Compravendite e affitti senza APE e multe salate fino a 18 mila euro

Compravendite e affitti senza APE e multe salate fino a 18 mila euro; è quanto è stato deciso con il nuovo Decreto Legge Destinazione Italia, intendendo venire incontro a tutte le lamentele che erano state sollevate con il precedente Decreto Ecobonus (Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63, e testo coordinato con la Legge di conversione 3 agosto 2013, n. 90), dove si prevedeva la sola nullità dell’atto.

E’ una decisione che risulterà gravosa per quei tanti Italiani che ancora una volta si vedono toccare le poche finanze rimaste loro.

Ricordiamoci, che è una multa e che quindi non è lecito errare e poi non pagarla, ma prendiamo anche in esame il fatto che per ottenere un APE o Attestato di Prestazione Energetica da un Tecnico Professionista abilitato, occorrono dai 200 ai 400 euro di spesa.

Sanzioni già pesanti, nel caso di un contratto di compravendita, diventano discutibili per un contratto di affitto, anche se, come vedremo di seguito, saranno ridotte.

Ma rifacciamo un attimo la storia andando per gradi:

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge  Destinazione Italia

L’APE o Attestato di Prestazione Energetica, di cui al nostro precedente articolo al quale vi rimandiamo per opportuna conoscenza, e che è entrato in vigore con il Decreto Ecobonus nell’agosto di questo anno, sembrava potesse rendere nulli i contratti di compravendita e di affitto che ne fossero sprovvisti.

Si ricorda che nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento immobiliare a titolo oneroso o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari deve essere dichiarato dall’acquirente o dal conduttore di aver ricevuto l’Attestato di Prestazione Energetica, ed una copia dell’APE deve essere allegata al contratto

Contro tale decisione si erano alzate voci di protesta da ogni parte, non contro la necessità di questa certificazione, ma contro le sonore multe previste, suggerendo, in luogo della nullità, una multa di circa 500 euro; 

Con questo ultimo decreto si è tentato di ammorbidire quanto sopra, inserendo  una modifica.

Il Decreto Destinazione Italia ha abolito la nullità, ma ha alzato in maniera più che significativa l’ammontare delle possibili multe.

APE 1 1

Con questo ultimo decreto, nel caso di carenza della dichiarazione oppure nel caso che l’APE non venga allegato al contratto, non avremo più la nullità, ma i contraenti dovranno risponderne in solido pagando, in parti uguali, una multa, che può variare dai 3.000 ai 18.000 euro.

Nelle locazioni di singole unità immobiliari , la multa sarà applicata per un ammontare che va dai  mille ai 4 mila euro .

Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione sarà ridotta della metà.

In tutti questi casi, gli accertamenti delle violazioni sono condotti dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate

Un’altra novità rilevante è costituita dalla sanatoria retroattiva a favore di quei contratti che, sulla base della normativa finora vigente, erano stati dichiarati nulli.

Il decreto Destinazione Italia prevede, anche, che, se la sentenza con cui è stata dichiarata la nullità non è passata in giudicato, la nullità potrà essere sostituita da una sanzione

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di Amedeu

5 commenti

  1. Vogliono solo soldi a cosa serve l’APE?
    E poi dicono che vogliono la ripresa dell’edilizia, ogni D.L. carica di tasse sempre la casa.
    Siamo ormai nel caos, operando in questo modo ogni settimana nuovi decreti la gente è esasperata, non si ha più un futuro per i giovani.

    • Per Gino.
      L’APE è utile ai fini delle prestazioni energetiche: ciò che è discutibile riguarda le multe eccessivamente onerose e che possono rovinare una famiglia che non adempie.
      QAmedeu e c.

  2. in un condominio di tre appartamenti, al un piano terreno vi è un solo condomino e al primo piano vi sono 2 condomini, senza tabelle millesimali, come vengono suddivise le spese di riparazione della grondaia? E vero che il piano superiore paga più del piano terreno?

    • Per Rosy.
      Il sistema corretto di suddivisione delle spese è quello dei millesimi, tutti gli altri sono palliativi basati su supposizioni o invenzioni del momento.
      Amedeu e c.

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