Associazioni ambientalistiche attaccano l’eolico. Ritorno al petrolio?

L’Italia, ormai lo sappiamo tutti è il Bel Paese per antonomasia.

Ricco di paesaggi indescrivibili,  di edifici storici imponenti, di opere d’arte, che nessun’altra nazione al mondo possiede, è il nostro vanto, e lo dobbiamo rispettare e mantenere per il futuro.

Fatto il punto di tale magnificenza, riteniamo sia corretto ed opportuno parlare anche delle necessità e dei correlativi problemi che hanno gli abitanti di questo magnifico paese.

Tralasciando i soliti discorsi sui disoccupati, sugli stipendi da fame, sul malcostume dilagante, che sembrano far parte, sempre di più, della nostra quotidianità, vogliamo affrontare un discorso molto semplice che ci auguriamo possa essere ricettivo per i nostri lettori, i quali sono sparsi in tutta la penisola, e non sono pochi; costoro si interessano di materie legate all’edilizia, all’urbanistica ed a altre connesse con le costruzioni, ed inoltre sono amanti del “Fai da te”, e quindi persone pratiche e non dottrinali ed astratte come invece accade ad altri

Basta eolico

Alcune associazioni ambientalistiche nostrane, con un comunicato stampa del 25 ottobre scorso si sono scagliate contro l’eolico, al grido di "Basta Eolico”

Roba da non credere! Costoro vogliono la televisione, il frigorifero, la lavatrice, lo scaldabagno , il girarrosto, il tostapane, il personal computer, il phon asciugacapelli, il rasoio elettrico, i condizionatori elettrici, e tante altre comodità; però non vogliono il petrolio ed il carbone che inquinano, hanno votato NO alle centrali nucleari, ed adesso, non sapendo a cosa altro attaccarsi, dicono di no anche alle fonti alternative non inquinanti.

Valutiamo quale disturbo arrecano le pale eoliche, se posizionate in luoghi adatti, lontano dai centri abitati e dai siti vincolati dalle Belle Arti ?

Non più di un traliccio metallico ENEL, e come questo non devono durare millenni.

Le associazioni ambientalistiche, forse non volendolo, stanno facendo il gioco delle lobby del petrolio

Eolico nel verde 1 1

Ma vediamo insieme la situazione dell’eolico al 15 giugno 2013:

Al 15 Giugno 2013 la situazione dell’eolico era la seguente:

In Italia
La mappa dell’energia del vento in Italia vede in testa la Puglia con 2.095,6 Megawatt (MW). In seconda posizione la Sicilia con 1.746,6 MW; completa il podio la Campania con 1.224,9. Poi tutte le altre: la Calabria a 1.026,9 MW; la Sardegna 1.025,6; la Basilicata a 391,2 MW; il Molise a 370,3; l’Abruzzo a 239,4 MW; la Toscana a 111,5; il Lazio a 51,1; la Liguria a 47,3; l’Emilia-Romagna a 21,2; il Piemonte a 12,8; il Veneto a 9,6; il Trentino Alto Adige a 2,7; l’Umbria a 1,5; la Lombardia a 1,4; le Marche a 0,5.

In Europa
A livello europeo i primi cinque Paesi per potenza installata sono: Germania (31.308 MW), Spagna (22.796 MW), Regno Unito (8.445 MW), Italia (8.383 MW), Francia (7.564 MW). In rapporto al numero di abitanti, però, al primo posto c’è la Danimarca; seguono Spagna, Irlanda, Portogallo, Svezia e Germania. In base all’estensione del territorio, è sempre la Danimarca a piazzarsi prima, seguita da Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Belgio

Secondo una stima di Legambiente, in uno scenario ”realmente sostenibile”, l’eolico potrebbe arrivare a garantire il 10% dei fabbisogni elettrici italiani complessivi. Il quadro attuale parla di 8.383 MW (Megawatt) installati in Italia, che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh (Terawattora) prodotti. Dall’inizio del 2013 questa tecnologia ha prodotto 7,8 TWh di energia elettrica, con un più 31,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. A maggio del 2013, in base ai dati di Terna, l’eolico ha garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese del 2012. Sia nel 2012 che nel 2013 il picco di produzione nazionale rispetto ai fabbisogni ha superato il 20%. Nell’area del centro sud vi sono momenti nella giornata, secondo i dati di Terna, in cui il contributo del solo eolico supera il 50% dei fabbisogni.”

Abbiamo attinto le informazioni di cui sopra da “Formiche – Analisi, commenti e scenari".  (www.formiche.net) del 15/06/2013.

Sono dati che fanno molto pensare, specie in questo un periodo di risparmio globale.

La spesa energetica è sempre stata quella che ha gravato maggiormente sul bilancio economico italiano.

L’eolico può essere l’energia alternativa, che insieme al fotovoltaico può renderci indipendenti energeticamente.

E’ stato appurato che un parco di 13 pale eoliche da 1,8 megawatt c.d. produce il fabbisogno elettrico per un nucleo abitativo di circa 75 mila persone.

La guerra al vento

Ci rendiamo conto a cosa costoro stanno facendo la guerra?

Come al solito, per salvaguardare il loro orticello; eppure vogliono avere le migliori primizie stagionali.

Ritorniamo al petrolio?

Con le prospettive di cui sopra vogliamo ritornare al petrolio?

Perciò, cari lettori, riflettete su tali argomenti, e fatevi una opinione personale.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

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