Cosa sono gli “atti di emulazione”

Gli "atti di emulazione" sono definiti dal codice civile come "atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri.

Il loro divieto è sancito dall’art.833 del Codice Civile.

La parola "emulazione" se ricercata sul vocabolario di lingua italiana sta a significare "la nobile gara tra individui per superarsi a vicenda" (Questo nel senso buono del suo significato).

C’è però anche la definizione cattiva che li definisce come "il maligno esercizio del proprio diritto".

E’ appunto in questo secondo senso che l’art. 833 del c.c. considera gli "atti di emulazione".

L’art. 833 del C.C. conferma e sanziona il concetto importante sul "diritto di proprietà", che deve consentire ed assicurare un equibrio costante di concorrenza tra i proprietari, necessario per una coordinazione di singole energie nell’interesse superiore della collettività e dello Stato.

Si commette un "atto di emulazione" quando si viola intenzionalmente il dovere di coordinare il proprio con l’altrui diritto di proprietà, per cui sorge l’altrui danno, inteso questo non come una menomazione di un semplice interesse o vantaggio, ma come una lesione effettiva ed attuale di un diritto.

Un "atto di emulazione" è quello che in sostanza si compie nell’esercizio del diritto di proprietà, non mirando al conseguimento di un qualsiasi utile per chi lo compie, ma solamente con il proposito di arrecare danno , molestia, incomodo o pregiudizio ad un vicino.

L’atto riconosciuto emulativo , dovendo , ai sensi dell’art. 833 del cc.considerarsi illecito, produce la conseguenza della rimozione della molestia (demolizione dell’opera) o del  risarcimento del danno , anche in applicazione degli articoli 2043 e 2058 del c.c.

Facciamo adesso degli esempi esplicativi:

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Nell’immagine soprastante il proprietario "B", costruendo nel suo fondo il muro "abcd" (anche se a distanza legale dal muro "mno" dello stabile di "A"), compie un "atto di emulazione" avendo avuto solo lo scopo di limitare la veduta alla due finestre "f" ed "f1" legalmente aperte da "A", senza alcuna utilità per "B".

Il muro di "B" dovrà pertanto essere demolito.

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Nell’immagine soprastante figura a sinistra, il proprietario "B" potendo per l’articolo 904 del c.c. chiudere la luce legale"l"(esistente sul muro "mnop" di "A"), acquistandone la comunione e costruendo in appoggio ad esso (o costruendo in aderenza) un doppo muro ("edificio"), limita tale costruzione appunto ad un semplice muro "abcd", in aderenza ad "A", e che per "B" non ha alcun lecita utilità, ma solo la finalità di chiudere detta luce legale "l" di "A".

Tale muro "abcd" dovrà pertanto essere demolito

Nella seconda figura dell’mmagine soprastante, "B" ha piantato un alberello davanti alla "luce legale l"che con il crescere diminuirà notevolmente la quantità di luce che entra da tale apertura); è da considerarsi un atto di emulazione, in quanto è facile osservare che "B" aveva tanto spazio per piantare e far crescere l’alberello senza danneggiare "A".

L’albero"a" dovrà essere pertanto rimosso

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Infine passiamo all’ultima immagine soprastante.

"A" è il proprietario di una villa che per la sua posizione più elevata gode di una veduta panoramica attraverso il fondo contiguo di "B" tenuto a semplice giardino con piante basse. La piantagione che "B" fa di un filare di alberi "abcd" sulla parte più alta del suo fondo, in prossimità del confine RS con il fondo di "A" (anche se alle prescritte distanze legali di tali alberi dal confine stesso), è da considerarsi un "atto di emulazione", per cui detti alberi dovranno essere rimossi.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

29 commenti

  1. la mia abitazione sorge su un terreno confinante con un lotto che sta per essere edificato e che finora era caratterizzato da un’unica abitazione sul lato più lontano dal confine. Poichè in zona sono stati rinvenuti resti archeologici, l’intendenza dei beni culturali ha ordinato lo scavo di trincee per verificare l’edificabilità del lotto. Tali scavi sono stati effettuati a circa 7 mt dal nostro confine e il proprietario del lotto ha ammassato tutto il materiale di risulta dello scavo sul confine a ridosso del mio muro di cinta (eretto esclusivamente sul mio terreno). Successivamente la trincea scavata a ridosso del confine è stata ricoperta, ma senza utilizzare tale materiale di risulta che è rimasto, nonostant ele mie ripetute richieste a ridosso del suddetto muro. Anzi la risposta del costruttore è stata: “a casa mia faccio come mi pare”. Il materiale di risulta è alto quanto il muro di cinta ed è inutile dire che tale cumulo di terra sporca continuamente il pavimento esterno della mia abitazione. Il costruttore ha anche addossato a questo muro (ripeto di mia esclusiva proprietà) del materiale edile che sta rovinendo la siepe rampicante ventennale addossata a tale muro. Ho spedito una diffida ad eliminare tali situazioni ma adesso la mia domanda è: se il costruttore non dovesse ottemperare che mezzi ho per far valere le mie ragioni ? … sempre che io ne abbia.

  2. Per Pamela.
    Il tuo caso rientra nell’articolo 890 del codice civile che prevede che in caso di appoggio ad un muro di confine di sostanze umide o che possono portare
    danni alla struttura del muro (con la loro spinta, la loro umidità a causa del trattenimento di acque piovane ,o di qualsiasi altra natura) tale appoggio deve essere solo temporaneo.
    Se il confinante non ottempera devi fargli scrivere una lettera da un avvocato.
    Amedeu e c.

  3. Salve, la mia abitazione e a confine o meglio tra la mia abitazione e l’altra un muro di contenimento in blocchi di tuffo che delimita il confine,io mi trovo nella parte più bassa .Il confinante ultimamente ha piantato delle piante a medio arbusto,e a oggi queste sono diventate grandi. Il problema non sono le piante, ma quando innaffia, filtra l’acqua allagandomi il garage che si trova a sei metri dal muro e tutto l’altro che viene prima. Sembrerebbe che l’acqua che lui da alle piante e in abbondanza dato che per smaltire ci vogliono circa due giorni sino alla prossima innaffiatura. grazie

  4. Per Roberto.
    Non si tratta di un atto di emulazione, ma è senza dubbio un danno che il vicino ti sta causando.
    Suggerimenti: per prima cosa parla con il confinante in maniera da persuaderlo a trovare una diversa soluzione.
    In caso contrario devi fargli scrivere una lettera da un legale minacciandolo di fargli causa per danni.
    Amedeu e c.

  5. Sono Giovanni e sono rimasto particolarmente soddisfatto per l’esauriente risposta al mio quesito riguardante la distanza di piantumazione di alberi dietro la finestra di casa mia.
    Ringrazio di cuore e continuate così.

  6. Vivo in una corte dove, per uscire sulla via comunale, attraverso 3 piccoli mappali di terreno di altrettanti proprietari. Da 80 anni esatti, (1931) esiste carta sottoscritta dai proprietari all’epoca dei terreni (con indicati i relativi numeri di mappale) in cui veniva concesso il transito a mio nonno, titolare della casa, da me alcuni anni fa ereditata, in cui ora vivo.
    Purtroppo, il vicino, che vive nella corte da non più di 7/8 anni, da un certo periodo, anziche’ parcheggiare l’autovettura nel garage, come faceva i primi anni, la lascia fuori, (per pigrizia) notte e giorno, posizionandola davanti a parte del portone che da’ sul mio cortile; pertanto, entrando ed uscendo, con l’auto, sono costretto a fare degli slalom per poter transitare. Puo’ il vicino lasciare l’auto in quel posto con l’autorizzazione in mie mani che dava, dal 1931, ampio accesso a mio nonno e familiari sui 3 mappali, per transitare dalla corte sulla via comunale?

  7. Per Davide.
    Va letta l’autorizzazione, che senza dubbio è una scrittura privata su di un foglio normale; devi quindi farla vedere da un legale, il quale, letta la medesima ,saprà consigliarti la migliore via da seguire
    Amedeu e c.

  8. la scala è in comune salgo e a sinistra entro a casa mia, a destra dove la mattina sulle scale potrebbe entrare il sole mi trovo perennemente chiuso un enorme cancello in ferro pieno inoltre non posso affacciarmi perchè a ridosso del cancello lato destro è attaccata una raggiera sempre a ferro pieno,mi preclude la vista la luce solare cosa posso fare .la ringrazio in anticipo.

  9. Per Alo.
    Gli articoli 900/907 del codice civile parlano delle luci e delle vedute.
    Nel caso di vedute si alzano delle barriere, entro le altezze stabilite dalla legge, quando si ha una veduta diretta nel fondo del vicino, il quale vuole conservare la sua privacy.
    Nei sopradetti articoli non si trovano però citate le scale ed i pianerottoli
    Non si ha veduta nel caso di scale e di pianerottoli, in quanto lo scopo permanente e normale di questi e di permettere la salita ai vari piani, e non quello occasionale di guardare nel fondo del vicino.
    Per cui, riteniamo, che tramite un tuo legale, potresti chiedere ai vicini di rimuovere le barriere.
    Amedeu e c.

  10. vivo in un immobile composto da piano terra, primo e mansarde e gli appartamenti posti al piano terra hanno un piccolo giardino di proprietà. I singoli giardini sono divisi da reti alte circa 1,50 metri. L’immobile è posizionato a ridosso di una collina per cui vi è un muro di contenimento alto circa 3 metri in fondo ad ogni giardino. Gli appartamenti al piano terra e posti sul retro dell’ingresso, come il mio, hanno il sole poche ore al giorno (nel mio caso specifico ca. dalle 10 alle 15) e, anche per questo motivo, la rete messa è a maglie larghe. Nell’appartamento a fianco al mio è arrivato un nuovo inquilino e mi ha posizionato una rete frangisole molto spessa e altra ca. 2 metri per cui praticamente ora ho un piccolissimo spiraglietto di sole solo nella parte più lontana rispetto ai locali che si affacciano su esso(fate conto che il giardinetto è di ca. 40/50 metriquadri). Impensabile rivedere il sole all’interno di casa o sul prato. ma vedo il sole sotto la tenda perchè ovviamente lì si ferma non riuscendo a penetrarla. Ho già, bonariamente, chiesto di poterla toglierla o almeno abbassarla spiegando le motivazioni ma niente… e’ stato contattato sia l’amministratore che il padrone di casa ma, per tutta risposta, hanno chiesto il regolamento condominiale che ovviamente non contempla questa casistica. Ho scelto questo appartamento proprio per la posizione e il sole quanto basta quanto basta ma proprio niente non mi sembra una cosa giusta…

    • Per Gabriella.
      Sembrerebbe proprio un atto di emulazione.
      Hai provato la via bonaria, ed adesso deovresti intraprendere, ammesso che tu sia d’accordo, la via legale.
      Devi, però dimostrare che tale rete è stata installata da questo inquino, e che precedentemente non c’era.
      Amedeu e c.

  11. condivido con l’inquilino del piano di sopra la proprietà di un cancello, che lui volutamente lascia aperto tutto il giorno e scende la sera a riaprirlo se lo trova chiuso, solo per farmi un dispetto perché sa che lo voglio chiuso altrimenti entrano i gatti a fare i loro bisogni sotto le mie finestre. ogni giorno è una battaglia, parto la mattina che lo chiudo, arrivo la sera che è aperto, e nel momento stesso in cui lo chiudo dopo 1/2 ora scende lui e lo apre apposta, come posso agire?è da considerare emulazione?vi rpego aiutatemi perché la situazione diventa davvero insostenibile.. anna

    • Per Anna.
      Vi sono persone che controllano cento volte al giorno che i rubinetti dell’acqua o del gas siano o meno chiusi.
      Può darsi che quella del tuo vicino sia una mania che scambi per cattiveria?
      Valuta la cosa anche da questo punto di vista e se fosse così, che puoi farci? Poco o nulla.
      Amedeu e c.

  12. Salve, dire che sono disperata è dire poco, spero davvero in un suo aiuto.
    Arrivo al dunque; abito al primo piano di un condominio di due piani e il vicino del piano di sopra ha posizionato dei vasi da fiori a ridosso della ringhiera del suo balcone che oltre a provocarmi uno stillicidio continuo, quando da l’acqua alle piante, lo stesso ha un cane che puntualmente quando esce sul balcone fa pipí sui suddetti vasi da fiori con la conseguenza che mi ritrovo spesso e volentieri il balcone e la ringhiera sporca di urine. Vi lascio immaginare la puzza che ne consegue, al punto da impedirmi di lasciare le porte aperte. In precedenza gli avevo fatto notare il problema bonariamente, chiedendogli cortesemente di provvedere. Nell’occasione lo stesso mi disse che era a conoscenza del fatto e che in effetti il cane non dovrebbe uscire sul balcone perchè, testuali parole, “non appena vede fiori e piante lui fa pipi”. Premetto comunque che il cane viene portato giù per i bisogni. Purtroppo però la situazione da due anni a questa parte non è variata per niente, non so più cosa fare. Secondo lei, la gegge tutela casi di questo genere, oppure come mi ha detto l’amministratore, non c’è niente da fare? Se ha suggerimenti, sono felice di accettarli. Grazie mille

  13. La ringrazio per il consiglio, lo seguirò senz’altro.
    Spero che in questa circostanza la legge possa davvero tutelarmi. Le chiedo un’ultima risposta, in merito a questo mio dubbio cosa ne pensa, ha conoscenza di casi come questo? Grazie mille

  14. Forse mi sono espressa male, intendovo chiederle se era a conoscenza di
    sentenze che danno ragione al colui che denuncia. Insomma se qualche Giudice si è mai espresso a favore di qualche condomino che come me ha subito questi “comportamenti” incivili……..
    ma va bene lo stesso. sabrina

  15. La mia casa affaccia a una corte abbastanza grande che serve anche di passaggio a altre abitazioni. La proprietà del cortile è privata, appartine a uno dei condomini che però è spesso fuori e è la persona che mi ha venduto casa. Il signore, pur senza formalizzare l’atto, mi ha dato quello che lui chima ‘uso esclusivo’ qualora io volessi metterci fiori, vasi ornamentali, un motorino. Io ci tengo la bicicletta. Direttamente confinanti con la mia proprietà ho i vicini più prossimi, che usano la corte per fare giocare il loro bambino al pallone insieme a due o tre amichetti. Ho già fatto abbondantemente capire quanto la cosa mi dia fastidio, ma a neinte sono servite le parole. Premetto che non abbiamo un amministratore, perchè siamo più situazioni differenti- i vicini per esemio accedono alla loro abitazione dalla strada e sono in uno stabile, io invece accedo dalla corte

    • Per Ruth.
      Devi assicurarti che il padrone della corte non abbia dato l’autorizzazione anche ai vicini per farvi giocare i loro figli.
      Puoi sincerartene contattandolo, e nel caso negativo deve essere il medesimo ad intervenire, non avendo tu alcun diritto scritto su tale corte.
      Amedeu e c.

  16. Buongiorno , vorrei un parere . Abito in un condominio tipo villetta a schiera , ho una finestra che si affaccia sul giardino dell altro condomino , giardino in uso esclusivo mi ha messo una fila di sedie in modo che io non riesco più ad aprire la persiana come mi posso comportare ? La ringrazio

    • Per Mirella.
      Diciamo che dal punto di vista della riservatezza il vicino ha le sue buone ragioni, in quanto difficilmente si trova una finestra che prospetta, al piano terreno, sul giardino altrui.
      Comunque se tale situazione è in essere ed è nata con la casa, il vicino non può ostacolarti di aprire le persiane.
      Si tratta di un atto di emulazione di cui all’articolo 833 del codice civile.
      http://www.coffeenews.it/cosa-sono-gli-atti-di-emulazione
      Amedeu e c.

  17. Salve,volevo un consiglio,ho acquistato un immobile indipendente circondato su due lati con strada,un lato con un immobile abbandonato e sul quarto lato dei vixini che ci stanno creando svariati problemi e perseguzioni.
    Hanno una finestra ad altezza d uomo che si affaccia proprio sul mio immobile ed è un continuo di sguardi e minacce ai miei cani,posso mettere una rete frangisoleG alta 2mt distante 10cm dal muro di cinta condiviso che dista già 3mt dalla loro abitazione per mettere in sicurezza la mia privacy oltre che i miei cani?Grazie

  18. Buon pomeriggio. Ho una terrazza di circa 5×5 metri su cui si affacciano 6 finestre dei miei vicini: le 3 più basse sono a 170 cm dal suolo e le altre 3 sono sopra e molto in alto (3/4 metri) .
    Il punto è questo: al momento a circa 1 metro dalle finestre ho messo delle vasche di piante che crescono in altezza (bambù) e coprono in parte le 3 finestre basse (i bambù sono alti circa 2 metri e le finestre arrivano ai 2,5 mt) ma essendo delle piante molto rade non mi offrono la privacy che cerco!
    Sto perciò valutando un’alternativa che mi garantisca la privacy che vorrei ma senza incorrere nel tanto temuto atto di emulazione..
    Quale di queste soluzioni può andare bene?
    1. sostituire bambù con fioriere con grigliato per rampicanti dalla trama fitta
    2. mettere un pergolato oppure gazebo con tende
    3. mettere una tenda a vela con un’inclinazione ad hoc

    vi ringrazio in anticipo,
    da sola non ne vengo proprio fuori!!

    • Per Silvia.
      A nostro parere qualsiasi azione tu faccia per modificare lo stato attuale farà infuriare i vicini.
      Eppure tu hai diritto alla tua privacy, ma purtroppo non è semplice ottenerla.
      Le canne di bambù (Te lo diciamo per esperienza) sono infestanti e non permettono ad altre piante di vivere sotto di esse.
      Pensavamo difatti di consigliarti di non toglierle, ma di piazzare nelle zone libere dei bambù, delle piante rampicanti o similari e che possano aumentare il volume della parte bassa delle canne stesse.
      Potresti, comunque, provare, a mettere dei vasi con delle piante resistenti ai bambù, ma dovresti consigliarti con dei vivaisti o fare una ricerca adeguata su internet.
      Amedeu e c.

      • Ciao, grazie della risposta..seguirò il vostro consiglio e aggiungerò delle piante per aumentare lo spessore utilizzando dei vasi a parte! Ho deciso inoltre di acquistare un bell’ombrellone in modo da schermarmi almeno un pochino dalla vista dei vicini senza dare adito a lamentele..
        Grazie ciao!!!

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