Responsabilità, per lavori edili, successive al termine dell’appalto.

A seguito del Collaudo o del certificato di Regolare Esecuzione, che naturalmente abbia dato esito positivo, e quindi con la conseguente accettazione dell’opera da parte del committente ed il pagamento di quanto ancora è dovuto all’appaltatore su quanto aspettatogli, cessano le cause di responsabilità di cui al contratto di appalto firmato dalle parti.

Cessano anche quelle responsabilità dovute a vizi o difformità dell’opera che, pur essendo riconoscibili al momento dell’accettazione della medesima (vizi e difformità "palesi"), non furono rilevate dal committente.

Non cessano invece quelle responsabilità  che la legge pone al di fuori del contratto di appalto a carico dell’appaltatore e che formano una garanzia speciale da valere anche dopo la fine dello stesso appalto.

Queste responsabilità sono meglio definite dagli articoli 1667 e 1669 del Codice Civile.

L’articolo 1667, al 3° comma rende responsabile l’appaltatore per le conseguenze derivanti da difformità o vizi dell’opera rimasti "occulti" (non visibili nè riconoscibili) al momento dell’accettazione finale dell’opera stessa, e poi manifestatosi successivamente.

Queste responsabilità danno diritto al committente di agire contro l’appaltatore, purchè lo faccia entro i due anni dall’avvenuta consegna dell’opera. Dopo tale termine cessa per il committente ogni possibilità di rivalsa nei confronti dellappaltatore.

L’articolo 1667 non si applica nel caso che i vizi siano tali da minacciare il perimetro o la rovina dell’opera : nel qual caso diventa automaticamente applicabile l’articolo 1669 della responsabilità decennale.

L’articolo 1669 del Codice Civile stabilisce una responsabilità contrattuale di natura colposa, che per derivare da vizio di costruzione si presume senza dubbio a carico dell’appaltatore (salvo naturalmente provare che non vi siano corresponsabilità).

L’articolo 1669 si applica quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, che nel corso di dieci anni dal loro compimento , per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovinino in tutto o in parte , ovvero presentino evidente pericolo di rovina o gravi difetti. Relativamente all’applicazione di questo articolo il committente o i suoi aventi causa, devono fare una denuncia entro un anno dalla scoperta del vizio o del difetto; ed il suo diritto si prescrive dopo un anno dalla suddetta denuncia.

I difetti di cui all’articolo 1669 devono essere talmente gravi da influire notevolmente sulla stabilità della costruzione, anche se non vi è immediata minaccia di crollo di tutta o in parte di essa.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA IN EDILIZIA.

di Amedeu

75 commenti

  1. buonasera, riferendomi a quanto in oggetto specifico che tali danni si verificano dal cosidetto giunto tecnico che termina nei garage con relativa infiltrazione a scivolo di acqua piovana per la totalità in lunghezza dell’intero garage vorrei sapere visto che i costruttori pur diffidati da un avvocato condominiale esulano dal risolvere il problema chiamando i vv.ff e con una perizia loro è possibile avvalersi di quanto stabilito dalla legge nazionale in merito alle normative costruttive? ringraziando cordialmente saluto. maurizio

  2. Per Maurizio.
    Leggi l’articolo dal quale ti rispondiamo.
    Dovresti trovare gli estremi che fanno al caso tuo.
    Amedeu e c.

  3. Buona sera,
    volevo delle delucidazioni in merito all’esistenza di una garanzia sugli infissi montati, e se esiste che durata abbia.
    Anticipatamente ringrazio.

  4. Per Giuseppe.
    Devi leggere attentamente l’articolo dal quale ci hai posto la domanda.
    La garanzia di due anni a partire dal collaudo o dal certificato di regolare esecuzione, vale per quei difetti o vizi “occulti”ai sensi dell’articolo 1667 del codice civile.
    Vanno denunciati entro sessanta giorni dalla scoperta e la responsabilità dell’appaltatore si prescrive entro due anni.
    Il difficile , a nostro parere, è dimostrare che un infisso di legno, alluminio od altro abbia dei difetti “occulti” e non visibili prima del collaudo finale.
    Quindi, ad evitare brutte sorprese, conviene farli controllare attentamente da un artigiano del mestiere prima dell’accettazione dell’opera.
    Amedeu e c.

  5. Per Giovanna.
    Per rivalerti verso il costruttore sono due anni dal contratto, ai sensi dell’art 1667 3° comma del codice civile.
    Relativamente al contratto reputiamo che tu non sia obbligata, visto che l’immobile, in definitiva ha avuto la certificazione di abitabilità con tutti i pareri connessi.
    Comunque senti anche il notaio in caso di vendita.
    Amedeu e c.

  6. Volevo sapere se l’impresa è responsabile per 2 o per 10 anni per aver rifatto l’impermeabilizzazione di una terrazza in un edificio esistente.
    Premetto che al momento dei lavori non è stata specificata nessun tipo di garanzia. L’impermeabilizzazione è stata fatta nel 1997 e le infiltrazioni sono comparse dopo 6 anni.
    Adriano

  7. Per Adriano.
    L’impermeabilizzazione eseguita male, potrebbe anche rientrare nel disposto dell’art 1669 (10 anni), in quanto non è prevedibile la sua riuscita a vista, al momento della sua esecuzione.
    Dovresti ricercare se ci sono delle sentenze in tal senso che avallino quanto sopra, oppure rivolgerti da un legale.
    Amedeu e c.

  8. buona sera,vorrei sapere come fare per liberarmi di impresa lavori di imbiancatura ,per il quale ho anticipato somme e questa ditta non viene a finire i lavori,sono passati ormai 1 mese e costui ha lasciato la sua roba da lavoro ,arnesi,tinteggiature ecc,lo si chiama al telefono e risponde che presto verrà e poi da forfe cosa posso fare visto che io e altro propietario non possiamo abitare
    .

  9. Per Rossella.
    Speriamo tu abbia anticipato una piccola somma.
    Se il materiale che ha lasciato nella tua casa ha un certo valore, prova a telefonargli, facendogli presente (cortese, ma decisa) che se non finisce il lavoro entro “domani” perderà tutto il materiale.
    Dopo di che, non ottenendo nulla, ti converrà fargli scrivere da un legale.
    Amedeu e c.

  10. Buongiorno,
    ho comprato un appartamento da un costruttore in Maggio e questo è il primo inverno che ci vivo. Ho notato che l’impianto di riscaldamento è inadeguato all’appartamento, in quanto anche in condizione metereologiche non troppo rigide la casa fa fatica a scaldarsi. Il problema non sembra essere di coibentazione ma proprio dovuto allo scarso numero di elementi radianti. Infatti anche il calcolo dell’impianto di riscaldamento conferma che i radiatori montati sono effettivamente inadeguati all’ambiente da scaldare.
    E’ possibile rivalersi sul costruttore per un problema di questo tipo?

  11. Per Antonio.
    Riteniamo che un acquirente non sia in grado di valutare l’efficacia di un riscaldamento fino a che non lo ha messo in funzione.
    Per tale motivo potresti appellarti all’articolo 1667, se non addirittura al 1669 del codice civile, in quanto è un difetto del quale non potevi essere a conoscenza al momento dell’acquisto.(Vedi l’articolo dal quale ci hai scritto)
    Devi rivolgerti da un legale, però, devi essere sicuro che tale riscaldamento sia stato calcolato male, per cui devi chiamare un tecnico professionista della tua zona (Ingegnere o perito impiantistico) che possa ricalcolarti gli elementi occorrenti, in base alla grandezza dei vani, alla loro esposizione ecc.
    Solamente quando sarai in possesso di tali dati tecnici ( firmati ed incontestabili),il tuo avvocato potrà fare valere i tuoi diritti.
    Se vuoi fare un calcolo “approssimativo” degli elementi occorrenti, puoi leggere questo nostro articolo.
    http://www.coffeenews.it/locali-freddi-controllate-se-gli-elementi-dei-vostri-termosifoni-sono-sufficienti-come-fare
    Amedeu e c.

  12. il sottoscritto napolitano gennaro ho contattato una ditta la quale non ha finito il lavoro dopo varie conciliazioni mi sn rivolto da un avvocato il quale gli ha dato tre giorni di tempo per farli tornare a finirmi il lavoro. Volevo chiedervi se per tre gg non ricevo nessuna comunicazione (naturalmente chiederò i danni nelle sedi opportune) posso contattare un’altra ditta per terminare i lavori in quanto mi ha lasciato anche fili elletrici non coperti oppure ci sono dei termini legali da rispettare prima di iniziare i lavori con un’altra ditta?. devo sempre rivolgermi ad un legale per ottenere la fattura dell’anticipo che gli ho dato e per ottenere la certificazione dei lavori che la ditta finora ha effettuato? Concludo ringraziandovi anticipatamente per la risposta.grazie mille

  13. Per Gennaro.
    La prima cosa da farsi è togliere il pericolo dovuto ai fili scoperti, e per questo puoi chiamare un elettricista abilitato, documentandoti del lavoro che fa (foto e fattura dettagliata).
    Dopo di che devi seguire attentamente la prassi che ha aperto il tuo legale.
    Lo stesso ha dato 3 giorni alla ditta, per cui, trascorsi gli stessi, senza che la ditta sia ritornata a finire i lavori, l’avvocato deve attivarsi per farli adempiere.
    Amedeu e c.

  14. la sociètà che mi ha fatto i lavori non li ha completati e la stessa società come è possibile mi ha inviato fattura e mi comunica che ha concluso i lavori. lo posso denunciare per falso e come posso procedere?

    • Per Gennaro.
      Con la documentazione che hai, e basandoti sulle date e sui lavori fatti, devi recarti da un legale della tua zona.
      Può darsi che con una semplice lettera riesca a sbloccarti il tutto.
      Amedeu e c.

  15. Le chiedo gentilmente se possibile avere un riferimento di un esperto in contratti a cui posso rivolgermi (Prov. Milano/Lodi). Sono la segretaria di un impresa edile è vorrei sentire un parere per un contratto di impermeabilizzazione terrazzo.

    Grazie mille.

    • Per Alessandra.
      Come consigliarti?
      A Milano non abbiamo grandi conoscenze.
      Puoi aiutarti con il Codice Civile, ricercando negli articoli 1655/1677 la sua composizione e le parti che deve avere obbligatoriamente.
      Per quanto riguarda, poi, un particolare contenuto in tale contratto e per il quale hai dei dubbi, devi obbligatoriamente rivolgerti da un avvocato della tua zona.
      Amedeu e c.

  16. Salve,
    abito in un condominio finito e consegnato nel 1996 ma a luglio 2011 le scale, strutturalmente indipendenti dal fabbricato, hanno iniziato a cedere e ad inclinarsi provocando delle spaccature nei gradini. Sono trascorsi più di 10 anni ma è inaccettabile che una struttura in cemento armato possa cedere dopo poco tempo. Non potendo invocare l’applicazione dell’art. 1669 perchè prescritto, cosa si può fare per eccepire la responsabilità dell’appaltatore o dei vari professionisti quali l’ingegnere progettista, il direttore dei lavori, il geologo ecc… .
    grazie

    • Per Luca.
      Si, purtroppo l’articolo 1669 del codice civile era ottimale per voi.
      A nostro avviso, ravvedendo in tali inconvenienti un pericolo per la privata (ed anche pubblica) incolumità, dovrete agire a mezzo di un legale, il quale avvallendosi di un suo tecnico può portare la questione davanti al giudice.
      Potrebbe richiedere la revisione della pratica relativa ai calcoli strutturali, i cui atti sono sempre depositati presso il Genio Civile, ora Regione.
      Amedeu e c.

  17. Buonasera, nel 2009 ho eseguito un lavoro di controsoffittature in legno, l’ambiente in cui sono intervenuto è soggetto a forti vibrazioni dovute ai macchinari con cui lavora questa azienda, ora il controsoffitto che ho installato mostra delle flessioni e delle aperture tra le doghe.
    Volevo gentilmente sapere se io mi devo ritenere ancora responsabile dell’intervento o se dopo due anni e mezzo non lo sono più , solo da qualche mese mi sono stati comunicati ( e ne ho preso visione ) i “danni ” imputati ora alla mia posa .Chiedevo un Vs. parere per sapere come affrontare la cosa in merito.
    grazie

  18. Per Anonimo.
    Se vuoi una risposta, riformula la domanda e, per correttezza, inserisci la tua email.
    Amedeu e c.

  19. Nel caso di muffa causata da ponte termico in una stanza di un condomino ,essendo trascorsi dieci anni l’ impresario non ne risponde più . A questo punto chi deve pagare il ripristino il condomino o il condominio ?

    • Per Diego.
      Dipende da cosa deriva detta muffa: se da infiltrazioni di parti condominiali, quali mura esterne o tetto, è di competenza del condominio. se invece ha origini diverse, quali per esempio da una veranda a vetri chiusa e che mette in seconda luce la cucina, oppure da infissi tenuti sigillati e quindi da mancata areazione, allora è di competenza del condomino.
      Amedeu e c.

  20. grazie di avermi risposto, comunque non vorrei anadare tramite vie legali perche i tempi sarebbero troppo lunghi, le dico che tra un piano e l’alrto della casa mettendo la stadia in verticale ci sono 2/3 cm. di differenza,e tra una colonna e l’atra del portico(anche queste rivestite da cappotto) ci sono 3/4 cm. per non parlare del muretto della terrazza che per mettere le copertine di marmo sono diventato matto perche è tutto storto. Adesso ho bloccato i pagamenti e l’impresario spero fara rifare tuttto, un ultima domanda quanto mi verra a costare una perizia da un altro geometra? Grazie ancora per i vostri consigli.

    • Per Paolo.
      Per il Geometra devi chiederlo a un tecnico professionista della tua zona.
      Con la sospensione dei pagamenti la ditta dovrebbe attivarsi a sistemare le opere male eseguite, sempre ammesso che le stesse abbiano quei difetti che tu dici.
      Amedeu e c.

  21. ottobre 2012 inizio lavori di ristrutturazione facciate condominiali a seguito di assemblea e computo metrico estimativo redatto dal dir. lavori , oggi 15 maggio 2013 fine lavori importo circa 150.000 piu’ dir. lavori piu’ iva e altro
    dal capitolato si evince che le metrature soni aumentate di 500 mq in piu’ su 3000 mq stipulati nel capitolato con le conseguenze di aumenti sia di ponteggi sia di intonaci sia di pitture (alla mia domanda in ottobre su quanto erano esatte le quote di capitolato la D.L. mi disse “le abbiamo controllate 3 volte” mi chiedo se il metro usato sia lo stesso.
    intonaci fatti in inverno e tempi di asciugatura controllabili dal libro cantiere ma dubbi e pitture al quarzo fatte in inverno o quasi sempre in qiorni piovosi
    la D.L. dice a voce che con i nuovi materiali si puo’ intervenire fino a meno 8 gradi sotto zero,ma penso che i tempi di asciugatura si debbano allungare di molto prima del quarzo.da capitolato si evince “finitura al quarzo con minimo 2 mani a finitura bucciata , lavori consegnati senza finitura bucciata conseguenza che tutte le magagne di una mal stesura di intonaco sono molto visibili e nel capitolato c’era la voce omogenizzazione della rasatura, a vista non fatta bene ,la D.L. ci chiede di approvare il consuntivo spese ancora prima del collaudo e relazione di esso, chi si deve prendere la responsabilita’ dei lavori fatti male che sono tanti e chi del non rispetto del capitolato? escono macchie bianche a distanza di un mese e crepe che non c’ erano , e in alcuni punti si sente vuoto. e’ vero che le crepe nel periodo invernale si allargano di piu’.
    grazie buon lavoro

    • Per Anacleto.
      Se ci sono lavori male eseguiti e, a tuo dire, mal seguiti dal direttore dei lavori, prima di effettuare i pagamenti, sarebbe opportuno che tali opere venissero sistemate a regola d’arte.
      Forse , se non siete del mestiere, vi conviene richiedere una perizia di un altro tecnico circa i difetti che avete riscontrato.
      Questo, in quanto, altrimenti, diventerebbe difficile per voi contestarli tecnicamente.
      In definitiva, il committente è quello che paga, e perciò ha diritto di accertarsi, con tutti i mezzi possibili, di quanto ha effettuato la ditta esecutrice
      Amedeu e c.

  22. ti ringrazio per la risposta , spero che il D.L. si prenda le sue responsabilita’ , ma come ben sai non tutti in condominio la pensano uguale e troppe volte si da’ fiducia a persone solo per qualifica e non per competenza , ne sai qualcosa su intonaci esterni fatti in inverno? e tempi di asciugatura?
    grazie mille e buon lavoro

  23. Vorrei sapere come si può chiudere un lavoro di rifacimento tetto nel quale sono state impiegate travi sprovviste di certificazione. Il direttore lavori in buona fede ha accettato le travi per le quali la ditta aveva promesso che avrebbe prodotto le certificazioni. Purtroppo è stato un falso. Ora il direttore lavori dice che può comunque chiudere i lavori in un qualche modo che però non so se legale o no e qualcuno aggiunge che essendo un lavoro privato senon si chiude non comporta niente. Cosa ne pensate?

    • Per Domenico.
      A nostro parere, se le travi delle quali parli sono in legno, può essere sufficiente una certificazione del direttore dei lavori, nella quale viene detto che le stesse, visto il tipo di legno adoperato, corrispondono come dimensioni ai relativi calcoli eseguiti.
      Al limite dovrebbe essere sufficiente anche il collaudo finale redatto dal Direttore dei Lavori per l’agibilità comunale.
      Amedeu e c.

  24. Buona sera
    ho comprato una casa direttamente dal costruttore nel 2001 ( dodici anni fa). Il 23 di dicembre di quest’anno ho dovuto cambiare in emergenza la caldaia, sostituendola con una a condensazione. La ditta che mi ha sostituito la caldaia per legge ha dovuto sostituire anche la tubazione che sarebbe dovuta essere inserita nella canna fumaria, ma con grande stupore mi ha detto che la canna fumaria non esisteva e c’era solamente un tubo in metallo verniciato di bianco annegato nel cemento fino al tetto. Questo tubo del diametro di 8 cm nella parte vicina alla caldaia era anche in parte otturato da materiale edile oramai cotto. Mi ha anche detto che potevamo anche rischiare di morire per esalazione. Posso ancora fare causa al costruttore? Ho dovuto spaccare le pareti per inserire velocemente ( vista la stagione) il tubo di plastica per l’allontanamento dei fumi fino al tetto.

    • Per Giuseppe.
      Nel tuo caso, scatteremmo delle foto datate e con tanto di firma di un tecnico professionista da te scelto.
      Poi andremmo da un legale.
      Ti consiglierà immediatamente cosa fare.
      Amedeu e c.

  25. Buona sera,
    sto effettuando una manutenzione straordinaria in una villetta con la realizzazione del progetto da parte del termo tecnico per potere avere il riscaldamento da fonti alternative (gas o pellet). L’idraulico che ha realizzato l’impianto NON ha inserito 2 valvole a 3 vie molto importanti per la separazione dei 2 circuiti (caldaia a gas e termostufa a pellet). Adesso anche se l’idraulico non ha finito i lavori, l’impianto è stato già coperto e pavimentato. Per tamponare al problema mi è stato proposto l’inserimento di 2 elettrovalvole per la gestione del riscaldamento. Io avevo esplicitamente chiesto un sistema manuale in quanto per me più affidabile, come posso rivalermi? Posso chiedere il risarcimento di quanto da me versato o devo accontentarmi di quanto mi propone l’idraulico?
    Grazie per l’aiuto.

    • Per Luca.
      Dipende esclusivamente dal contratto di appalto che avevi stipulato con detta ditta e da ciò che esso contiene.
      Se l’impresa non si è attenuta strettamente allo stesso, o in ogni caso non ha avuto tue indicazioni diverse per scritto, allora puoi rivalerti sulla stessa, tramite un legale, ed ottenere che si adegui a quanto stipulato.
      E’ comunque una questione che si protrarrà nel tempo, in quanto le azioni legali fra priva non sono certo brevi.
      Nel caso tu non abbia alcun atto scritto e controfirmato, la cosa ti diventerà ancora più difficile, in quanto deve intervenire un terzo tecnico che valuti se il lavoro effettuato è stato fatto a regola d’arte: il tutto sempre per via legale.
      Per ovviare a quanto sopra, cosa che avviene di frequente, è sempre opportuno che le opere vengano seguite da un tecnico direttore dei lavori del committente, che, oltre che a prendersi la parcella e le responsabilità, eviterà, anche, grane future.
      Amedeu e c.

  26. Salve, hanno appena finito di intonacare la mia casa. Appena tolta l’impalcatura mi sono resa conto che l’intonaco non era uniforme e ci sono delle vistose ondulazioni e dei dislivelli. La ditta che mi ha fatto i lavori deve rispondere ovviamente della cattiva esecuzione, ma se non è in grado di ripristinare il lavoro o di rifarlo a regola d’arte, posso avvalermi di un’altra ditta che rifaccia l’intonaco e poi far pagare il conto alla prima. Oppure posso non pagare il primo esecutore, pretendere che scrostino l’intonaco gratis e chiamare un’altra ditta a farmelo ex novo? Grazie.

    • Per Luisella.
      Tutto dipende dal contenuto del contratto di appalto che avete firmato, nonchè dai soldi che ancora devi dare alla ditta.
      Se l’hai liquidata diventerà un problema farla ritornare.
      Speriamo che tu abbia un tecnico che ti ha diretto i lavori e che tu haipagato o devi pagare.
      Nel qual caso costui contesterà alla ditta i lavori male eseguiti.
      (La giustificazione può essere che le facciate non erano ben visibili con il ponteggio montato e quindi anche i difetti).
      Il tecnico contatterà la ditta o scriverà una lettera.
      In caso di rifiuto dovrai rivolgerti da un legale della tua zona.
      Amedeu e c.

  27. Buona sera vorrei farle una domanda , sono il titolare di una impresa edile e a dicembre dell’anno scorso ho ristrutturato una casa di montagna dove è stato installato un caminetto da un subappaltatore abilitato. A lavoro concluso mi è stata presentata fattura ( regolarmente pagata con assegno) e mi è stato detto che il camino era pronto per essere usato , ma alla prima accensione si è propagato un incendio che ha distrutto il tetto. Io mi sono fatto carico di tutte le spese per la ricostruzione e il subappaltatore sostiene che sia colpa mia perché ho fatto la prima accensione in sua assenza. È ovvio che mi sia impossibile dimostrare che lui mi ha detto verbalmente che era tutto a posto e che potevo accenderlo quindi la domanda è la fattura di fine lavoro può essere redatta a lavoro non concluso come sostiene lui oppure l’emissione della fattura funge da garanzia di lavoro terminato? Se si qual’e la legge di riferimento? Grazie Stefano

    • Per Stefano.
      L’atto conclusivo di una ristrutturazione, se è tale, è l’agibilità.
      Però, se tu hai liquidato la ditta installatrice del caminetto (Specie se è fornitura e posa in opera), potrebbe indicare che i rapporti con la stessa erano stati definiti, in quanto raramente, se non mai, si liquida una ditta prima del termine del lavoro.
      Da ciò nasce l’esigenza, se intendi procedere, di contattare un legale della tua zona, il quale, visti i documenti che hai, potrebbe decidere una causa di rivalsa nei confronti di tale ditta.
      Amedeu e c.

  28. Salve, volevo porre un quesito. Un anno fa un’amica ha fatto realizzare il cappotto esterno da una ditta specializzata. A distanza di quasi un anno si é scoperto che un tassello ha forato una tubazione sottotraccia provocandò fuoriuscita di acqua all’interno della parete. L’impresa non si ritiene responsabile in quanto tale tubazione è posta molto esternamente all’interno della parete. Di chi è la responsabilità del danno.
    Grazie

  29. Buongiorno,
    nel 2006 mia mamma ristruttura tutto l’alloggio e dopo 6 mesi circa il lavandino della cucina presenta problemi di scarico (l’acqua non defluisce bene, si ottura spesso e facilmente).
    Dopo aver provato con vari rimedi, ma non essendo riuscita a risolvere il problema, chiama l’idraulico che ha eseguito i lavori che si stupisce del problema e addice la causa ad uno scorretto utilizzo del lavandino (si butta troppa acqua “sporca” nel lavandino – ad esempio si sciacquano pentole non troppo pulite, fondi di caffè, piuttosto che olio, ecc- e questo si intasa).
    Un mese fa circa la lavastoviglie durante un lavaggio si blocca e non riparte.
    Ora è da un paio di giorni che se il lavandino viene utilizzato l’acqua non defluisce, rimane nella vasca, e se viene usato lo stura lavandini l’acqua esce dalla lavastoviglie, proponendo un odore poco piacevole.
    E’ possibile che l’idraulico (non proprio competente aggiungerei io) non abbia usato sufficiente pendenza e che quindi l’acqua non riesca a defluire come dovrebbe?
    Per questo tipo di problema sono previsti i 2 anni di garanzia?

    Grazie
    Saluti
    Marta

  30. Buongiorno, cercando di essere il piu’ obiettivo possibile….nel settembre 2013 ho iniziato a costruire una casa nuova……aime’ non lo avessi mai fatto, comunque verso la fine lavori mi sono reso conto di varie problematiche ed ho iniziato ad avere delle divergenze con la DL e l impresa, preciso che Architetto e direzione lavori e’ la stessa persona (ad oggi ho cambiato DL) e vengono rilevate difformita’evidenti a occhio nudo dal progetto iniziale , quali i muri perimetrali , la casa non e’ un rettangolo ma una parete esterna e’ più lunga di 12 cm conseguentemente la casa e’ storta, le tramezze interne sono storte , parliamo di 15 cm su 10 mt di lunghezza, la casa risulta ad un piano più basso della sede stradale circa 20cm..con il naturale deflusso dell acqua della strada nel cortile, il tetto e’ a filo esterno dei muri perimetrali, dal progetto risulta che deve sporgere nei 2 lati esterni almeno di 20 cm per tagliare l’acqua quando piove, la casa e’ alta 7.5 mt, vi sono infiltrazioni di acqua sul lato Nord del tetto che stanno bagnando tutta la parete ricoprendo i muri interni di muffa……..e’ in corso un indagine tecnico preventiva richiesta dal mio avvocato in accordo con la nuova direzione tecnica resa necessaria per finire tutte le pratiche di accatastamento dell immobile e la richiesta agibilità dopo che ho tolto incarico alla precedente DL, non sono ancora state fatte le pratiche per agibilita’ e la casa non e’ accatastata, sono tremendamente sconfortato e dubbioso di come puo’ andare a finire, tenendo conto che ho pagato il 100% del contratto piu’ circa un 40 % di varianti di cui io non ho mai dato ne conferma ne richiesta, sono state opere fatte dall impresa in accordo con la precedente DL senza espormene il preventivo o la progettazione sono in ballo da giugno scorso e costretto a vivere in affitto nonostante nel contratto la casa doveva essermi consegnata a marzo scorso dall impresa………..qualsiasi consiglio e’ molto ben accettato

    Cordialmente
    Moreno
    ALESSANDRIA

  31. ho un problema, la mia casa è stata completata nel 2002
    oggi a fronte di una grossa perdita d’acqua si è scoperto con una telecamera che la tubazione interna al muro è stata costruita in modo errato, l’idraulico dice che i bicchieri sono stati utilizzati al contrario e la colla negli anni ha ceduto provocando le forti infiltrazioni.. va quindi aperta la facciata e sostituita tutta la colonna
    a questo punto pare che l’assicurazione fabbricati non risponda
    visto che i 10 anni sono passati chi paga??

    • Per Aldo.
      Puoi provare con un legale, ma dopo 13 anni, sarà molto difficile che tu trovi il costruttore disposto a sistemare il tutto, anche se trattasi di un errore pacchiano, in quanto montare una tubazione con i bicchieri alla rovescia (Come tu affermi) è veramente cosa più unica che rara.
      Amedeu e c.

  32. Buonasera,
    un anno fa nella corte condominiale dove abito è stata rifatta la pavimentazione.
    Premetto che abito al piano terra.
    Prima dei lavori, la pavimentazione si presentava solo in cemento armato. Con i lavori, stante la scelta dell’assemblea condominiale, la parte in cemento è stata sostituita con mattoni (beton paving rosso).
    Problema: precedentemente ai lavori la facciata si presentava in buono stato, dopo i lavori invece sulla stessa facciata è iniziata a comparire umidità, con distaccamento dell’intonaco (la facciata in questione è la parte esterna del mio appartamento) e conseguente inizio di umidità anche all’interno dell’appartamento.
    Ora vi chiedo, cosa posso fare? Contro chi avanzare rivalsa: l’impresa esecutrice o il direttore dei lavori? Quanto tempo ho a disposizione per far valere i miei diritti?
    Grazie

  33. Buonasera,
    Ho eseguito i lavori di ristrutturazione di casa. Ho stipulato un contratto con una ditta. La posa in opera di pavimenti ė stata fatta male ( ho fatto montare gress porcellanato 100×15) ci sono delle piastrelle non messe a livello, delle fughe non uguali inoltre molte piastrelle sono vuote sotto. Ti premetto che ancora non ho saldato i lavori. Come mi devo comportare? Gli devo fare qualche lettera scritta?

    • Per Giuseppe.
      Si, ma prima, possibilmente, fai vedere il pavimento da un tecnico professionista che ti rediga una relazione firmata sullo stesso.
      In questo modo potrai arginare immediatamente le 1000 scuse che troverà la ditta.
      Il tecnico potrà calcolarti l’importo per demolire e rifare il pavimento (Oppure per risistemarlo); cifra che dovresti trattenere in attesa dell’intervento della ditta.
      In caso di diniego rivolgiti da un legale.
      Amedeu e c.

  34. Grazie della risposta Amedeu,
    Ma sei io andassi ad abitare nell’appartamento in questione è come se l’appartamento fosse abitabile? Quindi accetto la non corretta messa in opera dei pavimenti? Ho visto delle sentenze in cui il giudice dava ragione alla ditta perché il proprietario era andato ad abitare nell appartamento.
    Puoi aiutarmi???

    • Per Giuseppe.
      Circa le sentenze non possiamo aiutarti, in quanto, molto probabilmente, saranno così tante, e talvolta contrastanti tra di loro, che molto spesso viene premiato chi riesce a trovare la migliore.
      E’ una ricerca lunga e laboriosa che porta via moltissimo tempo.
      Amedeu e c.

      • Salve,
        Ho acquistato in un grande centro di bricolage.. Delle porte da interno.. Sono venuti a montarmele dei posatori di una ditta appaltante.. Io nn ero in casa in quel momento x motivi di lavoro.. C’era mia zia la quale al finire della posa ha firmato il foglio di collaudo.. Peccato che mi han fatto danni a piastrelle,a battiscopa e i coprifili delle porte no n sono stati fissati correttamente si staccano tutti.. Ho contattato la ditta appaltante chiedendo la riparazione che mi é stata concordata.. E ho inviato le foto dei danni al centro di bricolage a cui mi sono riferita e ho pagato le porte.. Al che sono stata contattata dai posatori che oltre a non fissarmi un appuntamento mi han detto che non avrei dovuto mandare le foto al centro..
        Ora la mia domanda é:
        Posso chiedere che mi vengano mandati altri posatori x riparare il danno è non quelli della ditta che ha posato le porte procurando i i danni anche se ho firmato il foglio di collaudo..
        Al centro mi è stato risposto di no perché per loro sarebbe un ulteriore spesa in quanto il foglio di collaudo è stato firmato..
        Ma io non ho tipo 10 giorni per recedere se c sono danni visibili??
        Grazie mille

  35. Buongiorno Amedeu,
    Vorrei farle una domanda. Circa nove anni fa nostro padre, titolare dell’impresa e noi figli che prestavano solo lavoro occasionale, abbiamo costruito una palazzina. Negli anni il papà é venuto a mancare chiudendo cosi l’impresa. Ad oggi un condomino ha spostato il bagno, utilizzando dei tubi già presenti messi da noi proprio per un futuro cambiamento, purtroppo uno di loro perde, probabilmente già nato male in origine. Il cliente ha provveduto a contattarci tramite il suo legale per intervenire e risolvere il problema che dice causato da noi. La mia domanda quindi é: Dobbiamo risponderne noi pur avendo conservato solo il cognome della vecchia ditta ma avendo cambiato tutti i dati compresa la partita iva?
    Grazie Angela

    • Per Angela.
      L’avvocato si basa quasi sicuramente sull’applicazione dell’articolo 1669 del codice civile e in particolare :”……. ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti,…..”
      Non sappiamo se la situazione sia così grave e questo dovrebbero chiarirlo i tecnici delle due parti e se, eventualmente, la questione andasse avant,i il CTU del tribunale.
      Inoltre siamo perplessi dal fatto che dici, che il condomino ha variato la situazione originaria, spostando un bagno, per cui non vediamo come si possa attribuire al costruttore originario il difetto di una tubazione di scarico, che da quello che ci sembra di comprendere, non era stata usata, o parzialmente usata.
      Quanto sopra riguardo agli aspetti tecnici; per quanto riguarda, invece una eventuale responsabilità della tua ditta rispetto alla primitiva di tuo padre, ti consigliamo di sentire, con tutta la documentazione che possiedi, un commercialista della tua zona
      Amedeu e c.

  36. Buongiorno Amedeu,
    le faccio un breve resoconto del mio problema.
    Ottobre 2013 firmiamo il rogito e la casa ci viene consegnata finita. Ad aprile 2014 il pittore applica sulla parete della cucina, nella quale ci sono 2 finestre, un rivestimento in microcemento. A dicembre dello stesso anno ci accorgiamo che si è formata una bolla e condensa sotto il serramento della finestra, proprio nel punto in cui vi è il davanzale (che è una soglia passante priva di isolante) e tutt’ora la bolla si è ingrandita e si verificano episodi di molta condensa. La medesima cosa si verifica nelle finestre della camera, dove si forma muffa e condensa. Il costruttore è stato più volte avvisato e messo al corrente del problema, e nonostante il parere di diversi esperti (pittore, tecnico dei serramenti e tecnico esperto di ponti termici), non riconosce il difetto di costruzione. L’ammontare della riparazione della parete e sostituzione dei davanzali si aggira sui 2000€, ma l’assicurazione decennale non lo considera un grave difetto di costruzione. Alla luce di tutto ciò, ci chiediamo se la spesa deve essere sostenuta dal costruttore.
    Grazie e cordiali saluti.
    Andrea

  37. Salve, vorrei sapere se, dopo il rilascio del documento di fine lavori, eseguiti, secondo il tecnico ” a regola d’arte”, è possibile che il committente si rifiuti di pagare il saldo dei lavori, divenuti ” improvvisamente”. Inadeguati..( comparsa d umidità di risalita). grazie..cordiali saluti

  38. Buon giorno, da 18 mesi ho acquistato un appartamento, in un condominio, costruito da 5 anni. Da circa un mese abbiamo problemi con la caldaia che va a pressione zero tutti i giorni. Abbiamo consultato 4 caldaisti e idraulici, il quali ci hanno tutti detto che c’è una perdita nell’impianto di riscaldamento sotto i pavimenti. Possiamo considerare responsabile il costruttore e farci pagare, i danni per la risoluzione del problema?
    Grazie

    • Per Mattia.
      Mettendo un buon legale della vostra zona, potreste dimostrare che trattasi di un vizio occulto, regolato dall’articolo 1669 del codice civile
      http://www.coffeenews.it/responsabilita-per-lavori-edili-successive-al-termine-dellappalto
      In questo caso il termine per rifarsi verso il costruttore è di 10 anni.
      Trovare una perdita in un impianto di riscaldamento condominiale può risultare molto difficoltoso e portare a realizzare scavi e opere onerose.
      Naturalmente, prima di rivolgervi dal legale, vi suggeriamo di fare individuare la perdita (O le perdite) da un buon termoidraulico.
      Vi renderete subito conto dell’entità delle opere da eseguire e della opportunità di avvalersi o meno del suddetto articolo di c.c.
      Amedeu e c.

  39. Buonasera,
    ho comprato un appartamento costruito nel 2008.
    Ho contattato un artigiano per rifare il bagno (sostituzione rivestimento e pavimento, sostituzione sanitari e piatto doccia e aggiunta carico e scarico lavatrice).
    Volevo chiedervi, in caso di futuri problemi (infiltrazioni, ecc) è sufficiente la sola fattura per rivalersi sull’artigiano?
    Non credo che questo artigiano metta a disposizione polizze o rilasci certificazioni di conformità ad regola d’arte.

    Grazie tante !

    • Per Antonio.
      Se non lo fa, cambia artigiano e rivolgiti da una ditta regolarmente inscritta alla Camera di Commercio, e che ti presenti in Comune i progetti che servono e ti rilasci, alla fine dei lavori, una attestazione di regolare esecuzione firmata e timbrata.
      Amedeu e c.

  40. Buongiorno, sto ristrutturando un’appartamento sito in un palazzo del 1300.
    Mi domandavo se è possibile effettuare delle tracce nei muri perimetrali per far passare l’impianto di riscaldamento senza compromettere la sicurezza.
    Il muro è costituito da un muro esterno fatto di mattoni pieni e pietra + un altro muro, all’interno, appoggiato al primo fatto solo di mattoni pieni. Il tutto ha uno spessore che varia dai 70 ai 90 cm abbondanti.
    Grazie in anticipo per la risposta.
    Tiziana

    • Per Tiziana.
      Visti gli spessori delle murature portanti, non dovrebbero esserci problemi a passarci con le canalizzazioni elettriche, dell’acqua e del gas.
      Devi, comunque, accertarti che detti muri siano ben collegati tra di loro e che la suddivisione in due parete non pregiudichi la stabilità totale del muro.
      In pratica fai vedere il lavoro dal tuo tecnico direttore dei lavori.
      Amedeu e c.

  41. Ho comprato casa nel 2012 da una cooperativa. Dopo pochi mesi mi piove in casa le scale che portano all’appartamento sono pieno di muffa e umidità il locale della cisterna dell’acqua pieno di muffa e acqua che filtra. Mi sono rivolto a chi mi ha venduto e per conoscenza al costruttore che io non ho mai conosciuto ma nessuna risposta. Lo stabile è stato consegnato nel 2006 ora fra poco sono dieci anni. Cosa debbo fare e a chi rivolgermi a un legale? Ma ci sono delle spese.
    Grazie
    Vincenzo

  42. Boungiorno,
    stiamo comprando un’appartamento in un complesso di 25 unità.
    Scopriamo, a pochi mesi dal rogito (non ancora fissato), che l’impresa è stata messa in liquidazione, probabilmente volontaria.
    Si tratta di una srl, in difficoltà finanziarie tra l’altro, ragione che ha fatto slittare la consegna di circa 18 mesi (nelle attuali previsioni).
    Se la srl chiude dopo la vendita, come possiamo tutelarci sui difetti di costruzione?
    E’ possibile al rogito trattenere delle somme a garanzia, che coprano sia difetti che lavori non realizzati secondo norme?
    La polizza decennale postuma può essere oggetto di trattativa, tra quella meno costosa possibile (che l’impresa sicuramente sceglierà) e quella più completa che tutela i futuri compratori?
    Ringrazio anticipatamente
    Lorenzo

  43. Salve, ad aprile 2014 sono terminati i lavori di ristrutturazione dei miei due bagni,lavori ad ottobre 2013 con contratto di appalto con una ditta edile. A novembre 2016, riscontrando cattivi odori provenienti dai bagni e non eliminabili in nessun modo, i tecnici inviatimi dall’Amministratore di Condominio per un sopralluogo hanno accertato che i cattivi odori dipendono dall’errato posizionamento del sifone situato nel piatto doccia e dal fatto che gli scarichi acque chiare di cucina, lavatrice e lavabo terrazza, sono collegati con gli scarichi acque chiare dei bagni.A questo punto chiedo se posso far valere la responsabilita’ decennale dell’appaltatore ex. art. 1669 o se posso chiedere comunque un risarcimento danni all’appaltatore.
    Grazie.
    Marco

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