Errori catastali e richieste di allineamento.

Si fa seguito ad un nostro articolo relativo alla legge 122 del 30 luglio 2010, relativa all’aggiornamento delle planimetrie catastali ed in particolare al momento dei contratti di compravendita, per dare delle altre delucidazioni in merito ai nostri lettori.

La legge122/2010 convertiva il DL 78/2010  che entrava in merito della legge n°52 del 27 febbraio 1985  “Modifiche al libro sesto del codice civile e norme di servizio ipotecario, in riferimento alla introduzione di un sistema di elaborazione automatica nelle conservatorie dei registri immobiliari".

 
Il Decreto legge del 31/05/2010 n. 78 Articolo 19 ha modificato in tal senso l’art 29 della legge 52/85 con la seguente aggiunta (in vigore dal 1 luglio 2010):
 
 
Negli atti con cui si concede l’ipoteca o di cui si chiede la trascrizione, L’immobile deve essere designato anche con l’indicazione di almeno tre dei suoi confini.
 
 
“1-bis. Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati gia’ esistenti devono contenere, per le unita’ immobiliari urbane, a pena di nullita’, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformita’ allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformita’ con le risultanze dei registri immobiliari”.
 
Premesso quanto sopra, evidenti errori catastali, nati, magari, molto tempo fa, e mai corretti, hanno creato molte problematiche  che si presentano normalmente al cittadino.
 
Quando la persona interessata si accorge dell’errore esistente nella sua scheda catastale deve obbligatoriamente effettuarne la correzione.
 
A tale proposito l’Agenzia del Territorio (ufficio del catasto) ha messo a disposizione del cittadino un indirizzo telematico molto importante  (www.agenziaterritorio) nel quale può trovare tutte le spiegazioni e l’aiuto necessario.
 
 
 
L’Agenzia precisa inoltre che:
 
“In caso di errori riscontrati nei dati catastali riguardanti i propri immobili, gli interessati possono richiederne la correzione nella banca dati del catasto.
La domanda di correzione può essere presentata presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio o, in alcuni casi, utilizzando il servizio online Contact center.
Il richiedente  deve indicare nella richiesta di correzione le proprie  generalità, i dati catastali dell’immobile, la situazione riscontrata e le notizie utili alla correzione dell’errore.
Di seguito tutte le informazioni utili per ottenere la correzione dei dati catastali, la guida e l’accesso diretto al servizio online Contact center".
                                                          (ACCEDI AL SERVIZIO)
Il cittadino cliccando il sottostante  link, entrerà nel sito dell’Agenzia trovando assistenza e risolvendo molti dei suoi problemi.
 
Fino ad oggi gli errori catastali hanno inciso negativamente sull’iter burocratico dei contratti di compravendita o su dichiarazioni di ordine fiscale, tanto che le discordanze fra il medesimo e l’ufficio dei Registri Immobiliari (ex Ipoteche) ha generato non pochi disguidi.
 
Il mancato aggiornamento del catasto, la sua non conformità  alle situazioni reali, allo stato di fatto dei luoghi, i mancati aggiornamenti di immobili variati a seguito di modifiche, ristrutturazioni, frazionamenti, lo hanno reso impreciso, ed inaffidabile
 
Che il catasto non sia probatorio (non costituisce forma di legge) può essere accettato, ma tale situazione di carenza di aggiornamento, ha finito per sminuirlo e renderlo inaffidabile, creando solo una fonte inesauribile di burocrazia cartacea.
 
Finalmente con l’allineamento del Catasto con la Conservatoria dei Registri Immobiliari, va a cambiare una situazione  che era diventata paradossale.
 
Con il DL 78/2010, finalmente il legislatore va a metter in ordine una materia (quella catastale) così importante per il cittadino e per il patrimonio edilizio nazionale.
 
Quanto il legislatore abbia dato giustamente importanza all’allineamento del catasto è risultato evidente dalla sanzione che va a colpire chi effettua un atto di compravendita senza che vi sia corrispondenza fra atti catastali e stato reale.
Tale atto potrà essere reso nullo.
 

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA

 

di Amedeu

391 commenti

  1. devo acquistare un immobile una parte di villetta quadrifamigliare il geometra ha constatato che lo stato attuale di una finestra di una stanza su strada e difforme dall’accatastamento a suo tempo fatto e spostata di circa 50 centimetri e non corrisponde con la sanatoria a suo tempo presentata.il geometra del venditore ha presentato una variazione al catasto,facendo combaciare lo stato di fatto con la pianta catastale, senza apportare modifiche
    al progetto in sanatoria che e’ difforme dallo stato di fatto della finestra da me
    constatato. secondo alcuni professionisti il venditore deve fare una super scia
    ed io posso oppormi alla stipula dell’atto di acquisto per difformita ai senzi di legge. puo’ darmi un consiglio grazie anticipatamente. renato

    • Per Renato.
      In effetti la finestra non solo va variata sulla planimetria catastale, ma di regola dovrebbe essere approvata anche dal Comune.
      Inoltre è una modifica al prospetto, (forse di poca importanza se posta sul retro della casa).
      Volendo attenersi, strettamente, alle leggi va seguita tale via, per cui puoi opporti alla stipula del contratto.
      Amedeu e c.

      • Caro Amadeu,apprezzo molto le tue risposta ora debbo farti io una domanda.
        Anni fa mio padre donò a me e a mio fratello una metà a testa di un fondo,riservando per se e mia madre l’area poderale ed il fabbricato. Lo scorso anno mio padre è deceduto e così poco dopo abbiamo iniziato la pratica di successione. Abbiamo incaricato un tecnico, che per prima cosa ha dovuto fate l’accatastamento del fabbricato.Dal sopralluogo fatto e dalle misurazioni è emerso che una mia particella confinante con tale area,si sovrapponeva a tale area tagliando quasi in due lo stesso fabbricato.Questa nuova particella veniva intestata oltre che ai miei genitori anche a me.Interpellato un notaio, questi diceva che il tecnico aveva sbagliato e che avrebbe dovuto fare solo un allineamento.Il tecnico ribadiva che l’allineamento era quello che lui aveva fatto e che quella porzione di fabbricato ed area poderale ora intestata anche a me, si dovrebbe correggere con un atto nel quale io cederò una metà a mio fratello, così come era la volontà di mio padre, ma quale la via giusta?Ti ringrazio anticipatamente……..Michele.

        • Per Michele.
          Purtroppo è una di quelle domande per le quali non possiamo dare una risposta, in quanto occorrerebbe prendere atto della documentazione catastale e di quella allegata ai contratti, nonchè di eventuali passati frazionamenti che possono avere creato il disguido del quale ti lamenti.
          Amedeu e c.

          • Grazie, comunque, per la velocità della Tua risposta; ora, ancora una domanda.La legge sull’ “allineamento”, mi pare di aver capito, che dà maggiore importanza al Registro Immobiliare. Ora visto che gli atti in n/s possesso e la volontà delle parti: la mia, quella di mio fratello e quella di mia madre, di cui io sono amministratore di sostegno sostengono, senza nessun attrito tra di loroi, che l’area poderale con il fabbricato sono dei miei genitori, si può fare l’allineamento in tal senso, evitando di fare un atto notarile per rimettere le cose così come mio padre le aveva lasciate, prima che il tecnico scoprisse la sovrapposizione della mia particella all’area poderale nonchè ad una parte del fabbricato?…….per l’eventuale atto notarile ci anno chiesto circa 2500 Euro. Scusandomi se Ti rubo del tempo e ringraziandoTi anticipatamente, spero possa Tu darmi una ulteriore risposta. Con ammirazione………..Michele.

          • Per Michele.
            la risposta valida è quella che ti abbiamo dato in data 09/11/2014 alle 16:00
            Amedeu e c.

          • L’ACCATASTAMENTO E’ STATO EFFETTUATO X QUESTI FABBRICATI CHE INSISTONO SU PIU’ PARTICELLE ATTIGUE. A FINE NOVEMBRE 2014, L’AGENZIA DELLE ENTRATE CI NOTIFICAVA UNA MULTA PER TARDIVO ACCERTAMENTO DI QUEGLI IMMOBILI X 750 EURO, CHE REGOLARMENTE ABBIAMO PAGATO. NELLA NOTIFICA , PERO’, NON INDICAVA TUTTE LE PARTICELLE INTERESSATE, ED ORA A DISTANZA DI UN ANNO CI NOTIFICA UN’ALTRA MULTA PER CIRCA MILLE EURO, INDICANDO LE PARTICELLE NON MENZIONATE NELLA PRIMA NOTIFICA. E’ GIUSTO ? OPPURE LA MULTA DOVEVA ESSERE SOLO UNA VISTO CHE E’ STATA EFFETTUATA UN’UNICA RICHIESTA DI ACCATASTAMENTO? TI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA TUA RISPOSTA E TI AUGURO UN BUON LAVORO ……..MICHELE
            .

          • Per Michele.
            Riteniamo tu abbia ragione, però la difficoltà la troverai nel farlo comprendere alla parte avversa.
            Forse ti converrebbe fare un ricorso, tramite legale, alla commissione tributaria.
            Amedeu e c.

  2. salve ho una domanda un po’ complessa le chiedo se puo’darmi una risposta prima di intervenire con un legale,,,,,nel novembre del 2006 ho firmato un preliminare che mi vende al 2° ed ultimo piano 4,5 vani ,e a parte mi veniva dato un prospetto di costruzione soppalco, a meta’ dicembre all’atto mi vende al secondo piano li x li non vedo nessun errore,, tra una cosa è l’altra dopo 1 anno incarico ilmio architetto x i progetti di ristrutturazione, con creazione di soppalco, poco tempo dopo mi arriva una raccomandata della venditrice che mi chiede i danni perche’ gli ho usurpato un locale sottotetto, chiedo all’architetto e mi dice che ha fatto un frazionamento prima dell’atto ma questo non significa che il sottotetto sia suo ( l’intera palazzina è stato ereditato x successione nel 1984) allora vado personalmente al catasto agenzia del territorio è dalle ricerche fatte , prima di fare l’atto è stato cambiata la planimetria che risale al 1939 era 3,5 vani e aggiornata a fine novembre 2006 , nell’atto alle dichiarazioni urbanistiche dichiara che l’immobile e ante 67 ecc ecc, il responsabile del catasto mi dice di andare in comune per verificare se cè depositata qualche concessione o permesso, anche li non esiste nulla e mi rilascia una dichiarazione che che presso i loro uffici non sono emerse pratiche edilizie , le chiedo , quando nel 1984 ha fatto atto di successione doveva aggiornare la planimetria se questa stanza in piu era effettivamente costruita prima del 67? o per lo meno doveva fare il condono nel 85? non ha mai fatto nessun condono,,,le chiedo cosa posso fare per essere sicuro che ha dichiarato falso in ATTI? il comune dice che è una cosa tra noi privati mi scuso x il dilungarmi della mia domanda la prego se puo’ darmi una risposta in merito grazie per la cortese attenzione

    • Per Francy.
      Purtroppo il preliminare non conta nulla, se è seguito da un regolare contratto con firme, registrazione e trascrizione presso l’ufficio dei Registri Immobiliari.
      Quindi, devi rileggere attentamente ilcontratto e vedere cosa contiene, e se nello stesso ci sono degli errori di contenuto, indicazione di mappali catastali errati o altro.
      A nostro parere, purtroppo, non puoi appellarti ad un compromesso.
      Capita sovente che durante la firma del contratto molti clienti parlano fra di loro e attendono di firmare, quando bisognerebbe stare con le orecchie ben aperte ed eventualmente fare ripetere ciò che non si comprende.
      Ci dispiace.
      Altro non possiamo aggiungerti.
      Amedeu e c.

  3. Sono un geom. libero professionista, ho cercato di servirmi del Contact center ma non è stato ossibile effettuare la correzione di dati catastali (allineamenti della ditta), Servendomi del Contact center, ho dovuto inserire i dati richiestomi. Al termine, il Contact center mi ha inviato un messaggio comunicandomi i tempi per la correzione dei dati trasmessi e che il tempo per l’espletamento sarebbe stato di gg. 14. Successivamente mi giunge un altro messaggio, sempre dal Contact center, comunicandomi che non era possibile effettuare la correzione in quanto andrebbe presentata l’istanza cartacea agli uffici di competenza. Come mai non è possibile, tenuto conto che oggi facciamo tutto online? Perchè non lo attivate il servizio?

    • Per Domenico.
      Dipendesse da noi renderemmo tutto più semplice e veloce; per cui ti suggeriamo di contattare la locale Agenzia del Territorio e sentire se hanno intenzione di adeguarsi all’informatizzazione ormai comune in tutti gli uffici pubblici.
      Amedeu e c.

  4. Buongiorno, ho acquistato un appartamento nel 2005 dal costruttore, nella mansardina collegata da scala a chiocciola c’è una stanza abusiva fin dall’inizio, in quanto quando è venuto il tecnico comunale per visionare l’appartamento e concedere l’abitabilita’ quella stanza è stata chiusa con paretina in cartongesso. L’abitabilita’ è stata concessa e la stanza riaperta.
    E’ possibile sistemare le piantine catastali per poi mettere in vendita l’appartamento?
    Grazie, cordiali saluti.
    Mirco

    • Per Mirco.
      Puoi vendere solo ciò che risulta conforme all’approvato.
      O richiudi la porta che conduce alla mansardina e vendi; o tenti di sanare il tutto in Comune.
      Ti serve comunque il sopralluogo di un tecnico professionista abilitato, della tua zona.
      Amedeu e c.

  5. Buongiorno, vi scrivo perchè ho un problema…io ho comperato casa nuova nel 2009,quinto e sesto piano fuori terra e mi sono accorto che sull’ atto risulta scritto: quinto piano collegato al sesto da scala a chiocciola interna.
    Inoltre è anche disegnata sulla cartina catastale e chiusa da dei muretti anche loro riportati sulla cartina catastale.
    Ma in realtà non cè mai stato nulla ne scala e ne muretti!
    A questo punto siccome una scala mediocre costa abbastanza…
    Posso rivalermi e chiedere al costruttore di farmela mettere?
    Grazie in anticipo del vostro aiuto.

    • Per Roberto.
      Più che la pianta catastale, devi leggere attentamente il contratto e le piante allegate allo stesso (se ci sono).
      Il catasto non è probatorio, per cui, se in contrasto con il contratto di acquisto, dovrai prenderti l’onere di aggiornarlo allo stato esistente.
      Amedeu e c.

  6. buongiorno, grazie per la sua risposta.
    mi scusi ma per contratto cosa intende il compromesso?insieme all’atto mi hanno dato le cartine catastali, altre non ne ho.
    Io non ho intenzione di fare questa modifica a spese mie, anche perchè loro hanno fatto lo sbaglio a metterla nell’atto notarile e sulla cartina e non io.
    Poi una scala interna prima o poi si dovrà mettere, la mia domanda è se posso rivalermi dal costruttore per farmi mettere una scala a distanza di 3 anni.Senza dover andare per vie legali.Grazie ancora per il suo gentile aiuto.saluti

    • Per Roberto.
      No, intendiamo proprio il contratto notarile di compravendita.
      Se su tale atto è menzionata la scala o collegamento fra i due appartamenti, o se a tale atto è allegata una pianta catastale, o non, e riportante la scala (Il tuo atto è del 2009, precedente alla legge 122 del 30 luglio 2010, allorchè è diventata obbligatoria tale procedura – leggi l’articolo dal quale ci hai scritto), puoi tentare, in quel caso, di muovere causa al venditore tramite un legale.
      Il fatto è, però, che la legge non ammette ignoranza, per cui ti sarà difficile sostenere che per 3 anni non ti sei accorto di avere diritto a detta scala; consultati comunque con l’avvocato.
      Amedeu e c.

  7. Salve,
    vorrei sapere come fare per sapere se il mio vicino ha venduto il terreno. In realtà da anni era in abbandono ora da 4 mesi c’è un’ altra persona che lo sta coltivando ed io ho il dubbio che tale l’abbia acquistato a mia insaputa. Allora dove devo andare per accertarmi che quel terreno è ancora del proprietario e che tale sia solo un affittuario. grazie

    • Per Marc.
      Devi andare all’Ufficio dei Registri Immobiliari (E’ insieme all’Agenzia del Territorio della tua zona) e chiedere le trascrizioni a favore e contro tale persona (Vecchio proprietario). Serve il suo nominativo, la data di nascita ed eventualmente il nome del padre.
      Amedeu e c.

  8. Grazie,
    è possibile definirmi che significa “chiedere le trascrizioni a favore e contro”? Ma facendo una visura storica della particella del terreno in oggetto, ottengo lo stesso risultato? o è probabile che l’abbia venduto stipulando l’atto di compravendita ma al catasto risulta il vecchio proprietario? grzie

    • Per Marc.
      Vuoi trovare il proprietario attuale?
      L’unico modo per esserne certo è quello di verificare gli atti, che vengono registrati e trascritti presso l’ex Ufficio del Registro.
      Una ricerca catastale ? Può darsi che non sia ancora stata aggiornata.
      Amedeu e c.

  9. Grazie, ricapitolando procedo in qsto modo:
    devo procurarmi nome, cognome e data di nascita del proprietario di quel terreno e non di chi oggi (presunto) nuovo acquirente che invece dichiara verbalmente di essere solo un affittuario;
    vado all’ufficio dei registri immobiliari gli do qsti dati e loro cosa fanno? ma pago per avere qste info all’ufficio? se si quanto sapete?
    se quindi trovo che è stato fatto qlke atto di compravendita posso impugnare tale, essendo confinate anche io e non sono stato informato solo perchè con il proprietario sono in forte contrasto?
    dovrò dirgli tramite avvocato di offrire di più?
    Grazie mi scuso di aver rifatto altre domande, ma ho bisogno gentilmente di questi chiarimenti.

    • Per Marc.
      Ti diamo un consiglio bonario.
      Rivolgiti da un amico geometra e fai ricercare il tutto da lui.
      Altrimenti devi andare presso il detto ufficio, osservare cosa fanno e chiedono le persone che ti precedono, e poi dire che è la prima volta che fai una ricerca del genere e che quindi hai bisogno di un aiuto.
      All’inizio abbiamo fatto tutti così.
      E’ il miglior sistema che vale nel “Fai da te”.
      Amedeu e c.

  10. Buongiorno,
    devo vendere il mio appartamento ma ho scoperto che questo risulta intestato ( al Catasto) ad altra persona per via di un errore nell’atto commesso dal notaio che ha stipulato la compravendita d un altro appartamento vicino al mio ma in altra scala ( ha scritto un subalterno sbagliato).
    L’unico modo per chiarire l’equivoco è accedere alla busta catastale, però accessibile solo a colui che adesso risulta erroneamente proprietario.
    Come posso fare per ovviare? C’è un’altra soluzione?
    Grazie

    • Per Alfonso.
      Devi correggere l’errore, che oltre che ad essere catastale, è anche contrattuale, e può darsi che ti occorra un nuovo contratto di modifica.
      Prima di recarti presso l’Ufficio dell’Agenzia del Territorio (Ex catasto), ti cosigliamo di contattare un tecnico professionista della tua zona.
      Amedeu e c.

  11. Grazie per la sollecita risposta

    ma avevo già raccolto informazioni da un professionista.

    Mi avevano detto che è necessario accedere alla busta catastale per poter accertare l’errore e quindi procedere alla rettifica dell’atto..
    Questa,però, è accessibile solo a colui cui è intestata l’unità immobiliare che rifiuta la collaborazione.
    Come posso fare per avere dal catasto questi dati?
    Nella busta c’è la prova della corrispondenza dei dati all’immobile.

    Grazie

    • Per Alfonso.
      Se l’errore catastale deriva da un contratto, rischi di non essere proprietario, contrattualmente, di talune particelle catastali o subalterni.
      Quindi, ti suggeriamo, di appoggiarti da un buon tecnico professionista della tua zona, il quale, sentito anche un notaio, ti indicherà come muoverti.
      Ti conviene farlo, poichè il tempo è sempre nemico degli interessi personali (Specie questo, che sembra importante).
      Amedeu e c.

  12. Buonasera,
    usufruirei con piacere di un vostro consiglio. Nel 1980 i miei genitori acquistarono un fabbricato facente parte di una particella catastale che comprendeva anche un terreno che i venditori volevano tenere per se e sul quale successivamente costruirono un altro fabbricato senza concessioni. Il problema e’ il seguente:l’ atto di compravendita non fu preceduto da frazionamento e nell’ atto stesso risulta trasmessa la totale particella xxxxx. Qualche anno fa ci accorgemmo che al catasto ( mappali e quant’altro) risultava che anche il terreno( graffato) apparteneva ai miei genitori. La mia domanda e’ : i venditori di allora sono legittimati oggi a procedere a frazionamento della particella venduta, inoltrando contemporaneamente le pratiche per la sanatoria del fabbricato abusivo? Non spettava agli attuali proprietari fare il frazionamento?
    In attesa di un cortese riscontro invio saluti e ringrazio anticipatamente

    • Per Anna.
      I venditori, hanno costruito un edificio abusivo da sanare, ritenendo che tale terreno fosse in effetti loro.
      Cosa che, a nostro parere, li mette in condizione di regolarizzare con l’usucapione, nel caso di un vostro dissenso.
      La correzione contrattuale potrebbe avvenire con l’accordo delle parti e spese a loro carico, oppure con sentenza giudiziale, insieme alla regolarizzazione della usucapione.
      In ogni caso, vi consiglimo, con gli atti che avete, di sentire anche un legale della vostra zona.
      Amedeu e c.

  13. Ringrazio caldamente per la risposta. Dissensi da parte della mia famiglia non ce ne sono, anzi abbiamo invitato gli interessati a porre in essere i giusti rimedi e offerto la nostra collaborazione. Sappiamo che la volonta’ contrattuale della compravendita era la trasmissione del semplice fabbricato e posso dire con orgoglio di appartenere ad una famiglia onesta, quindi mai ci e’ venuto in mente di lucrare sulla faccenda. Cio’ che ci ha un po’ stupiti e’ stato il fatto di essere venuti a conoscenza della regolarizzazione per vie traverse senza mai essere stati chiamati in causa, cosa che per la verita’ a me personalmente sembra un po’ strana e viziata da mala fede. Comunque, anche se avessero proceduto ad usucapione un qualunque atto di citazione quantomeno formale avremmo dovuto riceverlo.Come dice lei chiedero’ consiglio ad un avvocato.
    Ringrazio ancora. Anna

  14. Per Toni.
    Se vuoi una risposta, riformula la domanda, e per correttezza, inserisci la tua email.
    Grazie.
    Amedeu e c.

  15. nel 2010 ho acquistato un mini appartamento all’interno di un residence .
    sia nel compromesso sia nel definitivo contratto, si legge immobile sito al piano rialzato come in effetti lo e’. nel 2012 stampo il certificato catastale per il pagamento imu e mi accorgo che nello stesso, li’immobile vien citato come posto al .P.T. piano terra del resto esistente all’interno del residence ed in cui si trovano altri mini appartamenti come il mio .. parliamo di residence vicino al mare.interpellato lo studio notarile ho avuto risposte generiche come del tipo che per loro era tutto esatto e che mi dovevo rivolgere allìagenzia del territorio per eventuale rettifica catastale .per precauzione e come eventuale prova ho trasmesso allo studio notarle con rr. le anomalie riscontrate.
    successivamente ho scritto all’ag del territorio che in pochi giorni( forse avevano poco lavoro…) mi ha dato una risposta da ridere…dicendo che ” il piano rialzato viene identificato catastalmente come piano terra, in conformità alla piantina presentata a suo tempo presso codesto Ufficio (l’italiano e’ una materia non per tutti) e quindi non risulta nessun errore formale che richiede la rettifica da Lei formulata”
    se il piano rialzato viene identificato come p.t. , i condomini proprietri degli immobili a piano terra vengo classificati immobili sotto terra????
    mi sono rivolto ad un architetto ricevendo rassicurazioni che mi avrebbe entro pochi mesi risolto il tutto… a distanza di sette mesi.. mi da indicazioni vaghe…
    stanco di tutto questo Le chiedo:
    e ‘possibile far indicare nel certificato catastale piano rialzato come effettivamente ho comprato ed esiste???
    posso chiedere come qualcuno mi dice la nullita’ del contratto ed agire in giudizio conntro la società venditrice?
    un domani posso vendere, donare, l’immobile stante la differenza fra contratto e catasto……???
    posso dire alla societa’ venditrice che hanno commesso loro l’errore od altro???? e risolvere loro il tutto non ho capito quando si dice piantina presentata a suo tempo…… ci potrebbe eseere sotto qualcosa di poco chiaro…. in attesa di ricevere un suggerimento .. invio distinti saluti

    • Per Toni.
      La risposta che ti hanno dato al Catasto (o Agenzia del Territorio), non è sbagliata.
      Se il tuo appartamento costituisce il primo, in altezza, rispetto ad altri soprastanti, può essere chiamato piano terreno, oppure piano rialzato; in questo secondo caso deve avere “alcuni” scalini, che dal piano di campagna (o di marciapiedi), salgono fino al pavimento del tuo appartamento.
      Se la questione sta così, ti suggeriamo di non fare alcunchè, in quanto, sempre a nostro parere, non esiste alcuna differenza.
      Amedeu e c.

  16. Nell’atto di donazione si legge che mia madre (quando era viva) mi ha donato l’appartamento
    (costruito su suolo da lei acquistato con atto di compravendita) del primo (e ultimo)
    piano completamente rustico con le relative accessioni, dipendenze, diritti, ecc. quote comuni e condominiali come per legge.
    Nell’atto non viene specificato che la donante, proprietaria dell’appartamento del piano terra, si riservava l’uso e la proprietà del lastrico solare.
    Nell’atto di successione il lastrico solare non compare come proprietà che
    apparteneva a mia madre.
    Io vorrei intestarmi, con atto notarile, il lastrico come proprietario
    esclusivo comprando le quote dei miei fratelli.
    Ma come faccio se non esiste nell’atto di successione?
    Pertanto il lastrico a chi appartiene?
    Si può affermare che, leggendo l’atto di donazione, il lastrico è già mio come sostiene il mio avvocato?
    La ringrazio anticipatamente e la saluto.

    • Per Andrea.
      Per quanto riguarda i lastrici solari, leggi gli articoli 1117 e 1117 bis de codice civile e che noi ti riportiamo nelle parti interessate.

      Articolo 1117.
      (Parti comuni dell’edificio)
      Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piano di un edificio, se non
      risulta il contrario dal titolo che, a pena di nullità, deve precisarne la diversa destinazione d’uso:

      1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, quali il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i
      muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili

      Articolo 1117 bis
      (Ambito di applicabilità)
      Le disposizioni del presente Capo si applicano, in quanto compatibili, quando più unità immobiliari o più
      edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti che servono all’uso comune, quali
      aree, opere, installazioni e manufatti di qualunque genere

      Ne consegue, a nostro avviso, che se non hai un titolo, cioè un contratto, che attesti la proprietà, il lastrico solare è del condominio, pur non escludendo l’uso dello stesso da parte di un singolo proprietario.
      Amedeu e c.

  17. caro amedeu,
    principalmente ti ringrazio per la risposta datami quasi in tempo reale, ti invito ancora una volta a darmi suggerimenti in merito a quanto di seguito:
    risulta’ a verita’ il fatto che un domani non possono vendere, donare..ecc in quanto esiste differenza fra quanto in catasto e quanto nel contratto?
    mi e’ stato detto che ora come ora non sono proprietario di nulla … conviene interpellare prima un notaio o un legale…
    in attesa di leggerti e sapere nel contempo come ti andresti a comportare regolare se fossi al posto mio… ringazio anticipatamente toni.

  18. caro amedeu,
    qualora, come mi consigli , dovessi rivolgermi ad un professionista, in che cosa consisterebbe l’intervento di quest’ultimo e cosa dovrebbe fare e chiedere realmente… ti ringrazio sempre anticipatamente

    • Per Toni
      Il tecnico provvederà a chiarirti tutti i dubbi che ti assillano
      Circa la sua parcella, chiedigliela al momento in cui lo contatterai
      Amedeu e c.

  19. Buongiorno ho venduto un monolocale condonato con regolare atto notarile a 1/2 agenzia , ora l’acquirente contesta errori nelle misure catastali che a suo dire invalidano il condono stesso.
    <cosa devo fare per sanare il tutto?

    • Per Mauro.
      Non conosciamo l’entità di tali differenze, per cui, il suggerimento che ti diamo, è quello di rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona, che ti potrebbe risolvere il tutto
      Amedeu e c.

  20. Nel 1977 mio marito ha acquistato da mio fratello la sua quota ereditaria dela’ppartamento in cui viviamo. Noi essendo coniugati dal 1971 eravamo ovviamente in comunione di beni e lo siano tutt’ora. Tutta la pratica è stata espletata da un notaio in seguito deceduto. L’anno scorso per il conteggio dell’IMU abbiamo fatto una visura catastale ed è risultato che l’appartamento è diviso in parti uguali tra mio marito e me. Cosa inesatta perchè la mia parte è ereditaria, quindi non in comunione, mentre la sua doveva essere suddivisa tra lui e me. Purtroppo in tutti questi anni abbiamo dichiarato al fisco, in perfetta buona fede, che l’immobile era suddiviso 75% a me e 25% a lui. Come possiamo mettere le cose a posto? Basta chiedere l’allineamento? O addirittura ci dobbiamo rivolgere nuovamente ad altro notaio con conseguenti spese? Attendo risposte grazie Vittoria

    • Per Vittoria.
      Probabilmente, non lo dici, ma la suddivisione catastale in 500/1000 cadauno è derivata dalla visura dei tecnici catastali del contratto notarile.
      Quindi, l’errore non è solo catastale e non potresti rimediare con un riallineamento, ma deriva da un atto legale.
      Relativamente alle imposte, state pagando come se la questione fosse regolare, per cui non dovete fare alcuna variazione.
      Da quanto sopra, ne consegue, che, qualora vogliate regolarizzare il tutto, dovrete rivolgervi veramente da un notaio con altre spese relative.
      Amedeu e c.

  21. caro Amedeu,
    mi dispiace ritornare sempre sullo stesso argomento , ma ti invito, a darmi, in base alla tua esperienza, un consiglio e precisamente :
    mi conviene prima parlare con un ing. arch…. o con avvocato per stabilire la validità del contratto stante che il certificato catastale parla di piano terra e il contratto piano rialzato??
    ringrazio anticipatamente Toni

    • Per Toni.
      Non sappiamo come poterti persuadere.
      Ti abbiamo chiarito nella nostra prima risposta come la pensiamo.
      In fondo, di qualcuno devi avere fiducia.
      Se non ce l’hai nei nostri confronti, in quanto non ci conosci, devi contattare un tecnico della tua zona ed affidarti a quanto questo ti dirà.
      E’ pur vero che ti farà pagare una parcella; ma ti toglierai definitivamente questo dubbio.
      Amedeu e c.

  22. nel 2008 ho acquistato un immobile, vani catastali 2,5,nell’atto è stato inserito che esiste un vano vasca in terrazza altro 0,5 vano di cui non esiste al catasto, la venditrice mi dichiara che la struttura è anti 67, oggi leggo nella visura catastale sempre 2,5 ed una annotazione che dice che è stata variata per modifica identificativo risultante solo piano terra e primo, manca il mezzo vano tecnico e la terrazza posti al secondo p.
    La mia domanda è posso variare i dati catastali? ed aggiungere il vano tecnico e la terrazza?
    Vi ringrazio anticipatamente e vi saluti

    • Per Iginio.
      Per effettuare una variazione catastale, devi prima accertarti tramite l’ufficio dei Registri immobiliari, cosa è citato sui contatti.
      Dovresti fare una ricerca storica e controllare il percorso, nel tempo, di tale vano.
      Amedeu e c.

  23. credo che il mio geometra voglia truffarmi! ho acquistato un fabbricato al rustico con relativa rendita catastale per 7 vani (A7) e relative piantine catastali. ora a fabbricato ultimato, per il certificato di abitabilità il geometra sostiene che al comune servono nuove piantine catastali, sebbene non ci siano state variazioni. la richiesta di abitabilità è già stata presentata al comune e devo attendere 60 giorni per la risposta, forse è meglio che vada di persona al comune per non essere truffata? ringrazio anticipatamente

    • Per Roby.
      Prima di parlare di truffa, accertati che al Comune non servano le planimetrie catastali.
      L’unico modo per saperlo è recarti a parlare con il responsabile del procedimento o allo sportello unico.
      Amedeu e c.

  24. Buongiorno.
    con atto notarile abbiamo ceduto un pezzo di terreno condominiale a un condomino per posto auto e nello stesso atto oguno è divenuto proprietario esclusivo del proprio box.
    Adesso ci siamo accorti che il posto auto risulta al catasto come un box (è solo terreno) e tutti sono proprietari.
    Sull’atto invece è chiaro che è un terreno e che è esclusivamente proprietario la persona interessata.
    Come si può procedere per mettere a posto la questione?
    Grazie

    • Per Laura.
      E’ evidente che c’è stato un errore nell’accampionamento catastale iniziale, per cui va corretto.
      Ti consigliamo, data la materia particolare, di rivolgerti da un geometra per effettuare tale correzione.
      Amedeu e c.

  25. buongiorno, l’interno del mio appartamento come da talloncino esterno non corrisponde all’interno catastale. (i dati catastali e il civico sono giusti) visto che devo vendere la cosa può creare problemi? se si come posso risolvere il tutto? grazie

    • Per Giorgio.
      Normalmente nella certificazione catastale è indicata la particella ed il subalterno, oltre che all’indirizzo dell’intestatario.
      Per cui il n° interno affisso sulla porta non dovrebbe avere significati particolari.
      Parlane comunque con il notaio, il quale, una volta che ha le planimetrie catastali dell’appartamento e una dettagliata descrizione dei confinanti, oltre che del numero civico, del piano e dell’eventuale scala (A-B.. ecc), non dovrebbe avere la possibilità di commettere errori, nel vendere una unità immobiliare in luogo di un’altra.
      Amedeu e c.

  26. non capisco il significato di URI, pertanto attendo la verifica di una risposta da parte vostra prima di formulare una domanda.

  27. Mia moglie possiede un terreno seminativo di are 63,00 in comproprietà con la zia, tale proprietà deriva da atto di compravendita risalente all’anno 1927, allorchè il padre della zia di mia moglie (che è anche nonno materno sem- pre di mia moglie) acquistò tale fondo. Ora nella nota di trascrizione il notaio ha erroneamente riportato oltre al nome ed alla paternità dell’allora acquirente anche una generica:”domiciliato in S. Pietro”, ma l’attore era da sempre residente in un comune vicino, tuttavia i dati relativi ai confinanti (quattro) sono giusti ed i dati relativi a Foglio e particella sono indicati in questo modo:” a discaricarsi dall’Art. I000003, sez. D, N. 112 ( i dati sono simili a quelli veri ma non uguali)”.
    L’intestatario morì dopo qualche anno, ed il fondo andò in successione alla moglie e alle due figlie e cioè alla nonna, alla mamma ed alla zia di mia moglie, non si hanno dati sulla successione sia del nonno che della nonna, la quale a sua volta morì nel 1951, ciò che però venne attribuito ai successori NON FU AFFATTO IL FONDO IN PAROLA BENSI’ altro fondo abbastanza distante (altro foglio di mappa) e particella ma anche una diversa superficie che passa da 63 are a 28,41 are??
    Cosa fare? ringrazio per la pazienza

    • Per Enzo.
      La cosa da farsi è quella di rivolgersi dal tecnico incaricato della locale Agenzia del territorio, portando tutti i contratti dei quali siete in possesso.
      Ti suggeriamo di fare una relazione tecnica descrittiva e sintetica, non perdendosi nella descrizione della parentela (padre della zia della moglie ecc..) ma seguendo una linea tecnica e chiara.
      Se errore c’è stato, deve risultare da uno dei passaggi effettuati e, se il fondo in successione venne modificato durante tale passaggi, ritroverete esattamente il momento e la causa di tale errore.
      Siamo certi che riuscirai a risolvere il tutto.
      Eventualmente ciò non fosse possibile, poichè ci sembra di comprendere che dal 1927 tale terreno è in essere alla vostra famiglia, male che vada, sarà il caso di rendere attiva una usucapione ventennale tramite un giudice.
      Amedeu e c.

  28. Salve, nel 1962 mio padre acquista un terreno più o meno rettangolare dove avrebbe costruito la sua abitazione. Prima di costruire, nelo stesso periodo il nuovo proprietario confinante, dato che aveva due pezzi che confinavano sui due lati minori del terreno di mio padre, chiede a mio padre di permutargli un pezzo di terreno confinante su un lato in cambio di quello dell’altro lato,(stesse dimensioni in larghezza e lunghezza). in modo che lui potesse unificare e ingrandire il terreno in un unico lato. Mio padre accetta, ma permuta rimase sempre un accordo verbale e non è mai stata ne registrata ne aggiornata in catasto, dove dovrebbero allo stato attuale, risultare i confini originari dei due terreni. Ora il figlio del confinante, dopo tanti anni si accorge, per dei controlli che ha fatto fare da un tecnico, che non essendo lo stato di fatto coincidente con la situazione in catasto, lui ha problemi a costruire su quel pezzo di terreno che nel frattempo era rimasto incolto e inedificato e pretende che siamo noi ad adeguare la situazione di fatto in catasto. Quale consiglio può darmi in merito e quale sarebbe la via meno invasiva per noi, evitando inutili spese, costi e tanto stress? Spero che la mia spiegazione sia stata chiara ed esauriente. Grazie in anticipo per il tempo che mi vorrà dedicare.

    • Per massimo.
      A parte la regolarizzazione catastale, ci sembra di comprendere che non fu rogitato neppure l’atto di permuta da parte di un notaio.
      Se è così, la situazione e più complicata, per cui ti consigliamo di contattare un notaio (Portandoti dietro i contratti e le piante catastali) e chiedendogli cosa puoi fare per regolarizzare il tutto.
      Male che vada, per gli anni trascorsi (più di 20) potrete richiedere la regolarizzazione per avvenuta usucapione.
      Relativamente alle spese, trattandosi di una permuta (Sembra alla pari), dovrebbero essere divise in parti uguali fra i due contendenti.
      Amedeu e c.

  29. Circa quaranta anni fa ho comprato un lotto di terreno, ho venduto un ottavo ad otto persone, dove abiamo costruito otto appartamenti abusivi in corso di sanatoria, ora un mio confinante che nel frattempo ha costruito anche lui, mi ha mandato una lettera di un legale che mi informa che il mio terreno riporta la particella del suo terreno, questo ha comportato naturalmente che tutti gli otto appartamenti riportano le particelle errate. Nel frazionamento effettuato dal venditore, il mio porta la particella 393, putroppo nell’atto che ho stipulato col venditore ce riportato il 410,( quella del mio confinante), questo naturalmente ha riportato un errore a catena. Domando chi è il responsabile? Il mio confinante deve rivalersi solo su di me in quanto primo compratore del terreno? Gli attuali proprietrari dei sette appartamenti,dove fra l’altro alcuni Hanno rivenduto, possono rivalersi su di me in quanto primo compratore del terreno? Il proprietario del terreno che lo ha frazionato nn sarebbe lunico responsabile? In fine la mia posizione è grave sul piano economico? Distinti Saluti. Grazie x la risposta.

    • Per Giuseppe.
      In fase di sanatoria edilizia (Sei rimasto uno degli ultimi a chiudere la pratica!)
      http://www.coffeenews.it/abusivismo-edilizio-qualcosa-che-dovremmo-sapere
      il tuo tecnico poteva regolarizzare il tuo lotto con il relativo edificio (Ammesso che tu sia a quel punto del condono).
      Relativamente agli errori catastale sorti, dovrete rivolgervi da un notaio per sentire se è disposto ad effettuare un atto complessivo di rettifica di quelli già fatti.
      Il notaio, probabilmente troverà delle difficoltà in quanto trattasi di immobili abusivi.
      Comunque è la strada che ci sembra la più attuabile, a questo punto.
      Ricercare il colpevole, in una situazione che riguarda otto case abusive, ci devi scusare, ma ci sembra paradossale.
      Amedeu e c.

  30. Buongiorno, a dicembre 2012 ho firmato il preliminare per l’acquisto di una villetta a schiera di testa con rogito previsto per aprile 2013. Ad aprile però il notaio che ho scelto per il rogito ha trovato degli errori riguardanti l’allineamento catastale sia della casa, che del garage. Ha quindi dovuto svolgere del lavoro supplementare per sistemare questa faccenda e ci sono voluti due mesi. Settimana prossima devo finalmente firmare il rogito notarile, ed ovviamente oltre alle spese preventivate per lo stesso, ci saranno fatturate tutte le spese sostenute per la correzione del catasto. Queste spese, sono a carico mio, o della parte venditrice?

    • Per Valeria.
      Poichè non hai ancora firmato il contratto, ma solo un atto di preliminare di compromesso (Riteniamo), le spese saranno a carico del venditore, salvo che nel compromesso non abbiate scritto il contrario.
      Amedeu e c.

  31. No, nel compromesso non era indicato nulla riguardo a queste spese.
    Anche perchè non solo noi, ma anche il venditore non sapeva nulla riguardo agli errori presenti al catasto.
    La ringrazio
    Valeria

  32. Causa un cedimento del territorio il comune ha eseguito dei lavori a casa nostra modificando alcune cose.
    Abitiamo in una villetta a due piani, sopra noi. Prima avevamo una entrata sola con la scala, di nostra esclusiva proprietà e con relativo sottoscala, per salire al piano superiore. Ora il comune ha fatto due entrate con relativi cancelli ma il nostro sottoscala ha ancora due facciate che praticamente sono all’interno della proprietà sottostante pur essendo nostre. I nostri “sottopiano” insistono nel dire che queste due facciate sono proprietà comune e che loro possono fare come vogliono, basta solo comunicarci le loro decisioni (??????).
    E’ così? Grazie

    • Per Nuccy.
      Al di là di come sono collocate le entrate, le scale ecc, devi considerare solamente un fatto: l’immobile è unico?
      In questo caso le facciate, come il tetto, come i muri portanti, il suolo, le scale ecc, sono comuni a tutti i condomini.
      I vicini, però, essendo le facciate comuni o condominiali, non possono “farci quello che vogliono”, ma si trovano esattamente nella vostra stessa situazione.
      Hanno bisogno dell’autorizzazione di tutti gli altri condomini.
      Amedeu e c.

  33. quaranta anni fa ho comprato un lotto di terreno, adesso un mio confinante mi ha mandato una lettera da un legale, dove mi fa notare che il mio lotto riporta il numero di particella del suo lotto. dove mi invita a provedere all’errore, sono io il responsabile? ho il mio venditore? un tecnico mi ha detto che posso intervenire con una modifica unilaterale dell’atto di compra vendita, posso rivalermi con il venditore del terreno.? nel frattempo abbiamo costruito degli appartamenti, dove naturalmente riportano tutti il numero di particella errata, bisogna correggere tutti i singoli atti. grazie x la risposta. Distinti Saluti

    • Per Giuseppe.
      Sono subentrati interessi più grandi, quali quello di avere costruito sul terreno con il numero di mappale errato, ed inoltre trattasi di una vendita di oltre 40 anni fa, le cui spese molto difficilmente potranno essere accollate all’allora venditore.
      Quasi tutto si prescrive dopo 20 anni, e ne sono trascorsi 40.
      A nostro parere ti conviene seguire l’indicazione del tecnico; sistemare la questione come suggerito, sobbarcandoti delle relative spese.
      Spenderesti molto di più aprendo un contenzioso legale dall’esito, sempre a nostro parere, a te contrario.
      Amedeu e c.

  34. Mi scusi x la precisazione in merito alla sua risposta della mia del 16 luglio. preciso quanto segue: Non mi riferivo alle eventuali responsabilità riguardo l’abusivismo, ma precisamente al numero di particella errata che riportano gli appartamenti, a causa appunto dell’errore riportato nell’atto di compra vendita, da me stipulato del terreno, che a sua volta ho venduto ad altri compratori. Distinti Saluti e grazie x la precisazione.

  35. nell’anno 2000, ho acquistato un’appartamento ed abbiamo fatto dei lavori interni presentando la richiesta in comune. Mi ritrovo a dover vendere l’appartamento e scopro:
    1 che il geometra non ha presentato la fine lavori
    2 i disegni non combaciano con l’appartamento
    3 i disegni finali che doveva presentare il geometra nel 2000, comunque non coincidono, nel senso che per due camere è cambiato l’uso, anche se il numero dei vani è rimasto uguale

    Cosa devo fare?

    • Per Denise.
      Devi sistemare la situazione in Comune e poi al Catasto per poter fare l’atto, altrimenti il notaio non lo potrà rogare.
      Sono trascorsi 13 anni, per cui ti potrà tornare difficile prendertela con il tecnico che ti seguì la pratica.
      Comunque contattalo e fagli presente dette diversità e mancanze e chiarisci prima il suo possibile avere (?))
      Altrimenti rivolgiti da altro tecnico professionista della tua zona.
      Amedeu e c.

  36. Ho ereditato insieme a mia sorella un appartamento da mia madre;
    successivamente, tramite attoi notarile di divisione, ne ho acquisito la piena proprietà.
    Sulla pratica di successione e sul successivo atto (1988) è sbagliata una delle due particelle : 342/306 anzichè 312/306 come da certificato catastale.
    Cosa devo fare per regolarizzare la situazione in previsione di una vendita ?
    maurizio

  37. Salve, io e le mie sorelle siamo alle prese con una successione che non va avanti. Nel 1980 i miei genitori hanno acquistato un immobile (noi abbiamo l’originale del rogito e risulta registrato agli archivi notarili), solo che nel 1992 è morto il vecchio proprietario e al catasto, da visura, questo immobile risulta intestato a un erede del defunto vecchio proprietario. Per la variazione catastale devo contattare l’erede erroneamente intestatario o posso agire da sola? Posso rivolgermi anche a ufficio catastale di altra provincia rispetto alla sede dell’immobile? Grazie, Tina

    • Per Tina.
      Ciò che conta agli effetti di legge è il contratto di compravendita; il catasto non è probatorio.
      Riteniamo che tu possa risolvere la questione portando una copia del contratto originale che hai all’ufficio del Catasto.
      Fai presente l’errore da loro commesso e informati sui tempi di correzione dello stesso.
      Amedeu e c.

  38. grazie amadeu e c .ti vorrei chiedere se posso rivolgermi anche ad un catasto diverso da quello di pertinenza ad inoltrare la domanda di aggiornamemto(per motivi di distanza) .grazie di nuovo

    • Per Tina.
      Di regola no; devi andare all’ufficio del Catasto (Agenzia del Territorio) della zona.
      Comunque puoi provare a contattare detto ufficio tramite la email al sito (Agenzia del territorio di….) e domandare se ti è possibile svolgere la pratica a distanza.
      Amedeu e c.

  39. Salve, ho acquisito un immobile per usucapione con regolare sentenza. Ho provato a fare la voltura ma l’esito è stato negativo (b1). Con ogni probabilità mi dicono che è perché nel frattempo allimmobile che non era accatastato è stata data una particella fittizzia. Cosa devo fare per volturare il mio appartamento?

  40. Buongiorno, la mia famiglia ha un problema che pare irrisolvibile da vent’anni. Spero di riuscire a esporlo in breve. Mia nonna e suo fratello, ereditando dal loro padre una proprietà consistente in una villa di 3 piani e qualche ettaro di terreno, firmarono in buon accordo l’atto notarile di successione. Del terreno a mia nonna toccò una particella di 1000 mq regolarmente registrata al catasto. Ma il notaio, nella stesura dell’atto mise accanto alla descrizione dei confini della particella la dicitura : (di mq 186) Nessuno se ne accorse mai e tutti sapevano, quando andavamo là in vacanza, quale era il nostro terreno. Tanto che anche il comune, durante degli scavi effettuati dalla società dell’acqua potabile, risarcì la nonna per averle danneggiato un casottino rurale, senza che lei neanche l’avesse chiesto.
    Quando morì suo fratello però, nel 1993, i figli di lui tirarono fuori dal cassetto quell’atto iniziando a dire che a mia nonna spettavano quei 186 mq scritti e basta.
    Non mi dilungherò oltre sulle vicissitudini e sulla quantità di geometri che sono stati cacciati via con minacce dai cugini di mia mamma nel corso degli anni, ma siccome ho una mia idea sul come sia nato l’errore del notaio, vorrei sapere, per favore, se è verosimile e soprattutto se è possibile risolvere senza dissanguarsi.
    È possibile che, trattandosi di un terreno a corpo e dovendone descrivere accuratamente i confini, il notaio abbia inteso specificare la misura di uno di questi (il vialino) in modo che non potesse essere modificato? La parentesi si apre proprio vicino alla parola “vialino che conduce alla ferrovia” .E se è così, come si può fare?
    La ringrazio fin d’ora per la risposta.
    Cari saluti.
    Paola

    • Per Paolo.
      Occorre necessariamente leggere l’atto con il preciso riferimento a detto terreno.
      Nell’atto dovrebbero esserci citati gli estremi catastali di detta particella (Foglio e particella catastale).
      Se tali dati corrispondono e non è stato eseguito alcun tipo di frazionamento a detta particella, è logico che trattasi di un errore materiale indicante i metri quadri.
      Dovresti verificare al catasto se esiste un tipo di frazionamento allegato ad una nota di voltura ed inerente tale terreno.
      La verifica puoi effettuarla anche all’ufficio Ipoteche o dei Registri immobiliari, verificando tutti i contratti inerenti tale terreno.
      Ciò premesso, e verificato un eventuale errore, devi poi sentire il notaio come correggerlo.
      Comunque, se tale terreno è stato usato dalla nonna per più di 20 anni, in maniera pubblica, continua e pacifica, potete sempre richiedere il riconoscimento di proprietà per avvenuta usucapione ventennale.
      Occorre l’intervento di riconoscimento di un giudice.
      Amedeu e c.

  41. Mi scusi, ho dimenticato di precisare che, ovviamente, la piantina del catasto corrisponde al vero, anche in base ai confini, e cioè 1000 mq. circa.

  42. Salve.
    Vorrei vendere un’immobile giunto a me con sentenza della corte di appello di Roma.
    Purtroppo la vicenda legale è durata anni e in questo tempo il catasto per motivi tecnici ha variato il numero di particella relativo all’immobile.
    Ora mi ritrovo ad avere l’atto di provenienza, la sentenza, che riporta una particella che non esiste più.
    Sono corretti tutti i dati relativo al foglio, indirizzo e interno e l’immobile è individuato in maniera univoca.
    Al catasto ho sanato la situazione richiedendo la variazione online attraverso il contact center ed è andata a buonfine.
    ora ho il problema della conservatoria. Se effettuo una visura ipotecaria sul mio immobile inserendo i dati catastali corretti non risulta ne la trascrizione a favore, ne le ipoteche giudiziarie accese.
    Se inserisco i dati originari non viene trovato alcun immobile.
    Se faccio la visura sul mio codice fiscale appaiono tutte le trascrizioni cona la particella errata.
    Cosa posso fare?

    • Per Alessandro.
      Devi affidarti ad un tecnico professionista della tua zona, al quale devi consegnare copia della documentazione della quale sei in possesso.
      Penserà il medesimo a chiarire all’ufficio della Conservatoria e ti riferirà come procedere per la regolarizzazione del tutto.
      Amedeu e c.

  43. Salve.
    Abbiamo comprato un appartamento accatastato insieme alla cantina indicata in planimetria come la numero “11”, dopo anni ci siamo accorti di occupare in realtà la cantina adiacente, cioè la numero “dieci”; ho chiesto al condomino che occupa la mia di verificare nella sua planimetria cosa risulta, nel caso risultasse che effettivamente la sua è la “10” posso obbligarlo allo scambio? e se non accettasse che azioni potrei intraprendere?
    Grazie

    • Per Anna.
      Ti conviene cercare di regolarizzare tale questione, da noi più volte affrontata con i lettori, in quanto, in caso di vendita, il notaio non potrebbe farti l’atto su di una cantina che non è tua.
      Lo stesso vale per il tuo vicino.
      Prima di tutto, cerca di far comprendere la questione all’altro condomino, dopo di che, in caso di rifiuto , recati da un legale della tua zona.
      Amedeu e c.

  44. buongiorno, un’informazione ho comprato casa e i dati catasto fabbricati sono tutti corretti, però ora nel catasto terrene vedo che la particella che vado a comprare è in realtà più grande di quella in catasto fabbricati se regolarizzo il catasto terreni ovviamente col consenso del vicino di particella vado incontro a sanzioni e secondo voi come devo comportarmi?
    grazie

    • Per Luca.
      Ti consigliamo di chiarire la questione appena puoi.
      Recati all’Agenzia del territorio (Catasto), portandoti dietro il contratto.
      Cerca di parlare con un tecnico addetto, il quale ti dirà come regolarti.
      Amedeu e c.

  45. In riferimento alla domanda precedente, volevo precisare che nell’arco di questi 20 anni si sono succedute trascrizioni di più ipoteche da parte dei vari proprietari senza che nessuno si accorgesse della cantina sbagliata, quindi la domanda resta: vale come esercizio del diritto reale di proprietà sulla cantina ipotecata come azione per interrompere l’usucapione?.

    Grazie
    Anna

    • Per Anna.
      Il problema rimane quello alla fonte: la cantina figura di altra proprietà e perciò devi, in ogno caso, regolarizzarla, probabilmente con atto notarile contemporaneamente a quello dell’altro condomino.
      Amedeu e c.

  46. buongiorno, , alla morte di mio padre nel 1984 con conseguente successione ho ereditato con mia sorella e mia madre la parte che mi spettava adesso a distanza di 30 anni per puro caso vengo a sapere che al catasto mio padre risulta ancore propietario del 50% della casa . come posso sistemare la questione , e , dato che il notaio che a fatto l’atto e’ deceduto a chi posso rivolgermi, e soprattutto a cosa posso andare incontro.
    grazie LUCA

    • Per Luca.
      Con il contratto recati presso il locale catasto (Agenzia del Territorio) e chiedi di aggiornare la situazione catastale.
      Non dovresti avere particolari difficoltà.
      Amedeu e c.

  47. mi trovo ad aver acquistato, nel 2002, direttamente dal costruttore, un villino con delle difformità rispetto alla planimetria ed al progetto allegato alla concessione edilizia che lo stesso costruttore ha presentato rispettivamente al catasto ed al comune.
    Ora, da come mi hanno detto, troverei difficoltà a rivendere l’immobile, in quanto, in caso di eventuale mutuo, la banca potrebbe negare l’erogazione, per via delle differenze tra lo stato reale e la planimetria catastale.
    Posso eventualmente rivalermi sul costruttore/venditore ?
    Grazie per la risposta

    • Per Fernando.
      Pensiamo di no, in quanto le restrizioni della legge 122/2010 relative ai contratti non era allora valevole.
      Devi contattare un tecnico professionista che ti regolarizzi le pratiche in comune ed al catasto.
      Amedeu e c.

  48. Buongiorno,

    mi sto interessando della questione dell’allineamento catastale per una prossima vendita di un immobile di mia proprietà. Ho consultato diversi professionisti e mi è stato detto che in mancanza di discepanze tra i dati catastali e la situazione effettiva, la dichiarazione può essere stesa dai proprietari senza bisogno di un tecnico abilitato, come prevede anche la norma (“..la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformita’ allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie..”). Ma in pratica come si redige questa dichiarazione? bisogna fare ricorso a un notaio o è possibile scriverla anche da parte di non esperti di diritto?
    La ringrazio

    Paolo

    • Per Paolo.
      Per non perdere inutilmente tempo devi contattare un tecnico addetto della Agenzia del Territorio (Catasto) della tua zona, il quale ti indirizzerà nella maniera giusta.
      Amedeu e c.

  49. Buongiorno
    da una visura mappale del comune non risultalta conforme il numero di particella es all’atto e alla visura del catasto 23 sulla situazione mappale del comune 24 cosa devo fare per sistemare il tutto?
    Grazie

    • Per Antonio.
      Devi controllare quale è il numero giusto della particella.
      Lo puoi controllare da un contratto che hai.
      Nel caso la differenza sua al catasto, devi chiedere ad un tecnico di quegli uffici.
      Può darsi, anche, che vi sia stato un allineamento catastale con cambio del numero della particella.
      In questo caso ti indicheranno come cambiarlo o che cosa fare.
      Se la particella è errata solo presso il Comune, sarà sufficiente che tu gli porti un estratto di mappa con certificato catastale (Recenti).
      Amedeu e c.

  50. Salve chiedevo inoltre per cambiare lamiere semplici in lamiere coinbentate serve progetto? o basta un attività libera edilizia?
    grazie

  51. Grazie per la celere risposta

  52. buon pomeriggio, mi trovo con una situazione catastale anomala, da una visura catatastale fatta oggi mi trovo con un nuovo intestatario praticamente il mio terreno per il catasto risulta ad un’altra persona, cosa è successo come faccio a rettificare il tutto? grazie

    • Per Domenico.
      Ti serve il contratto di acquisto e con quello devi recarti presso l’ufficio del Catasto e chiedi di parlare con un tecnico addetto.
      Se non hai il contratto devi fare una visura ipotecale presso l’ufficio dei Registri Immobiliari (Ipoteche) per ricercarlo.
      Ti converrà affidarti ad un geometra professionista della tua zona
      Amedeu e c.

  53. buona sera
    sto effettuando una divisione di 2 immobili con mia sorella,di cui siamo entrambi proprietari. nell’immobile dove abito nel 2009 ho sostenuto delle spese di ristrutturazione di circa 70.000 euro , adesso in sede di valutazione dell’immobile posso detrarne almeno una quota dal valore , dato che adesso il mio immobile vale di piu’
    valore casa A 150.000
    valore casa B ristrutturata 350.000 che importo dovrei riconoscere per poter avere tutta al casa b
    grazie

    • Per Luca.
      Per la valutazione, specie in fase di divisione fra congiunti, si devono applicare delle regole di estimo ben diverse da quelle che trattano le locali agenzie immobiliari.
      Nel tuo caso devi fare eseguire un sopralluogo da un tecnico professionista della tua zona, il quale ti redigerà una relazione esplicativa e firmata con il calcolo dei valori e delle spettanze relative.
      Amedeu e c.

  54. Buongiorno.
    A gennaio del 2013,in vista di un compratore per la mia abitazione, ho contattato un tecnico(architetto) per sistemare le vecchie mappe catastali sapendo della nuova legge 2010 e nel contempo regolarizzare alcuni lavori fatti (Manutenzione ordinaria)da me senza autorizzazione.Tale tecnico apriva una SCIA per regolarizzare il tutto depositandola a fine lavori.Nel frattempo,il tecnico incaricato dalla parte compratrice di redigere un accertamento di conformita’, ha scovato in comune un vecchio(1966)progetto di costruzione del box il quale risulta difforme dalle mappe catastali.
    L’architetto si è battuto fino all’ultimo dicendo che tutti i vecchi documenti non avrebbero alcun valore perche la casa è antecedente il ’67 e che,in tutti i casi non ci sarebbe stato bisogno di alcuna sanatoria……
    alla fine,ha dovuto cedere all’evidenza ed ha cominciato la pratica per la scia in sanatoria,senonche,a meta’ dell’opera mi ha informato,che per motivi personali non voleva piu’ portare avanti la pratica!,lasciandomi solo e costretto a cercarmi un’altro tecnico che rifacesse tutto da capo…a 10 giorni dal contratto!(26 febbraio 2014)
    Il tutto mi è costato 10000 euro di sconto al nuovo proprietario perche non mi chiedesse i danni per inadempienza e molti piu soldi al nuovo tecnico da me incaricato per fare la sanatoria a tempo di record(in piu’,nel contempo ho acquistato una nuova casa che avrei pagato con i proventi della vendita della vecchia, e ho dovuto PREGARE in ginocchio il mio venditore perche non ritenesse la caparra della nuova casa…)
    ci sono gli estremi per chiedere i danni all’architetto visto che per la scia avevo firmato un contratto?,e che egli sapeva che avvo intenzione di vendere la casa?
    Tra l’altro l’architetto ha depositato(credo sia l’asseverazione) le mappe catastali senza controllare che ci fosse un abuso edilizio seppur “nascosto”.
    Scusate per la lungaggine
    Grazie

    • Per Fabio.
      Per dare un consiglio del genere, occorre avere tutti gli atti, lettere, disegni, ecc che fanno parte della pratica stessa.
      Cosa che può fare solo un legale della tua zona.
      Amedeu e c.

  55. Buongiorno,
    ringraziando amedeu per l’ottimo sito, passo al dunque.
    Alla fine del luglio scorso, purtroppo mia madre è deceduta.
    A fine novembre facciamo visura catastale per soggetto per vedere i terreni e il fabbricato (tutti in comproprietà con mio padre e ubicati fuori dalla città dove ormai risiediamo) per la successione.
    Compilo quindi la successione e consegno il tutto all’AdE a fine febbraio. Faccio anche la registrazione della nuova ditta al catasto.
    Ora, per fare il 730 di mio padre, mi reco al catasto della mia città di residenza e, sorpresa, scopro che hanno sì aggiornato i terreni e la casa, ma è apparso un nuovo terreno, una nuova particella, intestata a mia madre e mio padre.
    Ora, se questo terreno prima non c’era, da dove è spuntato? Se fosse un errore del catasto, poco importerebbe, ma se la visura sbagliata fosse quella di novembre, io non ho dichiarato in successione quel terreno! Quindi adesso dovrei accollarmi l’onere di altri 500 euro (pagherei comunque i minimi, visto che il terreno rende ben 16 centesimi!!!) per una dichiarazione di rettifica della successione???

    Oppure lascio così e se ne parlerà se un giorno dovessi vendere? Perché non mi va proprio di pagare 500 euro per un errore non mio!
    Grazie in anticipo!

    • Per Carlo.
      Un suggerimento che ti diamo dettato dall’esperienza, è quello, se naturalmente puoi farlo, di regolarizzare il tutto al più presto, in quanto gli errori catastali o di successione finiscono per creare confusioni e false interpretazioni, ed il tempo peggiora tale disposizione.
      Per avere chiara la situazione, qualora tu voglia procedere, ti suggeriamo di rivolgerti da un tecnico professionista (geometra) della tua zona.
      Amedeu e c.

      • Grazie per la risposta!
        In effetti, ho controllato sul contratto di donazione di detti terreni e casa (donati dai miei nonni) e ho scoperto che quella particella è in effetti di proprietà. Nel frattempo è cambiato il numero di particella ed è stato frazionato, ma lo capisco dai metri quadrati che è la particella in questione.
        Quindi, ora, vi chiedo: se al momento della visura, per errore del catasto, quella particella non c’era e quindi non è stata inserita in successione, se adesso io presento una dichiarazione integrativa (o aggiuntiva?), devo pagare nonostante l’errore era del catasto?
        La visura è un certificato ufficiale, oppure per l’AdE non conta?
        Insomma, visto che seguirò il vostro consiglio, secondo la vostra esperienza, posso almeno sperare di non pagare i bolli e i minimi catastali, o pagherò comunque, anche se l’errore è stato del catasto?
        Del resto, anche se avessi saputo all’epoca di questo terreno, come avrei potuto conoscere la nuova particella, visto che dalla visura non appariva?

        • Per Carlo.
          Mai fidarsi del catasto, in quanto non è probatorio, per cui al momento del contratto la verifica andava accuratamente fatta presso la conservatoria dei registri immobiliari (Controllo dei contratti, trascrizioni, inscrizioni).
          Adesso ti suggeriamo di andare a parlare con un tecnico dell’ufficio catastale (Agenzia del Territorio), ascolta ciò che ti dirà in merito e segui il suo consiglio.
          Amedeu e c.

  56. Buongiorno, avrei bisogno di indicazioni su come muovermi per quanto concerne la situazione a casa:
    nel 85 mio nonno compro 2 particelle di terreno edificabile adiacenti su cui costruì al centro (tutto in regola!!!!) una bifamiliare con 2 appartamenti speculari al 1 piano e dei locali tecnici al pt. successivamente fu fatta la pratica per la realizzazione di 2 garage (concessa e costruiti!).
    Inizio anni novanta a seguito dei matrimoni dei nipoti il nonno e la nonna si resero abitabile il pt da un lato e mia madre il pt dall’altro lato lasciando a noi i 2 appartamenti al 1p. (L’altezza dei locali al pt è di 2,5 mt).
    Il geometra dei tempi (ora morto) fece un po’ di confusione e ora che vogliamo apportare delle modifiche alla casa abbiamo scoperto le seguenti irregolarità:
    – al catasto risultano 4 appartamenti (2 al pt e 2 al 1p) e non esistono garage oltre a non essere stata censita la zona “sottotetto”;
    – al comune risultano 2 appartamenti e i 2 garage.
    Insomma, nulla coincide!!!! Ora per sistemare le cose ci chiedono circa 3000€ ….. Chiedevo: possiamo farlo privatamente senza dover obbligatoriamente pagare più di mille euro ad un professionista??? È possibile che dobbiamo pagare noi una mancanza di un geometra??? Vi sono altre strade da seguire???? Ringraziando anticipatamente saluto cordialmente.
    Nicoletta

    • Per Nicoletta.
      Dal 1° e 2° capoverso del tuo commento sembra che vi siano 2 appartamenti al piano terra e 2 al piano primo, per cui non comprendiamo dove siano i garage.
      A parte ciò, adesso, ti trovi 2 appartamenti al piano terra con l’altezza di mt. 2,50, non regolamentari ai fini dei parametri edilizio urbanistici previsti dal DM 5 luglio 1975 (H= 2,70), per cui, a nostro parere, sistemare la questione in Comune diventa veramente difficile.
      http://www.coffeenews.it/edifici-di-civile-abitazione-parametri-e-standards-edilizio-urbanistici-da-rispettare
      Per il resto che dirti?
      Un tecnico ti occorrerà sicuramente e riguardo a quello precedente, del quale non conosciamo le direttive avute, non possiamo avanzare alcuna ipotesi
      Amedeu e c.

  57. Buonasera avrei bisogno di un chiarimento. Ho sottoscritto una proposta d’acquisto di un immobile che dalla planimetria e dall’atto risulta essere al n civ 41. Tuttavia, recandomi presso l’immobile mi sono accorta che il n civ e’ in realtà 228. L’immobile e’ stato costruito nel 1964 e, pertanto, ho pensato che qsta discordanza di civico possa essere conseguenza di una variazione toponomastica. Se è così che si deve fare visto che nell’atto dovrà essere indicato sicuramente il nuovo civ? Mi chiedo come non mi sia accorta prima di questa cosa e mi pento quasi di avere firmato la proposta. Grazie

    • Per Patrizia.
      Non dovrebbe essere un inconveniente grave; probabilmente dovuto ad un cambiamento toponomastico effettuato dall’anagrafe del Comune.
      Non è raro che ciò avvenga.
      Comunque l’immobile, nella proposta di acquisto dovrebbe essere stato identificato anche da dati catastali, quali il foglio, la particella ed il subalterno, ed inoltre chiarito anche con l’indicazione dei confinanti.
      Se non addirittura con allegata una planimetria dello stesso.
      Ti consigliamo di parlarne con il notaio che ti deve rogitare l’atto.
      Amedeu e c.

  58. Se l’ingegnere che mi ha seguito in tutte le procedure ha sbagliato il catasto, e cioè risulta un locale in più nell’appartamento, e quindi ho sempre pagato più tasse del dovuto, ora devo regolarizzare il tutto e devo pagare altre tasse???? è normale affidarsi ad un professionista, pagandolo, e pagare anche per tutti i suoi errori??? è possibile ricalcolare tutte le tasse che sono state pagate in più ed averne il rimborso?
    Grazie

    • Per Francesca.
      Comprendiamo il tuo sfogo, ma per risolvere la tua situazione dovresti ricorrere all’intervento di un tecnico professionista della tua zona, oppure presentarti personalmente presso l’Agenzia del Territorio (Catasto) per spiegare il tutto e chiedere consigli sul come comportarti.
      I tecnici del catasto, sono persone ragionevoli, e se ritengono sia stato commesso un errore, ti indirizzeranno per correggerlo.
      Amedeu e c.

  59. Buongiorno,, la mia situazione è un po complessa. provo a spiegare. l’immboli che sto acquistando ha questa storia.
    l’atto di acquisto della mia controparte nel 1991 riportava una particella diversa (2678) da quella regostrata al catasto (2679). a Gennaio 2014 ci si è accorti dell’errore ed è stato rettificato l’atto allineando a 2679.
    Ad oggi ci accorgiamo che non era l’atto errato ma la particella al catasto che avrebbe dovuto essere 2678.
    Il geomatra ha sistemato la cosa ma il mio notaio afferma che occorre rettificare nuovamente l’atto per la continuità delle trascrizioni, mentre il notaio che a gennaio ha fatto la rettifica afferma che non occorre far nulla.
    Sono in crisi….chi ha ragione e cosa dobbiamo fare?
    Grazie!

    • Per Angelo.
      Bisognerebbe conoscere a fondo la questione e gli atti per dare un parere veramente attendibile.
      Comunque ciò che conta è l’ultimo contratto rogato.
      Se in tale atto la particella è giusta tutto OK, se risulta errata, a nostro parere l’unica possibilità è effettuare un atto di modifica.
      Sempre ammesso che le cose stiano come ci hai scritto.
      Amedeu e c.

  60. Per Francesca.
    Dovresti effettuare una ricerca storica presso l’ufficio Ipoteche (Visura ipocatastale), ritrovando l’atto nel quale compare detto terreno di pertinenza della casa.
    Se poi negli atti successivi non viene riportato, a nostro parere non è del tutto regolamentare, però, se troverai la dicitura acquisto….. compreso annessi, connessi, pertinenze, ecc, può essere come affermano i tecnici che hai sentito.
    Amedeu e c.

    • Al Catasto hanno controllatto anche sulle bobine e l’area tra casa e terreno risulta di metri quadri 70, la particella è solo una non è che sono 2 numeri diversi quindi dato che dalla nascita di detto cortile l’area è così identificata e non è mai stata modificata negli anni e in tutte le cartine dei vari proprietari è graffata dicono che è di proprietà anche se mai stata riportata negli atti come dicitura, cmq sia nel mio atto che in quelli precedenti viene espressa la dicitura annessi, connessi e pertinenze. Farò cmq la verifica come da Vs. consiglio. Grazie

  61. Salve, ho di recente accettato eredità da mio zio. Il quale mi ha lasciato una porzione di casa, l’esatta metà dell’immobile, lui aveva fatto il riallineamento catastale due anni fa. Vorrei vendere, ma il notaio dice che lo zio non aveva titolo per accatastarsi la metà soffitta, poiché nell’atto di acquisto si cita parti comuni vano scala accesso alle soffitte.Il proprietario dell’altra metà immobile ha la sua soffitta con titolo regolare. cosa posso fare , riallineamento e divisione, l’altro proprietaro ci starebbe. grazie anticipate.

    • Per Sammy.
      La divisione per contratto e l’allineamento catastale sarebbero una soluzione ideale.
      La divisione tramite contratto, vorrebbe dire non considerare la proprietà del vicino, che in effetti esiste di fatto, e dividere la soffitta intera in due parti che avete già prestabilito.
      L’atto dovrebbe, quindi, interessare entrambi i proprietari, con suddivisione, anche delle relative spese.
      Quindi, verrà effettuato l’accatastamento come da contratto.
      amedeu e c.

      • Grazie, nel frattempo sono saltate fuori due planimetrie una del 39, dove la metà soffitta è disegnata in parte con a fianco nome proprietario, in quella 67 la metà soffitta è disegnata solo per l’altra metà e volturata a mio zio. per questo il tecnico 2 anni fa ha chiesto fusione delle due particelle. Potrebbe bastare così? Grazie di nuovo.

        • Per Sammy.
          Va tutto bene, purchè le planimetrie siano riconducibili ad atti regolarmente registrati e trascritti.
          Amedeu e c.

          • buonasera e grazie anticipate.Ecco cosa mi scrive il tecnico.
            Per i locali sottotetto, gli stessi erano già presenti nelle schede oggetto dell’atto 67 e volturati a mio zio.Seppur non esattamente descritti come accadeva per locali di scarsa rilevanza come le soffitte,nell’atto sono ben definite le parti in comune, dove non sono citate le soffitte.Pertanto così come per le adiacenti proprietà i sottotetti erano già identificati come esclusivi dei sottostanti locali. A questo punto si può stare più tranquilli? Grazie di nuovo.

  62. Buonasera! Per eredità di una lontana parente sono venuta in possesso di un piccolo appartamento costruito più di 50 anni fa con mapp. xxx/sub. yy graffato al mapp. zzz(una terrazza sopra un negozio). Poiché sto per venderlo, abbiamo verificato che nell’atto notarile l’appartamento stesso viene individuato con mapp. xxx/sub. yy graffato al mapp. zzz, ma nella planimetria catastale appare l’appartamento e la scala che condurrebbe alla terrazza(individuata con il mapp. zzz), ma non la terrazza stessa. Cosa potrebbe essere successo? Come risolvere il problema per poter procedere fluidamente alla vendita? Grazie per la cortese risposta.

    • Per Chiara.
      Se la differenza si riscontra solo al catasto, devi rivolgerti da un tecnico professionista (Geometra) e fargli fare l’allineamento o variazione catastale.
      Amedeu e c.

  63. ho comprato una frazione di terreno dove viene riportato il numero di particella di un mio confinante, ho costruito un fabbricato assieme ad altri otto proprietari, ora naturalmente gli immobili sono stati accatastati con la particella errata, come riportato dall’atto di compra vendita del terreno, dovendo correggere appunto la particella al catasto come posso fare? chi è il responsabile?, presumo che gli otto condomini faranno ricorso al sotto scritto essendo il proprietario del terreno che le ho venduto, preciso che il Notaio che ha scritto l’atto di compra vendita con i proprietari che hanno frazionato il terreno e il sotto scritto è deceduto. si possono correggere gli appartamenti singolarmente, ho necessariamente tutto il fabbricato? ho già corretto l’atto del terreno a mie spese unilaterale, in quanto il mio venditore non ne ha voluto sapere, scaricando la colpa al Notaio, ma come ho già detto è deceduto. DISTINTI SALUTI. Grazie x la cortese risposta.

  64. Sono proprietario di un immobile in condominio, con l’ingresso in comune con un condomino un tratto di stradella , a mia insaputa ci ha costruito una cisterna di sua esclusiva proprietà, posso chiedere un risarcimento visto che del terreno sono proprietario anche io? se transitando con l’auto dovessi sprofondare, sarei responsabile io o lui che ha costruito l’opera? a causa di ciò la stradella è rattoppata, naturalmente non è più come prima, ad ogni modo farei bene a mandarle una lettera x sollevarmi da ogni responsabilità? Grazie x la sua cortese risposta, Distinti Saluti

    • Per Giuseppe.
      Riteniamo che ti sia dato la risposta da solo.
      Una lettera possibilmente redatta da un legale, con la quale richiami i tuoi diritti di comprorietario e ti dissoci da eventuali danni o infortuni che possano capitare a causa di detta opera.
      Amedeu e c.

  65. Nell’appartamento condominiale di cui sono proprietario ci sono spazi di esclusiva proprietà e parti comune, in quali documenti potrei prendere visione x verificarne le misure esatte di mia esclusiva proprietà ? la ringrazio x la risposta. DISTINTI SALUTI

  66. Salve la contatto perchè ho da poco acquistato un appartamento e volevo sapere alcune cose:
    l appartamento non ha un ripostiglio e io grazie a mio fratello geometra, avevamo in mente di avviare dei lavori per la costruzione del ripostiglio.
    prima di chiedere il permesso al comune abbiamo chiesto l accesso ai vecchi atti e abbiamo notato che un mese prima della vendita è stata presentata una scia per chiudere una portafinestra e farla diventare finestra.e fin qui nulla di strano.
    ci siamo fatti fare delle fotocopie di questo ultimo aggiornamento e relativa piantina aggiornata con tutte le misure.
    controllando le misure abbiamo scoperto che non combaciano con quelle reali:
    I muri perimetrali sulla piantina sono 10-15cm meno spessi che nella realtà.
    le stanze dalla parte della zona notte sulla piantina sono 10-15cm più lunghe rispetto alla verità.
    Ora siccome devo presentare una piantina prima e dopo per il ripostiglio come devo comportarmi?
    Se metto le misure che hanno adesso in comune un giorno potrebbero accorgersene?e che succede?
    E se invece presentiamo una piantina quasi totalmente diversa(che in realtà sono misure reali) che succede?
    in attesa di risposta la saluto Vincenzo

    • Per Vincenzo.
      Una cosa è certa: devi presentare la situazione reale per non subire le conseguenze di legge.
      Per cui dovrai, a nostro parere, regolarizzare tutto ciò che è difforme da detta situazione.
      Cerca di appoggiarti al fratello geometra ed insieme recatevi negli uffici amministrativi chiedendo il da farsi.
      Siamo sicuri che troverete chi vi consiglierà per il meglio.
      Amedeu e c.

  67. Buona sera, avrei un quesito o contattato un tecnico per un progetto divisionale di immobile.
    Cosa mi rilascia come documenti il mio tecnico, avendo sotto scritto che restano escluse eventuali pratiche tecnico amministrative espressamente contemplate nel preventivo. grazie.

    • Per Alba.
      Sembrerebbe, dalla dizione, che restano escluse dall’importo di tale preventivo tutte le pratiche tecnico amministrative che si rendessero indispensabili per effettuare detti lavori.
      (Probabilmente consistenti in: richiesta di autorizzazioni, progettazione, direzione dei lavori, contabilità, ed altro ancora ??).
      Per cui fatti chiarire meglio, per scritto, tutto ciò che ritiene non compreso nel preventivo stesso.
      Amedeu e c.

  68. Buongiorno,
    eseguendo una visura relativa ad un appartamento di proprietà di mia moglie e dei suoi due fratelli (come testimoniato dall’atto di compravendita), la sua quota di proprietà non appare al Catasto.
    L’appartamento è assegnato solo per 1/3 ad un fratello, mentre gli altri due non risultano proprietari, come invece riporta l’atto di compravendita.
    Occorre fare la correzione ?
    Devono farla entrambi i fratelli “mancanti” ?
    E’ possible farlo autonomamente presentando istanza all’Agenzie delle Entrate oppure è necessario affidarsi ad un tecnico?

    Grazie
    Saluti
    Antonio

    • Per Antonio.
      Riteniamo sia sufficiente recarti all’Agenzia del Territorio (Catasto), portandoti dietro l’atto di compravendita.
      Dovresti risolvere la questione.
      Amedeu e c.

  69. Buongiorno,
    possiedo un appartamento all’ultimo piano di un condominio con terrazzino a livello e lastrico solare di proprietà.
    Sto vendendo questo appartamento (abbiamo già stipulato il compromesso) ed è emerso che il lastrico solare non risulta frazionato al Comune, mentre lo è correttamente al Catasto e quindi nell’atto notarile di acquisto.
    Gli acquirenti chiedono che si proceda al frazionamento anche in Comune prima del rogito (lo abbiamo dovuto inserire nel compromesso)
    Abbiamo preparato tutta la documentazione utile con il supporto di un geometra.
    Ora però il condomino proprietario della porzione di lastrico confinante con la mia proprietà si rifiuta di firmare le pratiche per il frazionamento.
    Posso presentare la documentazione al Comune in maniera unilaterale e procedere con la delimitazione della proprietà con un ringhiera?
    Grazie

    • Per Daniela.
      Parli di un lastrico solare e non di un terreno, per cui di regola non occorre l’autorizzazione del comune del frazionamento, che è invece previsto quando:
      “L’art.30 del D.P.R. 6/6/2001 n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, che ha sostituito la legge 47/1985, prevede che i frazionamenti catastali dei terreni non possono essere approvati dall’Agenzia del Territorio (ex Catasto) se non è allegata copia del tipo dal quale risulti, per attestazione degli uffici comunali, che il tipo medesimo è stato depositato presso il Comune nel quale ricadono i beni da frazionare.”
      Quanto sopra, a meno che tu non intenda fare approvare una costruzione edilizia, e la ringhiera potrebbe essere la motivazione di tale autorizzazione, fra l’altro in edilizia libera.
      http://www.coffeenews.it/legge-73-del-22-maggio-2010-lavori-senza-dia,
      Comune che vai novità che trovi.
      Comunque, parlane attentamente con il tuo geometra, perchè, nel caso che valga l’articolo 30 di cui sopra, tu puoi fare liberamente l’atto di vendita e poi l’acquirente provvederà a realizzare la recinzione.
      Ammesso, come detto sopra, che la stessa non esista già.
      Amedeu e c.

  70. salve ho un problema ……sono acquirente di un appartamento… ben 6 mesi fa ho stipulato un preliminare di compravendita con caparra confirmatoria , dopo un po’ la banca ci ha contattati per chiederci una concessione edilizia in sanatoria dell’immobile ; presentando questo documento insieme a tutti gli altri si sono accorti che nel lontano 2002, quando hanno aggiornato i dati catastali hanno invertito i subalterni dell’ immobile con quelli del vicino. il proprietario ha chiamato un geometra per risolvere il problema che a mio avviso dovrebbe essere risolto al catasto ma aimè il catasto gli ha bocciato la domanda di rettifica….grazie in anticipo per il consiglio da seguire che vorrà gentilmente donarmi.

    • Per Susy.
      Una situazione che devi chiarire presso il catasto, per comprendere bene le motivazioni di questo rigetto di istanza.
      Forse vi fu, a suo tempo, un errore di scrittura in un contratto, per cui adesso la modifica può essere effettuata solo con un nuovo contratto.
      Comunque, prima di fasciarti la testa con supposizioni azzardate, cerca di comprendere bene ciò che ti richiedono i tecnici catastali.
      Amedeu e c.

  71. Buongiorno,
    sono comproprietaria con i miei fratelli di un immobile con cortile e giardino accatastato nel gennaio del 1940 con regolare planimetria in cui sono stati perfettamente delimitati i confini perimetrali di tutto il fondo su cui c’è la casa. Oggi, in fase di preparazione degli atti per una donazione alla sottoscritta il mio tecnico scopre che all’epoca i confini del giardino e precisamente un lato di esso, non sono stati aggiornati al catasto per cui oggi risulta una incongruenza tra la vecchia planimetria del ’40 presentata dai miei nonni e conforme allo stato attuale e la mappa catastale. In altre parole negli anni ’40 la mappa catastale non è mai stata aggiornata con la planimetria all’epoca presentata al catasto. La conseguenza è che ora un piccolo pezzo di giardino esattamente 6 mq cade nel giardino del vicino, il quale oltretutto sta attualmente costruendo una casa senza a sua volta correggere questa situazione dei confini catastali e non reali, asserendo che a lui non interessa. E’ vero che ora per regolarizzare questa situazione devo fare il frazionamento del fondo del vicino solo a mie spese e poi trasferirmi quel fazzoletto di giardino che da oltre 100 anni è stato nostro, solo per un mancato aggiornamento, direi inadempienza, da parte dell’ufficio catasto nel 1940? La planimetria del 1940 potrebbe essere sufficiente per l’allineamento catastale dei confini.
    Cordiali saluti, Anna.

    • Per Anna.
      Scusaci, ma la domanda non è molto chiara.
      Vediamo se abbiamo compreso.
      Nel 1940 il catasto venne aggiornato e le planimetrie rifatte d’ufficio.
      Nel frattempo venne presentata sempre al catasto una planimetria che rispecchiava una situazione diversa da quella del rilevamento del 1940. OK?
      Al catasto non presero in esame o forse non venne mai passata agli atti la planimetria presentata dai tuoi nonni? E’ così?
      Adesso c’è una discordanza fra la situazione reale e quella catastale che si riferisce unicamente alla planimetria del 1940. OK?
      La situazione dovrebbe essere questa, in quanto difficilmente si presenta una planimetria al catasto se non allegata ad un atto oppure riferita ad una nuova costruzione o ad una ristrutturazione.
      In ogni caso deve essere sempre allegata ad un atto di riferimento
      Se la questione è questa, non ti resta da fare altro che rintracciare l’atto stesso, o presso l’ufficio dei Registri Immobiliari (Ex Ipoteche – atto di compravendita o di donazione cui si riferiva la planimetria mai regolarizzata e presentata dai nonni), oppure la licenza edilizia o permesso di autorizzazione presso il Comune.
      In quest’ultimo caso la questione dovrebbe risultare molto più complicata, in quanto la documentazione così vetusta i Comuni non la possiedono più.
      In ogni caso il tuo geometra dovrebbe effettuare una ricerca in tal senso, ed alla fine della medesima (Sperando di aver trovato l’atto di riferimento) contattare i tecnici preposti del catasto, chiedendo loro quale sia la strada più breve e meno onerosa per regolarizzare il tutto.
      Amedeu e c.

  72. buongiorno,
    il mio vicino 6 anni fa compra l’appartamento il loro Geom. prima dell’atto notarile fa una relazione periziale ( non giurata) annettendo delle pertinenze ( un lavatoio ed un ripostiglio) che sono sulla mia proprietà e conseguentemente fa una variazione dei confini al catasto fabbricato, senza richiedere a me quale confinante alcuna autorizzazione. Il notaio prende buona la perizia del Geom. e senza tenere conto dell’atto di provenienza con relativa pianta catastale, annota sul loro atto di acquisto queste pertinenze ” Ad uso esclusivo ” del mio vicino.( Sembra che questa procedura venga chiamata ” Vendita non domino”

    Sottolineo che nell’elaborato planimentrico terreni è ben evidenziato che le pertinenze sono allocate nella mia proprietà. Di questo sono certo in quanto l’ho fatto verificare dal nostro Geom. il quale qualche mese fa ha fatto la sanatoria e siccome sia il lavatoio che il ripostiglio risultavano abusivi abbiamo richiesto autorizzazione all’abbattimento. Sanatoria oltretutto che è già andata a buon fine e lavatoio e ripostiglio sono stati abbattuti !! Causa questo sono stato chiamato in giudizio dal mio vicino per ” reintegro di possesso” Causa ancora in corso !!

    Le domande ….posso chiedere al catasto fabbricato tramite il mio Geom. di annullare la variazione fatta illegalmente e riportare le cose allo stato reale? Il Catasto può accettare qualsiasi variazione dei confini senza fare verifiche? devo fare una causa per rivendica dei beni ? Potreste consigliarmi la strada più giusta per risistemare le cose? Vi chiedo questo perché voglio essere certo di fare la cosa giusta !!
    Vi ringrazio anticipatamente
    Cordialmente
    Roberto

    • Per Roberto.
      Se è avvenuta una vendita da parte di chi non era proprietario (Vendita non domino), è naturale che tale vendita risulta nulla, specie se non sono trascorsi 20 anni per l’acquisizione in mala fede per usucapione.
      Se riesci a rintracciare tramite il tuo geometra l’atto di provenienza di detti terreni (prima pertinenze demolite), automaticamente, portando tale atto al catasto, i tecnici catastali dovrebbero riallineare le superfici alla tua proprietà.
      Non ci sembra una cosa poi tanto difficile.
      Forse la difficoltà sta nel rintracciare l’atto di provenienza, ma il tuo tecnico potrebbe fare una ricerca accurata (Forse storica) presso l’ufficio dei registri immobiliari (Ex ipoteche).
      Amedeu e c.

  73. Buonasera . Devo fare la successione . Mio padre è deceduto qualche mese fa.
    facendo le visure catastali , mi sono accorto che gli immobili di proprietà di mio padre hanno diversi errori .
    Ho 4 particelle di terreni con indicato usufruttuaria mia nonna deceduta 20 anni fa .
    Una di queste particelle sicuramente non esiste in quanto sopra vi è stato costruito un fabbricato regolarmente risultante dal catasto fabbbricato .
    Il nome di mio padre è indicato in modo errato ( ha un doppio nome e le registrazioni catastali sono a singolo nome ).
    Su 2 terreni in comproprietà con la mamma ( ancora vivente ) risultano sbagliati i dati anagrafici del papà deceduto e della mamma.

    come mi consigliate di agire ? correggo tutti i dati catastali prima della successione ? .e questo non mi preoccupa più di tanto : mi rivolgerò ad un tecnico per farlo .
    Il mio dubbio principale riguarda la particella di terreno che esiste sulla carta ma che in realtà da oltre 30 anni è sostituita da un fabbricato .
    Conviene prima sistemare anche quella o faccio la successione tenendo conto di come sono le cose in catasto alla morte del papà.(con correzioni anagrafiche e usufruttuarie, ceh comunque faccio) ? E poi successivamente faccio fare le misurazioni e le variazioni ( immagino la cancellazione della particella di terreno )
    Spero di essere stato sufficentemnte chiaro .
    Grazie in anticipo

    • Per Carmine.
      Devi in ogni caso fare le variazioni catastali (Tipo mappale, accampionamenti, eventuale frazionamento).
      Trattandosi di una successione, diremmo che dovresti effettuare le modifiche contemporaneamente alla stessa.
      L’unico nostro dubbio, e lo devi chiarire immediatamente con un tuo commercialista, riguarda eventuali sanzioni o spese non previste e che potrebbero gravarti.
      Amedeu e c.

  74. Buonasera,sto vendendo il mio appartamento e mi sono reso conto che nella planimetria risulta una portafinestra che dal salone dava sul terrazzo.Il fatto è che questa portafinestra nn è mai esistita quindi credo che era nelle intenzioni iniziali del costruttore realizzarla per poi successivamente cambiare idea ma mantenendo la nella planimetria.Il mio è un appartamento di 4 piani e tutto il palazzo è uguale quindi nessuno ha la portafinestra.Ora per venderla devo fare la modifica della planimetria?se mi accordo e facciamo la promessa d’acquisto posso incorrere in sanzioni?

    • Per Jacopo.
      Non dovresti incorrerci, in quanto è tua ferma intenzione regolarizzare il tutto (Al catasto ed al Comune) prima della stipula del rogito.
      Parlane comunque con il notaio che ti dovrà, poi, fare l’atto di vendita.
      Amedeu e c.

  75. Buongiorno, vorrei avere un consiglio per cortesia.
    Nel 1998 ho acquistato tramite agenzia un’immobile composto da due mappali. Scopro solo oggi che uno dei due mappali è composto da 2 subalterni (sub 1 e sub 2 C6 garage) . Nell’atto notarile di compravendita, ovviamente firmato da venditore e acquirente in buona fede, viene riportato solo sub 1, per cui il sub 2 garage risulta ancora del vecchio proprietario (che se ne è accorto solo in occasione dei pagamenti TASI, come mai non prima?). Immagino che il problema si possa risolvere, ma a chi spettano le spese? L’agenzia dice che evidentemente non erano ben chiare le mappe catastali, ma, il mappale sub 1 e 2 era andato in successione prima della vendita, per cui sub1 e 2 erano sicuramente specificati negli atti (anche perché il bollettino di pagamento tasi riporta i dati di successione, gli stessi che compaiono nel mio contratto di compravendita) il notaio non doveva controllare.. vero che l’ignoranza non è ammessa, e forse avrei dovuto accorgermene , ma ho guardato solo il numero di mappale e non il sub, ma come mi devo regolare adesso, visto che l’errore è presumibilmente stato fatto dall’agenzia? o dal notaio ? Grazie infinite

    • Per Laura.
      Purtroppo le agenzie non rispondono di tali errori, in quanto il loro compito è quello di mettere in contato acquirente e venditore e far concludere l’affare, intascando la mediazione.
      Il notaio non è ugualmente responsabile, in quanto in fase di rogito vi deve aver letto lentamente e chiaramente il contenuto dell’atto.
      La questione resta, quindi, fra te ed il venditore.
      Adesso ritrova il contratto e leggilo attentamente, perchè oltre che essere citato con un subalterno, il garage deve essere stato anche descritto verbalmente.
      Quanto sopra per vincolare meglio il venditore ad effettuare una modifica all’atto.
      Circa le spese da sostenere, valuta bene la situazione e se rischi di andare in causa con il venditore, tanto vale che te le accolli tu.
      Amedeu e c.

  76. Buogiorno, sono Nino, vorrei fare una domanda: alcuni giorni fa e deceduto mio padre, dovremmo fare la successione con mia sorella, di un terreno dove mio padre ha costruitto negli anni 90 una casa come consulenza agraria, e successivamente costruiva un magazzino di circa mq.30 abusivo.Nel 2012 veniva scoperto come costruzione abusiva
    (casa fantasma) e abbiamo accatastao l’abuso. Ora in fase di successione questo magazzino può essere dichiarataùo in successione e in caso di vendita successiva può essere dichiarato nell’atto di vendita. Grazie per l’eventuale risposta.

    • Per Antonino.
      Se è stato solamente accatastato, ma non regolarizzato in Comune, non potete, in quanto il catasto non è probatorio, e ciò che conta è l’autorizzazione comunale.
      Amedeu e c.

  77. Salve. Spiego subito il problema:
    all’interno di un terreno di mia proprietà risulta una corte di un vicino che confina altresì con il mio immobile. La corte è poco meno di 4 x 2,5 m. Per necessità i sicurezza, il mio tecnico ha dato mandato di effettuare una recinzione. Questa recinzione ingloba questa porzione di corte del vicino (2×2,5m). Ignara di questa situazione abbiamo ricevuto contestazione dal vicino e quindi ho provveduto a effettuare tutti i controlli catastali e notarili del caso. Risultato: mentre al catasto risulta questa loro corte, nel rimando notarile riportato sul mio rogito quella porzione di corte in realtà era di proprietà dei miei ex proprietari (adesso mia). In questo caso ha validità la mappa catastale o l’atto? E in caso cosa devo fare affinché i vicini provvedano a rettificare questa situazione al catasto? Visto che i vicini non ne vogliono sapere e continuano ad avanzare diritti, posso io stessa procedere per richiedere una rettifica? Qual è l’iter da seguire? Ringrazio fin da subito per la disponibilità.

    • Per Angela.
      Il catasto non è probatorio e non costituisce forma di prova.
      Ciò che conta sono gli atti notarili.
      Devi parlarne con il tuo tecnico, il quale eseguirà i controlli necessari e poi ti dirà come comportarti.
      Amedeu e c.

      • Salve Amedeu e grazie per la risposta.
        Purtroppo il problema è nato per colpa del mio tecnico che ha dato mandato alla ditta di costruire una recinzione dove catastalmente non si poteva senza informare nè noi nè la ditta di questo problema.
        Mi sorge il dubbio che anche lui non lo sapesse,peccando di superficialità. Per questo motivo mi interessava sapere come muovermi per correggere l’errore catastale visto che il mio tecnico non si sta dimostrando disponibile….non capendo il perchè?
        Forse ho semplicemente sbagliato la scelta del tecnico

        • Pere Angela.
          La risposta te l’abbiamo già data.
          Non sta a noi suggerirti di risolvere la cosa con il tuo attuale tecnico, oppure di rivolgerti da un altro tecnico.
          Amedeu e c.

  78. Salve,
    le espongo il problema… in pratica al catasto risulto intestatario sia dell’immobile di mia proprietà che di quello accanto. Mi hanno mandato fatto girare un paio di sportelli ma non sono riuscito a risolvere la questione.
    Cosa mi consiglia di fare? posso risorverla io o devo rivolgermi ad un tecnico?

    • Per Pietro.
      Se possiedi i contratti ed i vari atti che dimostrino quale è la tua proprietà, recati al catasto e cerca di parlare con un tecnico addetto alle correzioni catastali.
      Dovrebbe risolverti la questione.
      Amedeu e c.

  79. Il concessionario del Servizio Raccolta Rifiuti mi ha notificato quattro avvisi di accertamento relativi agli anni 2009-2012 contestandomi il mancato pagamento della TARSU per un immobile non di mia proprietà ed accatastato d’ufficio senza che io fossi a conoscenza. Ho fatto ricorso all’Agenzia delle Entrate e all’Agenzia del Territorio chiedendo l’annullamento dell’atto e analogo ricorso al concessionario. Debbo necessariamente fare anche un ricorso alla Commissione Tributaria entro i 60 giorni o posso farne a meno. Ed inoltre, le spese chi me li risarcirà?
    Vi ringrazio.

    • Per Antonio.
      Sono i misfatti all’italiana: prima paga e poi fai ricorso.
      La logica ci suggerirebbe di prendere copia dell’atto di vendita dell’immobile, e di andare con esso ai diversi uffici che ti hanno
      “invischiato” in questa situazione.
      Sarebbe da fare il giro di tutti, partendo da chi ha aperto per primo la pratica e procedendo per gradi, fino al firmatario dell’ultima lettera di richiesta e chiarendo con i medesimi, che tramite avvocato li porterai davanti al giudice per rispondere dei danni che ti stanno causando.
      Ma sono solo parole, in quanto cose del genere possono accadere in Inghilterra, ma non avverranno mai in Italia.
      Che dirti?
      Fai ricorso alla commissione tributaria.
      Amedeu e c.

  80. Buongiorno
    nel 2006 ho acquistato casa in cooperativa e a fine lavori l’ingegnere progetiva e direttore dei lavori aveva presentato richiesta di l’abitabilità, richesta che era stata bocciata perchè mancava la presa in carico delle opere di urbanizzazione d parte del Comune. A disanza di 8 anni i lavori sono stati terminati e ho incaricato un geometra di presentare una nuova richiesta. Questo da controlli ha ricontrato che non vi era corrispondenza tra progetto persenato in comne e planimetria catastale, in particolare al piano S1 la porta di accesso al posto auto era esatta in accatastamento e errata nella dia, al primo piano il ripostiglio in fondo al disimpegno è stato tralasciato in accatastamento mentre è corretto nella dia.
    Poichè l’ing. interpellato ha fatto sapere che non ha più la documentazione e comunque non intende effetuare queste piccole inesatezze o meglio dimenticanze avrei bisogno di un suo graditissimo suggerimento:
    Cosa posso agire nei confronti dell’ingegnere ma sopratutto cosa posso fare per mettere a posto queste dfferenze senza dovrer spendere un patrimonio.
    Resto a disposizione per ogni altra delucidazione
    Cordiali saluti Pirpalo

    • Per Pierpaolo.
      La situazione ci sembra chiara: valgono solamente quelle opere approvate dal Comune, in quanto il catasto non è probatorio.
      Per cui, se la tua situazione di fatto non corrisponde ai disegni approvati dal Comune, devi presentare delle varianti in sanatoria (Ammesso che sia possibile, ma ci sembra di si) e dopo l’approvazione devi presentare la modifica al catasto.
      Probabilmente, e non sarebbe il primo caso, in corso d’opera non sono state rilevate e regolarizzate le varianti da te riscontrate.
      Rifarti verso l’ingegnere progettista e direttore dei lavori potrebbe essere possibile, però se non è consenziente, una causa ha tempi lunghi oltre che essere onerosa, ed il suo esito è sempre incerto.
      Forse sarebbe il caso di affidarsi, per queste piccole modifiche, ad un tecnico professionista della tua zona, che ti sani il tutto, compreso il catasto.
      Amedeu e c.

  81. Buongiorno, ho acquistato lo scorso anno due appartamenti confinanti e ho fatto fare la fusione dopo la ristrutturazione. mi sono accorta solo ora che il geometra ha conteggiato un vano in più (dovrebbero essere 7.50 al massimo 8 e ne ha conteggiati 9, l’ho accertato andando al catasto). Mi hanno detto che però il catasto, nel momento in cui corregge il numero di vani da 9 a 8, potrebbe aumentare la classe da 4° a 5°, anche se nel mio palazzo, risalente agli anni ’60, sono praticamente tutti in 4° (A3, abitazione di tipo economico).
    Cosa mi consiglierebbe di fare?
    grazie in anticipo per la Sua risposta.

    • Per Elena.
      Recati al catasto a parlare con un tecnico e portati dietro la planimetria che possiedi.
      Spiegagli la situazione, e chiedigli un consiglio.
      I tecnici pubblici non sono persone che godono nel punire il prossimo; molto spesso possono essere di aiuto.
      Amedeu e c.

  82. Buonasera, ho un problema con una soffitta classificata come c2 e acquistata quasi 5 anni fa. Il costruttore al catasto ha dichiarato una grandezza di 24mq anche se effettivamente sono circa 35mq.
    Durante l’acquisto non abbiamo fatto assolutamente caso alla piantina allegata al rogito. Ora vorremmo fare il cambio destinazione d’uso in abitazione, ma in Comune ci dicono che non è possibile in quanto il minimo per una abitazione sono 28mq! Ma noi realmente ne abbiamo 35!!!
    Come possiamo rettificare i mq?
    Grazie per l’aiuto che potrà fornirci.
    Alessandra

  83. Buongiorno, mio padre è proprietario di un appartamento e vorrebbe donarlo a me e mia sorella. Preparando i documenti per il rogito è emerso che il catastino dell’unità immobiliare (appartamento + cantina), risalente al primo accatastamento, non corrisponde all’unità effettivamente posseduta e occupata dalla nostra famiglia dal 1972 (i primi acquirenti sono stati i miei bisnonni..la palazzina è stata terminata nel 1971). L’appartamento viene ubiato infatti al secondo piano mentre è al primo e la cantina non corrisponde. Sembra che vi sia un doppione nelle planimetrie catastali, ovvero a due subalterni diversi sia stata assegnata la stessa planimetria (corrispondente ad appartamento identico al nostro e cantina effettivamente occupati dai signori del piano di sopra) con il risultato che il mio appartamento e la mia cantina reali non risultano. La cosa strana è che quando il geometra ha provato a presentare la variazione catastale indicando le cose in modo corretto, il catasto non ha accettato la variazione dicendo che risultava già un’unità immobiliare identica intestata ai signori del piano di sopra…. che era esattamente quanto stavamo tentando di risolvere. I signori del piano di sopra mia hanno mostrato i loro rogiti e planimetrie e le loro sono effettivamente corrispondenti a quanto occupano. Vista la vostra esperienza, avete un suggerimento su cosa potrebbe essere successo e conseguentemente su cosa poter fare per risolvere? Specifico che, per fortuna, i confini e l’ubicazione sono sempre stati descritti correttamente in tutti gli atti notarili. Grazie mille per la disponibilità e l’utile servizio.

    • Per Claudia.
      Il tuo appartamento deve essere stato identificato nell’atto notarile al foglio X, particella Y, subalterno Z. OK?
      Il notaio che fece l’atto ai tuoi bisnonni, può avere effettuato una visura ipocatastale rilevando i dati errati dell’appartamento soprastante ed inserendoli in tale contratto.
      Questa ci sembra l’ipotesi più realistica, in quanto vi può essere stato un raro, ma mero errore di lettura ed identificazione.
      Per Il catasto, adesso, figura una sola unità immobiliare venduta al soprastante proprietario.
      Vediamo allora cosa potresti fare per cercare di risolvere il caso.
      Per prima cosa devi procurarti in Comune il progetto approvato della palazzina e dal quale risulti l’esistenza dei due appartamenti e degli accessori.
      Devi inoltre ritrovare l’atto di vendita che il costruttore fece ai tuoi bisnonni e gli atti di successione seguenti, fino ad arrivare a tuo padre.
      A questo punto avrai il quadro esatto della situazione, in quanto figurerà un immobile con due regolari appartamenti approvati, e due appartamenti venduti a due diversi acquirenti.
      L’errore, forse nato con il contratto dei tuoi bisnonni, probabilmente è stato ripetuto anche nelle successioni, ma una volta che avrai ricostruito la regolarità di ciò che possiedi, ne sarai proprietaria a tutti gli effetti.
      La regolarizzazione finale potrebbe suggerirtela un notaio, che ci sembra la persona più idonea a risolverti un caso del genere.
      Male che vada, potrete regolarizzare tutto per usucapione.
      Amedeu e c.

  84. Buongiorno, nel mese di Luglio 2013 ho sottoscritto un atto notarile per l’acquisto di una nuova abitazione duplex (secondo piano più mansarda). Il fabbricato è una piccola palazzina iniziata nel 2009 ed ultimata nel 2013. Ho stipulato il contratto iniziale a Febbraio 2010, acquistando le due unità, di cui il secondo piano come civile abitazione e la mansarda come sottotetto. Successivamente, il costruttore ha condonato il sottotetto (ho versato circa 3500 euro al costruttore che si è impegnato ad espletare tutte le pratiche). Pochi giorni fa, a distanza di un anno e mezzo circa dall’atto, ho notato che la planimetria allegata è difforme dallo stato di fatto dei lavori, soprattutto per il sottotetto che riporta una distribuzione del tutto errata dei muri esterni e delle finestre, inoltre i vani riportano la denominazione “soffitta” e non “cucina-soggiorno” (stato reale). Mi sono accorto di questa anomalia soltanto ora perchè il costruttore, a distanza di tutto questo tempo, pretende da me altri soldi (2000 euro) per le spese di progettazione relative al condono, dovute ad un geometra da lui incaricato. Come devo comportarmi? Specifico che sull’atto notarile non viene fatto alcun riferimento al condono e tantomeno alle spese progettuali. Il mio immobile, come riportato sull’attto notarile, risulta abitazione a tutti gli effetti. Ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.

  85. Buonasera,
    il mio problema è un po’ complesso e spero di riuscire a spiegarlo in poche righe (sperando di non usare termini impropri).
    Mio padre è titolare di alcuni terreni. Due anni fa ha dovuto far sistemare tramite un geometra degli atti in quanto in due particelle (227 e 66) erano presenti delle case che erano state demolite nel 1988 (il vecchio geometra non sappiamo cosa avesse fatto per non sistemare il tutto). Oggi dopo due anni mi dicono che nella particella 66 esiste ancora un A/6 di sei vani che mi da una rendita di 173€.
    Non esiste alcuna casa rurale, ma solo terreno. Vado a controllore ogni singola carta che possiedo e noto che la via in cui è ubicata questa casa non è la stessa via del mio terreno, quindi mi ritrovo di fronte ad avere lo stesso comune, stesso foglio mappale e stessa particella, ma in vie differenti. Il tutto intestato a mio padre.
    E’ possibile che abbia pagato cose in più per questa casa? Ho diritti su questa proprietà o devo solo richiedere la modifica sperando di non dover pagare per un errore che non è il nostro.
    Grazie per la risposta.
    Cordiali Saluti

    • Per Emma.
      Da quello che ci dici, sembrerebbe che ci sia stato un errore catastale, in quanto, difficilmente, un notaio sbaglia a vendere una casa sita in una via in luogo di altra casa sita in via diversa.
      Per sbrogliare tale situazione, è necessario che ti affidi ad un tecnico professionista della tua zona, fornendogli i contratti e tutti gli atti che possiedi (Compreso permessi di costruzioni e varianti).
      Il tecnico eseguirà le dovute visure ipocatastali e ti informerà con precisione circa ciò che si è verificato.
      Riteniamo che sia l’unica strada che puoi percorrere.
      Amedeu e c.

  86. Per Grazia.
    Sul tuo contratto c’è scritto che un vano è un atrio scoperto?
    Mentre nell’atto dell’amico risulta vano coperto con lavori eseguiti più di 30 anni fa.
    Vorreste, adesso regolarizzare la pratica al catasto, con un allineamento che riporti il vano coperto.
    Il fatto è, che tale solaio può essere stato eseguito abusivamente 30 anni fa, e per un abusivo non c’è prescrizione, a meno che non risulti eseguito prima della legge 765 del 6 agosto 1967 considerata convenzionalmente, come linea di demarcazione fra l’esistente e l’autorizzato da atti comunali.
    Per cui, se non hai una autorizzazione comunale, volendo sanare il catasto, a nostro parere, sei costretta a sanare prima il Comune, con l’ottenimento di una SCIA.
    Amedeu e c.

  87. Buongiorno,
    avrei una domanda anch’io se possibile.
    Dopo una sentenza del tribunale su una causa per eredità, dove mio padre è stato condannato a pagare
    i suoi due fratelli visto l’assegnazione a lui dell’intera eredità (azienda agricola), ci siamo accorti che al catasto
    figuravano ancora i tre nomi.
    Visto questo ci siamo informati propio all’agenzia del territorio per sapere dove era il problema ed è emerso che la conservatoria vuole un atto del notaio dove gli altri due fratelli rinunciano all’ ipoteca legale.
    Preciso che anno firmato entrambi una scrittura con tanto di data certa che nulla più devono avere e ci sono tutti i documenti che accertano i pagamenti.
    Ma neanche dopo una sentenza e dopo aver adempiuto a quello che il giudice ha deciso è finita?
    Cosa deve esserci ancora da definire dopo una sentenza?
    Oltretutto la cosa è emersa perchè ci siamo informati noi!
    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Un saluto

    • Per Gabriele.
      Dovresti prendere informazioni dal Cancelliere che ha curato la sentenza, e nel cui contenuto dovrebbe esserci compreso il tutto (Come affermi tu).
      Può darsi che ti risolva la situazione.
      Amedeu e c.

  88. buonasera, io e mio fratello abbiamo ricevuta una rettiffica su un immobile acquistato circa un anno fa. l’ immobile secondo il catasto risulta di 39 metriq mentre noi con atto notarile, planimetria del nostro geometra risulta di 24 metriquadri. e possibile ci sia un gra
    zie

    • Per Genny.
      Presso il catasto fatti rilasciare una planimetria della casa (In scala 1:200) e poi effettua la verifica con l’esistente.
      Ti accorgerai dove sta l’errore e chi lo ha commesso.
      Amedeu e c.

  89. Salve. La planimetria catastale datata 06/06/2001 di un immobile che sto per acquistare riporta una cantina con interno n. 19. La planimetria catastale originaria dell’immobile (palazzina del 1967) riporta una cantina con interno n. 14. Secondo il notaio, non essendo trascorsi 20 anni dal 2001, potrebbe esserci una eventuale rivendicazione della attuale cantina da parte del precedente possessore. Volevo sapere se ciò può essere vero e se si, quanto può incidere eventualmente in futuro sul mio acquisto e in che modo. Grazie mille.

    • Per Gianni.
      Se fai parte di un condominio, devi controllare attentamente ciò che acquisti.
      La cantina è identificata da un numero interno, ma anche, e soprattutto da una planimetria cui fa riferimento il contratto, e dove sono riportate tutte le cantine numerate.
      Spesso avviene che, per errore, una cantina venga attribuita ad un diverso proprietario e di conseguenza va fatto un nuovo atto per risistemare il tutto.
      Nel tuo caso devi accertarti che sia ben identificato tale locale, dopo di che parlane con il tuo tecnico e con il notaio.
      Amedeu e c.

  90. Buonasera, dagli atti notori riferiti alla mia propretà, risulta una corte esclusiva di pertinenza, identificata con il n. di particella 251, oggetto di variazione nel 1970 (avevo 16 anni). Nel primo atto, del ’65 si fa riferimento ad un tipo di frazionamento del catasto rustico non corrispondente allo stato di fatto, per le particelle evidenziate sul prospetto anteriore (tra cui la corte esclusiva, antistante il fabbricato). Tale frazionamento non viene invece menzionato, nè allegato al 2° atto; per cui venne consegnata una denuncia di variazione da cui risultavano due particelle: una relativa all’appartamento, l’altra alla resede. Tutto questo si verificava nel 1975. Dal momento che dalla planimetria alllegata, la particella relativa alla resede prendeva anche il prospetto laterale, mi veniva contestata dal condominio, che la considerava comune, in base al frazionamento che indicava tale porzione laterale con la particella 250. Sono andata varie volte al catasto ricevendo documentazione e rassicurazioni sul fatto che era di mia proprietà, tra cui una visura del catasto terreni da cui risultava che la particella 250 (corte comune) era stata soppressa da impianto meccanografico del 1976. Questa estate, stanca di trovarmi gente in casa, che saliva dalla mia scala, l’ho chiusa. L’amministratore mi ha inviato la copia dell’atto di compravendita del ’65 di alcuni condomini in cui risulta corte comune, atto che fa riferimento al tipo di frazionamento in cui la mia corte esclusiva di mq 21 arriva fino alla strada provinciale diversamente dallo stato di fatto in cui risulta inesistente per la recinzione che la divide da un’ampia fascia di parcheggio di proprietà comune. Faccio presente che da quando ho comprato tutte le spese l’ho sempre sostenute io e posso dimostrarlo attraverso fatture (solo quest’estate € 6.000) per piantumazioni e terrazzamenti in pietra. Grazie per i consigli che vorrete darmi. manuela

    • Per Manuela.
      Grosso modo abbiamo compreso il tuo problema, ma i passaggi che fai spiegandolo sono troppi, e non ci aiutano certo a darti una risposta attendibile.
      Ti possiamo comunque dare un consiglio.
      Per una volta almeno, contatta un tecnico professionista della tua zona e fai eseguire le visure ipocatastali come di deve.
      Sosterrai una spesa, ma definirai una volta per tutte la tua questione.
      Amedeu e c.

      • Scusate la mancanza di conoscenze, ma vorrei capire meglio… non sono sufficienti le visure catastali ? In caso di risposta negativa, bisogna chiedere al professionista di fare quelle ipo per soggetto/persona fisica o per immobile?
        Vi ringrazio comunque per la V/s attenzione e le precisazioni che vorrete darmi. La V/s rubrica è veramente interessante, complimenti e auguri di buon anno!
        la manu

        • Per Manuela.
          Dipende da cosa stai ricercando e cosa vuoi trovare.
          Il catasto non è probatorio, per cui non costituisce prova di legge, e può non essere stato aggiornato dagli interessati.
          In questo caso, qualora non ti torni qualcosa, devi effettuare le visure all’ufficio dei Registri immobiliari (Ex Ipoteche), dove troverai tutte le copie dei contratti con le trascrizioni ipotecarie, compresi i vincoli, le servitù ecc.
          Amedeu e c.

  91. Buongiorno,nel 1996 ho ottenuto l’approvazione del progetto di ristrutturazione della casetta in cui abito tuttora. Ho scoperto che al Catasto risulta la situazione esistente prima della ristrutturazione. Penso che il geometra non abbia mai dato comunicazione della fine dei lavori. Come faccio a mettermi in regola? Mi può arrivare una multa visto il tempo trascorso? Grazie

    • Per Marina.
      Cerca di contattare il geometra che ti ha seguito i lavori e richiedigli di terminare la pratica rimasta in sospeso.
      Relativamente alle eventuali spese che ti chiederà, dovrai ricordarti ciò che avete stabilito prima di affidargli l’incarico, e se erano comprese, a parte la fine lavori, anche le pratiche catastali e l’agibilità.
      Amedeu e c.

  92. Salve, chiedo una informazione. Sto vendendo un immobile. si tratta di un attico condominiale sul quale c’è una pensilina. Sulla planimetria risultano esserci i pilastri ma non tratteggiata la stessa. Mi hanno detto che si deve procedere ad una correzione. Vi risulta? Allo stesso modo mi è stato fatto notare che nelle precedenti planimetrie, un muro risulta spostato di 50 cm. Eppure abbiamo incaricato tecnici in passato. Ora ci tocca intervenire nuovamente. Si tratta solo di correzione o è necessario procedere diversamente?

    • Per Isabella.
      Scusaci ma devi chiarire meglio la tua domanda.
      Attico condominiale? E’ di proprietà del condominio, ed allora come fai a venderlo?
      Circa la pensilina, può darsi che la planimetria sia stata effettuata a quota intermedia (Fai conto che sia una sezione orizzontale) a tale pensilina, per cui è possibile vedere i pilastri ma non la copertura.
      Per avere una visione completa della stessa ti occorrono i disegni dei prospetti e delle sezioni.
      Se non li hai, potrai recuperarli presso il progetto edilizio approvato in Comune.
      Circa il muro spostato di 50 cm ? Cosa è?
      Un muro perimetrale esterno? Interno? Oppure una parete divisoria interna ?
      Amedeu e c.

  93. salve, mio padre nel 1995 ha acquistato un’immobile circa 65mq (che tre anni prima era stato dal vecchio proprietario diviso uno in 65mq e l’altro 45mq ma non dichiarato diviso) le spiego facendo una ricerca ho scoperto che l altra meta dell’immobile di mio padre quello di 45mq ha le stesse particelle catastali e sub identici al nostro immobile. ho fatto ricerche ma essendo noi gli unici a risultare all’agenzia del territorio a pagarne le tasse abbiamo fatto anche inserire una piantina docfa dei nostri 65mq .ora mi chiedo la proprietaria dei 45mq (che ricevette in donazione dal vecchio proprietario non presentando mai voltura)non risultando all’agenzia del territorio come proprietaria non paga le tasse da 20 anni non le paghera mai? avendo sul suo atto notarile i nostri stessi dati ci comportera dei problemi legali? noi risultiamo proprietari paghiamo tasse ed abbiamo piantina dell’immobile ,la signora proprietaria dei 45mq non ha tutto questo mi chiedo comportera per noi una causa legale?? grazie sono molto preoccupata

    • Per Martina.
      I problemi nascono se sugli atti di compravendita (E non al catasto che non è probatorio), sono stati commessi degli errori di identificazione delle due parti acquistate o ricevute in donazione.
      Per tale motivo devi effettuare l’accertamento ipotecale presso l’ufficio dei Registri Immobiliare, leggendo attentamente sia il tuo contratto che quello della vicina.
      Se riscontri delle inesattezze in riferimento ai dati identificativi (Ovviamente catastali, ma anche di confini e di descrizione), dovete obbligatoriamente arrivare ad un altro contratto notarile che rimedi a quello precedente.
      A meno che il tuo legale (E potrà farlo solo visionando tutti i documenti che gli porterai), non decida, anche per mancanza di volontà della tua vicina, di scegliere la via dell’usucapione ventennale.
      Amedeu e c.

  94. Buonasera, ho stipulato il compromesso per l’acquisto di un appartamento costruito agli inizi degli anni ’60. Il venditore mi ha consegnato una piantina catastale che risale al 1961 e che presenta delle piccole difformità rispetto all’appartamento. Rispetto alla piantina le porte delle camere da letto sono spostate, si accede alla cucina da una porta laterale e non dal soggiorno (come su piantina) e in cucina c’è una porta finestra invece che una finestra. Inoltre l’appartamento è correttamente accatastato al quarto piano ma sul contratto del vecchio proprietario risulta scritto quinto piano.
    La parte venditrice mi ha detto che per lo spostamento delle porte interne che non modificano il numero dei vani non deve essere presentata una variazione catastale; che all’atto della costruzione dell’immobile era facoltà dell’acquirente scegliere tra finestra e porta finestra in cucina e che sul rogito è indicato quinto piano perchè all’epoca si considerava il piano terreno. Io non sono convinta e vorrei sapere se posso pretendere la variazione al catasto.

    Grazie mille
    Laura

    • Per Laura.
      Per quanto riguarda porte e porte finestre ha torto, in quanto nel progetto depositato in Comune ci sono le piante ed i prospetti del fabbricato, dai quali è possibile distinguere le differenze.
      Lo spostamento delle porte interne, se è così marcato come dici (Cucina- soggiorno), va regolarizzato sia in Comune che al catasto.
      Poichè, però, non abbiamo in visione le modifiche delle quali ci parli, ti consigliamo di farle vedere da un tecnico professionista del tuo comune.
      Saprà dirti come comportarti.
      Amedeu e c.

  95. Per Max
    Se desideri una risposta, riformula la domanda e, per correttezza, inserisci la tua e mail.
    Grazie.
    Amedeu e c.

  96. Buonasera Sig. Amadeu, avrei una domanda da porle in merito ad un contenzioso in atto riguardo la proprietà di un’area scoperta. é possibile graffare una particella oggetto di contenzioso nel periodo stesso del contenzioso? non mi occupo di giurisprudenza nè di ingegneria edile, ma credo che la controparte stia facendo carte false per appropriarsi illecitamente di un terreno comune.

    La ringrazio anticipatamente

    Clarissa

    • Per Clarissa.
      Non conta tanto la graffetta sulla planimetria, che potrebbe essere anche un errore catastale, quanto ciò che è contenuto nei contratti di compravendita.
      Talvolta succede, che alcune particelle non vengano riportate, per puro errore materiale nei contratti, e non si riesce a comprendere a chi appartengano.
      In questo caso va letto attentamente l’ultimo contratto di acquisto per controllare se l’immobile è stato acquistato con una formula similare: “acquisto con annessi, connessi, adiacenze, pertinenze, compreso tutto e niente escluso”.
      Dopo di che va effettuata una visura ipotecaria storica, ricercando la particella ed i suoi precedenti passaggi, in maniera da controllare se la stessa è sempre stata legata, in tale modo al compratore, anche se non espressamente citata.
      Questo sarebbe indispensabile al fine della risoluzione di un contenzioso.
      Amedeu e c.

  97. Salve, i nostri vicini hanno scoperto un errore nelle piantine del catasto. Su di esse una nostra stanza risulta facente parte del loro appartamento. Gli appartamenti sono stati acquistati 60 anni fa, subito dopo la creazione dell’edificio, dai nostri genitori. Rivolgendosi ad un notaio o un avvocato è possibile che abbiano diritto ad una stanza in più? Che problemi può generare un simile errore?
    Grazie

  98. In un preliminare (mai registrato) stipulato nel lontano 2007, ad appartamento ancora non costruito ho versato in varie soluzioni 138 mila € di questi 135 mila € erano per l’appartamento e i restanti 3 mila erano stati dati come anticipo (ma risulta solo dagli assegni) per ottenere un altro locale. Nel preliminare non esiste il Sub 16 (comprendente Appartamento+ Cantina + Garage) e, pertanto ritengo non sia registrabile, pena nullità. La sub 16 comprende oltre l’appartamento anche il garage, che la parte promittente venditrice vorrebbe togliermi, nonostante il sub 16 sia già stato anche ipotecato da Equitalia (sic!) Il miei quesiti sono: può la parte promittente cambiare i sub dato che lo stesso sub 16 è ipotecato? Posso registrare il contratto integrando il preliminare con la sola visura catastale e la planimetria del sub 16 corrispondente ad appartamento, cantina e Garage. La registrazione la posso fare anche se la controparte non vuole ? Dato che a tutt’oggi l’appartamento non è finito (sic!) e la parte promittente venditrice ancora tergiversa (1), posso chiedere i danni, dopo aver registrato il contratto, visto che sul preliminare esiste una penale che recita: la parte venditrice pagherà alla parte acquirente la somma pari al doppio di quella versata per la caparra (di 5mila €) o anticipo (133mila € già versati),con assegni bancari.
    Chiedo scusa per la sintesi e ringrazio per la risposta.

    • Per Enzo.
      Da quanto ci dici, ti trovi in una situazione alquanto difficoltosa se non compromessa, con 135 mila euro versati in un preliminare stipulato ben 8 anni fa, ed inoltre con una ipoteca di Equitalia in corso.
      L’unico consiglio che ti diamo è quello di raccogliere tutta la documentazione che hai e recarti al più presto possibile da un buon legale della tua zona.
      Amedeu e c.

  99. Salve, io sono proprietario di un fabbricato ereditato da mio padre e assegnato a me a seguito di divisione giudiziale. A tale fabbricato si accede esclusivamente attraverso un viale/giardino recintato di cui ho il possesso eslcusivo. Tale giardino però non è chiaro se sia pertinenza di mia esclusiva proprietà o sia condominiale con i vicini. Al C.F. risulta accatastato il mio fabbricato mentre al C.T. inserendo gli stessi dati riuslta accatastato il giardino. Volevo sapere se la coincidenza dei dati al C.T. che al C.F. è prova che il giardino sia accatastato quale pertinenza eslcusiva del mio fabbricato e se eventualmente devo fare qualche pratica ulteriore al catasto o all’uficio del registro.

    • Per Fulvio.
      Il catasto non è probatorio, per cui può darsi che vi siano degli errori involontari.
      Dovresti, invece fare una accurata ricerca storica presso l’ufficio dei registri immobiliari (Ex ipoteche), rintracciando, in un contratto precedente, la proprietà e la destinazione di tale particella o subalterno che sia.
      Amedeu e c.

      • Grazie per la risposta, lo so che il catasto non fa fede, la situazione è un po articolata, preciso che non vi è un contratto precedente perchè l’intero cespite era di un solo propietario, mio nonno che lo acquistò all’asta oltre un seoclo fa, poi è passato a mio padre e nei titoli originari non si parla di questo giardino, alla sua morte il complesso è stato diviso dal tribunale tra me e i miei fratelli ed il giardino (che è sempre stato nel mio possesso esclusivo) non è stato oggetto di alcuna divisione, il ctu si è limitato a dire nella descrizione dei luoghi che è indiviso come catastalmente risulta, ma facendo una visura al C.T. risulta che il giardino ha gli stessi dati catastali della mia dependance al C.F., quindi il ctu ha commesso un errore materiale dicendo che risultava condominiale ed indiviso . Comunque a me il giudice ha assegnato la dependance esistente in detto giardino, il giardino è recintato e costituisce l’unica via di accesso a tale dependance perchè conduce solo alla mia proprietà e non alle altre, inoltre io ne ho il possesso e le chiavi da oltre 50 anni. Vorrei anche ristrutturalrlo a questo punto mi chiedo questo giardino è una pertinenza di mia proprietà o condominiale o devo chiedere l’usucapione che ovviamente durerebbe anni ed anni, e in caso di ristrutturazione o di vendita della mia dependance potrei avrere problemi coi permessi o il rogito?

        • Per Fulvio.
          Se ti sei trovato davanti al CTU, devi avere avuto un tuo tecnico di parte.
          Perchè in quella sede non è stata fatta una accurata ricerca di tale particella ? Partendo dall’acquisizione all’asta da parte di tuo nonno, e seguendo i contratti o le successioni, nelle quali può non essere stata citato detto mappale, ma normalmente, come è in uso in tutti i contratti, si può ritrovare scritta una frase che grosso modo dice: “… compreso annessi e connessi e quanto altro facente parte della intera proprietà”
          Con tale dicitura il ricevente si sarebbe “tirato dietro” la particella, fino a giungere a te.
          Adesso, anche se esiste una sentenza del giudice, può essere sempre fatta questa ricerca e poi puoi parlare con il CTU e farti consigliare come uscire da tale equivoco.
          Amedeu me c.

  100. grazie per non aver publbicato la mia domanda!!!!

    • Per Fulvio.
      La tua domanda è in coda ad altre precedenti ed alle quali dobbiamo rispondere.
      Purtroppo le domande sono molte, e reputiamo nostro dovere cercare di rispondere al meglio delle nostre possibilità.
      Amedeu e c.

  101. Recandomi al catasto per poter rettificare una visura a seguito di un atto di trasferimento di proprietà del tribunale non inserito, mi dicono che siccome nella nota di trascrizione hanno erroneamente sbagliato il numero del foglio, la visura non può essere aggiustata. Mi hanno detto che bisogna far variare la nota di trascrizione. Bisogna andare al Tribunale competente? L’iter è veloce a costo zero visto dell’errore del tribunale? Grazie.

    • Per Francesco.
      Puoi recarti presso la cancelleria del Tribunale chiedendo come risolvere tale questione.
      Circa il fatto che non vi siano spese, siamo alquanto perplessi in quanto, quando si toccano le amministrazioni pubbliche, c’è sempre da pagare.
      Amedeu e c.

  102. buonasera sig Amedeu,
    spero mi possa aiutare, ho comprato a settembre dell’anno scorso un appartamento di 110 mq (in una piccola palazzina di 12 appartamenti) con un annesso inscindibile di una terrazza di 33mq al piano sopra rispetto al mio appartemento, mi sono accorta solo ora misurando che mancano 10 metri della terrazza sopra e 15 metri dell’appartamento sotto, ho comparto con una visura catastale ma senza una piantina dell’appartamento, posso secondo lei riavere i miei mq” rubati” evidentemente dal vicino che ha ampliato il suo appartamento senza fargli causa?
    grazie mille

    • Per Manuela.
      Devi leggere attentamente il contenuto del contratto e se riscontri che vi sono delle differenze a tuo svantaggio nei confronti dello stato attuale, puoi chiedere l’annullamento del contratto stesso tramite un tuo legale.
      Legge 122/2010
      http://www.coffeenews.it/legge-122-del-30-luglio-2010-aggiornamento-del-catasto-planimetrie-sempre-in-regola
      Attenzione alle superfici, in quanto devi controllare se sono citate nette oppure se si riferiscono a superfici di vendita (Per esempio riferite a quanto messo in vendita dal costruttore o dall’agenzia immobiliare), in quanto queste ultime sono comprensive dei muri perimetrali e metà dei muri adiacenti ad altra proprietà,
      Amedeu e c.

  103. Desidererei porre un quesito. Se due proprietari, ognuno per la proprietà di cui è titolare (l’uno proprietario di un piccolo cortile e l’altro di una piccola casa di 2,5 vani, confinante con il cortile stesso) vendono ad un unico acquirente, è possibile per quest’ultimo fare un unica stipula notarile ?
    Un saluto ad Amedeus e un grazie per la risposta.

  104. buongiorno, al momento dell’atto il numero della particella del terreno donatomi era in una località, dopo alcuni mesi mi sono accorto che la particella era stata spostata in un’altro punto, in pratica ora mi ritrovo con un terreno non mio ed il mio è rimasto al vecchio proprietario. Ora dopo varie ricerche mi sono accorto che la numerazione delle particelle è stata cambiata per un periodo di circa 2 anni(ho trovato vecchie visure di mappa) cosa devo fare?

    • Per Francesco.
      Per fare le cose, correttamente e velocemente, affida il tutto ad un tecnico professionista (Geometra?) il quale, atti alla mano, ti dovrebbe risolvere il tutto.
      Amedeu e c.

  105. Buongiorno,
    avrei bisogno di un consiglio su la situazione seguente:
    Nel 2012 ho acquistato un immobile da un soggetto privato, il quale a sua volta lo aveva acquistato da un ente pubblico (ATER) nel 2002. Nel estratto mappale consegnatoci (risalente al 1985) manca una particella di terreno distaccata dall’immobile e di conseguenza manca anche negli atti di acquisto mio e del precedente proprietario. Da notare: i miei vicini hanno accanto la loro particella di terreno e quella che mi spetterebbe viene usata da altri soggetti come parcheggio. Mi sono rivolta in catasto e all’ATER per capire quale fosse la situazione. Sono riuscita a consultare i vecchi mappali risalenti al 1963 dove questa particella veniva ascritta al mio immobile e quindi per un errore non viene trascritta in quella in mio possesso. Cosa dovrei fare per ottenere che venga trascritta a mio nome???? La particella attualmente non risulterebbe di nessuno e quindi teoricamente è rimasta in capo all’ente pubblico. Sono loro che devono fare una rettifica se sì come dato che io non lo acquistato da loro ma da un soggetto privato??? O sono io che devo presentare una domanda al catasto o altro ente?

    La ringrazio per la sua disponibilità.

    • Per Blerina.
      Forse ti converrebbe dare un incarico ad un tecnico professionista (Geometra) che verifichi presso l’ufficio dei Registri Immobiliari (Ex Ipoteche) ed al catasto, la dizione che è stata riportata sui vari precedenti contratti relativamente a detta particella; per esempio: acquisto di … compreso annessi, connessi e quanto altro fa parte di tale proprietà.
      Il tecnico potrebbe trovarti una soluzione in questo senso e fare poi un allineamento catastale.
      Amedeu e c.

  106. Gentilissimo Amedeu,

    Le scrivo per sapere quale strada deve intraprendere il mio architetto il quale, a seguito di un progetto di variante di una casa già costruita, ha sbagliato le misure della piantina rendendo la superficie dell’abitazione inferiore di 11 metri quadrati rispetto alla situazione reale ed al primo progetto approvato e depositato.
    Trattasi di mero errore materiale, facilmente riscontrabile dagli atti depositati presso il Comune di Taranto al quale ha l’obbligo di provvedere alla regolarizzazione il professionista che ha sbagliato il progetto che è stato anche approvato.
    La domanda è conoscere il termine esatto della procedura da mettere in atto (es. perizia giurata o scia o altro) in maniera da poterla pretendere e regolarizzare il tutto.

    Grazie

    • Per Vincenzo.
      A nostro parere in Comune dovranno essere depositati tutti gli atti tecnici riportanti le modifiche, in maniera che in futura se una persona ha necessità di rivedere il progetto deve trovare la situazione realmente approvata.
      Non solo, ma per i tecnici comunali risulta necessario lo stato finale della casa conforme all’approvato.
      Per cui il tuo tecnico deve presentarti una variante (SCIA) di lavori in corso d’opera a sanatoria.
      Per giustificare tale sanatoria, dovrebbe essere facile, in quanto una diminuzione della superficie abitabile di 11 mq non può essere dovuta altro che a un mero errore materiale.
      Amedeu e c.

  107. Salve, vi spiego il mio problema: sono proprietario di un terreno agricolo, ed un mio confinante ha scoperto che i nostri terreni hanno le particelle catastali invertite, quindi dagli atti notarili risulta che il suo terreno è intestato a me ed il mio è di sua proprietà.
    Ho verificato la questione ed effettivamente è così, l’errore fu commesso dal notaio (lo stesso per entrambi) ormai deceduto da tempo.
    Ora però dovendo lui vendere il suo terreno, vuole costringermi a stipulare un atto di rettifica notarile, il quale implica una certa spesa.
    Posso rifiutarmi di pagare, o può costringermi per vie legali?
    Vi ringrazio per la risposta

    • Per Peppino.
      Una situazione che dovrete comunque risolvere, a meno che tu non voglia lasciarla in carico agli eredi.
      Consigliatevi entrambi da uno stesso notaio, che vi informerà della spesa.
      Da dividere in due parti uguali.
      Amedeu e c.

  108. Salve, vorrei un chiarimento se possibile. La situazione è un po’ complicata ma cerco di spiegarmi. Io sono proprietaria dell’appartamento A e mio marito dell’appartamento B. Qualche anno fa una stanza del mio appartamento è stata frazionata creando un nuovo sub. ed è stata unita di fatto all’appartamento di mio marito, ma non è stato possibile fare fusione catastale perchè le proprietà erano appunto diverse. Ora stiamo vendendo l’appartamento di mio marito costituito dal suo più il sub della stanza frazionata ancora intestata a me. Poichè eravamo anche proprietari ciascuno in quota parte insieme a tutti gli altri condomini della casa del portiere e di un piazzale uso parcheggio, la mia domanda è: ora che vendiamo, insieme all’appartamento di mio marito verrà ceduta anche la sua quota relativa a questi altri beni (che è identificata catastalmente), ma per quanto concerne la stanza frazionata di mia proprietà, cosa bisogna fare? Devo far quantificare la percentuale di quota di proprietà dei beni condominiali relativa alla stanza frazionata e cedere dunque una parte della quota in mio possesso? E poi come rettifico al catasto la situazione? Non è tanto un problema di quote millesimali del condominio, quanto proprio di percentuale di possesso sullo visura catastale.
    Non so se mi sono spiegata bene. Grazie mille.

    • Per Aramat.
      Relativamente alla regolarizzazione catastale devi rivolgerti da un tecnico professionista della tua zona, che ti deve effettuare la variazione, con nuovo allineamento delle due planimetrie catastali.
      Se siete proprietari di 500/1000 di entrambe le proprietà, non avrete altri atti da modificare, salvo fare la vendita dal notaio.
      Per quanto riguarda i beni condominiali riferiti alle due unità immobiliari, dovranno essere variati, in quanto aumenta una unità immobiliare a danno dell’altra.
      Di conseguenza ci dovrà essere un aggiornamento delle tabelle millesimali.
      Per tale fatto, ti consigliamo di parlarne con l’amministratore condominiale, in quanto il problema diventa anche suo.
      Amedeu e c.

  109. Gentilissimo Amedeu,

    Le scrivo per sapere quale strada dovrei intraprendere , in seguito alla morte di mia nonna nel 1991 mia madre ha ereditato un bene composto da un fabbricato ed un pezzo di terra adiacente ad una Chiesa, il terreno lo abbiamo sempre adoperato per parcheggiare le autovetture, abbiamo però scoperto che è stato iscritto erroneamente nel 1910 all’epoca del nuovo impianto catastale ai beni pubblici e sacri. In questi giorni che facevamo pulizia per ristrutturare la casa abbiamo trovato un documento del 1913 del Ufficio distrettuale nel quale si legge” si certifica che all’epoca del nuovo impianto de…..la partita ( pervenutaci per successione ) è stata erroneamente inscritta ai beni pubblici e sacri . Si rilascia senza responsabilità dell’amministrazione per la presente corrispondenza 18 Luglio 1931 .
    Si legge un appunto scritto a mano verrà quantoprima sistemato……
    Sono morti i nonni i bisnonni e adesso che noi nipoti abbiamo figli grandi come potremmo sistemare la situazione per non lasciare beghe ai nostri figli e nipoti.

    Grazie per l’aiuto . con Ossequi Giovanni

    • Per Giovanni.
      Con il documento che avete trovato recatevi da un legale della vostra zona.
      Dovrebbe attuare la regolarizzazione dell’avvenuta usucapione ventennale.
      Amedeu e c.

  110. Salve… sto per acquistare un appartamento ad edilizia agevolata(legge 167) dove attualmente sono in locazione… Dalle tabelle del comune ho riscontrato che mi hanno calcolato la cantina di un altro inquilino praticamente io ho la cantina piu’ piccolla ma mi hanno calcolato quella piu’ grande che inizialmente mi aspettava… Errore di interni di cantina.. Tutto e’ dovuto dall errore del costruttore che ha presentato la tabella con quei valori, ma dal contratto di locazione risulta quella piu’ piccola che effettivamente possiedo… il costruttore adesso non vuole sapere niente, anzi sostiene che tra l’altro il mio appartamento e’ di 7mq di piu’ di quello dichiarato al catasto,al contratto e alla tabella iniziale… Quindi lui mi dice di non “protestare” e di acquistare col prezzo stabilito dal comune nonostante ci siano vizi di forma dovuti da lui pagando alcune migliaia di euri in piu’… Come devo comportarmi se l’errore o furbata e’ dovuta da lui? Quale e’ il prezzo che devo praticamente pagare?

    • Per Anna82.
      Riteniamo che nella vendita di un appartamento ai sensi della legge 167/62 il venditore debba presentare gli atti progettali approvati (Se di recente costruzione) e le planimetrie catastali.
      Ne dovrebbe uscire l’abbinamento tra appartamento e cantina assegnata.
      Quindi la vendita dovrebbe avvenire secondo tale principio.
      Il fatto che tu abbia occupato, da inquilino, una cantina diversa da quella destinata, può in effetti portarti a delle noie, specie se la cantina che ti spettava di diritto è stata occupata nel frattempo da altro inquilino o proprietario.
      Sono questioni, che comportano perdite di tempo e costi aggiuntivi e per sbrigare le quali è sempre opportuno consultare un geometra di zona.
      Amedeu e c.

  111. Salve .nel 2007 ho aquistato parte di una trifamigliare ora c si e accorti che sul rogito alla voce acqisto parti comuni un pezzo del terreno anchesso in comunione risulta ancora intestato al precedente propietario..Errore risultante anche nella compravendita di un altro dei tre appartammenti.cosa bisogna fare per risolvere il problema visto anche che il precedente proprietario e deceduto.grazie

  112. Salve, sto acquistando casa direttamente dal costruttore. Ho già fatto il compromesso e, a giorni, faremo la stipula. Mi sono accorta però che l’indirizzo comunicato al catasto e, presente nella planimetria catastale, è diverso da quello assegnato dal comune . E’ un problema? Posso / devo chiedere al costruttore di modificarlo? In quali problemi potrei incorrere? Grazie mille

  113. Salve, a seguito di fusione di 2 subalterni entrambi gravati da ipoteca, quello che risulterà sarà gravato dallo stessa ipoteca automaticamente ? o necessita delle operazioni?
    Chiarisco che la situazione non è confusionaria in quanto sono presenti i vecchi elaborati planimetrici e planimetrie catastali raffiguranti le vecchie particelle e ovviamente stessa cosa per la nuova fusa.
    grazie

    • Per Simone.
      La fusione si dovrebbe portare dietro entrambe le ipoteche, in quanto la costituzione di una nuova, complessiva di entrambe, comporterebbe, a nostro parere, un nuovo atto di costituzione ipotecale.
      Amedeu e c.

  114. Salve Amedeu, di recente il mio vicino di casa al posto di alcuni vasi posti a dividere il resede e per i quali io gli ho sempre dimostrato tolleranza in quanto pressapoco parevano risultare in linea con il confine , pochi giorni fa li ha spostati di circa 50cm allargando a suo pro’ il suo resede invadendo il mio , non ho fatto in tempo a dirgli di riposizionarsi che mi ha piantato due pali e chiedendo spiegazioni il furbetto mi dice che con l’auto passo ugualmente e quindi di non preoccuparmi perché’ pali sono estraibili e che prima o poi si doveva delineare il confine.
    Quindi ricerco tutte i documenti relativi alla compravendita della mia casa è ritrovo oltre agli atti le planimetrie catastali depositate anno 81,ove dalle misure ricavo che il vicino si è allargato di 50 cm x mt 4,37 .
    ovviamente non vuol sentire ragioni dicendo che i vasi sono lì’ da diversi anni … Ma come le dicevo li ha spostati da pochi giorni fa’ …sono molto preoccupata perché’ tutti mi dicono di trattare ma questi mi risponde sempre che le misure che lui ha preso sono quelle giuste e che i vasi sono stati sempre lì’ non vede motivo che io adesso mi lamenti per due pali… Poi nella planimetria mi sono resa conto solo oggi che il resede è’ ancora intestato al vecchio proprietario.

    Resto in attesa di un Suo Consiglio devo mettere a lavoro avvocato e geometra?
    Saluti Roberta

    • Per Roberto-.
      Inevitabilmente avrai bisogno dell’aiuto di due professionisti: un tecnico abilitato che controlli il confine ed un legale che scriva a questo tuo vicino di piantare i paletti in posizione giusta.
      Se tu hai spostato i vasi da fiori continuamente in questi ultimi 20 anni (Tanti ne occorrono per una usucapione) il tuo vicino non può pretendere di essere proprietario.
      Amedeu e c.

  115. Buongiorno Amedeu, le pongo questo quesito.
    Mio padre è morto ad Ottobre 2014 in fase di successione ci siamo accorti da una visura catastale che una parcella di terreno di sua proprietà dal 2008 era stato classificato per un errore nel PGT comunale come Area Standard Pubblica. Abbiamo fatto domanda presso il nostro comune che ha immediatamente corretto il PGT ridestinando il terreno in questione come edificabile. Ma occorre pagarci l’IMU a meno che non farlo graffare alla casa come area pertinenziale della stessa. Ora ci siamo anche accorti che le mappe catastali delle proprietà di mio padre non sono state aggiornate dal 1940, quindi non compaiono le modifiche fatte all’abitazione ed ai fabbricati. Il commercialista mi ha suggerito di aggiornare le mappe catastali e chiedere l’esenzione dell’IMU entro Giugno di quest’anno e poi successivamente andare in successione avendo tempo fino ad Ottobre 2015 di poterla effettuare. Questo per evitare secondo lui un abuso edilizio ed evitare altre grane eventuali. Lei che cosa ne pensa? così facendo agisco correttamente? Grazie

    • Per Paola.
      Prima di procedere ad applicare il suggerimento del commercialista, che ci sembra giusto, e nel caso abbiate dei dubbi sulla regolarizzazione delle modifiche, ti consigliamo di accertare se dette le modifiche che avete riscontrato tra lo stato reale e le planimetrie catastali (Il catasto non è probatorio), non siano state, in effetti, approvate dal Comune.
      Dovresti fare una verifica presso l’ufficio Edilizia Privata comunale, ricercando eventuali progetti o varianti approvate a nome di tuo padre.
      Amedeu e c.

  116. ciao volevo sapere come faccio a risolvere questo problema . o comprato una casa singola nel 2006 che stata costruita nel 1970 con due ingessi uno davanti il principale e uno dietrocon tanto di numero civico che sono andato a chiedere al comune se apparteneva a me visto che la casa e mia , mi anno risposto che non appartiene a nessuno, come faccio a ripristinarlo? altra domanda , lingresso dietro sbuca su una piazale davanti a una casa del mio vicino che porta sulla stada principale ma il mio vicino a messo un cancello di ferro chiuso a chiave e mi a detto che lo spazzio davanti casa sua e suo e non mi vuole far passare piu. potresti aiutarmi a trovare una soluzzione? buona serata e grazie mille .

    • Per Salvo.
      Il problema non è il numero civico, in quanto il secondo ingresso può anche non averlo, ma tu puoi ugualmente passare attraverso tale porta ed utilizzare il piazzale davanti alla casa del tuo vicino se hai i requisiti per farlo, cioè se esiste una servitù di passaggio attraverso tale area, o meglio ancora se tu risulti comproprietaria della stessa.
      Per effettuare una verifica di quanto sopra devi effettuare delle visure presso l’ufficio dei registri immobiliari, Ex Ipoteche, presso l’Agenzia del Territorio.
      Da tenere presente che il catasto non è probatorio per cui ciò che in effetti vale è il contenuto dei contratti di compravendita.
      Una ricerca probabilmente storica che potrebbe farti, anche, un tecnico professionista della tua zona.
      Amedeu e c.

  117. Salve Amedeu, ad inizio anno è morto mio padre, il quale deteneva “quote” di terreni ed immobili; ad esempio 1/5 di un appartamento, 1/1 di un altro. La quota spettante di questi bene è 1/2 io ed 1/2 mia mamma. Abbiamo fatto fare la successione e voltura da un commercialista, il quale ha compilato la successione correttamente, mettendo i dati di mio padre in origine con le quote esatte (1/5 1/1 ecc.) poi nella sezione degli eredi ha messo 1/2 io e 1/2 mia mamma. Nella domanda di voltura c’era solo uno spazio dove indicare le quote degli eredi di tutti i beni immobili e uno dove indicare tutti i terreni, il commercialista ha messo 1/2 me e 1/2 mia mamma, e penso non si potesse fare altrimenti.
    Il problema è che ora in tutte le visure di case-terreni ereditati, risultiamo io e mia mamma unici proprietari ognuno di 1/2 dei beni. Mentre tutti i proprietari delle altre quote non risultano più.
    Secondo lei di chi è l’errore? Posso correggere le cose con il contact center?
    La ringrazio anticipatamente

    Saluti

    Marco

    • Per Marco.
      E’ una questione che ti consigliamo di affrontare a voce e di persona.
      Recati presso il locale catasto (Agenzia del territorio) a parlare con un tecnico addetto a tali problematiche, portandoti dietro tutta la documentazione inerente tale caso.
      Il tecnico ti suggerirà cosa fare.
      Amedeu e c.

    • Salve premetto che mia madre e morta nel 2000 e sua madre nel 2009 noi siamo 4 figli e mia madreha 3 fratelli al momento della successione scopriamo che anche mio padre partecipa alla divisione dei beni lasciati da mia nonna io penso ad un errore lei cosa ne pensa?Grazie

  118. salve .nella visura catastale il mio appartamento e’ sub1 e quello di mia cognata e’ sub2 pero’ ci siamo accorti che ci sono le planimetrie invertite.andando al catasto hanno preso le buste e dopo delle verifiche ci hanno detto che sono giuste …ma e’ l’atto sbagliato.ora io mi chiedo il notaio se al catasto mi esce sub 1 mi puo’ scrivere mai sub 2 ? E” chiaro che si tratta di un errore catastale xche basterebbe che il catasto inverte le due piantine invece di farci rifare gli atti!!!!

    • Per Angelo.
      Riteniamo che l’errore sia proprio nell’atto notarile, e in questo caso non è sufficiente effettuare una correzione al catasto (Dove tra l’altro non te la accetterebbero), ma va effettuata anche una correzione sul contratto.
      Comprendiamo che per una inezia occorre ricorrere al notaio, ma non vediamo altre soluzioni.
      Comunque prima di procedere consultatevi con il notaio che rogitò l’atto stesso.
      Amedeu e c.

  119. Buongiorno, pochi giorni fa controllando i dati catastali tramite cassetto fiscale di mio padre, ho notato che la sua abitazione risulta registrata con un errore nel cognome invece di terminare con la vocale e termina con a, i restanti dati dal codice fiscale al resto sono corretti. Pensavo fosse un errore del catasto e quindi ho fatto la procedura per la richiesta di modifica e quando mi è stato chiesto di indicare l’atto notarile mi sono accorta che l’atto di acquisto del terreno edificabile fatto nel 1969 è sbagliato e indica appunto il cognome sbagliato. A questo punto il catasto è corretto ma mi chiedo come posso far modifcare l’errore che documenti devo produrre? E nel caso mio padre viene a mancare senza effettuare la modifica a che problematiche incorrono gli eredi?
    Grazie e cordiali saluti.

    • Per Gillo.
      Sinceramente è la prima volta che ci troviamo di fronte a un problema così minimo.
      Secondo il nostro parere ciò che conta è l’esatta individuazione dell’acquirente (Tuo padre), che è avvenuta tramite gli estremi di nascita, di residenza e inoltre con indicazione del codice fiscale.
      Quindi una “a” finale in luogo di una “e”, non dovrebbe avere un grande effetto su eventuali atti successivi.
      Comunque parlane anche con un notaio della tua zona.
      Amedeu e c.

  120. Con atto di donazione del 1990 mio padre ha ceduto a me e mia sorella una fabbricato e un una porzione di aree con vari piccoli corpi di fabbrica. Il fabbricato di mia sorella (che oggi ha venduto l’immobile ad altri soggetti) si trova al piano zero ed è coperto da una terrazza al piano zero. L’area di mia proprietà, limitrofa, sulla quale io ho realizzato un nuovo fabbricato si trova al piano primo. Il problema nasce nella determinazione del confine di proprietà, in quanto le planimetrie catastali del 1990 e l’aggiornamento eseguito dai tecnici dei nuovi acquirenti nel 2013 non collimano e riportano inoltre errori rispetto allo stato dei luoghi. A mio avviso dovrebbe fare fede la planimetria del 1990 che tra l’altro è allegata ad un condono edilizio; per quanto concerne i tecnici dei miei vicini invece è necessario riportare la sagoma del fabbricato al piano zero sulla terrazza del piano primo (ovviamente di diversa geometria). Come si può determinare quale planimetria catastale è più attendibile? E’ corretto riportare la geometria del piano zero sul piano primo? (in questo caso addirittura parte del loro fabbricato risulta integralmente su un mappale di mia proprietà…)
    Grazie e cordiali Saluti.

    • Per Mauro.
      Si presuppone che i lotti di terreno con i relativi edifici siano stati accampionati al catasto tramite un tipo mappale.
      Per cui le misure effettive sulle quali bisogna basarsi sono quelle catastali.
      Probabilmente (E questo succede in tutti i catasti d’Italia), la parte cartacea è introvabile, ma rimane il foglio catastale in scala 1:2000 sul quale sono riportati gli edifici e dove vanno prese le misure nella scala relativa.
      I Tecnici dovrebbero riuscire a riportare i confini sul terreno, magari con l’aiuto di punti fissi.
      Circa la planimetria sulla quale basarsi non possiamo aiutarti, in quanto dovremmo vedere i relativi documenti e ciò non è possibile.
      Comunque, devi affidarti all’esperienza e alla professionalità di detti tecnici e vedrai che riusciranno a riportare il confine esatto.
      Amedeu e c.

  121. Salve
    23 anni fa mia madre, ora deceduta, ha comprato un appartamento con soppalco non dichiarato. Ora con la legge del 2010 per poter vendere devo essere in regola con il catasto , posso io in qualche modo chiamare in causa il proprietario precedente?
    Grazie

    • Per Tina.
      Al momento dell’acquisto dell’appartamento non esistevano particolari norme o leggi e se controlli il contratto di acquisto, probabilmente troverai la solita frase che indica che l’alloggio viene venduto nelle condizioni … nelle quali si trova.
      Inoltre sono trascorsi più di 20 anni, e anche se tu potessi dimostrare (Per assurdo) che il soppalco venne realizzato dal venditore, tale fatto sarebbe ormai caduto in prescrizione.
      Controlla piuttosto presso l’ufficio Urbanistica se puoi regolarizzare in Comune tale soppalco: può darsi che gli strumenti urbanistici da allora siano cambiati.
      Amedeu e c.

  122. buongiorno Sig. Amedeu,
    vorrei sottoporre alla Sua attenzione il seguente quesito: in data 15/4/2003 ho acquistato un appartamento in un condominio con il relativo posto auto coperto. Per quanto attiene il posto auto sull’atto notarile e dalla visura per immobile relativa al catasto dei fabbricati risultano 13 mq. invece sulla planimetria allegata all’atto notarile in scala di 1:200 risulta una dimensione di 4,90 x 2,50 metri lineari pari a mq.12,25.- A seguito di un contenzioso con un altro condomino sono venuta a conoscenza che nella metratura del mio posto auto era compresa una parte condominiale (circa cm.0,80x m.3) per cui il totale di mq. a me disponibili erano pari a mq.13, come da atto notarile. L’Amministratore, informato della situazione tramite lettera raccomandata, ha provveduto a rifare le strisce colorate per delimitare il mio posto auto, riducendo il suddetto a ml.4,47 x ml.2,50, per un totale di mq.11.18.-
    In questo momento mi trovo con tre realtà differenti, per legge quale è giusta?
    Attendo con impazienza un Suo consiglio in merito.
    La ringrazio e rimando in attesa di una Sua risposta.
    Sonia

    • Per Sonia.
      Che ci risulti non esistono delle misure fisse, ma solo una regola di esecuzione secondo il buon padre di famiglia e di cui all’art 1176 del codice civile.
      “..Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attivita’ professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attivita’ esercitata.”
      Normalmente i parcheggi hanno misure che variano da 4,50 e i 5,00 mt di lunghezza e i 2,30 e 2,50 mt di larghezza.
      Amedeu e c.

  123. Buongiorno Sig. Amedeu,
    le vorrei porgere un problema: nel 2003 ho acquistato un’immobile affidandomi come di consueto al notaio e al geometra, adesso devo ristrutturare e fare ampliamento col piano casa ma essendo in parco devo chiedere oltre al comune anche il permesso dell’ente parco colli (appartamento di 120m2 al secondo piano su unico livello); adesso il mio nuovo geometra ha verificato la planimetria autorizzata e quella reale e sono emerse discordanze sulla posizione dei tramezzi interni (nulla di grave ha detto il geometra) ma soprattutto le porte finestre che dalla terrazza guardano la strada (essendo entro 20 metri dalla strada devo chiedere autorizzazione al parco per impatto ambientale) sono traslate di metri anche!. Quindi il geometra mi ha detto che prima di procedere al piano casa devo provvedere con una sanatoria a sistemare lo stato attuale che comporta una sorta di multa 1000 a comune e 1000 al parco colli! Per un totale di 2060 euro e mi ha detto che mi è andata bene che i perimetri della casa sono giusti. Ovviamente ho ereditato tale situazione e tocca a me pagare ma domanda posso avvalermi sul notaio che ha garantito sull’atto notarile il fabbricato non ha subito variazioni o sul geometra incaricato a suo tempo che ha garantito i dati rilasciando il certificato di destinazione urbanistica?
    La ringrazio in anticipo

    • Per Alessandro.
      Sul notaio è da escludersi assolutamente e sul tecnico geometra sono trascorsi più di 20 anni, per cui è avvenuta la prescrizione.
      Amedeu e c.

  124. Salve,
    alla morte di mio padre nel 1996 è stata fatta una successione di un terreno di cui era comproprietario con mia madre per la quota di 1/2 cadauno.
    Gli eredi eravamo io, mia madre e mio fratello e quindi è stato dichiarato per 1/3 cadauno invece che per 4/6 a mia madre ed 1/6 cadauno per me e mio fratello.
    Erroneamente in successione è stato riportato l’intero terreno che poi ho interamente acquisito io ed attualmente sto vendendo.
    Il notaio mi ha chiesto di rettificare la dichiarazione di successione di mio padre riportando la quota di sua spettanza pari ad 1/2.
    Ho presentato dichiarazione di successione per correggere l’errore e riportare la quota giusta del 50%.
    Adesso facendo la visura storica mi ritrovo il passaggio in cui io, mia madre e mio fratello siamo proprietari per 1/3 cadauno.
    Il notaio mi ha chiesto anche di rettificare il passaggio sulla visura.
    Che cosa devo fare?
    Che tipo di voltura devo presentare?

    • Per Gianluca.
      Sono atti tecnici di competenza di un tecnico professionista.
      Per cui devi cercarne uno nella tua zona.
      Risparmierai tempo e denaro.
      Amedeu e c.

  125. Buongiorno,
    essendo proprietaria di un piccolo appezzamento di terreno, circa trenta anni fa, con una scrittura privata di comune accordo con il confinante di altro terreno agricolo abbiamo scambiato a titolo gratuito due particelle (circa 100 mq) per rendere più agevoli i lavori agricoli. Ora voglio “sanare” la situazione di fatto anche catastalmente, che sia meno dispendiosa possibile , sarebbe possibile “usucapire” (c’è l’accordo di entrambi) le rispettive particelle?
    Spero di essere stata sufficientemente chiara e nel ringraziarLa anticipatamente per la cortese attenzione , porgo distinti saluti Maddalena

    • Per Aurelia.
      Riteniamo che sia molto difficile che otteniate due usucapioni per tratti di terreno per i quali occorre un contratto rogato da un notaio.
      Comunque consultate il vostro notaio.
      Amedeu e c.

  126. Ho acquistato casa da privato con terreno confinante ora scopro che la particella indicata nell’atto notarile comprende solamente la casa e che il terreno ha un’altra particella che tutt’ora risulta intestata nemmeno a colui che mi ha venduto ma al precedente proprietario deceduto. Posso aderire alle vie legali? Anche contro il perito della banca che mi ha concesso il mutuo dato che ha elaborato e mi ha consegnato visura del terreno nella quale si dice che tale terreno prende la particella della casa?

    • Per Andrea.
      Prima di procedere per vie legali, ti consigliamo di fare effettuare una visura ipocatastale da un geometra della tua zona, il quale ti ragguaglierà con precisione circa la tua situazione.
      Dopo di che potrai agire come meglio credi.
      Amedeu e c.

  127. Salve sto acquistando un appartamento e sulla visura catastale sotto la voce indirizzo c’è scritto l’indirizzo vecchio e poi sotto variazione toponomastica ma non specifica il nome del nuovo indirizzo, mentre sulla prestazione energetica fatta qualche giorno fa e stato inserito il vecchio indirizzo questo può creare problemi? ??

    • Per Massimo.
      Non dovrebbero esserci particolari problemi, in quanto in caso di contestazioni potrai sempre rifare il collegamento presso l’anagrafe comunale (Toponomastica), tra il nuovo e il vecchio indirizzo.
      Comunque sarebbe meglio per te, ad evitare lungaggini e perdite di tempo, avere tutti gli atti riferiti al nuovo indirizzo.
      Amedeu e c.

  128. Buonasera ho una casa accatastata per errore nel 1975 in a1 ho presentato richiesta di modifare la classe tramite un geometra per ben due volta e il catasto mi ha sempre respinto l’eliminazione dell’errore cosa devo fare ? la casa col sistema elettronico la inserisce in a3

    • Per Riccardo.
      Cosa possiamo dirti?
      Se non riesce il tuo geometra a persuadere i tecnici catastali, vuol dire che al catasto ritengono giusta la categoria di appartenenza.
      Amedeu e c.

  129. Salve,
    Volevo gentilmente chiederle un parere. Acquistato un piccolo immobile ho riscontrato lievi difformità reali dalla planimetria catastale presentata in atto ossia: piccola risega di 0,5 metri quadrati (in luogo di una linea dritta del muro) e una lieve diversità del bagno di 0,2 metri quadri (porzione presa alla zona cucina indicata in planimetria. Il tutto in immobile di 25 metri lordi. Posso considerare nullo l’atto di acquisto?
    Grazie molte per il riscontro

  130. Salve. Un informazione , non so se potete rispondermi: mio padre anni fa aveva incaricato uno studio tecnico che collaborava pure con il Comune, dove ci lavoravano un ingegnere ed un geometra che dovevano perimetrare la nostra proprietà (casa e terreni adiacenti), regolando i confini con i nostri vicini. Anche i vicini si sono dimostrati d’accordo, infatti si erano divisi le spese tutti quanti e ciascuno aveva pensato a confinare le sue proprietà. Ora è accaduto che si è scoperto che tutti i lavori firmati da quest’ingegnere sono tutti sbagliati e riportano errori grossolani. In più quest’ingegnere e questo geometra non lavorano più insieme (per diverbi loro all’interno del loro studio). Il lavoro che mio padre aveva dato da fare a quest’ingegnere riporta la sua firma anche se poi alla fine incaricava il geometra (ma questo qui seguiva le direttive dell’ingegnere). Ora dopo alcuni anni (ben 15-16) mio padre ha chiesto ad un altro suo amico geometra di controllare bene se la regolamentazione dei confini fatta precedentemente dall’altro studio tecnico siano esatti (visto che ormai gira voce che quell’ingegnere ha combinato un sacco di casini ad altra gente che non ha potuto vendere nè comprare per colpa di questi errori). Così non è stato: infatti si è scoperto che un pezzo della proprietà dove c’è la nostra casa prende un pezzo della proprietà del nostro vicino (questo qui non se n’è mai accorto), l’altro confine invece risulta di meno perchè l’altro vicino si è preso un pezzo in più. Il geometra nuovo ci ha spiegato che: 15-16 anni fa si usavano strumenti diversi, ci si era basati su mappali vecchi e un margine di errore ci stava ma in questo caso gli errori sono grossolani che prescindono di gran lunga dal margine di errore accettabile… (il fatto che nessuno dei vicini se ne sia accorto non vuol dire che un domani qualcuno non possa accorgersene, anzi generalmente succede che di questi errori se ne accorgono i figli dei figli e più il tempo passa più sarà difficile dimostrare quale sia il confine giusto). Ora, dato che ancora tutti sono in vita (compreso il precedente ingegnere infatti tutto questo è successo quando tutti erano giovani e relativamente non si sta parlando di persone vecchie) è possibile intentare una causa contro l’ingegnere precedente stesso perchè risponda di questi errori?Perchè questo studio tecnico è stato profumatamente pagato per un lavoro che riporta tantissimi errori.

    • Per Lisabeth.
      Puoi farlo, ma per esperienza una causa, dopo 15 anni e più, ti verrà a costare un’enormità, oltre al tempo non calcolabile.
      Forse sarebbe meglio incaricare un altro tecnico di revisionare il tutto tramite un proprio strumento tacheometrico e poi risolvervela tra vicini, dato che non sono trascorsi ancora 20 anni per una usucapione ventennale.
      Amedeu e c.

  131. Buongiorno,

    gradirei sapere se è possibile e in che modo bisogna procedere per allineare le misure reali di un terreno agricolo con quelle catastali (che risultano sbagliate da decenni).

    • Per Nicola.
      Devi rivolgerti da un tecnico professionista abilitato (Geometra) il quale provvedeaà a effettuare un allineamento catastale.
      Amedeu e c.

  132. buongiorno ho fatto una proposta di acquisto tramite agenzia immobiliare di un appartamento. Quando il mio notaio ha preso visione degli atti ha verificato che le parti comuni condominiali risultano in una particella intestato ancora al costruttore ed in parte ad alcuni condomini (non a tutti) in altra particella ancora in fu di accert un’altra ancora intestata a quasi tutti i condomini ma non ai venditori a cui è pervenuto per doppio passaggio da eredità prima dalla madre e poi dal padre.
    Il notaio si è rifiutato di stipulare il rogito. Un professionista incaricato dalla parte venditrice ha cercato di risolvere rivolgendosi ai coinvolti nel caso ma alla fine in catasto dice che non può effettuare alcune allineamento senza il coinvolgimento di tutti gli inquilini.
    L’agenzia ed il venditore ci spingono a rogitare affermando che altri notai non trovano nei fatti nulla di ostativo alla compravendita, Chi ha ragione?
    Grazie

    • Per Mocast.
      Il suggerimento che ti diamo è quello di ben valutare l’importanza che rivestono per te tali particelle.
      Questo, in quanto una volta stipulato l’atto difficilmente vedrai risolvere la loro destinazioni e tutti se ne laveranno le mani.
      Fai vedere il tutto anche da un legale della tua zona.
      Amedeu e c.

  133. Buongiorno, da catasto risulta che sono proprietario di un’autorimessa mai posseduta. Sono sato proprietario x 1/4 (posto auto) che ho venduto con regolare atto, ma sicuramente ci sono stati errori di trascrizione. Come mi devo comportare considerando che la stessa risulta essere anche proprietà di altri (i restanti 3/4 posti auto).

    • Per Sergio.
      Ricorda che il catasto non è probatorio, per cui non costituisce fonte di prova, che invece è un contratto redatto da un notaio.
      Per cui, se esiste un errore catastale, non significa che sei proprietrio, e che neppure lo puoi diventare con una successiva usucapione.
      Amedeu e c.

  134. Gentilissimo Amadeu

    Nel 2006, con atto notarile (di cui conservo copia) ho acquistato dallo IACP un alloggio di edilizia residenziale. Mi sono accorto da recente dalla visura catastale che l’atto è stato trascritto al Catasto dopo circa tre mesi dal rogito e con una data diversa dallo stesso atto. Ciò l’ ho rilevato anche nella nota di trascrizione, la quale riporta le medesime incongruenze. Ritengo, quindi, che tutto ciò sia stato volutamente opera del notaio che peraltro ora non esercita più. Cosa mi consiglia di fare al riguardo per regolarizzare la mia posizione presso il catasto/conservatoria ? La ringrazio anticipatamente della gentile risposta che Ella vorrà fornirmi.

    • Per Angelo.
      Non devi basarti sul catasto, in quanto non è probatorio.
      Controlla presso l’archivio notarile distrettuale della tua provincia, dove troverai gli atti originari firmati in sede di compravendita.
      Se riscontri delle scorrettezza, cerca di contattare l’IACP per chiarire tali differenze.
      Amedeu e c.

  135. Ho chiesto una stampa di una visura catastale in data 26 agosto 2015. Ad aprile 2015 ne avevo stampata una per visualizzare la rendita catastale per il 730.
    IL 26 agosto con mia sorpresa, mi sono trovata una visura che oltre alla mia proprieta’ , posseggo un terreno e un fabbricato assieme ad altri parenti in un comune che non e’ il mio.
    Com’e’ possibile che io risulti tra i proprietari di beni che non ne conoscevo nemmeno l’esistenza ? Se fosse il frutto di una eredita’, l’avrei saputo, ma io non ho mai ricevuto nessuna comunicazione. Nel mio caso , il detto “a mia insaputa”, e’ vero!
    Cosa devo fare per sistemare questa cosa ? Perche’, anche se risulto proprietaria al 12%, dovrei pagare Imu, Tasi e balzelli vari.
    Grazie mille se mi sapra’ dare consiglio.
    Antonella

    • Per Antonella.
      Ti consigliamo di recarti presso l’ufficio del Catasto portandoti dietro i contratti di compravendita che possiedi.
      Parla con un tecnico addetto alla correzione degli errori, il quale ti dirà cosa devi fare.
      Probabilmente sarà il medesimo che ti correggerà tale errore.
      Sono errori che vanno sistemati prima possibile, in quanto potrebbero, al limite, attivare una verifica degli uffici delle imposte.
      Amedeu e c.

  136. Gentilissimo AMEDEU

    Innanzitutto La ringrazio della risposta che mi ha fornito in data 20.8.2015. In effetti, seguendo il suo consiglio mi sono recato presso l’archivio distrettuale notarile della mia Provincia ove, con una modica spesa, ho avuto modo di visionare l’atto originario di compravendita dell’appartamento non riscontrando alcuna anomalia. A questo punto Le chiedo gentilmente un ulteriore consiglio su come dovrei agire per potere fare correggere presso il Catasto la data dell’atto che risulta difforme da quello originario. Distinti saluti

    • Per Angelo.
      Dovevi richiedere una copia di detto atto e portarlo in visione al catasto al tecnico preposto a tali compiti e fargli modificare l’errore riscontrato.
      Amedeu e c.

  137. Al gent.imo signor Amedeu.
    In seguito ad una voltura per successione, solo durante la registrazione della voltura, è stata riportata un anno errato dell’apertura della successione per cui la voltura è registrata ma non esiste la visura.
    Come indicatomi al servizio URP, ho presentato in bollo la richiesta di allineamento ma dopo mesi, l’operatore a cui è stata assegnata, si impunta sul fatto che devo ripresentare l’intera voltura (l’errore consiste nella data di apertura del tipo xx.yy.1913 anziché xx.yy.2013). Presso l’agenzia ci sono i pareri più discordanti e la vicenda non si schioda. Che ne pensate?
    Molte grazie, Alessandro.

    • Per Alessandro.
      Dovremmo visionare il tutto e purtroppo non ci è possibile.
      Puoi consultare il notaio che ha rogitato l’atto e che sarà l’unica persona in grado di darti delle spiegazioni competenti.
      Amedeu e c.

  138. Buongiorno, ho acquistato un appartamento in residence dal costruttore, al primo piano, al quale si accede da scala esterna di proprietà esclusiva, scala che parte da suolo condominiale. La scala non ha recinzione (ringhiera), infatti sia nell’atto di compravendita, sia nelle planimetrie catastali, sia nell’elaborato planimetrico, sia nell’elenco subalterni , il tutto allegato all’atto risulta (abitazione) e NON ( abitazione con corte esclusiva) come invece riportato per gli altri appartamenti con piccola corte attorno alla scala. In poche parole risulta in tutto e per tutto che il costruttore non mi ha venduto alcuna corte annessa all’ appartamento e che quindi, ovviamente io non sono divenuta proprietaria di alcuna corte. Mi chiedo: se nel progetto approvato e depositato in comune (l’unico che non ho visionato) anche la mia scala fosse rappresentata con attorno una piccola corte con cancelletto di accesso, avrei diritto a questo suolo? O prevalgono in questo caso le planimetrie firmate ed accettate da me e il costruttore al rogito nelle quali non esiste corte? Potrebbe il costruttore avere previsto in progetto una corte anche attorno alla mia scala e poi avere cambiato idea e destinato quel metro quadro di suolo al condominio come bcnc? So che il progetto depositato in comune è l’unico probatorio della regolarità di un immobile per quanto concerne misure altezze volumi superfici ma, in questo caso parliamo della” proprietà” di un metro quadro di corte quindi rogito e catasto prevalgono su di esso? Grazie mille. Francesca.

    • Per Francesca.
      Il contratto di compravendita e il suo contenuto sono gli atti che devi leggere accuratamente, perchè in essi deve essere specificato cosa effettivamente hai acquistato.
      In seconda analisi, controlla anche il progetto comunale e le eventuali sue varianti approvate, poichè se in questi fosse stata prevista una recinzione, il costruttore non può avere avuto, senza la sua realizzazione, l’agibilità dell’edificio o appartamento.
      Comunque sia la corte, se il contratto non dice il contrario, appartiene al costruttore.
      Amedeu e c.

  139. Salve, starei per comprare un appartamento e mi sono accorto che sulla planimetria catastale il numero civico è sbagliato mentre nella visura catastale il civico è corretto.
    Rappresento che nella planimetria catastale il civico errato è quello che risulta in alto a destra mentre sempre nella stessa planimetria, nella parte in basso a sinistra dove vengono riportati tutti i dati identificati e che fanno da corice al foglio, il numero è corretto.
    Secondo voi ci potrebbero essere problemi in sede di atto e cosa bisognerebbe fare per correggere il dato?

  140. Salve ho acquistato nel 1997 un appartamento con garage. Volendo affittare il garage mi accorgo solo ora che il subalterno è sbagliato. In pratica è stato inserito il sub 5 (vano scala) al posto del sub 6(garage). Però corrisponde tutto, foglio, particella, rendita, categoria, classe, consistenza. In poche parole il notaio invece di scrivere sub 6 ha scritto sub 5. Che devo fare per rettificare? Il notaio è responsabile dell’errore? Quanto costa una variazione del genere (l’ex proprietario mi ha dato la propria disponibilità a fare modifiche senza però uscire denaro). Grazie in anticipo per la risposta.

    • Per Alfio.
      Sono errori che, anche se rari, avvengono nei contratti.
      Non è molto facile sistemare tale errore, in quanto il sub indica proprio il garage che hai acquistato e si trova proprio sul contratto di acquisto.
      L’errore può essere derivato dalla visura effettuata dal notaio o dalla relazione che il tecnico (Se era interessato un tecnico) gli ha portato, ma non ti consigliamo di cercare il colpevole, in quanto dovresti mettere un legale, e il tutto si chiarirebbe dopo molto tempo, spese e con un esito incerto della sentenza finale.
      Per rimediare occorrerebbe un nuovo atto di rettifica.
      Dovresti parlare con il notaio per sapere a quanto ammontano le spese, ma non dovrebbero essere eccessive.
      Amedeu e c.

  141. Buongiorno, ecco il mio problema . IL LAVATOIO COMUNALE, VICINO ALLA CASA DI MIA MAMMA, A CATASTO RISULTA NOSTRO !!!!!!!
    Dovendo fare la successione , qual è il sistema più semplice veloce ed economico per correggere questo errore?
    Il lavatoio è lì almeno 100 anni ed è sempre stato comunale.
    Io pensavo di avvisare il Comune, che è il legittimo proprietario, affinché faccia correggere questo errore.Intanto vorrei procedere con la successione, denunciando semplicemente ciò di cui abbiamo il titolo di proprietà e cioè la casa ed alcuni terreni-
    SBAGLIO ?
    GRAZIE INFINITE PER I CONSIGLI

    • Per Mikos48.
      Ti consigliamo di rivolgerti presso l’ufficio Patrimonio comunale per parlare con un tecnico addetto.
      Sarà il medesimo a indicarti la strada da seguire.
      Amedeu e c.

  142. Buongiorno, dopo tanti anni dall’acquisto del mio appartamento, ho scoperto un piccolo errore nell’atto stipulato dal notaio. L’errore è nel mio codice fiscale cioè, è stata sbagliata l’ultima lettera. E’ possibile saperecosa bisogna fare per correggere l’errore? e quanto mi verrà a costare? Grazie per la risposta.

    • Per Enzo.
      Riteniamo che tu debba parlarne con un notaio del luogo, ma a nostro parere trattasi di una inezia che non dovrebbe portarti grossi inconvenienti.
      Amedeu e c.

  143. Buongirono, quasi 5 anni fa abbiamo traferito la proprietà di un locale mediante atto di scissione societaria da una società all’altra neo costituita. Oggi scopriamo che tramite una visura catastala risulta l’attuale proprietario (CIOè LA NEO COSTITUITA) mentre nei registri della conservatoria non risulta il passaggio. Fermo restando che presso il Registro delle Imprese tutto è stato trascritto. Cosa fare ? il notaio ha sbagliato qualcosa ?
    Grazie,
    Antonio

    • Per Antonio.
      Devi ricercare l’atto originario presso l’archivio notarile della tua città, dove vengono appunto conservati i rogiti dei notai in forma originale.
      Fai una visura e all’occorrenza richiedi una copia a pagamento.
      Amedeu e c.

  144. Salve,
    da una verifica al catasto sulle proprietà a me intestate
    risultano molti appartamenti che in realtà furono costruiti decine di anni fa da mio padre, costruttore,
    e successivamente venduti.
    Per sistemare la situazione cose deve essere fatto?, ricordo che la vendita di alcuni di questi
    appartamenti potrebbe risalire a 30/40 anni fa
    Possibile che nessun proprietario reale si sia mai preoccupato di una situazione del genere?

    Grazie per la cortesia

    • Per Rosario.
      Ti conviene regolarizzare il tutto, in quanto in base alla proprietà catastale ti potrebbero, al momento, pervenire delle imposte non dovute, tipo quelle relative al consorzio di bonifica (Se c’è nella tua zona).
      Probabilmente al catasto non vennero fatte, a suo tempo, le volture corrispondenti.
      Per regolarizzare il tutto devi ricercare all’ufficio dei registri immobiliari (Ex ipoteche) i relativi contratti di compravendita e poi devi richiederne una copia a pagamento.
      Detti contratti dovrai presentarli al personale dell’ufficio preposto del catasto, che provvederà a effettuare gli allineamenti.
      La prassi di cui sopra, potrebbe essere svolta da un tecnico catastale di buona volontà, facendoti risparmiare tempo e denaro, ma riteniamo che tu non riesca ad essere così fortunato.
      Amedeu e c.

  145. Salve,
    da una visura catastale risulta che la planimetria relativa al mio appartamento è in realtà stata associata al subalterno adiacente e viceversa. Per regolarizzare la situazione è possibile procedere singolarmente tramite docfa (nel mio caso senza interpellare il proprietario dell’altra abitazione) oppure occorre procedere di comune accordo?
    Grazie per la cortese risposta.

  146. Possibile duplicato. Nel 1980 acquistai porzione vecchio fabbricato. Condonato tutto ciò che era da condonare. Nel tempo fatte a più riprese ristrutturazioni interne regolarmente autorizzate. Ho chiesto mutui per l’acquisto e per ristrutturazioni. Una decina tra geometri, architetti e ingegneri ci hanno messo le mani. 4 anni fa ho fatto un ampliamento autorizzato. Tutto in regola tranne che non si riesce accatastare perché l’ampliamento non sta nei confini. L’attuale professionista, che ha curato anche l’ampliamento dell’altra porzione di fabbricato attigua, dice che l’intero immobile risulta essere leggermente spostato rispetto alla mappa catastale. Sull’altra porzione ha fatto in modo che l’ampliamento c’entrasse (aveva più spazio) mentre sulla mia proprietà la cosa non riesce. Ripeto sono passati 4 anni. Se è la carta che è errata è da correggere la carta. Non i muri. Ma non ne veniamo a capo.

    • Per wwCarlo.
      Ti abbiamo risposto il 27/10 alle ore 13,36 sulla rubrica “Scriveteci”.
      Ti riportiamo la stessa risposta:
      “Per WWw Carlo.
      Veramente un bel guaio.
      Si afferma sempre che il catasto non è probatorio, in quanto non costituisce prova di legge, ma in questo caso diventa essenziale, in quanto gli edifici devono essere posizionati nei loro rispettivi terreni.
      Probabilmente i tuoi tecnici avranno controllato il Tipo Mappale e rifatto il confinamento del terreno.
      Se così è, a nostro avviso, ti trovi nella condizione di avere una parte dell’edificio in proprietà altrui, per cui (Non vediamo altra soluzione) devi contrattare con il confinante la cessione di un terreno, a titolo oneroso.
      http://www.coffeenews.it/proprieta-di-un-fondo-limiti-della-sua-estensione-in-verticale
      Amedeu e c.

  147. ho comprato casa 4 anni fà, oggi vorrei fare una surruga del mutuo, ma non posso perché abbiamo scoperto che la planimetria catastale allegata all’atto del rogito, e’ in realtà dell’appartamento di fianco. sono oggi andato al catasto che mi conferma che io sono proprietario dell’immobile di fianco e l’altro proprietario del mio. Cosa devo fare ora? da chi vado dal notaio, da chi mi ha venduto la casa, dall’agenzia immobiliare, dal costruttore dell’immobile??? chi mi sa aiutare?

    • Per Eros.
      Devi controllare se i dati catastali riportati sul contratto (Foglio, particella, subalterno), corrispondono alla realtà, oppure si riferiscono alla planimetria allegata.
      Controlla anche la descrizione toponomastica della casa (Via, n°, piano)
      Dopo di che, ti suggeriamo, recati da un notaio (Diverso da quello che ha stipulato l’atto) e chiedigli come rimediare a tale situazione.
      Nel secondo caso, probabilmente, vi sarà chiesto (A te e al vicino) un secondo rogito; nel primo caso occorre la sua esperienza e può darsi che riesca a rimediare.
      Amedeu e c.

  148. Rif: appartamentino di mq 45 circa sito in Roma .
    Nel 2012 arriva a casa ns. a Frosinone(ns.figlio vive con Noi) un avviso di accertamento ICI per gli anni 2006-7-8 con addebiti e sanzioni varie. La ragione di tutto ciò,perchè in quel periodo, il Comune di Roma aveva declassato l’appartamento da A2 ad A3 ma sfortunatamnte per mio figlio,i vani,come d’incanto, da tre che sempre sono, erano diventati 6,5.- Da qui addebiti e sanzioni varie per errato pagamento ICI.- Abbiamo fatto istanza di Autotutela e ci hanno risposto” Picche”.-Allora ci siamo rivolti ad un avvocato che ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria.-Quest’anno,finalmente,detta Commissione risponde rigettando il ricorso perchè infondato:LORO TESTO:” Risulta dalla documentazione depositata dall’amministrazione che la rendita posta a Base dell’immobile è di € 1445,18 pari a quella risultante a catasto rivalutata del 5%.-
    LA RENDITA APPLICATA ALL’ALTRO IMMOBILE E’ ANCH’ESSA PARI A QUELLA RISULTANTE AL CATASTO RIVALUTATA DEL 5%” !!!!
    Capite? anche la LA Commissione Tributaria ha preso fischi per fiaschi ritenendo trattarsi di due immobili !!! NON CI SONO DUE IMMOBILI MA UNO SOLO CHE HA 3 VANI E QUALCUNO ALLA FINE DEL 2006,FACENDO IL DECLASSAMENTO DAA2 ad A3 ,si è sbagliato ed ha portato i vani da 3 a 6,5!!! .- COME RIUSCIRE A FARLO CAPIRE????- Nel frattempo mio figlio ha continuato a pagare ICI,IMU etc. ma non certo sulla rendita di 6,5 vani ma sul giusto di tre ,facendo riferimento alla vecchia rendita che però nel frattempo ,per effetto del declassamento dell’immobile dovrebbe essere più bassa, ma non conoscendola,sta anche pagando di più del dovuto.-
    oRA IL NS. AVVOCATO ha presentato opposizione alla sentenza della commissione tributaria,MA ORMAI SIAMO CADUTI NEL RIDICOLO.QUANTI ANNI DOVREMO ANCORA ATTENDERE PER AVERE GIUSTIZIA???.-

    • Per Sandro.
      Triste dirlo, ma i tempi di legge, qualora siano fissati per tale oggetto, raramente vengono rispettati.
      Le leggi ci sono ma manca la volontà umana.
      Le leggi base per il calcolo dei vani catastali sono: il DL. 652/39 (nascita NCEU) ed il DPR 1142/49 che però devono essere prese per valide solo quando non si applica la procedura Docfa.
      Esiste la possibilità che ti confermino i valori dati, attribuendo il doppio appartamento ad un puro errore materiale di semplice battitura.
      Come consiglio possiamo darti solo quello di seguire le indicazioni del tuo legale, che sicuramente avrà preso in esame tutta la materia e basato il ricorso su di essa.
      Amedeu e c.

  149. Io sto vendendo un terreno agricolo accatastato, su questo terreno vi è una strada con progetto approvato in comune, di quest’ultima manca l’accatastamento. Posso vendere il terreno? L’accatastamento della strada possono farlo i nuovi proprietari? In caso quanto sarebbe la cifra dell’accatastamento della strada? la spezia 29-11-15.

    • Per Carlo.
      Devi sentire un tecnico libero professionista della tua zona, il quale dovrà farti il tipo di frazionamento, usando tacheometro e tempo vario.
      Amedeu e c.

  150. Salve,
    Mio nonno aveva ereditato dalla famiglia un terreno che però, quando è morto nel 2009, non fu inserito nella successione perché il fiscalista non riuscì a trovarne corrispondenza nelle visure catastali (immagino abbia fatto una visura per soggetto non avendo altri dati). Da una ricerca effettuata nei suoi vecchi documenti ho trovato l’atto notarile datato 1946 che attesta il possesso del bene , i 730, 740 e modelli unici di svariati anni in cui è sempre dichiarato suddetto terreno, tasse comunali sempre pagate e in una di queste associato il numero della particella catastale (i dati nell’atto originale non corrispondevano più). In possesso del nuovo dato ho richiesto una nuova visura: Il terreno risulta associato al cognome di mio nonno ma il nome è al femminile. Supponendo che l’errore sia stato del catasto, nel momento in cui hanno informatizzato il loro sistema, ora, che nel frattempo è deceduto anche mio padre nel 2011 (unico erede di quel terreno) e che abbiamo avuto un’offerta d’acquisto da un confinante, come posso fare per rettificare l’errore prima di un’eventuale vendita? dovremmo pagare di nuovo tutte le imposte e le more per inserire quel bene nelle due successioni anche se non è dipeso da una nostra dimenticanza?
    La ringrazio per l’attenzione, è una questione abbastanza urgente

    • Per Antonella.
      E’ sicuramente una grana e ti consigliamo di farti aiutare da un tecnico professionista della tua zona (Geometra, ingegnere, architetto).
      Di regola essendo rimasto tale bene senza alcun proprietario (Essendo morto tuo nonno) riteniamo che non la questione non possa essere risolta semplicemente con un riallineamento catastale, ma che invece occorra un notaio.
      Amedeu e c.

  151. Salve, ho una domanda anche io! ! I miei genitori hanno UNA casa, pagando le spese spazzatura e tasi elevate, abbiamo chiesto delucidazioni in comune, e risulterebbero DUE case. Quando hanno fatto il catasto chi di dovere avrebbe diviso la casa in 2 in verticale! ! Assurdo visto che l’entrata è una!! In effetti ci sono stati sempre 2 numeri civici! Adesso come si dovrebbe procedere? Chi dovrebbe rimettere le cose a posto? Anche perché il signore che ha fatto il casino è in pensione! ! Cosa possiamo fare? ? In questo momento io e mio fratello, futuri eredi, ci troviamo un paio di stanze in ogni piano a testa a qualcuno spetta la scala all’altro il bagno !! Spero di rendere l’idea. I miei stanno sclerando, e io che vivo lontana non so proprio come consigliarli! Spero che riceverò una risposta presto. .. La ringrazio per tutti gli aiuti che sta offrendo! Grande! !

    • Per Filomena.
      Devi rivolgerti da un tecnico professionista abilitato (geometra) per fargli fare un nuovo allineamento catastale.
      Presenterà la situazione così come è, in modo da aggiustare il tutto.
      L’unico problema potrebbe sorgerti qualora la situazione reale sia derivata, nel corso degli anni, da lavori eseguiti senza la prescritta autorizzazione comunale.
      Ma il tuo tecnico controllerà anche tale ipotesi.
      Amedeu e c.

  152. Buongiorno,
    ho presentato domanda di concessione edlizia per la demolizione e ricostruzione di un nuovo immobile. Le distanze che ho dovuto prendere in considerazione per il nuovo immobile, trattandosi di demolizione completa, sono di 5mt dai confini e 10 dagli immobili vicini. Uno dei confini è l’unica strada di accesso al mio immobile che dall’estratto mappa risulta realizzata in parte nel mio lotto ed in parte in quello del vicino, infatti la linea continua sulla mappa è diesgnata a metà della strada e la strada è disegnata tratteggiata sia nel mio lotto che in quello del vicino. Pertanto la distanza dei 5mt è stata calcolata dalla mezzeria della strada ovvero dal confine tra i 2 lotti. Nell’atto di acquisto della casa però il notaio ha indicato che confino con la strada, mentre in quello di provenienza con l’altra proprietà. E’ corretta questa indicazione nell’atto che ho rogitato? o il notaio avrebbe dovuto scrivere che confino con il vicino dall’altra parte della strada? Il Comune mi chiede una dichiarazione e relativa certificazione che attesti il regime giuridico della strada in relazione ai titoli di proprietà. Potrebbe indicarmi che documenti dovrei presentare oltre all’estratto mappa e all’atto di provenienza?
    La ringrazio in anticipo per quanto riuscirà a consigliarmi.

    • Per Gaetano.
      Una strada tratteggiata in mappa sta a indicare, molto probabilmente, uno stradello agricolo esistente ma senza numero di particella catastale che lo definisca.
      Per cui, a nostro parere, è più corretto indicare la distanza dal confine intermedio a detto viottolo e come fatto nel primo rogito.
      Comunque per avere maggiore chiarezza devi fare una visura catastale e poi ipotecale (Dovresti farti aiutare da un tecnico), dopo di che saprai esattamente se la situazione sta come da noi immaginata.
      Amedeu e c.

  153. Gentile Amadeu, ho questo caso da sottoporle.
    Una mia zia è morta e nel testamento mi ha nominata con il cognome da sposata ed il nome Carolina anzichè Mariolina. Come posso fare, a me ha lasciato un appartamento in Roma mentra alla badante ha lasciato un appartamento a Latina. Ho diritto lo stesso alla mia eredità o come dice la badante io non ho diritto a nulla? La ringrazio Mariolina

    • Per Mariolina.
      In detto testamento (Olografo?) tua zia dovrebbe avere indicato altre tue caratteristiche, per esempio “mia nipote”, oppure “la figlia di mia sorella” o altro ancora che ti metta in condizione di essere riconosciuta per la persona indicata nel testamento.
      Comunque sia, cerca un buon avvocato della tua zona e portagli in visione la documentazione in tuo possesso.
      E’ l’unico sistema per tutelarti.
      Amedeu e c.

  154. Buongiorno.

    Nel 2007 acquistai col mio fidanzato un appartamento, intestandolo 50%+50%. Nel 2015, sposati, in comunione dei beni, abbiamo acquistato l’appartamento contiguo al nostro. Ci siamo rivolti a un professionista abilitato, abbiamo eseguito i lavori “strutturali” per ottenere un appartamento unico.
    Ora, il Catasto rigetta la richiesta di unione dei subalterni, in quanto le intestazioni non coincidono.
    Come possiamo ottenere il risultato di essere proprietari di un unico appartamento, anche in Catasto?

    • Per Valentina.
      In questi casi chi può veramente aiutarti sono i tecnici addetti del catasto.
      Ti consigliamo di andare personalmente a parlare con uno di questi tecnici, il quale non mancherà di suggerirti la via migliore da seguire.
      Amedeu e c.

  155. Buonasera gentile Amadeu,

    sono in procinto di comprare un appartamento al sesto e ultimo piano di un vecchio edificio sicuramente antecedente gli anni ’30. La visura catastale aggiornata al 2015 indica correttamente la dicitura sesto piano, mentre la planimetria relativa all’immobile è risalente al 1939 e indica quinto piano. Per completezza aggiungo che il sesto piano è separato dai sottostanti da un cornicione quindi credo sia stato alzato a posteriori. Tale discrepanza può rappresentare un problema nella regolarità della acquisto e come è possibile risolverla?

    Grazie!

  156. Buon giorno Amadeu,

    Le scrivo per sapere come ci dobbiamo comportare in questi casi;
    Io con i miei fratelli stiamo avviando la pratica di successione, a causa di una perdita in famiglia.
    Di conseguenza abbiamo constatato che il notaio (nel 1984) non ha fatto la voltura dell’atto di compravendita.
    Premetto che il notaio era stato pagato. Visto che sono passati parecchi anni, può il notaio rifiutare questa richiesta?

    • Per Monica.
      Controlla che il tuo non sia il caso di una Voltura Catastale per Preallineamento richiesta nel caso in cui il passaggio di proprietà sia stato già dichiarato (con la presentazione di una voltura catastale ) ma non aggiornato nella banca dati catastale.
      Però, può anche essere che non sia mai stata fatta la voltura.
      In ogni caso parlane con un notaio della tua zona.
      Amedeu e c.

  157. Scusatemi una curiosità-domanda.

    Nel 1996 ho venduto l’unico terreno da me posseduto in Calabria.

    Oggi, dopo circa 20 anni mi vedo ancora attribuire una piccola particella residuale di quel terreno che di fatto comunque non posseggo più. Al di là che sarebbe talmente piccola che non riuscirei neppure a riempire qualche vaso…………come posso fare ad uscirne in modo semplice e non oneroso…………?
    Nel 730 precompilato continua ad essere riportato ma con rendita 1 euro.
    Come posso (anche con donazione al Comune o a chicchessia…….ma senza spese) uscirne………e non continuare a portarmela ancora tra i miei possedimenti??
    Probabilmente il terreno negli anni apparteneva a due lotti uno di quantità cospicua e l’altro che dopo espropri vari per superstrade ed altro è diventato quasi inesistente……………! chi ha comprato non ne vuole sapere perché dovrebbe fare un altro atto e non vuole spendere soldi……………ed allora??
    Non mi comporta nulla …..ma è assurdo che devo continuare così………!
    Attendo un Vs.consiglio. grazie

    • Per Vincenzo.
      Devi ritrovare l’atto di compravendita di tale terreno presso l’ufficio dei Registri Immobiliari (Ex Ipoteche) e leggere attentamente se nello stesso veniva usata la formula generica: “Si vende tutto compreso annessi, connessi e quant’altro di proprietà del venditore” (O formula similare).
      Nel qual caso sarà sufficiente che tu porti copia dell’atto al catasto per far cambiare la situazione.
      Qualora non esista nel rogito alcun accenno a tale formula, ti converrà seguitare a pagare 1 euro l’anno.
      Amedeu e c.

  158. Buonasera,
    controllando il 730/2016 precompilato di mio padre ho visto che dai dati catastali risulta proprietario di un terreno dall’anno 1968 che nel 2015 non risultava. Mio padre dice che quel terreno non è suo e infatti non ha alcun documento che attesti ciò. Come posso fare per correggere questo errore visto che nei dati catastali è riportato anche il rogito e il nome del notaio? In attesa grazie.

    • Per Simona.
      Il catasto non è probatorio, per cui non costituisce prova di legge.
      Puoi, comunque effettuare una ricerca all’ufficio dei Registri Immobiliari (Ex Ipoteche) e ricercare il contratto di cui hai gli estremi e il nome del notaio.
      Leggendo l’atto potrai renderti conto della situazione.
      Se non riesci a trovare traccia puoi recarti all’Archivio Notarile, dove sono conservati tutti i contratti originari a nome dei notai che li hanno rogati.
      Amedeu e c.

  159. Buonasera, controllando il 730 pre compilato sia io che i miei fratelli nei loro 730 risultiamo proprietari ognuno di 1/30 di un terreno non di proprietà nostra. Abbiamo richiesto una visura ed uno storico e siamo risaliti al nome del proprietario. Non risultano legati atti notarili e si tratta palesemente di un errore di digitazione nel caricamento dei dati. Infatti più di 20 anni fa abbiamo ereditato e successivamente venduto un terreno con foglio 50 mappale 82 ed ora il terreno “comparso” quest’anno si riferisce ad un foglio 52 mappale 82. Gli atti notarili in nostro possesso riportano le indicazioni corrette. Ma possibile che l’unica strada per segnalare l’errore , non nostro e non del notaio ma del catasto stesso, sia quello di perdere tempo e denaro per andare allo sportello di persona? Non è stato possibile contattare l’ufficio del territorio con nessun mezzo… Secondo lei è sufficiente una raccomandata AR? La ringrazio per l’attenzione e le chiedo un cortese consiglio su come procedere.

    • Per Donatella.
      Purtroppo, a nostro parere, il sistema più efficace è quello di andarci personalmente, al fine di non perdere inutilmente altro tempo e.. denaro.
      Amedeu e c.

  160. Buonasera,

    nel 2003 ho acquistato all’incanto presso il tribunale della mia città una casa rurale al centro di un terreno recintato di circa 1000 mt, nella relazione del perito del tribunale (agli atti) è indicato sia l’immobile che il terreno con mappa dello stesso e ubicazione rispetto al catasto dei terreni, nel 2006 ho poi usufruito del condono per un abuso fatto dal precedente proprietario, il tecnico incaricato non ha avuto nessun problema ad espletare le pratiche.

    Ora per questioni di vicinato mi trovo a cedere un pezzo del mio terreno al dirimpettaio, una cosa apparentemente semplice e decisa insieme senza conflitto.
    All’agenzia del territorio però dai mappali risulta che il mio terreno, diviso in più particelle , è ancora a nome non del precedente proprietario (espropriato dal tribunale) ma di un altro precedente ancora.
    In più alcune particelle sconfinano anche in altri terreni.
    Il tecnico incaricato dal mio vicino (a spese sue) ha espresso dubbi sulla possibilità di regolarizzare la cosa arrivando a dire che la situazione è tremendamente complessa quasi come se la proprietà non fosse mia e forse sarebbe stato necessario cercare tutti i proprietari censiti cosa ovviamente impossibile e dispendiosa.

    Ho interpellato allora un mio tecnico di fiducia il quale invece mi ha indicato che prima del 2010 non era d’uso l’aggiornamento al territorio e che l’atto del tribunale, trascritto e depositato e gli atti e la documentazione al comune sono regolari e che quindi l’accorpamento delle particelle nome mio è cosa semplice e fattibile in qualunque momento.
    Cosa che devo fare prima di cedere al mio vicino il pezzo di terreno incriminato.

    La domanda che mi pongo è se sia troppo ottimista il tecnico da me interpellato o se il tecnico del mio vicino stia tergiversando per questioni economiche.
    Se l’atto del tribunale redatto da un notaio e depositato non sia sufficiente ad attestare la piena proprietà da parte mia delle particelle suddette.

    Spero di essere stato chiaro e mi scuso per la lunghezza del testo, vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Per Patrizio.
      Riteniamo tu debba dare maggiore credito al tuo tecnico che, sicuramente, si è espresso avendo atti e contratti alla mano.
      Affidagli il compito di regolarizzare il tutto, dopo di che cederai il terreno al vicino ricaricandolo delle spese sostenute (Solo se lo ritieni opportuno)
      Amedeu e c.

  161. Buongiorno, dovrei ristrutturare casa dei miei suoceri, ma abbiamo trovato una sorpresa al catasto, il progetto è stato accatastato ” a specchio”, ovvero stessa metratura sia interna che perimetrale ma al contrario rispetto alle posizioni dei balconi e delle porte di ingresso. Vorremmo sistemare il progetto, come è la casa nella realtà. Cosa mi consiglia?
    Grazie in anticipo.

    • Per Francesco.
      Cosa veramente strana, ma tutto è possibile.
      Devi fare eseguire un allineamento da un geometra professionista (O altro tecnico).
      Costui, certamente ti troverà anche le motivazioni da presentare ai tecnici catastali per tale errore
      Amedeu e c.

  162. SALVE,SE IN UN ATTO NOTARILE SI CITANO CONFINI SBAGLIATI CHE SUCCEDE?

    • Per Vincenzo.
      I confini o i confinanti?
      Se cita dei confinanti errati, a nostro parere non è molto importante, purchè detta proprietà sia ben individuata con citazione del foglio, particella e subalterni (Se cci sono) catastali.
      E’ important,e oltre al riferimento catastale, anche se esiste una eventuale planimetria allegata al contratto.
      Amedeu e c.

  163. Buonasera vorrei esporre il mio problema per sapere se ci può essere una soluzione perché stiamo impazzendo .
    L anno scorso abbiamo comprato casa …La casa aveva anche il terreno…Lo stesso giorno che non abbiamo fatto l atto di compravendita delle casa e stato fatto anche l atto di compravendita del terreno del nostro vicino di casa.
    Noi abbiamo comprato 1115 mq come da atto notarile mentre il nostro vicino ha comprato gli altri 1235 mq di terreno edificabile. ..
    Come divisorio vi era già presente una recinzione che divideva la due proprietà.
    Pochi mesi fa il nostro vicino ci ha detto che il suo geometra prendendo le misure ha riscontrato che le misure del catasto sono sbagliate e che lui dovrebbe avanzare vesso di noi togliendo ci così il nostro prato .
    Abbiamo anche noi chiamato un geometra che che con misure di precisione a preso tutti i dati.
    Risulta che la linea catastale infatti arriva a 850 mq e non a 1115 mq che sono quelli da noi pagati.
    Il nostro vicino ha comunque i suoi mq pagati …anzi anche qualcosa in più.
    Ora io vorrei sapere se io dovrò indietreggiare fino alla linea del catasto e perdere così 260 mq di terreno che ho pagato oppure il mio atto notarile mi tutela ?
    Grazie mille

    • Per Anna.
      Devi leggere attentamente il contratto di acquisto e controllare le eventuali piante o mappe catastali allegate al medesimo.
      Se vengono citati i mq precisi, senza usare la parola “Circa” o similare tipo “quant’altro sia a corpo e non a misura”, puoi rifarti verso il venditore.
      Comunque fai leggere detto contratto anche dal tuo tecnico.
      E’ importante, in quanto il catasto non è probatorio, mentre lo è a tutti gli effetti il contratto notarile.
      Amedeu e c.

  164. Buonasera, vorrei avere qualche consiglio sulla procedura catastale da seguire:
    Mia nonna ha un appartamento in centro storico molto vecchio all’ultimo piano di una palazzina di circa 3 piani che fu anche distrutto durante la guerra in parte e poi successivamente sistemato comunque prima del 62/63 in cui entrò in vigore l’abitabilità nelle costruzioni o i permessi per costruire presso gli uffici comunali.
    Facendo un accesso agli atti al Comune non risulta ovviamente nulla su lavori o modifiche, invece dal punto di vista catastale c’é una planimetria datata 1940 ed è errata rispetto a quello che è l’esistente che risale comunque anni dopo i bombardamenti… intorno agli anni 50 quando fu ristrutturato il palazzo e l’appartamento.

    La mia domanda esatta è: quale procedura catastale attuare per correggere o retificare la planimetria del 1940 e mantenere comunque o la stessa datazione o la reale intorno al 1950… è possibile?

    • Per Giacomo.
      Riteniamo che tu non possa fare una modifica retrodatata dello stato attuale.
      Ti occorrerebbe ritrovare una planimetria datata contenuta in un contratto di acquisto o anche una planimetria su una pratica relativa a eventuali danni di guerra richiesti in quella data presso il Genio Civile (Ora Regione).
      Ricerca difficile ma da tentare.
      Amedeu e c.

      • Nell’atto di vendita non c’é planimetria.. già controllato, e anche dal notaio.. ho letto da qualche parte che se si effettua una DOCFA con planimetria esatta con causale “Sostituzione planimetria errata” la data di variazione corrisponderà al precedente frazionamento è esatta questa informazione?

        Grazie ancora per l’attenzione

  165. Buonasera Amedeu, spero di aproffittare della sua disponibilita: Terreno agricolo aquistato 25 anni fà con regolare atto notarile. Oggi devo venderlo e mi ritrovo diversi accatastamenti fatti nel 2001 e nel 2008 che hanno modificato parte delle planimetrie originali togliendomi anche (catastalmente) una parte del terreno. Quale sarebbe la via più semplice per riavere la planimetria catastale originaria e vendere il terreno? Inoltre hanno accorpato una striscia di terreno a nome mio in catasto…tutto a mia completa insaputa (anche un altro vicino ha gli stessi problemi). Grazie per la sua cortese risposta che attendo
    Fernando

    • Per Fernando.
      Dovete chiamare, tu ed anche il tuo vicino, un tecnico professionista (Va bene anche un geometra) che ricomponga la situazione attraverso la ricerca sui contratti notarili; quindi va fatta una visura ipocatastale.
      In base ai contratti (Il catasto non è probatorio) il tecnico ricomporrà il tutto e poi vi dirà come procedere.
      Amedeu e c.

  166. Buonasera Amedeu, avrei bisogno di un consiglio su cosa devo fare. Ho un terreno edificabile che sto lottizzando, ho fatto eseguire un rilievo da un tecnico, discusso e concordato i confini con i “confinanti” è risultato più grande rispetto alla superficie catastale di circa 200 mq (per un totale di circa 7.000 mq anzichè circa 6.800 mq), ho fatto il piano di lottizzazione seguendo e dichiarando di utilizzare la superficie del rilievo “reale”. Il tecnico che ha eseguito il frazionamento ha utilizzato la superficie catastale e adesso alla redazione della convenzione non tornano le somme delle superfici dichiarate. Faccio presente che sul terreno sono già posizionati i picchetti in modo corretto e corrispondenti alla superficie “reale” non catastale. E’ possibile e cosa Cosa fare per correggere il frazionamento? La procedura è molto lunga? Grazie.

    • Per Silvio.
      Normalmente in un Piano di Lottizzazione regolarmente convenzionato, viene allegata agli atti del Comune una planimetria generale dei lotti, strade, aree pubbliche e parcheggi compresi, con una indicazione precisa delle superfici di ogni lotto.
      Ci risulta cosa strana che tali superfici non tornino in fase successiva, tanto più, che le stesse sono ricavate dalle planimetrie Catastali, ma anche non, e che, come dice la parola stessa, sono rappresentazioni in Piano di ogni lotto.
      Parlare in questo caso di superfici reali e superfici catastali ci risulta pertanto superfluo, a meno che il tecnico non abbia misurato le superfici dei lotti, seguendo l’andamento altimetrico del terreno e abbia basato tutto su tale rappresentazione
      Operazione, questa, che in una lottizzazione o in qualsiasi altro piano urbanistico non si fa.
      E’ logico, che se un terreno è in collina oppure in montagna la superficie reale può essere molto superiore a quella catastale, ma è un fatto che al Comune non interessa, in quanto viene sempre considerata (E venduta dai proprietari) la superficie planimetrica catastale.
      Quindi non ci è chiaro il fatto di avere dichiarato “che utilizzavi la superficie reale….”
      A nostro parere dovrebbe essere sufficiente chiarire con il tecnico del Comune tale fatto, e lo si fa, cercando di minimizzarlo il più possibile.
      Amedeu e c.

      • Salve Amedeu, ti ringrazio per la risposta.
        Forse non ho usato la terminologia tecnica corretta, provo a spiegarmi meglio. Dal rilievo eseguito è risultato che la superficie catastale, quella indicata in visura, non corrispondesse con la superficie misurata sul terreno, rispettando i confini naturalmente (il terreno è praticamente piano) ho una differenza tra la superficie riportata nelle visure e la superficie ricavata con un rilievo effettuato con i punti fiduciali. E’ stata regolarmente allegata agli atti del comune una planimetria generale dei lotti, strade, aree pubbliche e parcheggi compresi, con una indicazione precisa delle superfici di ogni lotto. Per superficie reale intendevo una superficie misurata sul “campo” e non ricavata dalle visure. Questa differenza è stata dichiarata in Comune e come superficie della Lottizzazione è stata utilizzata quella del rilievo. Nell’esecuzione del frazionamento il tecnico ha frazionato la superficie catastale indicata nelle visure, ecco il problema. Io adesso mi ritrovo che la somma delle superfici indicate nelle particelle del frazionamento non corrisponde alla superficie dichiarata derivata dal rilievo. In sintesi le superfici indicate nella planimetria generale dei lotti con strade, aree pubbliche e parcheggi non corrispondono a quelle del frazionamento, il perimetro corrisponde (naturalmente) ma nel frazionamento sono state assegnate superfici sbagliate, non a tutte le particelle, solo a 6 su 32. Capisco che la situazione è strana, ma non ho idea di come venirne fuori. Posso solo parlarne e sperare nella comprensione del tecnico comunale o posso intervenire e fare rettificare il frazionamento? Grazie in anticipo.

        • Per Silvio.
          Una situazione che devi sbrogliare con il tecnico che ha eseguito i frazionamenti.
          Lo stesso dovrà, poi, risolverti il tutto in Comune portando le prove tecniche della superficie del lotto indicato.
          Amedeu e c.

  167. Gent,mo Sig. Amedeu,
    Potrebbe per cortesia aiutarmi? Ho scoperto in questi giorni con il 730 precompilato di avere ancora intestato al catasto un negozio che avevo venduto nel 1989. Ho chiesto una visura storica del negozio da cui risulta che sia il mio precedente acquisto che la successiva vendita sono state registrate con una particella diversa da quella riportate sui rispettivi contratti, Cioè 525 al posto di 325. Ho fatto una indagine per scoprire cosa risultasse alla particella 325, ma risulta inesistente Nel frattempo sulla stessa particella si è inserito un altro contratto di vendita intestato a persone sconosciute per cui alla fine il negozio con una variazione del 9/11/2015 (inserimento in visura dei dati di superficie) è ritornato ad essere intestato a me. Cosa devo fare? Può il fisco, mentre procederò alle correzioni del caso, addebitarmi tasse non dovute?
    Grazie infinite per il suo aiuto
    Giuseppe

    • Per Giuseppe.
      Devi effettuare la modifica sia catastale e probabilmente anche dal notaio, in quanto trattasi di un dato errato di un rogito stipulato.
      Riteniamo, che molto probabilmente dovrai fare un ricorso alla commissione tributaria e lo dovrai impostare con i contratti e le visure catastali, spiegando accuratamente l’errore materiale sopravvenuto.
      In questo caso, ti consigliamo di parlare anche con un commercialista della tua zona, il quale, quasi sicuramente avrà già affrontato problematiche del genere.
      Amedeu e c.

  168. Gent.mo Sig. Amedeu,

    grazie per la sua risposta. Volevo solo aggiungere; ma l’acquirente che possiede un immobile che il catasto non gli riconosce, in quanto ancora intestato a me venditore, non deve fare nulla? Mi sembra che sia anche lui a dover agire per sanare una situazione così ingarbugliata. Poi per il fisco, mi scuso, sono stato un po impreciso. i Volevo solo sapere se esisteva un potenziale rischio di addebito da parte delle Agenzie delle Entrate dell’Irpef sul reddito del negozio visto che sul 730 precompiilato a loro risulta che sono ancora proprietario.
    A tutt’oggi, però, non mi è pervenuto nulla.
    Grazie ancora per la sua gentilezza
    Giuseppe

    • Per Giuseppe.
      Certo che l’acquirente interessato dovrebbe essere il primo a muoversi, tutto sta, sapere se è a conoscenza della questione, altrimenti ti conviene informarlo.
      Per Il resto vale la prima risposta.
      Amedeu e c.

  169. Buongiorno, stavo per vendere una stradina confinante con la mia casa e il mio terreno, questi avevano fino qualche anno fa (2012 sicuro ,come da visure di frazionamento in mio possesso) due particelle ,adesso fatte le visure che mi servivono per la compravendita ,risultano essere un’unica particella,e se non ce ne accorgevamo anzichè vendere la stradina ,avrei ceduto casa e terreno di pertinenza alla casa. Ho fatto richiesta di modifica all’ufficio catasto, ma non sembrano disposti a cambiare nulla.Mi chiedo come faccio a cedere questa stradina senza cedere la mia casa? Grazie anticipatamente per una sua celere risposta ,per favore mi aiuti. Cordiali saluti Giusy.

    • Per Giuseppa.
      Un problema che dovrebbe essere di facile soluzione tramite il frazionamento della stradina, scorporata dal resto del terreno.
      Frazionamento che ti potrà essere presentato da un tecnico professionista, tipo un geometra.
      Amedeu e c.

  170. Caro Sig. Amedeu, mi potrebbe dare una delucidazione? Dieci anni fa ho incaricato un tecnico di per frazionare un terreno, praticamente da una particella unica che chiamerò 470, ne sono nate tre di eguali metrature chiamate 439, 440, 441. In base al frazionamento eseguito io sono proprietario delle particelle 439 e 440 ma quando l’ufficio del catasto ha riportato i numeri sulla mappa li ha invertiti di 180 gradi, praticamente a me risulta intestata (sulle carte) la 441 e 440 e non più la 439 ma praticamente sono proprietario della 439 e 440. Come posso porre rimedio, mi sono recato un sacco di volte all’agenzia del territorio ma mi liquidano sempre.

    • Per Andrea.
      Occorrerebbe comprendere bene il problema.
      Comunque, le particelle che tu possiedi devono corrispondere a quelle segnate sul tuo contratto di acquisto.
      Da considerare però, che dal 1 luglio 2010 c’è stato un riallineamento del catasto, per cui varie particelle possono avere cambiato numero.
      Per controllarlo (Dato la materia difficile) devi obbligatoriamente chiedere l’aiuto di un tecnico professionista della tua zona
      http://www.clickcase.it/blog/2010/09/04/obbligo-allineamento-catastale/
      Amedeu e c.

  171. Gent.mo Sig. Amedeu,
    a causa di un grave malattia prima della morte di mia madre, avevamo deciso noi figli di comune accordo di eseguire i trasferimenti delle propietà a lei intestate .
    Cosi come deciso in famiglia dovevamo procedere con gli atti dal notaio, ma quando l’ufficio del notaio andò a verificare la visura di mia madre notarono che la particella di cui mia madre era in possesso con atto di compra vendita non risultava a lei intestata e di conseguenza non si poteva inserire la particella nell’atto.
    Tramite un controllo storico sulla particella in questione si evidenzia che la particella intestata a mia madre dalla data di acquisto cessa di esserlo nel 2013, passando ad un altro cognome con una successione.
    In sostanza per un errore la particella di mia madre viene inserita in questa successione ed io in quel breve periodo in cui mia madre e rimasta in fin di vita ho potuto eseguire solo l’atto per le propieta a lei risultanti intestate.
    Preciso che il terreno è stato ed è coltivato tutt’ora da me.
    Le sarei grato se mi riuscisse a dare una dritta .
    Grazie.

    • Per Pasquale.
      In particolare se dopo l’atto è avvenuta una regolare successione, o anche altro, devi cercare di rimediare all’errore che è stato effettuato nel 2013.
      Puoi farlo rivolgendoti da un tecnico professionista della tua zona, il quale effettui delle visure ipoteche e catastali.
      Il tecnico, una volta individuato l’errore (Probabilmente avvenuto per errore di allineamento catastale), potrà poi indirizzarti su come correggerlo.
      Amedeu e c.

  172. DISEGNI ERRATI ALL’UFFICIO TECNICO.
    Nel 2006 ho acquistato una casa e allegato al rogito notarile erano I disegni catastali in ordine come la casa si presentava,oggi dopo aver riportato alcune modifiche alla casa chiedo al mio geometra di chiudere I lavori,ritrovandomi I disegni dell’ufficio tecnico comunale tutta un’altra casa finestre distanze tra casa e strada e addirittura il terreno con misure diverse,il commune mi chiede di fare una sanatoria e di pagare una ammenda,ma io mi chiedo Il geometra della parte venditrice aveva il dovere di sistemare e presentare per legge anche all’uff tecnico del commune? perche devono rivalersi su di me e non al geometra in questione? Grazie.

    • Per Giancarlo.
      Attualmente il proprietario e quindi interlocutore del Comune sei tu.
      Potrai, contemporaneamente, richiedere al tecnico di assumersi le sue responsabilità ed oneri.
      Il fatto che però ci fa dubitare che costui accolga la vostra richiesta, è dovuto ai 10 anni trascorsi dal rogito.
      Molto probabilmente dovrete andare in causa tramite legali, con spese, lungaggini e con un risultato di sentenza mai dato per scontato.
      Amedeu e c.

  173. [email protected]

    Gent.mo Sig. Amedeu vorrei sottoporle la seguente problematica.
    A seguito di compravendita di appartamento (con cantina) in condominio, sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione all’interno dell’appartamento stesso. Si è reso quindi necessario l’aggiornamento catastale. Ci siamo accorti però che la cantina indicata nella scheda catastale non è quella assegnata e in uso all’appartamento. In sostanza nell’atto di compravendita la descrizione che individua la cantina è corretta invece la scheda catastale allegata all’atto medesimo riporta un’altra cantina. Vi è un ulteriore complicazione: la cantina “giusta” è presente nella scheda catastale di un altro appartamento del medesimo condominio ma le due cantine non sono intrercambiabili (appartamento B ha assegnata cantina A ma appartamento A ha assegnata cantina C) perchè le cantine sono state assegnata alla rinfusa….
    Premesso che il notaio non vuole assolutamente correggere l’atto, quale strada si potrebbe percorrere per risolvere la questione?
    Io non sono il proprietario dell’appartamento.
    Ringrazio in anticipo

    • Per [email protected]
      Non ravvisiamo altra soluzione, dato che gli errori sono in entrambi gli atti, che effettuare un nuovo atto di correzione.
      Oppure scambiarvi le cantine.
      Amedeu e c.

  174. Buongiorno, scrivo perché ho un problema con un terreno della casa di campagna. La casa è parte di un edificio che ha altre case e quindi altrii proprietari ( all’atto di acquisto dei miei nonni, negli anni 50, erano in tre). Intorno all’edificio vi è un passaggio pedonale per accedere alle proprietà. Il nostro terreno è davanti alla porta della cucina (cortile)e si estende in avanti per due fasce di terra. Sul vecchio atto di proprietà di mio nonno, non vi è una mappa del terreno disegnata, bensì una mappa descrittiva. Nel tempo, a catasto, il terreno intorno all’edificio è diventato “area comune” perché non sono stati definiti i confini. I vicini che hanno acquistato pochi anni fa la casa a fianco,i sostengono che il cortile davanti è di tutti e ne usufruiscono non solo per il passaggio, ma mettono tavoli, lettini per il sole, ombrelloni…). Ora abbiamo incaricato un geometra per stabilire i confini come dal nostro atto di proprietà , ma vorrei sapere qual è la procedura corretta per arrivare ad una definizione. Grazie

    • Per Luisa.
      Di regola è quella di seguire il tecnico professionista che avete scelto, che avendo l’intero materiale a disposizione e, forte della visione reale della situazione, dovrebbe mettervi in condizione di comprendere esattamente come stanno le cose.
      Amedeu e c.

  175. Buongiorno,
    sono venuta a conoscenza, per via di un contenzioso con l’altro comproprietario della casa, che il mio/nostro sottotetto, così segnato al catasto, è in realtà una mansarda che per le sue dimensioni non può nemmeno essere sanata, così come la presenza del box, “assente” al catasto ma presente a tutti gli effetti nel piano terra dell’immobile. Premesso che tutto ciò proviene da una divisione ereditaria tra fratelli e appurato anche che l’atto notarile, eseguito nel maggio 2007, è impugnabile a detta dell’avvocato perchè ancora non è caduto in prescrizione, sono a chiederLe cortesemente delucidazioni in merito. In breve, se l’atto notarile venisse annullato, perché ripeto ci sono le condizioni e la legge lo permette, è vero che io potrei essere costretta ad abbandonare l’appartamento, per sentito dire, in termini minacciosi, dagli altri eredi che hanno partecipato alla divisione? E in caso di annullamento, chi avrebbe più svantaggi viste le gravi difformità catastali che ho trovato, gli acquirenti o i compratori? Vorrei capire i pro e i contro di questa situazione, se nella Vostra esperienza vi siete già imbattuti in questo tipo di problema. Grazie anticipatamente, Caterina

    • Per Caterina.
      Se tale atto era stato effettuato dopo il 30 luglio 2010, non saresti incorsa in tale errore, perchè è obbligatoria una dichiarazione del venditore e acquirente circa la corrispondenza dell’approvato alla realtà in loco
      http://www.coffeenews.it/legge-122-del-30-luglio-2010-aggiornamento-del-catasto-planimetrie-sempre-in-regola
      Purtroppo tale atto è stato fatto nel 2007, per cui potresti anche intervenire per l’annullamento dello stesso tramite legale, dovendo, a nostro avviso, giustificare davanti al giudice perchè ti sei decisa a fare tale passo dopo 9 anni.
      Ma veniamo alla tua domanda: se il box come il sottotetto (Ora mansarda con servizi annessi – si presume) a seguito di segnalazione di un vicino ricevono il sopralluogo dei VVUU e dei tecnici del Comune, può esserti emessa una ordinanza sindacale di messa a ripristino del preesistente, riportando la mansarda a soffitta e demolendo il box.
      Potresti, ma non è detto, in quanto trattasi di controllare se è possibile tecnicamente, avere la possibilità di una monetizzazione degli abusi anzichè una rimozione.
      Cosa che può anticiparti un tecnico della tua zona dopo avere eseguito un sopralluogo e visti gli atti che hai.
      Relativamente alla colpa ricadente sul venditore o acquirente, dovresti intentare una causa al tuo venditore, lunga, dispendiosa e dall’esito sempre incerto.
      Concludendo, il primo passo che ti consigliamo di fare è quello di contattare un buon tecnico professionista.
      Amedeu e c.

  176. Gentile Amedeu,
    innanzitutto La ringrazio per la risposta. La situazione la vedo piuttosto grigia e Le spiego il perché, poi naturalmente mi rivolgerò a un tecnico per maggiori ragguagli in merito. Nel mio comune l’altezza max della casa deve essere m. 7,90, la nostra, senza contare il sottotetto (mansarda non abitabile, nel precedente post non avevo ben spiegato) arriva già sui 9 m., se ci metto il sottotetto/mansarda andiamo sugli 11 m. Quindi, ne deduco che, anche se togliessimo/abbattessimo il sottotetto/mansarda, non rientriamo mai nei parametri stabiliti dal comune, o ci potrebbero essere dei margini di percentuale consentiti se lo facessimo abbassare? Lei cosa ne pensa? Anche il box (mi sono dimenticata di scriverlo) fa parte del piano terra, non si può abbattere! È una situazione disperata? Grazie ancora e cordiali saluti. Caterina

    • Per Caterina.
      Occorrerebbe vedere come è strutturato l’edificio.
      Se il sottotetto (O mansarda) prevede dei finestroni a tetto e non viene rialzata la gronda perimetrale dell’edificio, è discutibile il fatto della maggiore altezza, che normalmente viene misurata dal piano marciapiedi al sotto gronda.
      Comunque puoi visionare il Regolamento Edilizio Comunale (Anche via internet nel sito del tuo Comune) e cercare se c’è un articolo in merito a tale altezza.
      Per il box a terra, se demolendolo pregiudica strutturalmente l’edificio, potrebbero monetizzartelo.
      A meno che non ti impongano di chiuderlo e riempirlo.
      Amedeu e c.

  177. Durante l’atto di donazione di un terreno da parte di mio padre mi sono accorto di un errore di dati catastali su una particella , al Catasto faccio un’istanza di rettifica dicendomi, dopo qualche giorno di aver risolto il problema , facciamo l’atto dal Notaio , quando vado per fare la visura mi accorgo di un peggioramento della situazione perché mi ritrovo con tre particelle errate e l’atto notarile relativo alla particella in questione non corrispondente più alla situazione reale . Nel caso in questione di errore del”ufficio Catastale cosa si deve fare?

  178. Gentile Amedeu,
    vorrei sottoporle un quesito. Ho deciso di vendere un appartamento in condominio del 1960 acquiatato 14 anni fa. Trovato l’acquirente lui ha contattato un geometra per fare controlli e procedere con le pratiche per la vendita. In fase di controlli sono venute fuori delle differenze fra planimetria e dati catastali ( finestra bagno spostata e terrazzo leggermente più sporgente ) che però riguardano tutti gli appartamenti del condominio che sono 8 e che in fase di acquisto da parte mio non erano emersi o forse taciuti dal vecchio proprietario.
    Ho detto al geometra di procedere con la sanatoria ma il comune dice che come singolo condomino non posso farla, perchè al momento che presento il tutto in comune e quest’ultimo vedrà che la cosa riguarda tutti gli appartamenti richiederà l’adeguamento di tutti e gli altri condomini, non dovendo vendere per il momento non vogliono procedere. Come posso uscire da questa situazione? Praticamente io ho il compratore deciso all’acquisto, con i soldi già disponibili e non possiamo procedere perchè gli altri condomini non vogliono sanare ed il comune non accetta l’adeguamento del solo mio appartamento.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Per Ilaria.
      Una situazione veramente paradossale che è frutto della legge 122/2010
      http://www.coffeenews.it/legge-122-del-30-luglio-2010-aggiornamento-del-catasto-planimetrie-sempre-in-regola
      A seguito di tale legge al notaio, oltre alle planimetrie e atti precedenti, va presentata anche una dichiarazione firmata dal venditore e dall’acquirente, dove si dichiara che lo stato di fatto corrisponde all’approvato (In Comune)
      Anche il catasto deve essere regolarizzato, pur non essendo probatorio.
      Comprenderai che ti trovi in una situazione non risolvibile, in quanto non puoi firmare tale dichiarazione perchè sarebbe un falso.
      A nostro parere (Ma logicamente, in questo caso , è molto soggettivo) il dirigente dell’ufficio Edilizia Privata dovrebbe trovare il sistema per fare regolarizzare il tuo appartamento, visto che non seguiranno lavori edili di modifica; e contemporaneamente dovrebbe invitare gli altri condomini chiedendo loro di regolarizzare il tutto.
      Probabilmente il tecnico non vorrà farlo, in quanto si tratterebbe di ammettere che ha rilevato lavori abusivi (Sia pur di piccola entità) e non ha proceduto con le relative ordinanze, rischiando di essere incriminato per omissione di atti d’ufficio.
      Una soluzione potresti trovarla nell’incaricare un tecnico professionista a occuparsi di questo grattacapo, portando a un accordo verbale dei condomini, consci fin da subito, che possono incorrere in denuncia per abuso edilizio.
      Amedeu e c.

  179. Gentile Amedeu,
    Gradirei un suo parere sulla seguente problematica. Ho acquistato da asta giudiziaria una porzione di un fabbricato ex proprieta’ di mio zio a lui pervenuto per il tramite di atto di donazione e divisione dei miei nonni. Detto atto, nel descrivere la quota donata a mio zio, menziona oltre ad un garage anche lo spazio antistante di ca. 30 mq. Tale atto e’ stato ovviamente trascritto. Nell’effettuare la visura catastale pero’ non vi e’ traccia della predetta superficie scoperta, ovvero non risulta da specifica particella ne’ viene riportata nella planimetria. Ho commissionato anche la ricerca dell’atto di compravendita originario dei miei nonni dal precedente proprietario per riscontrare la presenza dello spazio antistante il garage, confinante con un vicoletto comunale. Essendo in possesso anche del manoscritto del nonno, precedente l’atto di donazione universale e divisione ai figli, che menziona tale spazio antistante il garage, sono abbastanza sicuro che anche l’atto di compravendita comprendeva tale spazio. Sarebbe cosi gentile da indicarmi, sulla base della sua esperienza, cosa e’ potuto succedere, ovvero perhe’ lo spazio innanzi al garage non e’ riportato in planimetria e non risulta in visura catastale e cosa potrei fare per vedere riconoscita la proprieta’ anche su tale superfice. La ringrazio anticipatamente per la sua gentilezza e competenza.

    • Per Michele.
      Se la particella di 30 mq appariva nell’atto precedente l’intervento giudiziale, può esservi stato un seguente errore materiale di riporto dell’intero complesso dei beni, con dimenticanza di citazione della particella stessa.
      Altra possibilità, è che la particella sia stata acquistata, sempre precedentemente, da un altro proprietario.
      Quindi le ricerche ipoteco catastali andrebbero fatte per verificare quale di questi due eventi sia avvenuto.
      Però, esaminando la tua situazione, visto che hai acquistato il tutto tramite un’asta, nella quale erano senza dubbio citate tutte le particelle interessate, era tuo compito, prima di acquistare, verificare o fare verificare da un tuo tecnico la corrispondenza del venduto con il reale.
      Riteniamo che se le cose stanno così, tu abbia poche possibilità di entrare in possesso della particella.
      Amedeu e c.

  180. CIAO
    STO VENDENDO IL MIO APPARTAMENTO, L’AGENZIA IMMOBILIARE SI E’ ACCORTA CHE NELLA PIANTINA CATASTALE IL CONTORNO DEL TERRAZZO DI MIA COMPETENZA E’ STATO AGGIUNTO CON LA MATITA ,
    QUINDI MI CONSIGLIAVA DI ANDARE AL CATASTO PER FARE LA RETTIFICA.
    SECONDO LEI COME POSSO FARE? E A CHI MI POSSO RIVOLGERE?
    GRAZIE

    • Per Andrea.
      Ti consigliamo, per prima cosa, di recarti in Comune presso l’ufficio Edilizia Privata, chiedendo di esaminare il tuo progetto.
      Difatti, il catasto non è probatorio ma ciò che conta è l’autorizzazione comunale.
      Naturalmente se trovi che detto terrazzo non ti appare nel progetto del Comune, devi regolarizzarlo tramite un tecnico professionista e poi fare correggere dallo stesso anche la pianta catastale, tramite la presentazione di una nuova planimetria.
      Amedeu e c.

  181. Buongiorno,
    due comproprietari al 50 % ciascuno fanno un atto notarile con il quale A, acquista la nuda proprietà di B.
    La nota di trascrizione viene compilata in modo errato.., con la registrazione automatica al Catasto viene riportata la seguente dicitura: A nudo proprietario per 100/100 e B usufruttuaria . (passaggi intermedi da esaminare)
    Ho provato a richiedere la correzione al catasto che però mi dice che il problema è del notaio.
    Nell’atto è chiaramente specificato che A era già comproprietario per 1/2 ed è chiaro quale titolo viene compravenduto.. (solo la nuda proprietà di B riservandosi l’usufrutto.. )
    Il notaio è stato radiato. Ho chiesto ad una amica che lavora da un notaio e mi ha detto che si tratta di fare la correzione (350 euro x diritti e 100 per il compenso di favore).
    C’è un’altra soluzione? L’atto è corretto, sono le prime registrazioni automatiche che si facevano nel 1999.. è possibile che per un errore telematico il cittadino debba sborsare una somma così esorbitante, senza esserne colpevole?
    Grazie infinitamente!
    Marisa

  182. Salve,
    ho una domanda relativa ad un appartamento di cui sono proprietario da circa 12 anni.
    Poichè, per via di alcune modifiche alle tramezze effettuate nel tempo, sto facendo aggiornare da un tecnico le planimetrie catastali, è emerso che la planimetria di cui il catasto è in possesso risulta essere obsoleta in quanto mancherebbe una camera che fu acquistata in un secondo tempo in seguito ad un incorporamento, avvenuto nel 1980, di una stanza facente parte dell’appartamento attiguo per il quale, gli allora proprietari, fecero una regolare compravendita.
    Io sono anche in possesso delle planimetrie corrette che furono aggiornate quando venne stipulato l’atto di vendita nonchè delle ricevute (corredate da numero di protocollo) rilasciate a suo tempo dal catasto al quale furono consegnate.
    Ad oggi però dall’ufficio del catasto mi dicono che non le hanno e che per fare l’aggiornamento occorre, oltre a tali planimetrie, anche la concessione edilizia che fu rilasciata dal Comune.
    Il mio problema è che io non sono in possesso di tale concessione e pertanto non riesco a procedere con questa pratica.
    Vorrei chiedere se effettivamente la documentazione può essere andata persa oppure se a quei tempi la pratica non prevedesse il rilascio di una concessione da parte del Comune e magari fossero sufficienti il solo aggiornamento delle planimetrie da parte del geometra e l’atto notarile che attestasse la compravendita.
    Graze, saluti.
    Marco

    • Per Marco.
      Dodici anni fa era in vigore la concessione edilizia e non si poteva effettuare l’aggiornamento catastale se non c’era a monte l’autorizzazione del Comune.
      Per legge il catasto non è probatorio e ciò che conta è il permesso comunale.
      Il fatto di avere le planimetrie con le cedole protocollate, farebbe pensare che a suo tempo sono state presentate e accolte dal catasto.
      Non possiamo però fare alcuna ipotesi circa il fatto che non siano più reperibili.
      Quindi, l’accertamento che devi fare è quello di controllare presso l’ufficio Edilizia Privata comunale gli atti del progetto approvato.
      Se lo stesso è difforme dalla situazione reale, devi consultare un tecnico professionista della tua zona, per una eventuale sanatoria (Ammesso che sia possibile) e poi aggiornamento delle planimetrie catastali.
      Amedeu e c

  183. Buongiorno, Le chiedo un consiglio e La ringrazio in anticipo per la risposta che vorrà fornirmi.
    A seguito della morte di mio nonno mio papà si è accorto, facendo la successione, che l’alloggio del nonno, al catasto, risulta ancora intestato al vecchio proprietario.

    Cosa si deve fare? Le risposte di due geometri da me interpellati sono opposte: secondo uno si può fare la successione, secondo l’altro serve prima cambiare i dati e poi ricambiarli con la successione stessa.

    Non vorrei avere pasticci…

    Grazie
    Katia

    • Per Katia.
      Poichè hai due parere contrastanti di altrettanti tecnici professionisti, ti suggeriamo di recarti presso l’Agenzia del Territorio (Catasto) per parlarne con un tecnico addetto a tali problematiche.
      Seguendo i suoi consigli non sbaglierai.
      Amedeu e c.

  184. Buongiorno, avrei un quesito da porle; ho ereditato una vecchia casa che era di mia nonna e successivamente di mio padre. Dovendo venderla ho scoperto che non era mai stata depositata una mappa al catasto. Ho incaricato un ingegnere che ha eseguito i rilievi col GPS ed ha redatto la DOCFA. Ora risulta che andrebbero riallineati i confini con il mio vicino, in quanto, secondo i dati catastali, la casa è stata costruita in parte sul terreno di sua proprietà. Ribadisco che i confini sono in essere da circa 90 anni. Avendo trovato un acquirente interessato che ha chiesto un mutuo per l’acquisto, che non gli verrà erogato se TUTTA la proprietà non sarà intestata a me, vorrei sapere come devo comportarmi se il vicino si rifiutasse di accettare il riallineamento.

    • Per Roberto.
      Le soluzioni sono due: o accetta il riallineamento rinunciando a un terreno che da 70 anni non è più suo (Usucapione), o accedere alle vie legali tramite lettera preventiva inviata da un tuo legale.
      Amedeu e c.

  185. buongiorno, cerco di esporre il mio problema, nell”anno 1972 ho acquistato un appartamento dal costruttore, oggi il mio vicino vende il suo alloggio e ha notato che sono stati invertiti i due ripostigli confinanti. guardando la mappa io posseggo il suo ripostiglio e lui il mio, errore fatto dal costrutto. come procedere alla correzione della mappa e quali sono i costi da sopportare. grazie e buona giornata

    • Per Nico.
      Hai due soluzioni.
      La prima è quella di cambiare il ripostiglio con il tuo vicino.
      La seconda e riportare la situazione allo stato di fatto, tramite un contratto di permuta da effettuare presso un notaio e con conseguente modifica catastale.
      Amedeu e c.

  186. Buongiorno,
    sto vendendo un appartamento e mi sono accorto controllando le vecchie cartine che non era stata indicata una finestra nella mappa catastale presentata dal costruttore.
    In seguito avevo ristrutturato e l’architetto aveva presentato in comune ed aggiornato il tutto con la finestra mancante.
    Va tenuto conto che TUTTI gli appartamenti hanno la finestra nello stesso posto
    Che cosa succede ora se la vecchia mappa ha l’errore?

    • Per Francesco.
      Ciò che conta è l’autorizzazione del Comune, mentre il catasto, per legge, non è probatorio.
      Male che ti vada, dovrai fare aggiornare da un tecnico professionista la planimetria catastale al disegno approvato comunale.
      Amedeu e c.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.