Risparmio Energetico: un migliore isolamento delle coperture.

Chi pensava prima della crisi energetica a coibentare termicamente il tetto? Pochi o nessuno.
E’ diventata una esigenza odierna al fine di un buon risparmio energetico.

La struttura dei tetti delle nostre case è in legno oppure in laterizio armato.
In ogni caso va effettuata una buona coibentazione termica, se mancante.


Il
tetto in legno è costituito da travi portanti in legno di misura variabile a seconda della luce, travicelli in legno (quasi sempre delle dimensioni 7×7 o 8x8cm), soprastante strato di mezzane in laterizio (cm 25x12x2,5),  stuccate a malta di calce e soprastante manto di tegole che possono variare da romane o toscane (cioè tegola e coppo), a marsigliesi, olandesi, e portoghesi.

 

Il tetto in laterizio armato è normalmente composto da uno spessore laterizio che può essere costituito da travetti e pignatte se il sottotetto è utilizzabile, oppure da paretine murate a nido d’ape sopra l’ultimo solaio in piano con tavellonato sovrastante se inaccessibile.

In ogni caso la coibentazione, se mancante va effettuata utilizzando i numerosi prodotti esistenti, che sono tantissimi e più o meno validi. Molto deriva dalla loro pratica applicazione..
Di seguito vi riportiamo alcuni prodotti fra i più conosciuti:

Molto usati in edilizia, specie nelle falde inclinate sono i pannelli più compatti, quali per esempio quelli di STIFERITE, nei diversi spessori, sono di facile applicazione.

Vedi di seguito quelli della
Stiferite s.r.l:

I pannelli termoisolanti Stiferite sono costituiti da schiuma poliuretanica o da schiuma polyiso. Quest’ultima, introdotta nella produzione della Stiferite a partire dal 2000, rappresenta una importante evoluzione delle tradizionali schiume poliuretaniche e permette di ottenere significativi miglioramenti delle prestazioni meccaniche, di stabilità dimensionale e di reazione al fuoco.
Le diverse tipologie di pannelli di Stiferite, che differiscono per formati, rivestimenti e prestazioni, sono state  messe a punto per rispondere al meglio alle esigenze di isolamento termico delle coperture, delle pareti e dei pavimenti.




Ci sono pure prodotti in lana di vetro molto performanti.


Soluzioni isolanti e impermeabilizzanti, per tutti i tipi di coperture.
La gamma  dei prodotti in lana di vetro
ISOVER é adatta a coperture ventilate e non ventilate, e per coperture piane, per
sottotetti abitabili e non abitabili.
ISOVER propone soluzioni confortevoli, durature, convenienti e di facile installazione, in grado di soddisfare tutti i requisiti di abitabilità, in piena sintonia con  le norme relative alla protezione dell’ambiente  contro l’inquinamento atmosferico ed acustico.
Le soluzioni ISOVER  limitano la dispersione termica e il consumo d’energia.

 

 

di Amedeu

15 commenti

  1. Buongiorno Amedeu,
    sperando di essere nella sezione giusta chiedo qualche suo prezioso consiglio per coibentare correttamente il sottotetto della casetta dove abito da poco.
    Si tratta di un sottotetto di ridotta altezza (max cm 110), posto sopra 2 camere da letto, bagno e ballatoio, a cui si accedede tramite una botola con scala retrattile e che viene usato (spesso) come ripostiglio-deposito.
    Il tetto, ristrutturato nei primi anni ’80 dal precedente proprietario, è così realizzato: travi portanti in legno di ca. cm. 10×10, correntini in legno da cm 2,5×5,5, tavelle in cotto, getto di cemento alleggerito, guaina impermeabile e coppi fissati con malta.
    Il solaio è così composto: “cannicciato” (in realtà più simili a correntini) intonacato, travi da ca. cm. 15×15 con soprastanti pannelli in truciolare da cm. 2; nell’intercapedine è stato versato un paio di cm. di perlite sciolta o materiale simile.
    Viste le caratteristiche e l’uso pensavo che la soluzione più corretta fosse quella di posare il materiale isolante tra le travi del tetto e di rifinire con perline sia per non appesantire troppo la struttura che per problemi di accessibilità: è corretto?
    Che materiale potrebbe essere più idoneo (polistirolo, lana di roccia, altro)? L’isolante deve arrivare fino ai correntini o devo lasciare una camera d’aria? Freno/barriera vapore? Se si quale materiale?
    Chiedo scusa per la lunghezza ma non vorrei fare qualcosa che poi potrebbe comportare gravi danni alla struttura lignea.
    Grazie!

  2. Per Lucio.
    La lettura della tua domanda è scorsa bene, fino al momento che hai citato la parola “cannicciato” che compone il soffitto dei vani di abitazione.
    Se è del tipo che noi pensiamo: cioè cannicciato intrecciato ed attaccato con chiodi ai correntini ed intonacato nella parte sottostante, alcuni di noi hanno avuto delle cattive esperienze con simili strutture.
    I soffitti , oltre che in cannicciato, venivano, nei tempi passati, eseguiti anche con rete a maglia fine intonacata e naturalmente attaccata sempre ai correntini.
    E’ successo, e non di rado, che questi soffitti, a causa del deterioramento dei chiodi, siano venuti giù improvvisamente senza alcun preavviso.
    Per cui, se ti trovi in simile situazione, verifica bene la stabilità di questi cannicciati, magari rialzando alcuni pannelli di truciolato posti nella parte superiore) dopo di chè puoi pensare ad una coibentazione termica.
    Amedeu e c.

  3. Intanto grazie per la rapidissima risposta.
    Io ho usato il termine cannicciato tra parentesi perchè era l’unico termine che mi ricordavo e che poteva descrivere a grandi linee la struttura: in realtà non si tratta di canne ma di listelli di legno delle dimensioni di circa cm. 3×1 inchiodati a ca. cm. 1 uno dall’altro alle travi del solaio.
    Come consigliato ho dato subito un’occhiata, ho provato a rialzare i pannelli in più punti e sembrerebbero ancora tutti ben aderenti, anche provando dal basso non ho trovato nessuna parte che suona a vuoto.
    Lucio

  4. Grazie Amedeu.
    Per quanto riguarda il “cannicciato” in realtà si tratta di listelli di legno delle dimensioni di ca. cm. 3×1 inchiodati a ca. 1 cm. uno dall’altro direttamente alle travi: come suggerito ho provveduto a sollevare un po’ di tavole e, almeno per le zone dove ho fatto la prova, ho verificato che sembrano ben aderenti alle travi e che non si muovono sotto pressione.
    Guardando dal piano inferiore il soffitto si presenta piuttosto regolare senza grosse crepe e/o avvallamenti evidenti e non ho riscontrato zone che “suonino a vuoto”.
    Ho chiamato anche il pittore e l’elettricista che avevano lavorato in quelle stanze e mi hanno confermato di non aver avuto problemi di alcun genere.
    A questo punto posso ragionevolmente fidarmi?
    lucio

  5. Per Lucio.
    Allora adopera dei fogli di polistirolo espanso da 4 cm che pesano poco e puoi mettere a strati (se vuoi).
    Amedeu e c.

  6. Per Lucio.
    Ti abbiamo già risposto.
    Amedeu e c.

  7. Grazie!
    Quindi, se ho compreso bene, il vostro suggerimento è di intervenire all’interno del solaio interpiano sfruttando l’intercapedine ora esistente tra perlite e i pannelli che fanno da pavimento invece che isolare l’intradosso del tetto, è corretto?
    In questo caso il fatto che non possa isolare la botola d’acceso per la presenza della scala retrattile può costituire un problema (umidità ed eventuale formazione di condensa con basse temperature)?
    Scusate per il doppio messaggio precedente ma il primo non mi appariva e pensavo di aver sbagliato qualcosa nell’invio.
    Grazie ancora.
    Lucio

  8. Per Lucio.
    Questo è il nostro consiglio. Non è detto che tu non possa usare una coibentazione interna alla pendenza del tetto, ma è più complicata e quindi dispendiosa.
    Per la botola della scala, la superficie è limitata, Cerca comunque una soluzione (tipo cassetta spostabile in polestirolo, o altro che possa chiuderti anche quel vano).
    Amedeu e c.

  9. Grazie, gentilissimi e chiarissimi (oltre che estremamente pazienti) come sempre.
    Lucio

  10. Buona sera Amedeu
    Da un anno ho acquistato una porzione di bivilla dove tutto l’appartamento di circa 110 mq è al piano rialzato, sotto per metà è taverna box, e portico di 50Mq circa.
    Installato caldaia nuova super economica, e con cambi indirizzo, bollette che non arrivavano , a fine anno un bel conguaglio e haimè una botta incredibile pur mantenendo i 18 gradi in casa ho consumato qualcosa come 1200 MC ogni due mesi 2400 mc anno.
    Da qui la ricerca/Guerra alle dispersioni.
    Ho gia iniziato per la sostituzione dei serramenti( ora singolo vetro),
    Seconda cosa volevo stendere la lana di vetro o simili della isover nella soletta sottotetto.
    ma qui i problemi, la botola è la larghezza di una pignatta, e non esiste lucernario esterno, quindi mi è impossibile portare il materiale nel sottotetto.
    Qualcuno mi ha detto che se costruendo una casa in quella condizione è possibile che abbiano lasciato indietro la gettata su un paio di tavelloni appunto che se in caso di bisogno si potrebbe intercettarle ed entrare da li-.
    Prima domanda Le risulta questa usanza.
    secondo
    come posso fare per portare il materiale nel sottotetto, nel modo piu indolore.
    La ringrazio
    saluti

  11. Per Maurizio.
    Non comunichi l’età di presumibile costruzione di questa casa.
    Ti diciamo questo, in quanto fino a tutti gli anni 60 il tetto veniva ricoperto con tavelloni semplicemente ricuciti sulla costola con malta cementizia.
    Non si adoperava la rete elettrosaldata e neppure il soprastante massetto: per non parlare della guaina bituminosa.
    Era raro trovare tetti con la carta catramata sopra i tavelloni.
    Questa è una verifica che devi effettuare.
    Il fatto che tu abbia una botola larga come una pignatta, fa comprendere che il solaio della soffitta è costituito da travetti(?) e pignatte in laterizio.
    Qualora tu non riesca ad accedere al sottotetto, forse di converrà togliere il lucernario, rompere la pignatta vicina e creare una botola più larga,
    In questo caso devi fare effettuare il lavoro da persone esperte, che non ti arrechino danni ai due travetti laterali.
    Amedeu e c.

  12. Buon giorno Amedeu
    Grazie per la risposta, La casa è stata costruita nel 1980.
    Si il solaio è costruito con travetto e pignate, infatti hanna lasciato proprio una pignatta per ispezione, e per l’accessibilità al palo dell’antenna.
    Quindi se ho ben capito Lei mi consiglia di rompere un altra pignatta vicina ( prima o dopo) e allargare stando all’interno dei travetti senza toccarli, quindi riarmare e risquadrare la bottola.

    Approfitto per un chiarimento, la mia intenzione era di stendere nel sottotetto
    la lana di roccia quella della Isover che dovrebbe essere 15 CM.
    Ma sento parlare di lana di vetro, e lana di roccia.
    E’ la stessa cosa o ci sono differenze?, quale migliore?
    grazie
    Saluti

  13. Per Maurizio.
    Ti abbiamo suggerito di togliere una pignatta, ma va fatto da personale esperto e con un ponteggio interno adeguato
    Sono materiali diversi ma molto simili come coibentazione termica.
    Amedeu e c.

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