L’eolico offshore. L’energia alternativa, speranza per il futuro.

Abbiamo sempre sostenuto, e lo abbiamo anche scritto in nostri numerosi articoli che vi invitiamo a rileggere (Adoperare il pulsante "Cerca" in alto a destra della Home e scrivere la parola "eolico") che l’eolico, e specie il grande eolico può essere una fonte alternativa di energia che può decurtare in maniera drastica le nostre bollette elettriche, e non solo, può essere un motore importante per l’industria.

Eolico Offshore, significa "Eolico lontano dalla terra o in mare" .

E’ senza dubbio molto indicato per i paesi nordici, a distanza delle coste britanniche o norvegesi, dove il vento soffia perenne; però, se costruito in maniera conveniente  lontano dalle nostre coste, anche il Mediterraneo lo farà funzionare a dovere,

Pensate, che un parco eolico composto da sole 13 grandi pale e situato nelle colline pisane in Toscana, produce una energia sufficiente per 18.500 famiglie, cioè fra le 70 mila e gli 80 mila abitanti.

Eolico Offshore

La problematica dell’eolico offshore, è stata, fino ad ora quella di potere costruire delle torri eoliche in luoghi dove la profondità è minima, in maniera da poterle saldamente fissare al fondo.

Problema non facile e molto dispendioso.

La società Principle Power, Inc. (Principle Power)  DI SEATTLE ha risolto questo grosso inconveniente, con un brevetto che rende fattibile Il grande eolico, trasformandolo in galleggiante e trasportando ed ancorando le grosse pale anche a 50 Km dalle coste.

Pale con struttura galleggiante

La cosa ancora più sensazionale, è chele  pale possono essere completamente costruite in un bacino tipo navale sulla terra ferma e poi trasportate con un rimorchiatore nel sito che scelto.

Il brevetto della Principle Power Inc, rimane logicamente riservato dal punto di vista dei particolari tecnici di composizione, ma le prime realizzazioni sono state eseguite con successo.

Vediamo di essere più chiari e di mostrarvi questo nuovo tipo di pale.

Turbine in mare mosso   

Il parco eolico che vedete rappresentato nell’immagine sopra, in un mare non del tutto calmo, è costituito di pale galleggianti, ancorate  e collegate a terra tramite cavi di trasporto dell’energia.

Ma come avviene la costruzione ed il trasporto di simili torri, alte 90 metri, fino a 50 Km dalla costa di un Paese?

Costruzione pale in bacino di carenaggio

Le pale eoliche vengono realizzate in un bacino simile a quelli navali, ubicato in terra ferma, e costruito, in maniera che possa essere riempito e collegato al mare a mezzo di paratia scorrevole.

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Una volta che le pale eoliche sono state completate, il bacino viene allagato e le pale, a mezzo di un rimorchiatore vengono trasportate fino al luogo di ancoraggio, dove dovranno essere collegare ad altre costituenti un parco eolico.

Ancoraggio e salvaguardia dell’ambiente marino

Dato che il fondale marino non deve essere manomesso da tali installazioni, la galleggiabilità delle stesse può consentire, tramite un idoneo ancoraggio ad hoc studiato, di salvaguardare l’ambiente marino circostante.

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Sotto vediamo l’avvicinamento della nuova pala eolica al parco già iesistente.

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Inizialmente i tre contenitori cilindrici che sorreggono e fanno navigare la pala eolica, avranno una limea di galleggiamento più alta di quelli già in funzione (Si veda la marcatura di bianco-rosso).

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Inizia a muoversi la pala eolica ed i cilindri di galleggiamento vengono parzialmente riempiti di acqua marina, attivando una circolazione interna e diventando delle vere turbine

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La loro linea di galleggiamento si abbassa al pari di tutte le altre pale circostanti.

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Il processo di produzione energia elettrica avviene nel complesso pale cilindri di base e verrà trasportato tramite cavo verso le linee principali terresti.

Un parco eolico galleggiante fra Pantelleria e la Sicilia

Un simile parco eolico, del quale Se ne sta occupando la C&C Consulting Engineering SRL  costituito da 38 aerogeneratori della limitata potenza di 6 MW cadauno, per un totale di  228 MW è in fase di valutazione per la sua collocazione fra la costa siciliana e l’isola di Pantelleria, ma al momento che stiamo scrivendo tale articolo, sta riscontrando delle riserve tecnico/burocratiche che però sembrano in fase di soluzione.

La Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente dopo un primo parere negativo, ha chiesto una revisione progettuale, a seguito della quale è stata presentata una soluzione che consente di mitigare e superare le problematiche evidenziate pur mantenendo inalterata la struttura originaria dal punto di vista elettrico, ivi compreso il tracciato del cavidotto offshore di raccordo alla terraferma

La nuova proposta progettuale, del tipo floating semi-sub, non prevede dragaggi o preparazione del terreno su cui posizionare gli aerogeneratori, in quanto i relativi contenitori di base saranno ormeggiati a zavorre poggiate al fondo. Ciò comporterà un impatto sull’ambiente marino fortemente ridotto dal punto di vista della conservazione del substrato.

Ci auguriamo che vengano approvate nel rispetto della salvaguardia ambientale e che siano l’inizio di un nuovo modo di procedere verso l’indipendenza energetica del nostro Paese..

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA

di Amedeu

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