cm. Da un rilievo tecnico se ne accorto anche il comune e mi ha notificato una sospensione dei lavori. Dopo circa sessanta giorni dopo aver presentato documentazione richiesta dall’UTC, mi hanno revocato la sospensione ed io ho continuato l’ultimazione dei lavori. Oggi il comune mi dice che ho commesso degli abusi sempre in merito ai 24 cm. Come devo comportarmi?
Per Luigi.
Devi leggere attentamente la revoca della sospensione per verificare che nella stessa non vi siano particolari prescrizioni per la ripresa lavori: cioè che magari non abbiano subordinato la stessa alla messa in ripristino dell’edificio, in quanto diventa difficile per chiunque fare “il processo all’intenzione” durante il corso dei lavori.
Non sappiamo se nel tuo Comune assegnino d’ufficio le “quote e punti fissi” per la realizzazione dell’opera.
Nel qual caso così non fosse tu potevi trovare una “scappatoia” tipo il rialzamento della quota del terreno circostante l’edificio.
Probabilmente hanno atteso la fine lavori per contestarti con sicurezza i 24 cm in più.
Amedeu e c.
Buongiorno, la costruzione della casa da me realizzata è di un’altezza superiore di 1,20 ml. per poter avere una maggiore superficie utile di circa 130,00 mq. rispetto a quanto presentato in comune. Volevo per cortesia sapere come posso fare per risanare questa mia situazione poichè non ho presentato la fine lavori.
Grazie.
Per Alessandro.
L’altezza superiore di mt. 1,20 in una nuova casa è senza dubbio eccessiva e di non facile soluzione.
Devi confrontarti con i tecnici che ti hanno progettato e diretto i lavori e che risulterebbero corresponsabili, insieme alla ditta, dell’abuso eseguito.
Amedeu e c.
sono intenzionato ad acquistare un terreno agricolo di 2500mq dove vorrei costruire 5 case in legno , dividendo il terreno in 5 parti si puo’ fare?
Per Rudy.
Un poco difficile.
Per le zone agricole , (cerca su internet le norme di attuazione del PRG o RU del tuo Comune) vi sono norme particolarmente restrittive
Amedeu e c.
Per quanto mi avete risposto il 21/12/2010, Cortesemente Vi chiedevo c?è la possibilità di potermi assumere tutta la responsabilità di quanto eswguito?
Se si, a cosa posso essere soggetto?
Molte Grazie.
Vi lascio i miei Migliori Auguri di Buon Natale.
Per Alessandro.
Se non hai presentato la fine dei lavori risulta logico che il rialzamento di mt 1,20 lo hai fatto durante il corso degli stessi, per cui i responsabili sono: il proprietario, l’impresa ed i Direttore dei lavori.
A nostro parere non dovresti incorrere nella demolizione, in quanto con la stessa pregiudicherebbero l’intera costruzione.
Piuttosto prevediamo una grossa sanzione pecuniaria.
Amedeu e c.
Il mio problema verte su di una pratica di condono presentata al Comune di Pomezia ai sensi L.47/85 per un appartamento che sorge a Torvajanica in una strada interna parallela alla litoranea ,coperto da altri fabbricati, risultato in buona fede senza licenza in quanto il numero di licenza inserito in rogito dopo 10 anni si è scoperto che non aveva riscontro al Comune di Pomezia Nel 1991 mi hanno chiesto altri documenti tempestivamente inviati ,senza alcun riferimento formale all’esistenza del vincolo paesaggistico.Dopo un lungo silenzio nel 2010 il Comune si sveglia e mi chiede di presentare altri documenti in relazione all’esistenza di un vincolo pasaggistico solo perchè l’appartamento in sanatoria sorge a circa 280 dalla battigia come d’altronde tutti gli altri appartamenti adiacenti della strada lunga circa 2 Km.La zona dove sono sorti i fabbricati è stata dichiarata sul Mod.47//85 come zona B di cui al D.M. 1444/84 e come tale sarebbe esclusa dal vincolo paesaggistico, in base alla L.R.49/84( il Comune sostiene purtroppo di non aver recepito la L.R. 49/84 quasi che per le leggi regionali per essere osservate dai Comuni occorresse un recepimento), all’art.142 del d.lgs n.42/2004 e da ultimo al D.lgs di modifica n.63/2008.. Preciso che l’appartamento in sanatoria non presenta alcuna rilevanza paesaggistica,-ambientale senza vista sul mare essendo già coperto all’inizio della costruzione inziata nel 1973 da altri fabbricati.Nonostante non sarebbe soggetta al vincolo paesaggistico occorre sempre chedere il parere alla Soprintendenza cosa che ho fatto di recente,presentando fra l’altro anche il certificato di destinazione urbanistica dove appunto risulta compreso nella zona omogenea urbanizzata.Bontà del Comune sono stato ammesso alla procedura semplificata ai sensi del DPR 139/2010 che riduce i tempi di conclusione del procedimento a 60 giorni(ormai già scaduti da circa un mese) invece dei 105 previsti per la procedura normale.Nel caso di mancata risposta dopo detto periodo si configurebbe il silenzio -inadempimento per il quale è previsto anche senza diffida il ricorso al TAR in base all’art 4 comma 9 del DPR n.139/2010 che fa riferimento alla L.241/90 con possibilità di chiedere anche il risarcimento del danno per dolo o colpa.A questo punto chiedo: se dopo 180 giorni il Comune non dovesse rispondere posso invocare il silenzio assenso previsto dalla legge 662/96 dove si legge che quando l’abuso edilizio riguarda opere realizzate su aree o edifici vincolati, l’articolo 35, comma18 delle legge 47/1985 escludeva la possibilità della formazione del silenzio -assenso? Infatti, con l’articolo 2, comma 43 della legge 662/1996 che con il DPR 139/2010 non risulta abrogata(infatti alle note all’art.4 punto 8 si fa salvo il silenzio assenso) è stato poi disposto che per le opere eseguite su aree sottoposte a vincolo, decorsi 180 giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere all’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo,il parere si intende reso in senso favorevole.Attendo un Vs.autorevole parere e ringrazio.
Per Luigi.
Carissimo, comprenderai che per dare una risposta ad una “storia edilizia” che ha una “scaletta storica” come quella da te presentataci, con grande padronanza di termini legali, occorrerebbe uno studio di avvocati.
Oppure potremmo “sorvolare” la lettura dell’intera storia e risponderti solo alla domanda finale, e non sarebbe assolutamente giusto.
Con la massima onestà, ti suggeriamo di rivolgerti presso un valido ufficio legale e cercare di sviscerare con loro le tue problematiche.
Amedeu e c.
Salve, sono intenzionato ad aquistare un terreno agricolo nel comune di bari di circa 2500mq per costruirci una casa prefabricata in legno di circa 80 mq tutto cio si puo’ fare?
Per Natale.
Se il terreno ricade in zona agricola E, normalmente le leggi regionali stabiliscono dei parametri molto alti per la edificazione, oltre che a volere l’inscrizione ai Coltivatori Diretti.
Facendoti un esempio, la superficie minima di molte Regioni è di mq 8000 se piantumati a cultura specializzata, oppure mq 4000 ma tutti in serra.
Quindi devi informarti presso l’ufficio urbanistica del tuo Comune.
Fra l’altro l’installazione di una casa prefabbricata in legno equivale alla costruzione di una casa in muratura, per cui prima di acquistarla, per non cadere nell’abusivismo edilizio, informati come suggerito sopra.
Amedeu e c.
Ho presentato un’istanza con allegata perizia giurata per completare le opere funzionali di un immobile in sanatoria ,ai sensi dell’art. 35 legge 47/85 ,il comune prima dei 30 gg mi ha diffidato al completamento delle stesse,asserendo nelle motivazioni una carenza nella pratica. La pratica di sanatoria ha l’oblazione pagata per intero(lo attesta anche il certificato di congruita’dello stesso comune) e’ accatastata, viene pagata l’ici ,le opere consistevano eslusivamente in intonaci e grondaie. Se eseguo ugualmente le opere a cosa vado incontro?
Per Antonio.
Non effettuarle; prima senti il Comune cosa manca alla tua pratica: può darsi che necessiti un documento e non vale la pena rischiare per così poco.
Amedeu e c.
grazie per risposta, ma nella eventuale e remota ipotesi dovessi farlo ,si tratta di sanzioni amministrative-pecuniarie o penali? GRAZIE sempre per la tua cortesia
L’art.35 per il completamento delle opere mi pare abbia come condizione 2 prerogative non contestabili : decorsi 120 gg dalla presentazione della domanda di sanatoria e almeno la seconda rata dell’ oblazione. Allora perche’ la diffida. Puo’ darsi sia solo una illeggittima autotutela dell’utc ?
Per Antonio.
Dato che parli di lavori di completamento dovrebbero rientrare nell’ordinaria e straordinaria manutenzione.
Quindi non eccessivamente gravi per una pratica normale
Però non dovresti rischiare, in quanto stai parlando di un completamento di una pratica di abusivismo per la quale hai presentato una sanatoria.
Quello che ti deve interessare, a nostro parere, è chiudere detta sanatoria, e non lo potrai fare se sopra ci carichi un altro abuso.
Amedeu e c.
Per Antonio.
Si tutto può darsi: tu ci hai chiesto un consiglio, e noi ti ripetiamo che sommare una abuso ad altro abuso sanabile, è rischioso.
Probabilmente il Comune ti sta chiedendo qualcosa che tu non sei in grado di potergli fornire.
Sta a te decidere e rischiare.
Amedeu e c.
voglio ampliare il mio salone di14mq che si affaccia sul mio giardino,senza accatastarlo cosa vado incontro?
Per Fabrizio.
Ci sembra di capire che vuoi ampliarlo abusivamente.
Usiamo questa parola, in quanto un conto è se tu non accampioni al catasto l”ampliamento effettuato (te ne deriveranno certamente delle sanzioni monetarie sulla base dell’ultima legge sulla regolarizzazione degli atti catastali – attenzione che in base al catasto si pagano le tasse);
altro fatto è se tu hai intenzione di non presentare l’ampliamento in Comune tramite un tecnico abilitato che ti segua anche la Direzione dei Lavori.
In questo ultimo caso rischi sanzioni civili e penali ben maggiori e noi te lo sconsigliamo vivamente.
Amedeu e c.
Ciao,
abito a Milano zona Via Cenisio e Lunedi’ prossimo inizieranno i lavori nel cortile dove abito.
Mi spiego meglio, il cortile all’interno del mio palazzo è di proprietà di una Società che aveva fino a 2 anni fà un garage di 1 piano sotto e 1 piano fuori terra. Ora vuole costruire una palazzina di 5 piani contando che il cortile è attorniato da una sequenza di altri palazzi di 5-6- 7 piani e che ci toglierebbe parecchia luce. Inoltre noi abbiamo i passi carrai che son sempre di loro poprietà e loro per andare in cortile devono per forza passare sotto ai primi piani. Quindi se stendi un solo lenzuolo rischia di toccare il tetto di un furgone.
Qual’è la distanza che devono tenere da tutti i muri/grondaie/balconi delle case intorno alla futura palazzina? Quanto potrà essere alta? Esiste ancora la regola dei 60°? Inoltre nella stessa zona hanno già costruito di fronte un plazzo di 13 piani, una nuova Esselunga e tra breve un’altro palazzo proprio attaccato al ns. Non si rischia un aumento di densità di pololazione, traffico ed inquinamento? Grazie
Per Manuela.
Vivere nelle grandi città comporta anche e soprattutto questi disagi.
La distanza che devono rispettare da tutti gli edifici è di 10 mt dalle finestrature ai sensi dell’l’art. 9 del D.M. n. 1444/1968.
Per tutte le altre cose valgono le Norme di Attuazione del Piano Regolatore Generale, del Regolamento Urbanistico o di altri piani attuativi per la tua zona.
Volendoti togliere ogni dubbio, dovresti ricercare nel sito del tuo Comune la cartografia, per inquadrare in quale zona si trova l’edificio (A, B, B1, C, C1, ecc), dopodiché leggere gli articoli della Normativa che regolano quella zona.
Dovresti trovare tutte le caratteristiche che deve avere un edificio per esservi costruito.
Amedeu e c.
ciao, ho comprato una villetta a schiera nei pressi di arezzo, garage, piano terra e primo piano, tutti e tre comunicanti, dal garage, con altezza 2.40 ho realizzato un bagno una piccola cucina e un camino, a cosa vado a incontro
Per Francesco.
Se ti scoprono, ad una pratica per abusivismo, con risvolti civili (messa a ripristino e pagamento monetario) e penale con denuncia, appunto, per opere abusive.
Amedeu e c,.
salve,
vorrei comprare un villino regolarmente catastato come abitazione civile di mq 50, su di un terreno agricolo di 3600 mq. per me sarebbe la mia prima casa di proprietà.
è possibile ampliarlo di almeno 25 mq?
posso costruire delle tettoie?
Per Giuseppe.
Che la casa sia accampionata al catasto non vuol dire che sia regolamentare.
Ti devi assicurare che abbia l’autorizzazione comunale, in quanto il catasto fa legge solo agli effetti fiscali.
Una volta accertata la regolarità della costruzione, la potrai acquistare come prima casa con i benefici concessi dalla legge, però attenzione, perchè non potrai venderla se non dopo 5 anni dal contratto.
Relativamente all’ampliamento, il 50% sembra un poco troppo, però devi informarti sempre presso l’ufficio Edlizia Privata del Comune,se la tua Regione lo consente o meno.
Tanto vale anche per le tettoie.
Amedeu e c.
salva volevo un’informazione riguardo il procedimento burocratico di una tettoia, in quanto hanno costruito la medesima sottostante il mio balcone, togliendomi i diritti di veduta; tutto questo solo con il permesso della DIA. Non si è ancora formato un condominio, e tanto meno si ha intenzione di farlo, di conseguenza non avendo l’approvazione di un condomino, posso denunciarli penalmente alla procura? e posso ottenere l’abbattimento immediato
Per Ciro.
Devi verificare che la costruzione della tettoia sia conforme all’articolo 907 del codice civile che cita: “…se si vuole appoggiare la nuova costruzione al muro in cui sono le dette vedute (porte o finestre) dirette od oblique, essa deve arrestarsi almeno 3 metri sotto la loro soglia”
Passiamo poi alla DIA
Le autorizzazioni edilizie vengono sempre rilasciate “fatti salvi i diritti dei terzi”, quindi il Comune ci esce sempre pulito.
Relativamente alla DIA ,devi procedere quindi per gradi: per prima cosa devi recarti presso l’ufficio Edilizia Privata del Comune e prendere visione del progetto ed eventualmente richiedere una copia (a pagamento) degli elaborati che ti necessitano.
Ne hai il diritto come cittadino e confinante.
Devi verificare l’approvato con il realizzato ed inoltre controllare cosa hanno dichiarato nella presentazione della DIA riguardo alle distanze dai confini.
Devi altresì informarti circa la zona di Piano Regolatore generale e le distanze da rispettare per le edificazioni.
Avendo tutti questi dati potrai accertarti di una ulteriore illegittimità (oltre a quella del codice civile) della costruzione.
A questo punto tramite un legale puoi ottenere la rimozione della stessa
Amedeu e c.
io e mia sorella abbiamo ereditato una mansarda costruita 30 anni fa :sullo stesso piano ci sono altri due appartamenti:un unico balcone diviso con divisorie di plastica delimita la proprieta’. il nostro e su i tre lati,Questo unico balcone e’ risultato tutto abusivo:Il propietario dell’ultimo appartamento opposto al nostro ha ricevuto il condono.quello di mezzo non si sa se e’ in regola. IL balcone di nostra propieta’ e’ su tre lati .il lato mare e’ parte comune e il lato monti e’ nostro;Come posso fare per sanare questi balconi?Il balcone che risulta condominiale era nato come tettoia 30 anni fa e comunque e’ in mezzo a gli altri due e nessuno puo’ passare senza entrare a casa nostra. Come possiamo sanare questi balconi ?Ci sono anche delle difformita’ per quanto riguarda il condominio esternamente: questo appartamento cosi e’ invendibile ,L’assicurazione se noi affittassimo l’appartamento con nel contratto la dicitura che questo appartamento ha i balconi abusivi pagherebbe eventuali danni? grazie
Per Maria.
Non è del tutta chiara la spiegazione, comunque vediamo di rispondere:
Se uno dei proprietari ha sanato la sua parte di balcone con un condono,probabilmente il terzo del 2003, non riteniamo che tu possa accedervi adesso.
Però, se tale manufatto è conforme agli strumenti urbanistici, in fatto di indici, cubature e distanze, puoi chiedere al Comune di effettuare l’accertamento di conformità in sanatoria.
Prima di fare ciò, dovresti però rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona (geometra, architetto, ingegnere) affinchè verifichi la possibilità di cui sopra in Comune.
Ti diciamo questo, in quanto molte Regioni hanno emesso leggi proprie che anzichè chiarire, aumentano solo la confusione che c’è in questa materia.
Amedeu e c.
salve,vorrei sapere se posso condonare un tettoia addossata al mio muro di circa 30 mq.destinazione d’uso come posto auto.
abito in un condominio di 3 unita’ tipo villette a shiera.
ma la mia unita’ e’ stata resa indipendente dal condominio tramite una recensione, alla fine della quale, ma non addossata ho costruito la tettoia.in legno,con copertura di tegola canadese.abito in una provincia della lombardia
forse ,non ho spiegato bene il tutto e me ne scuso.ma nnon conosco termini tecnici grazie cordiali saluti
Per Genny.
E’ una notevole superficie, anche se trattasi di una tettoia.
Un consiglio: fai vedere il tutto da un professionista abilitato della tua zona (geometra) , che ti darà un giudizio definitivo, in base alle distanze, altezza, materiali ecc.
Amedeu e c.
Ho acquistato un locale cat. c/2 che non ha la superfice per essere trasformata in abitazione, io ci vado saltuariamente in quanto è in un luogo di mare. Vi sarei grato se mi fate sapere in quali sanzioni incorro eed in che modo possono controllare, se io ci dormo e ci mangio ?
Cari saluti. Domenico
Per Domenico.
Attualmente in una sola maniera: tramite una segnalazione dei vicini.
Con l’approvazione della finanziaria, i Comuni percepiscono le tasse recuperate, per cui potrebbe verificarsi un cnsimento ad personam di tutti gli immobili privati comunali.
Amedeu e c.
posseggo un terreno di 2700mq E2, le chiedo se posso realizzare un piccolo rifugio in legno o un conteiner in ferro o prefabbricato insomma un posto dove suonare la batteria con amici.
posso dividere un appartamento in due appartamenti piu piccoli, e creare due ingressi sul pianerottolo del mio appartamento?
faccio presente che al piano di sotto questa variazione è stata gia fatta tempo fa.
Per Pasquale.
Ogni manufatto, anche se di legno o prefabbricato viene considerato come una costruzione e quindi soggetta agli stessi vincoli.
Relativamente al container in ferro, se appoggiato a terra, nascosto dalla vista e non collegato ai pubblici servizi, potrebbe essere considerato come “oggetto” depositato in attesa di essere spostato.
Comunque, prima di muoverti, devi sentire l’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
Amedeu e c.
Per Amedeu.
Devi richiedere l’autorizzazione comunale tramite un progetto.
Tale autorizzzaione, per aumento di unità abitative è soggetta normalmente al pagamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione riferito alle opere edili da eseguire.
Amedeu e c.
Per amedeu, grazie.
potrei ristrutturare come abitazione,diventerebbe la mia prima casa, un rustico accatastato in c2 su terreno alberghiero, mantenendo la stessa metratura?cordiali saluti e grazie
Per Matteo.
La destinazione del terreno ad uso alberghiero non ti consentirebbe la realizzazione di edifici di civile abitazione: la categoria catastale c2 riguarda i magazzini ed i locali sgombero.
Hai quindi poche possibilità di ottenere la ristrutturazione che desideri.
Nulla ti toglie però di andare a parlare con il dirigente dell’Ufficio Edilizia Privata del Comune.
Sottoponigli la tua situazione ed ascolta cosa ti dice.
Amedeu e c.
il mio dirimpettaio nonche confinante di terreno ha costruito 1° piano piu sottotetto lasciando solo 3 metri dal confine con il mio confine in piu ha le finestre e balconi che danno sulla mia propieta ancora siccome ha costruito con una autorizzazione a una casa rurale il sottotetto divenuta poi mansarda non rispettando alcuna misura sia minima che massima vorrei sapere quali interventi posso fare per far si che i miei diritti vengano rispettati io ho rispettato tutti i vincoli che il comune mi ha imposto e ora
vedo che i furbetti vincono lo stesso ho diritto a qualche risarcimento?
a chi devo rivolgermi per far si che la luce naturale batta sulle mie finestre
anticipatamente la ringrazio
Per Daniele.
Devi controllare in quale zona di Piano Regolatore Generale ricadono sia la tua casa che quella del vicino (zona A, B, C, C1 ecc..?). Individuata la zona devi leggere cosa dicono le Norme di attuazione del Piano Regolatore a proposito della stessa.
Stabiliranno l’indice di fabbricabilità, l’altezza massima raggiungibile e le distanze dai confini.
Tali notizie le puoi apprendere anche via internet entrando nel sito del tuo Comune e cercando gli elementi di cui sopra.
Una volta venuto a conoscenze delle distanze che il vicino avrebbe dovuto rispettare, devi semplicemente controllarle.
Attenzione però, perchè trattandosi di sopraelevazione, tali distanze vanno ugualmente rispettate, anche se il piano terreno esistente è a distanza inferiore.
Inoltre se il vicino ha aperto delle finestre dalla tua parte, le stesse devono rispettare quanto contenuto in questo nostro articolo http://www.coffeenews.it/le-distanze-urbanistiche-di-cui-alle-leggi-nazionali-vanno-rispettate-no-alle-deroghe e di cui al DM 1444/68.
Se controllare quanto sopra è per te difficile, devi rivolgerti da un geometra della tua zona.
Amedeu e c.
un immobile costruito in giardino accanto alla mia propieta malgrado abbia piu volte segnalato ai vigili il presunto abuso edilizio e stato piu volte sospeso edenunciato alla procura della repubblica la quale a scritto ai vigili di sequestrare l immobile il direttore dei lavori a ottenuto la sanatoria dal comune presentando delle planimetrie co i muri spostai solo sulla carta mentre in realta sono rimasti come prima cioe abusivi come costatato dai i vigili che responsabilita a l itruttore del comune che a rilasciatu la sanatoria
Per Sergio.
La situazione della quale stai parlando, se si è svolta come tu affermi, è di una certa gravità, per cui dovresti rivolgerti da un legale che metta un poco di ordine in una pratica che, a quanto sembra, non è molto regolare.
Amedeu e c.
Salve, vorrei sapere cosa devo fare per aggiornare al catasto le superfici di un terreno agricolo, perchè la conformazione della pianta catastale risulta conforme, ma le misure reali sono superiori. Grazie, Samuel
Per Samuel.
Hai preso le misure del terreno orizzontalmente e non seguendo la pendenza del terreno?
In questo caso devi rivolgerti da un tecnico (geometra), il quale provvederà a farti la variazione catastale.
Amedeu e c.
ciao, come posso “trasformare” una costruzione di 40m2 adibita a deposito attrezzi (completamente in regola), in una di civile abitazione già aumentata di 12m2 “abusivi”? zona sottoposta a vincolo edilizio.
posso pagare una sanzione e ottenere la civile abitazione?
Per Daniele.
Non chiarisci a cosa si riferisce questo “vincolo edilizio”.
Comunque se hai da sanare mq 12 di tale costruzione, non ti conviene avanzare alcuna richiesta fino a che non avrai ottenuto (se possibile: vista la zona, i vincoli che ci sono?? ecc.) la eventuale sanatoria dei medesimi.
Devi fare effettuare un sopralluogo fa un geometra professionista della tua zona.
Amedeu e c.
Salve,
Qualche anno fa ho acquistato un terreno edificabile di circa 900 mq con, a lato, un’area giochi (uno spazio verde comunale con scivoli, giostrina, etc)
Dopo vari progetti e le misurazioni dei tecnici, qualche giorno fa ho scoperto che il Comune, anni addietro, ha costruito l’area giochi per una fetta DENTRO la mia proprietà (per circa 95 mq).
Forse quest’area verde fu realizzata più di 10 anni fa.
Voglio chiedere almeno la restituzione quo ante.
Un avvocato dice che oramai non posso fare più niente, ma io so che TRA PRIVATI si applicano le leggi della prescrizione, ma quando l’abuso edilizio lo fa un Ente Pubblico contro un privato, la prescrizione non si applica mai: il cittadino ha diritto anche dopo anni a chiedere di fare valere i suoi diritti.
Cosa sapete dirmi e che consigli potete darmi in tal senso ?
Grazie.
Fabio
Per Fabio.
L’avvocato ti ha dato un buon consiglio, in quanto per realizzare un’area pubblica (tipo la tua a giochi) il Comune poteva adoperare l’esproprio, ma probabilmente c’è stato un accordo bonario con il proprietario precedente.
Sembra difatti strano, che un Ente pubblico che ha la possibilità di espropriare, scelga la via tortuosa di occupare abusivamente un’area.
Comunque vai a parlare (per quanto riguarda l’eventuale riconoscimento dell’indice di fabbricabilità), con i dirigenti dell’ufficio Urbanistica e dell’ufficio Tecnico comunale.
Amedeu e c.
buongiorno sono in procinto di comprare una casa di 65mq che risulta però catastatata come cantina di 36mq
posto che la zona è edificabile quanto mi costerebbe sanare l’abuso?
Per Cloudio.
Prima di sapere il costo, devi informarti presso l’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune se tale illecito è sanabile:
Se si, sapranno anche dirti gli eventuali costi.
Amedeu e c.
Ho costruito un immobile ad uso abitativo nel 93 nel 94 uscito il condono viene condonato con pagamento dell’ oblazione e di tutti gli oneri concessori richiesto l’ articolo 35 regolarmente rilasciato dall’ USCE non termino i lavori nel tempo stabilito difatti l’ art. 35 e’ scaduto. Il manufatto attualmente e’ uno scheletro in cemento armato senza tamponature con tetto sempre in cemento armato . All’ USCE mi dicono che per richiedere nuovamente l’ Art . 35 devo prima chiedere al Comune una DIA a seguito del sequestro per tamponare l’ immobile e poi richiedere nuovamente l’ art, 35 .
Sapreste delucidarami meglio?
Cordiali Saluti
Eugenio
Cord
Per Eugenio.
L’USCE (Ufficio Speciale del Condono Edilizio) ti ha dato delle direttive che non puoi ignorare, semplicemente trovando un’altra via.
Devi appoggiarti ad un tecnico abilitato della tua zona, che si prenda a cuore la tua pratica e la segua fino alla conclusione.
Amedeu e c.
Grazie della celere risposta.
Non volevo trovare un’ altra via volevo solo sapere se vi fossero delle direttive scritte in modo da non perdere troppo tempo in comune.
L’ USCE mi ha detto solo verbalmente di chiedere una DIA a seguito del sequestro in comune. E questo e’ quello che faro’ . Ma volevo sapere se vi fosse qualcosa di scritto che so legge direttiva a cui fare riferimento
Cordiali saluti Eugenio
Per Eugenio.
No, non ci risulta.
Amedeu e c.
salve a tutti, aiuto ! vorrei dei consigli su cosa fare , vi espongo il problema 3 anni fa ho acquistato questa abitazione vecchia lo ristrutturata ho cambiato tutti gli infissi ho rimoderato e fatto delle varianti interne l’esterno e rimasto invariato solo pulito e ritinteggiato il tutto fatto a regola con regolari progetti e poi concessioni approvate dal comune,adesso viene il bello l’abitabilità ! in catasto ne e venuto a galla che manca il foglio di tipo mappale hanno riscontrato praticamente che io in una stanza ho 7mq in meno risultano perciò le mie mura nel cortile del vicino anche lui inconsapevole avendo aquistato dopo di me cira un’anno fa,morale non mi possono fare l’acatastamento ,che faccio devo rifare l’acatastamento e tutte le spese che ne convengono a mio carico? il geometra dice che non spettano a me questi documenti allora gli avrebbero dovuti fare chi mi ha venduto la casa ,aiuto che pasticcio,vi ringrazio anticipatamente cordiali saluti
Per Franco.
Se abbiamo ben compreso, è errato il “tipo mappale” che posiziona , catastalmente, la tua casa sul foglio catastale in scala 1:1000 o 1:2000.
Se è così, devi per forza incaricare il geometra di “correggerlo”, o meglio di rifarlo ex novo.
La cosa strana è che, essendo, come dici tu, un vecchio edificio, compaia un errore del genere, che di solito si manifesta con la presentazione dei nuovi tipi mappali (se non fatti correttamente).
Relativamente alle spese, è pur vero che dovevano spettare a chi ti ha venduto la casa; la problematica sorge dal fatto che sono trascorsi 3 anni, e che non potrai risolvere la questione , se non tramite un legale, con naturale conseguenza di un ritardo, non calcolabile, ai fini del rilascio del certificato di agibilità.
Amedeu e c..
ciao, come posso “trasformare” una casa rurale di 90m2 per metà adibita a deposito attrezzi (completamente in regola), in una di civile abitazione già aumentata di 40m2 “abusivi”?
posso pagare una sanzione e ottenere la civile abitazione?
Per Maury.
Pagare una sanzione per 40 mq abusivi, riteniamo che sia poco fattibile, ed inoltre ti verrebbe a costare non poco.
Prima di muoverti in qualsiasi senso, contatta un tecnico professionista della tua zona e vedi con lo stesso come risolvere la tua situazione (ammesso che sia possibile).
Amedeu e c.
mi hanno accusato di abuso edilizio per una piscina di tipologia laghetto
(io la definisco di gomma) persino il costruttore delle piscine ha certificato
la definizione della mia piscina in questo modo: trattasi di piscina fuori terra
facilmente asportabile e non riconducibile in alcun modo al terreno su cui
posa se non per il proprio peso.è lunga 4mt. larga2mt. alta1mt. ma il tecnico comunale continua a definire la mia piscina di gomma una piscina
di tipo prefabbricato priva di autorizzazione DIA oltre al TAR che mi costerà uno sfacelo…. a chi posso rivolgermi per annullarla ho già provato con sindaco e assere all’edilizia ma fanno quadrato intorno al tecnico.
saluti dall’unica abusiva di piscine di gomma.
Per Marina.
Il problema delle piscine domestiche, per una Amministrazione Pubblica, è rappresentato principalmente dal consumo di acqua potabile durante il periodo estivo e che causa lamentele nella popolazione vicina.
Te lo diciamo per esperienza personale.
Questo se sei collegata all’acquedotto pubblico.
Se hai un pozzo (autorizzato), dovresti avere le analisi batteriologiche da presentare periodicamente alla ASL.
Altrimenti puoi riempirla chiamando le autobotti private e presentando le relative fatture datate.
Detto quanto sopra veniamo al problema piscina come manufatto edilizio.
Se questa non ha alcun collegamento stabile (tipo basamento o tubazione fissa per l’acqua e non è in struttura solida quale il metallo o similare), non vediamo come il tecnico comunale possa considerarla come manufatto edilizio.
Dovresti controllare bene quanto sopra , dopo di che dovresti fare una lettera raccomandata A R, con l’aiuto di un tuo tecnico, nella quale contesti loro, il tutto, punto per punto.
Amedeu e c.
Buongiorno,
Ho intenzione di acquistare ad un’asta giudiziaria una villetta costruita (fine lavori) a Maggio 2005, che ha alcune irregolarità edilizie che devono essere sanate.
Alcune di queste irregolarità hanno impatto paesaggistico.
Le chiedo gentilmente, dato l’ammontare delle spese (circa 50’000 Euro) se poi io possa rivalermi sul costruttore (direttore lavori e progettista) in quanto le DIA presentate regolarmente omettevano le irregolarità (forse anche in buona fede per errato calcolo delle volumetrie).
Grazie
Andrea
Per Andrea.
Non riusciamo a comprendere come possano vendere , in un’asta giudiziaria, un immobile parzialmente abusivo.
Comunque se lo acquisti, lo dovresti fare nelle condizioni regolarizzate e legali , con oneri e servitù connesse.
Per cui, a logica, eventualmente te lo consegnassero con le parti abusive, l’unica cosa che potresti fare, dovrebbe essere quella di ripristinarlo nello stato originariamente approvato; escludendo quindi ogni intervento, per tali motivi, contro il Direttore dei Lavori e l’Impresa.
Amedeu e c.
salve sono un geometra, un mio cliente ha edificato negli anni 70 un fabbricato di circa 45 mq da adibire come deposito attrezzi senza alcuna concessione. ad oggi viene utilizzato dalla figlia come prima abitazione; mi sono limitato a frazionare una piccola porzione di terreno limitrofa (in caso di sopralluogo da parte degli enti competenti sequestrerebbero solo quella);
le mie domande sono le seguenti:
1 – si puo donare il terreno con un immobile abusivo?
2 – in caso di riscontro di abusivismo edilizio c’è l’ordinanza di demolizione anche se risulta essere prima abitazione?
grazie
Per Tonio.
Riteniamo che si possa donare, però dovrebbe essere separato dall’edificio, che deve rimanere in testa al venditore, per lasciarne la paternità e la responsabilità dell’abusivismo allo stesso.
Tale operazione potrebbe essere fatta con il “diritto di superficie”.
Leggi questo nostro articolo
http://www.coffeenews.it/il-diritto-di-superficie-cosa-e-e-come-si-esercita.
In caso di accertamento dell’abusivismo, sempre a nostro parere, in quanto le valutazioni variano da Comune a Comune, molto probabilmente si arriverebbe alla demolizione, poichè, la stessa, non danneggerebbe nè comprometterebbe strutture esistenti.
Il fatto che la figlia lo adoperi come prima abitazione ha poca rilevanza tecnica, in quanto con tale scusa il Paese si riempirebbe di case abusive.
Amedeu e c.
Nel 1992 ho acquistato una casa di corte, dove l’ex inquilino aveva costruito un piccolo marciapiede di 80 cm x 6 mt la lunghezza della casa ,tutto questo in area in comune,a mia volta sopra questo marciapiede ho costruito una tettoia nel1997,dichiarando la tettoia in comune,possono i vicini decide se in caso di vendita la tettoia va demolita..posso ricevere solo via e mail la risposta?
Per Mela.
Dal 1992 sono trascorsi 20 anni per cui non hai nulla da temere, mentre per la tettoia 15 anni, (dovresti aspettare altri 5 anni per l’usucapione ventennale).
Per questa seconda struttura, devi restare altri 5 anni in buoni rapporti con il vicinato.
Amedeu ec.
Mia madre possiede una casa costruita negli anni ’60. Esiste uno scantinato interrato che non risulta nella piantina accatastata. Dovendo procedere alla vendita dell’immobile, il notaio richiede che lo stato dei luoghi corrisponda alla pianta accatastata. Come posso sanare il tutto? Ammesso che sia possibile accatastare lo scantinato in modo da risolvere il problema sotto l’aspetto fiscale, sotto il profilo edilizio cosa devo fare?
Grazie
Saluti
NIk
Per Nicola.
Il comune dovrebbe accettare una sanatoria, in quanto non è possibile effettuare una demolizione senza pregiudicare tutto il fabbricato.
Sarà onerosa.
Devi rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona, il quale ti suggerirà come impostare e presentare la pratica in Comune.
Amedeu e c.
Buongiorno Amedeu,
La ringrazio per la sua risposta del 26 Marzo in merito all’acquisizione della casa all’asta giudiziaria.
In realtà le irregolarità edilizie possono essere satane nei 180 giorni successivi al decreto di trasferimento. Non si può procedere a riportarla alle condizioni previste a progetto perchè ne verrebbe compromessa la stabilità (quindi la sanatoria consiste solo nel presentare la richiesta al comune per benestare della Compatibilità Paesaggistica, pagando le relative sanzioni – che sono molto onerose).
Ciò che però non comprendo è che si tratta di una casa costruita nell’anno 2005 (fine lavori a Maggio) ed è stata realizzata dal costruttore in maniera “irregolare” (si tratta di pochi centimetri di differenza rispetto al progetto che però vanno ad incrementare le volumetrie e le altezze dei muri perimetrali), il Direttore Dei Lavori ha dichiarato dunque il falso (o ha commesso un errore) quando ha completato la sua relazione. L’abitazione ha comunque ottenuto l’agibilità nell’anno 2010.
Se io procedessi nella sanatoria (pagando le sanzioni), potrei eventualmente chiederne rimborso al costruttore o al direttore dei lavori?
Grazie
Andrea
Per Andrea.
Dovresti affrontare la questione con un legale della tua zona portandogli l’intero incartamento.
Non è cosa da potersi chiarire con poche righe , non conoscendo fra l’altro la reale situazione.
Piuttosto, se l’irregolarità consiste in pochi cm che hanno influito sulla cubatura, potresti ricadere (adesso) nella tolleranza di cui al disposto della legge 70/2011 che ha modificato il DPR 380/2001 all’art 34 comma 2-ter che cita testualmente : “Ai fini dell’applicazione del presente articolo, non si ha parziale difformità del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità il 2 per cento”.
Amedeu e c.
salve qualcuno mi sa dire ho allungato la cucina che puo essere un 2 metri quadrati del balcone ho chiuso a muratura fino in alto senza nessuna licenza del comune “nn sapevo”mi hanno mandato i vigili sapete ba cosa vado incontro?mi dicono che ci sta l abbattimento?ma nn si puo fare nulla il tecnico del comune mi dice che nn puo entrare nella sanatoria e ne nel piano casa qualcuno swa come posso muovermi grazie
Per Lello.
Se il tecnico del Comune ha espresso il suo parere dopo avere esaminato la tua pratica, difficilmente riuscirai a fare qualcosa.
Non vediamo come possiamo aiutarti. Ci dispiace.
Amedeu e c.
grazie amedeu scusa se te lo chiedo tu 6 un tecnico ?cmq il tecnico del comune e venuto e mi ha detto che c e da ripristinare del tutto e poi?pagare anche qualche verbale?grazie della risposta
scusami ancora amedeu io questa cosa l ho fatta 3 anni fa e adesso si sono svegliata e sempre la stessa cosa?secondo voi c e il ripristino della cosa?grazie
Per Lello.
Come ti abbiamo scritto nella precedente risposta, si c’è il ripristino.
Tanto più che il tecnico del Comune che ha eseguito il sopralluogo, come ci hai detto, si è già pronunciato in quel senso.
Amedeu e c.
salve io e mio fratello dovremmo dividere una casa molto grande lasciata in eredita’ da mio padre ma a mio fratello hanno detto che la sanatoria è stata fatta pero’ mio padre non l’ha chiusa e siccome è una casa costruita vicinissimo alla strada non a 20 mt ma molto meno ci hanno detto che i vigili non farebbero chiudere la sanatoria( la casa comunque ha almeno 30 anni e anche di piu’ ) e quindi questo sig. ha detto che ci vorranno almeno dai 5 ai 6 mila euro per sistemare le cose è possibbile?
Per Annarita.
Da come lo racconti, sembra che questo signore abbia il potere di “sistemare le cose”.
Devi recarti in Comune, possibilmente accompagnata da un tuo tecnico di fiducia, e chedere cosa occorre per chiudere la sanatoria.
Probabilmente manchèrà il versamento degli oneri e può darsi anche qualche atto tecnico.
Se vuoi risolvere la cosa devi far fronte a quanto ti richiederanno.
Ti facciamo presente che l’usucapione può essere applicata nei confronti di privati (i tuoi vicini), ma non verso il Comune, presso il quale, la cui pratica, se non sanata, ti rimarrà perennemente aperta ed irrisolta.
Amedeu e c.
Ciao, sono proprietaria di un terreno di 1600 mq circa su cui è accatastato un immobile di 62 mq in categoria c2, volevo costruire una casa prefabbricata di legno di circa 140 mq, ovviamente con tutte le autorizzazioni del caso. Puoi dirmi se si può costruire ed eventualmente come devo comportarmi? Grazie mille per l’attenzione.
Per Emiliana
Il tuo terreno deve essere situato in zona urbanistica edificabile, secondo il Piano Regolatore o il Regolamento Urbanistico vigenti.
Dopo di che devi seguire le indicazioni di cui a questi nostri due articoli.
http://www.coffeenews.it/indice-di-fabbricabilita-di-un-terreno-cosa-e
e questo
http://www.coffeenews.it/edifici-di-civile-abitazione-parametri-e-standards-edilizio-urbanistici-da-rispettare.
Se rispetti tutte le condizioni, devi rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona per fare presentare un progetto edilizio in Comune.
Amedeu e c.
Salve Amadeu,vorrei un tuo consiglio a proposito di questo quesito.
Ho costruito un ricovero attrezzi in un oliveto di oltre 10000metri.Ora vorrei venderlo a un amico,che intende abitarci anche se saltuariamente.Io pensavo di chiedere un aumento di mq.per poter recuperare lo spazio per un angolo cottura,e un bagno chiedendolo come “piano casa”.
L’immobile e’ regolarmente costruito con concessione edilizia,catastato,ma dovrei chiedere il cambio di destinazione d’uso.definendolo “locale d’appoggio”intendendo con questo termine,un locale dove saltuariamente uno può abitarci ,dal momento che dista 12km dal centro abitato per cui sarebbe opportuno essere piu’ presente nel posto dove lui lavora;posso farlo o ci sono altre escamotage?Grazie.
Per Francesco
Se la zona è agricola, sappi, che ogni Regione ha la sua legge che la regola: alcune Regioni sono più permissive, ma normalmente tutte tendono a conservare lo status quo della destinazione di detta zona, che è quella di essere coltivata per prodotti agricoli.
Che ci risulti, per un ricovero per attrezzi agricoli non viene mai autorizzata la trasformazione di destinazione d’uso, a meno che il richiedente non sia coltivatore diretto con il “podere” in produzione.
A parte ciò, devi informarti presso l’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
Amedeu e c.
Salve Amadeu, le proporrei anch’io un quesito.
Premesso che siamo in Lombardia, zona agricola, fabbricato civile, ad uso abitativo regolarmente accatastato.
All’interno del lotto di proprietà, staccato dall’abitazione principale, è stato realizzato, senza titolo abilitativo, un box metallico ad uso autorimessa, rilevato e riconoscito come abusivo dall’agenzia del territorio che ha già provveduto ad assegnargli una rendita presunta!
Dal punto di vista catastale, dovrei procedere con l’inserimento in mappa e l’accatastamento ma, dal punto di vista urbanistico?
Dal momento che rientra nella superficie minima prevista dalla Tognoli, è possibile chiederne la sanatoria?
e ancora, Il Comune potrebbe non concederla?
Grazie in anticipo per l’attenzione che mi vorrete dedicare…
Per Emanuele.
Come sai, il catasto non è probatorio, e ciò che fa fede è solo l’autorizzazione comunale.
Molto dipende dal tipo di Copmune nelquale è stato eseguito tale manufatto.
In alcune Regioni, non sanano i box metallici, considerandoli precari ed antiestetici.
Per questo, devi sentire come agiscono presso il tuo Comune.
Se il tuo Comune accetta tali tipi di costruzione puoi anche sanarlo.
Amedeu e c.
Buonasera, io circa 6 anni fa’ ho costruito una casa registrata al catasto e firmata da un geometra del comune su terreno agricolo di circa 4 ha.
Oggi vorrei trasformarla ad abitazione per una parte della metratura del fabbricato e mi stanno facendo delle storie.
Mi chiedo ma se prima di costruire il fabbricato potevo costruire una casa colonica in funzione del fondo agricolo,oggi nn posso trasformare ad abitabile il mio fabbricato?!
Aiutatemi voi..
Grazie anticipatamente
Marco
Per Marco.
Ogni Regione ha una sua legge relativa alla edificazione nelle zone agricole, nessuna di esse coincide con le altre.
Quindi dovresti informarti presso il tuo Comune, cosa prevede detta legge regionale per la tua zona.
Normalmente, se l’edificio non è più adibito a fabbricato rurale, il proprietario, tramite un tecnico professionista, presenta una richiesta di “deruralizzazione” del fabbricato.
Questo deve avvenire sia per il Comune che per il Catasto.
Che ci risulti, non vi sono particolari difficoltà, salvo il pagamento di denaro (da sentire in Comune) e la variazione catastale, che comporterà un aggravio relativo alle tasse da pagare in futuro.
Amedeu e c.
buongiorno, volevo chiedere un informazione…mio papà circa 20 anni fa ha costruito la casa dove abitiamo tuttora…un muro perimetrale della casa per errore è stato costruito a circa 9,5 metri dal confine quando il minimo di legge era di 10 metri…fin ora nessuno si è accorto di niente neanche il comune che a suo tempo a verificato i progetti e rilasciato l’agibilità e tutte le concesioni del caso…il problema è nato ora che si pensa ad una eventuale possibilità di vendita della mia casa? il fatto che il muro sia a meno di 10 metri dal muro della casa confinte è un abuso edilizio? cosa succede se voglio vendere la casa? la situazione si può sanare in qualche modo?
attendo gentile risposta;
cordiali saluti
Per Francesco.
Che possiamo dirti? Fai finta di niente! Non sarebbe corretto da parte nostra.
Se conosci un tecnico professionista della tua zona, prova a parlargli della tua questione.
Amedeu e c.
Scusate vorrei avere una piccola informazione.
Oggi un tecnico incaricato dal Comune è venuto a casa, per informarci su una pratica relativa al condono del 1985. In poche parole, mio nonno (ora deceduto), fece la richiesta di condono al Comune (e quella risulta), ma non risulta altro. Mio padre ora, a distanza di 27 anni sta cercando di ritrovare quanti più documenti possibili. Come se non bastasse, il geometra che mio nonno incarico (è morto). Mio padre è certo che sia stato pagato tutto (sanatoria compresa) anche perchè altrimenti i vigili non avrebbero tolto i sigilli…o sbaglio! Il tecnico che venuto a casa, non è stato molto chiaro, ma ha detto che dobbiamo entro 30 giorni bloccare la pratica pagando 300/350 euro per “i tecnici incaricati” e poi dobbiamo ritornare in possesso di tutto il progetto ecc… E’ una situazione molta strana, anche perchè dopo 27 anni il Comune ci viene a dire che a “lui” non risulta nulla. Abbiamo la corrente, il gas, l’allaccio alla fogna e paghiamo da sempre tutte le tasse…mah…addirittura il tecnico ha parlato di possibile demolizione. Datemi un consiglio o qualche info. p.s. penso che servirà anche un’avvocato?
Per Giuseppe.
Per toglierti ogni dubbio, devi recarti in Comune, presso l’ufficio Edilizia Privata, e chiedere di vedere la pratica del tuo condono.
Dovresti farti accompagnare, possibilmente, da un tecnico o persona del mestiere.
Il tecnico comunale ti dirà cosa manca per chiudere detta pratica (Non è la sola rimasta aperta in Italia: purtroppo!).
A tua richiesta scritta ed a pagamento dei diriiti di segreteria, potrai avere anche una copia degli atti da te (da tuo nonno) presentati , compreso degli eventuali pagamenti di oneri di urbanizzazione e sanzioni varie.
Solo in questo modo, ufficialmente, sarai in grado di sapere come stanno effettivamente le cose.
Amedeu e c.