La bozza delle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni approvata da CSLLPP

La bozza delle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni approvata da CSLLPP in data 14/11/2014  interesserà particolarmente molti che ci seguono, in particolar modo per quanto riguarda l’aspetto degli interventi sul patrimonio edilizio esistente

In particolare, in questo momento di crisi e di degrado del patrimonio edilizio esistente, ci interessa quella parte della bozza che tratta al Capitolo 8 delle “Costruzioni esistenti" e che ha passato il vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
 
E’ doveroso ricordare che questa parte della bozza ha occupato gran parte del lavoro della Commissione addetta allo studio ed alla relazione.

La Commissione ha presentato due testi, diversi l’uno dall’altro, ed esattamente il testo A) ed il Testo B)

Nella presentazione all’assemblea è emersa la soddisfazione della maggior parte delle categorie interessate, nonostante vi sia stata l’insoddisfazione manifestata da gruppi di tecnici, per la scelta della bozza A che, invece, è risultata essere un passo avanti nella grande problematica del recupero in zona sismica degli edifici esistenti.

La bozza B) riproponeva sostanzialmente il testo delle Norme Tecniche di attuazione del 2008, mentre la bozza A) per gli edifici esistenti, richiede un adeguamento antisismico con criteri differenti (e meno stringenti) rispetto al nuovo

La bozza delle Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni approvata da CSLLPP 1   

La contrapposizione più evidente che ha fatto molto discutere, è parsa essere quella di favorire la “sicurezza diffusa” sostanziale nel territorio, anziché quella di privilegiare interventi di adeguamento con grandi prestazioni su un numero molto ridotto di edifici

Il risultato che è stato raggiunto  nella bozza, testo "A", rappresenta un avanzamento rispetto alla situazione attuale.

In conclusione si deve precisare che  gli interventi vengono classificati in: 

– riparazione o intervento locale; 
– miglioramento; 
– adeguamento. 

Nei confronti dell’attuale testo del 2008 la nuova bozza ha raggiunto un traguardo sostanziale in quanto concentrandosi sulla "sicurezza diffusa", rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari finalizzati al recupero urbano.

La bozza approvata oggi è stata definita dalla  commissione relatrice il 20 ottobre scorso

IL giudizio venuto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha rimarcato che in definitiva è stata scelta la soluzione che rende più semplici gli interventi sugli edifici esistenti contro quella che sanciva lo status quo della vecchia normativa, e che rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari per il Paese, quali quelli finalizzati alla rigenerazione urbana sostenibile. 

Viene prevista,  in particolare, l’introduzione dei coefficienti di riduzione sismica per le verifiche sulle costruzioni esistenti, basati sulla consapevolezza che sarebbe stato assurdo pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure trattati con interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione”. 

E’ stato fatto presente  che  nel nostro Paese ci sono più di 6 milioni di edifici a rischio sismico; oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche, tra questi oltre il 50% delle scuole, che dovrebbero essere i luoghi più sicuri; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita, oltre 11 milioni di edifici sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita.

E’ stato fatto presente in sede di assemblea, che è stato tracciato un percorso per la definizione di una normativa in linea con le regole europee, che è in grado di offrire strumenti necessari per il recupero, il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. 

L’inserimento di un traguardo minimo per il progetto di miglioramento rappresenta un’altra novità di rilievo, utile anche a ridurre i contenziosi con gli uffici preposti al controllo, oggi difficile, tra "riparazione locale" e "miglioramento".

Con il testo approvato il 14 novembre 2014 solo la dimostrazione del raggiungimento di questo traguardo identificherà il progetto come "miglioramento" ponendo ogni altro risultato, più correttamente, nella sfera dell’intervento locale. 

Per gli edifici esistenti è obbligatorio procedere all’adeguamento sismico, ed è consentito raggiungere un livello di sicurezza pari all’80% rispetto a quello per le nuove costruzioni. 

Da chiarire, che da tale normativa vengono esclusi da questo regime gli interventi sul patrimonio edilizio posto sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali.

Adobe Reader PDF Articolo 8 Bozza A) 

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di Amedeu

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