Pavimentazione in cotto autobloccante drenante

Pavimentazione in cotto autobloccante drenante

Per ridurre il rischio idrogeologico e quello oramai troppo frequente di esondazioni,  consentire l’attivazione di un processo di rigenerazione ecologica delle acque e della vita delle piante, e infine per una scelta di sostenibilità ambientale occorre che la permeabilità del suolo più che una alternativa sia una necessità!

Per tutti questi motivi in questo articolo vedremo la Pavimentazione in cotto autobloccante drenante.
la cui posa avviene a secco, agendo, così, contro questa crescente impermeabilizzazione del suolo (“cementificazione”) che è una delle conseguenze più gravi del fenomeno di antropizzazione del territorio.

In particolare la ditta Solava S.P.A. di Castelfranco/Piandiscò – (Arezzo) ha realizzato un autobloccante denominato Cottobloc, che ha una posa in opera flessibile oltre ad avere delle caratteristiche peculiari di bellezza tipiche del cotto toscano.

Vediamo alcuni lavori effettuati con materiale della ditta sopra detta:

       

e ancora:

       

Descrizione delle varie fasi di posa in opera flessibile del mattone Cottobloc

Caratteristiche

Pavimentazione:

Posa flessibile o a secco

Predisposizione del sottofondo

   

Lo spessore e la composizione del sottofondo sono uguali a quelli normalmente richiesti per la costruzione di pavimentazioni convenzionali.

Le caratteristiche del sottofondo sono strettamente legate al tipo di terreno, alla sua deformabilità e al livello dei carichi a cui la pavimentazione sarà sottoposta.

Piano di finitura della realizzazione del sottofondo, piano di finitura che rappresenta la base per le successive fasi di posa in opera; per questo motivo il piano stesso deve rispettare tutte le caratteristiche di progetto, in particolare bisogna avere cura di impostare le pendenze non inferiori al 1%.

Posa in opera dei cordoli di contenimento

   

Per completare la prima fase dell’opera sono da predisporre eventuali cordoli di contenimento del manto e canalette e che devono essere fissati mediante un rinfianco agli elementi di fondazione.

I cordoli possono essere in cemento oppure possono essere realizzati murando gli stessi mattoni o ancora realizzando altre soluzioni.

Stesura del tessuto di geotessile.

Tra il riporto di posa e il piano di finitura di sottofondo è sempre buona norma inserire un geotessile di “tessuto non tessuto” sintetico per evitare che la sabbia di allettamento passi nello strato sottostante.

Livellamento del riporto.

Il riporto di posa deve essere formato preferibilmente da sabbia di frantumazione (risetta) con una granulometria non superiore ai 7 mm.

E con almeno l’80% contenuto sotto i 4 mm, priva di sali e di altre sostanze inquinanti.

Lo spessore dello strato di sabbia, a compattazione avvenuta, deve risultare di 30-50 mm

Posa del mattone

      

La posa del mattone Cottobloc viene eseguita mantenendo una fuga costante di 3-4 mm.

I mattoni devono inoltre essere sistemati ad una quota di 10-15 mm al di sopra di quella prevista per il piano di calpestio del pavimento finito.

Taglio dei mattoni

Il taglio dei mattoni deve avvenire con sega ad acqua

Vibrazione di compattazione

   

L’assestamento finale del mattone Cottobloc avviene utilizzando il vibrocostipatore a piastra munito di suola ingomma e del peso di 60kg circa.

Sigillatura delle fughe

   

Infine una volta compattata la pavimentazione, si distribuisce sul pavimento sabbia pulita e asciutta di granulometria non superiore ai 0,5 mm. che durante gli ultimi passaggi penetra nei giunti fino a riempirli completamente.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

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