Fai da te: forno artigianale a legna – 3

Con la costruzione del forno nell’articolo del 30 gennaio, siamo rimasti al punto che, abbiano murato la prima fila di mattoni refrattari, montato il profilato in ferro della bocca del forno e rimcalzato i mattoni lato esterno con un impasto isolante di LECA e cemento.

Adesso prendete visione dei disegni sottostanti e seguite il lavoro che bisogna effettuare per il completamento della camera fuoco in mattoni refrattari.

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Nei tempi passati, i muratori erano così esperti che utilizzando sempre il mezzo mattone (E per questo necessita che voi li tagliate cm 12×12 con la smerigliatrice a disco, possibolmente da 220, altrimenti va bene anche quella piccola da 110) partivano, senza avere alcuna armatura di sostegno sottostante,  murando un cerchio dopo l’altro di mattoni, ma procedendo a serpente, cioè non con un cerchio sovrapposto all’altro ma con un cerchio continuo che aveva la fine sul colmo.

Questo si può notare visionando con una lampada i vecchi forni, per chi può farlo.

A parte la storia, questa tecnica non ve la consiglio, in quanto rischiate di fare crollare tutto sul momento più bello, quindi seguiamo questo sistema collaudato e più sicuro.

Il forno, internamente, al centro sarà alto 68 cm (vedi disegno sopra),  ma in effetti la volta che dobbiamo realizzare sarà alta (68cm-25cm) e cioè solo 43 cm.

Dobbiamo allora costruire una armatura "guida", perchè tale deve essere il suo scopo, cioè che ci consenta di murare, con sicurezza, ogni filo di mezzi mattoni, rincalzandoli bene nella parte superiore con malta bastarda.

Per fare ciò, seguite la pianta del disegno; dovrete procurarvi più striscie di compensato fine (sui 3 mm) che si possa flettere senza rompersi, oppure, ancora meglio delle striscie di lamiera fine per ottenere la stessa flessione.

Provate a fletterne una fino a che, al centro, la sua altezza dal piano del forno sia 68 cm.
Prendete la misula della stecca da piegare e preparatene quante ne desiderate.

Ogni striscia deve appoggiare ai due lati contro i pezzi di tavola con sopra un peso: e in questo caso il disegno della sezione di cui sopra, è più esplicativa delle parole.

Al centro forate queste strisce e le fermate tramite un chiodo ad un travicello alto 68 cm.

Le aprite a raggiera e le inchiodate lateralmente ai pezzi di tavola con i contrappesi.

Avrete realizzato la sagoma perfetta della volta del forno.

Copletate l’opera disponendo internamente più puntelli possibile,  i quali potranno essere di legno oppure semplicemente di mattoni sovrapposti con zeppe o cunei finali, messi a sorreggere  le strisce di compensato o di lamiera.

Ricordatevi che tutto questo materiale interno lo potrete recuperare facilmente quando avrete completato la volta.

Adesso bagnate i mezzi mattoni ed incominciate a murarli con malta bastarda piuttosto soda (non morbida).

Se notate che il mattone tende a scivolare,  lasciate seccare e rincominciate il giorno dopo.

Facendo un filo alla volta completerete la volta.

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Vi accorgerete che è un lavoro più semplice di quello che sembra.

Provare per credere.

Arrivati al colmo dovrete sistemarci due o tre pezzi di matttoni a chiusura.

Proseguiremo nel prossimo capitolo

Continuate a seguirci, di seguito i prossimi interessantissimi articoli
 

11 commenti

  1. Ho letto con interesse la costruzione del forno, vorrei una conferma circa l’utilizzo della malta bastarda per la volta
    “Adesso bagnate i mezzi mattoni ed incominciate a murarli con malta bastarda piuttosto soda (non morbida)”.
    Va bene la bastarda o è meglio utilizzare la malta refrattaria?
    Grazie della risposta
    Piero.

  2. Per Piero.
    Ottima domanda.
    E’ senza dubbio migliore la malta refrattaria, specie se si usano i mattoni refrattari che però costano molto.
    Nelle campagne italiane, sono sempre esistenti molti di questi forni che noi vi abbiamo presentato, e venivano realizzati dai nostri padri con comuni mattoni pieni e malta di calce e sabbia, in quanto non veniva adoperato il cemento.
    Se voi osservate le volte di questi forni, noterete che sono ancora perfettamente integre.
    Se ne deduce quindi che la malta bastarda può andare più che bene, se usata con mattoni pieni del tipo comune.
    Ciao.
    Amedeu e c.

  3. Eccellente risposta.
    Ancora una domanda:
    i mattoni pieni attuali sono ottenuti per estrusione, non più cotti nelle fornaci come un tempo, debbo quindi ricercare i vecchi mattoni per costruire un forno ad Hoc.
    Scordavo quasi di complimentarmi per i consigli forniti agli utenti, mi diletto col fai-da-te e sono avido nel cercare aiuti e suggerimenti, grazie.
    Ciao
    Piero.

  4. Per Piero.
    I vecchi mattoni sono senza dubbio migliori; Il problema e trovarli.
    Quelli refrattari, come già detto sono ancora meglio.
    Comunque alcuni di noi hanno il forno fatto di mattoni pieni nuovi, usato ormai da alcuni anni ed è perfettamente conservato.
    Quando il fuoco di “fascine” (fasci di legna minuta) scalda il forno, questo, raggiunto il calore per cuocere, diventa completamente bianco e sono visibili i mattoni perfettamente conservati.
    Amedeu e c.

  5. Risolto il problema dei vecchi mattoni, ho trovato una vecchia cascina diroccata, le volte sono crollate, rimangono buoni i muri laterali, fatti con mattoni 22x11x5. Porto via quelli in buone condizioni, sono impastati con la calce e sabbia e vengono via abbastanza facilmente. Ho trovato anche delle tavelle 40x22x5 proprio all’inizio volta, purtroppo solo una decina.
    Ancora un consiglio: secondo te se utilizzo le tavelle come base del forno è una buona idea o debbo necessariamente utilizzare i refrattari?
    L’utilizzo della calce e sabbia per la volta che mi hai suggerito mi è stato confermato da un vecchio muratore, con l’aggiunta di un pochino di cemento.
    Non ti dico la fatica per trasportarli nella campagna sopra una carriola perchè purtroppo la strada è impraticabile per le auto.
    Ancora grazie ed un saluto
    Piero.

  6. Per Piero.
    Puoi mettere le tavelle, ( la misura di 5 cm direbbe che sono dei tavelloni anche se vecchi; comunque per vederli cerca “laterizi più usati” nel riquadro “Ricerca – GO” a destra della Home del sito).
    Sopra devi però murarci i mattoncini refrattari come piano per il fuoco.
    Amedeu e c.

  7. Salve Amedeu, oggi ho presenziato alla demolizione di una vecchia fornace.Hanno tirato giù la canna fumaria e poi con un cingolato hanno proceduto alla rimozione delle volte sotterranee. Sono riuscito a recuperare circa 300 mattoni, in buona parte “bruciatini” e due bidoni di argilla e malta refrattaria. Il forno ovviamente non ho ancora iniziato a farlo, lo farò tra breve ed è mia intenzione di usare questi mattoni per fare la volta e di legarli con la malta e l’argilla che ho trovato. Dammi il tuo parere e se puoi qualche altra dritta su come operare con questo eccellente materiale.
    Un saluto
    Piero.

  8. Pe Piero.
    I mattoni e la malta refrattaria ( da mescolarsi con cemento) vanno più che bene per la costruzione del forno.
    Relativamente all’argilla, probabilmente sarà vetusta e poco lavorabile, per cui forse ti converrà usare l’argilla espansa che vendono in sacchi ( Tipo Leca) e che fra l’altro costa molto poco.
    Potresti mescolarla con il cemento e acqua ed ottenere una specie di calcestruzzo leggerissimo e molto lavorabile.
    Ciao.
    Amedeu

  9. E’ ormai un anno che utilizzo il mio forno a legna autocostruito, è uno spettacolo quando raggiunge i 300°C e qualcosina in più.
    Per incanto all’improvviso la volta diventa bianca e non c’è più traccia di fumo nero. Ovviamente da un anno non compro più un panino, vado a vanti a ciabatte e pani di diverso tipo che scopro sui vari siti e che mi diletto a fare.
    Un doveroso riconoscimento a chi m’ha dato una mole notevole di consigli.
    Saluti e auguri di buone feste.
    Piero.

  10. ho letto su altri siti che per collante può andare bene il gesso misciato alla calce
    se si in che proporzioni?
    grazie

    • Per Carlo
      Molti esperimenti possono anche andare bene; noi ci atteniamo al sistema antico e collaudato e meglio descritto nel nostro articolo.
      Amedeu e c.

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