Costruzione molto semplice di un tetto ventilato.

A cosa serve un tetto ventilato? Il tetto ventilato serve a ridurre il calore nel periodo estivo, e favorisce lo smaltimento del vapore acqueo durante il periodo invernale, asciugando le eventuali infiltrazioni di acqua e le condense.

E’ considerato un’opera importante per la coibentazione ed il risparmio energetico.
 
Come abbiamo visto in altri nostri articoli, il tetto ventilato può essere realizzato tramite  pannelli di polistirene espanso sintetizzato e stampato con cunicoli, ed accoppiato con soprastante lastra rigida; ma i sistemi che si trovano in commercio sono vari, come lo sono i prezzi a mq per realizzare questo tipo di struttura.

In questo articolo vediamo un tipo di tetto ventilato, realizzato con listelli di legno opportunamente fissati, e lastra superiore di Polistirene Espanso Sintetizzato di forma parallelepipeda, accoppiata ad una guaina di elastomero bituminoso con la superficie superiore ardesiata.

Come vedremo nell’immagine sottostante, il tetto nel quale si eseguono questi lavori, ha la struttura portante in legno, in travi e travicelli da cm 8×8 convenientemente inchiodati alle travi stesse.

Sopra i travicelli sono state stese le mezzane o pianelle di cotto, delle misure di cm 12x25x3 (potevano essere usate anche della misura di cm 30x15x3).

A questo punto, la corretta tecnica edilizia comporterebbe la realizzazione di un massetto (anche alleggerito tipo Leca) dello spessore di almeno 4 cm, armato con una rete elettrosaldata (Indicata la 10×10 e diam. da mm 6).

Sopra tale massetto andrebbero inchiodati i listelli di legno, posti nei due sensi del tetto: poi inchiodata sopra ai listelli una lastra o pannello di cm 0,6/1,00 di compensato a scaglie compresso.

Infine incollato (con idonea colla) il pannello di Polistirene Espanso con guaina bituminoso soprastante, ed infine posato il manto di tegole e coppi convenientemente murato

Il progettista, con il direttore dei lavori, su commissione naturalmente del proprietario, hanno invece scelto una soluzione più economica, che pur non avendo gli effetti desiderati e raggiunti da quella sopra citata, garantirà comunque al tetto una buona coibentazione termica ed una appropriata ventilazione.

Vediamo quindi questa soluzione più semplicistica.

Dopo la stesura delle mezzane, è stato provveduto a stuccarle attentamente, con malta di calce (o anche bastarda), in corrispondenza di tutti i suoi giunti.

La procedura per realizzare questo tetto ventilato è veramente semplice ed anche poco costosa: il maggior costo viene da un ottimo pannello di polistirene espanso (della ditta Elleessewww.elleesse.com) dell’altezza di cm 10, che al magazzino edile ha il costo di euro 14,00 circa al mq. Da considerare però che la parte superiore di tale pannello è incollata alla guaina impermeabile ardesiata da 4 mm di spessore.

Tale guaina, su due lati è più larga di 10 cm del pannello, in maniera che può sovrammontare e sigillare i pannelli limitrofi durante la loro posa in opera.

Ogni 2 travicelli, ed esattamente alla distanza di 50 cm, si inchiodano dei listelli in legno (detti "correnti o correntini") che hanno la sezione di cm 6×3 e devono essere piazzati per tutta la lunghezza, in pendenza, della falda.

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Sopra questi "correnti"  si devono inchiodare altri correnti in legno della stessa sezione, ma posti orizzontalmente e paralleli alla linea di gronda.

Nell’immagine soprastante abbiamo la visione iniziale del lavoro relativo all’inchiodatura dei correnti, ma che comunque ci dà già l’idea dell’opera da eseguire.

I correnti perpendicolari fra di loro creeranno dei riquadri da cm 50×50 circa.

Inchiodati tutti quanti, dovremo passare alla posa in opera dei pannelli di polistirene  con sopra la guaina.

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Non possiamo usare chiodi o viti per fermare i pannelli ai listelli di legno, in quanto si dovrebbe forare la guaina bituminosa, ed allora dovremo usare una idonea colla per pannelli, reperibile presso ogni magazzino edile,  la quale fisserà strettamente i due componenti del tetto ventilato.

Il peso del manto di embrici soprastante contribuirà poi alla sua definitiva stabilità.

Sopra la guaina ardesiata, potranno poi essere murati, a partire dalla gronda, le tegole e i coppi, oppure gli embrici, a secondo della scelta del proprietario.

Come abbianmo detto  nell’articolo precedente, la gronda dell’edificio è stata costruita con mezzane in cotto.

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Osservate attentamente la sezione soprastante: sopra il terzo filo delle mezzane della gronda è stato incollato un tavellone a 4 fori (con retina anti volatili fissata all’esterno).

L’area proveniente dai fori dei tavelloni entrerà nel vuoto dei listelli, sotto i pannelli di polistirene, con direzione colmo del tetto (vedere il particolare del colmo nel precedente articolo),  per cui si formerà un flusso d’aria di circolazione che manterrà il tetto, fresco d’estate e toglierà l’umidità di condensa durante l’inverno.

Ritorneremo comunque su questo argomento, appena il lavoro in cantiere ci permetterà di farvi vedere anche la parte successiva.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA

di Amedeu

3 commenti

  1. Salve,

    sul tetto della mia abitazione costruita nei primi anni 60, fatto con travi tipo Varese e tavelloni, vorrei applicare un pannello di isolamento termico in fibra di legno dello spessore di 18 cm con relative guaine freno a vapore e impermeabilizzante, e per ultimo la ventilazione.
    Il responsabile dell’impresa edile contattato mi ha consigliato di posare sul tavellonato un massetto di calcestruzzo con rete elettrosaldata dello spessore di 4-5 cm in modo da poter “aggrappare” si di esso i pannelli isolanti.
    Nel timore che il massetto potesse appesantire troppo il tetto ho contattato un tecnico il quale, nel confermare i miei timori, mi sconsiglia l’esecuzione del masseto, soprattutto nella parte del tetto con le travi più lunghe (8 m).
    Lo stesso tecnico inoltre mi avvisa che per agganciare i listelli di legno non è nemmeno possibile eseguire dei fori nelle travi tipo Varese in quanto quest’ultime si indebolirebbero.
    Potreste per cortesia indicarmi se esiste un modo per aggancaiare i listelli e la fibra di legno alle travi tipo Varese diverso da quelli menzionati sopra?

    Grazie.

    Franco

    • Per Franco.
      Sono quesiti strutturali, per i quali, devi comprendere, hai giustamente contattato un tecnico della tua zona, il quale oltre che alla responsabilità che si dovrà prendere ti rimetterà anche una giusta parcella.
      Fra l’altro, nel tuo caso, occorre un sopralluogo per prendere visione della situazione.
      Amedeu e c.

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