Il solare termodinamico a concentrazione. Una idea italiana da non sottovalutare.

Abbiamo un premio Nobel per la fisica: Carlo Rubbia, mente eccellente che non deve dimostrare ad alcuno le sue capacità intuitive circa quello che dovrà essere lo sviluppo, in futuro, dell’energia che dovrà mandare avanti il nostro pianeta.

Il prof. Rubbia venne nominato presidente dell‘ENEA non molti anni fa, e responsabile di uno staff di ricerca sul "solare temodinamico a concentrazione", un nuovo tipo di ricettore solare simile al fotovoltaico, ma molto più potente e che si basa sul principio molto antico degli specchi ustori concavi,  usati da Archimede per bruciare le vele delle navi romane.

Rubbia determinò che un quadrato con il lato di 200 Km di tali specchi, avrebbe, con la sua energia, alimentato l’intero pianeta.

Alla domanda di dove l’Italia potesse utilizzare impianti di questo tipo, rispose che il meridione della penisola era adattissimo a tale scopo: inoltre l’energia prodotta poteva essere conservata in appositi "contenitori" fino al momento di utilizzarla.

Rubbia citò anche un impianto similare in corso di progettazione da parte degli Spagnoli, per la realizzazione di un complesso nel Nevada.

Per l’Italia fece una programmazione da scienziato:“Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo anulare di Roma”.

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La via era stata trovata e potevamo già aver percorso un buon tratto del cammino.

Ma passiamo al funzionamento di questi nuovi impianti.

I pannelli o specchi concavi dirigevano i raggi del sole verso un collettore centrale, dove circolava del fluido adatto allo scopo che Rubbia si prefiggeva

Nelle immagini sottostanti la vista di un impianto solare termodinamico a concentrazione.

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Rubbia ed il suo Staff avevano perfezionato una vecchia intuizione utilizzando dei sali in grado di assorbire meglio il calore del Sole e come liquido  termovettore  veniva usata una miscela di sali di nitrato, sodio e potassio che permetteva di catturare una grande quantità di energia espressa in calore,  che poi veniva accumulata  in grandi serbatoi ad una temperatura che arrivava fino a 550 gradi centigradi.

Sotto, lo schema del principio di funzionamento:

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Idonei scambiatori di calore avrebbero permesso di utilizzare l’energia sotto forma di vapore muovendo poi le turbine per la produzione di elettricità.

Il tempo inesorabilmente è trascorso, Rubbia, per vari motivi, nel 2005, lasciò il suo incarico, e così l’Italia perse una occasione di progredire in un settore energetico, che certo l’avrebbe resa vincente. Intervistato circa il  perché non si seguisse quella strada, rispose che l’energia solare non paga la bolletta.

La nostra opinione in merito, anzi speranza è che qualche grande industria nostrana, un giorno non lontano, riesca a produrre grandi quantità di energia  con il solare termodinamico a concentrazione.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

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