La Burocrazia ed un piccolo indirizzo per ridimensionarla.

Siamo degli attenti lettori del quotidiano "Il Sole24ore", e un articolo apparso in data odierna, intitolato"Burocrazia, l’Italia Bloccata" ci ha particolarmente colpito, in quanto riproduce esattamente la situazione che, noi tecnici, stiamo vivendo da decenni, e che, nonostante le molte modifiche apportate in questo ultimo tempo, sembra che non abbia ancora intenzione di cambiare.

In effetti, non va cambiata una situazione, ma andrebbero riplasmati tutti quei dirigenti, e funzionari delle Amministrazioni Pubbliche, inquadrandoli con poche leggi e non sommergendoli con migliaia di cavilli. Dipendenti delle P.A. con i quali siamo stati costretti a "lottare" per decenni.

Parliamo "di noi tecnici", ma tanto vale anche per il pubblico formato dai comuni cittadini, i quali si sperdono nei meandri di una burocrazia che nessuna legge o normativa riesce a sconfiggere.

Per esempio, parliamo dello "Sportello Unico": cosa risolverà mai? Risulta un altro inutile passaggio che dovremo effettuare, per ricorrere, poi, da un tecnico, magari il Responsabile del Procedimento, il quale, sentito il proprio Dirigente, preso atto delle leggi varie, dopo parecchie riflessioni, valutata la responsabilità propria, si deciderà dopo parecchie nostre visite a mandare avanti una pratica, che poteva benissimo effettuare il proprio percorso in un decimo di tempo.

Perchè, in effetti, la burocrazia non è altro che figlia legittima della "responsabilità personale", che ogni dipendente di una Pubblica Amministrazione, deve ben valutare, per non dovere rispondere personalmente di errori fatti nell’istruire e mandare avanti un certo fascicolo.

Chi ben conosce tali problematiche, sa con precisione, che la maggior parte delle pratiche ferme, da mesi sui tavoli dei dipendenti pubblici, stentano ad andare avanti, non perchè tali dipendenti non abbiano la volontà di lavorare, bensì, perchè questi non si vogliono assumere  responsabilità che non risultano assolutamente chiare per alcuno.

Sembra un giudizio pesante, ma visto dalla parte del pubblico dipendente, diventa anche giustificabile.

Perchè?

Perchè le leggi che regolano ogni attività pubblica sono migliaia, e diventa impossibile per un singolo soggetto conoscerle tutte.

Panico, mancanza di sicurezza, mancanza di collaborazione, mancanza anche di memoria: chiamiamo tutto ciò come vogliamo, ma in definitiva  se si vuole togliere la burocrazia, le leggi, per ogni singola attività pubblica, si devono contare sulle dita di una mano, e devono essere chiare e non lasciare dubbio alcuno.

Inoltre non devono subire modifiche ogni volta che cambia un Governo.

Ma veniamo al sistema che secondo noi è uno dei più validi per fare smuovere una certa pratica in un ufficio di qualsiasi Pubblica Amministrazione.

Si tratta di un Escamotage, ma purtroppo non ci rimane altro da inventare

Il Piccolo ministro Brunetta, prese una iniziativa che molti hanno snobbato, ma che in effetti risulta essere molto valida per "mandare avanti" le pratiche ferme.

Parliamo naturalmente delle pratiche complete di tutti gli atti da presentare, nessuno escluso.

Il PEC o Posta Elettronica Certificata è stata una innovazione di Brunetta, e tramite questo istituto è possibile ottenere dei risultati reali.

Qualora una pratica sia ferma da troppo tempo (A volte passano dei mesi) in un certo ufficio pubblico, il tecnico, oppure il cittadino interessato devono semplicemente mandare una PEC al Dirigente di tale Ufficio, mettendo in bella vista il nome e cognome di quest’ultimo.

In tale missiva si dovrà richiedere, rivolgendosi al Dirigente interessato,  il proseguio della pratica e le motivazioni del suo ritardo.

Il PEC agisce ancor meglio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, in quanto arriva puntuale al destinatario, ed  al mittente viene restituito via telematica l’avviso di avvenuto inoltro.

Ecco, che a questo punto scatta di nuovo il meccanismo della responsabilità; ma questa volta a favore del cittadino.

Diciamolo ancora una volta: (sic!) quali altre vie poter usare, con questa valanga di leggi?

Il Dirigente chiamato in causa in prima persona, si sentirà obbligato a controllare cosa non torna in detta pratica e,… a mandarla avanti se tutto va bene, oppure a richiedere, immediatamente, al mittente del PEC, eventuali  atti non presentati.

Ricordatevi  di inserire, nel testo del PEC, la  richiesta di una risposta scritta da parte dell’Ente, e, che dovrà avvenire, preferibilmente, tramite lo stesso mezzo.

Vi invitiamo a provare; se non altro avrete effettuato una verifica in più

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

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