Ristrutturazione casa. Demolizione del manto di copertura.-3

E’ stata demolita la scala esterna che era in pessime condizioni di stabilità, ed adesso il fabbricato si presenta come sotto:

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La costruzione, come spiegato nel precedente capitolo, è stata circondata con un ponteggio metallico del tipo prefabbricato, provvisto di tutte le caratteristiche di sicurezza di cui alle vigenti normative.

Il piano terreno ed il piano primo non sono comunicanti, in quanto è stata demolita la scala esterna, ma sono accessibili le finestre e la porta principale del secondo piano, per cui eventualmente si accederà dal ponteggio esterno.

Questo, per specificare l’accessibilità temporanea della struttura, per controlli e lavorazioni; ma adesso , la parte che ci apprestiamo a demolire è la copertura, formata da travi in legno, vecchi travicelli e sovrastante strato di mezzane o pianelle in cotto.

A tale proposito vedere un capitolo che può aiutare nella comprensione dei tetti in legno

Il manto di copertura è formato da vecchi tegoli e coppi tipo toscano.

Stiamo operando su di un vechio edificio rimasto per del tempo semiabbandonato, per cui occorre controllare, verificare , sostituire  ed eseguire nuove opere se necessario, ma sempre con accortezza. Già da verifiche precedenti è stato accertato che il tetto ed il solaio intermedio non sono affidabili, per cui occorre demolirli e ricostruirli

Il tutto secondo le norme di sicurezza. I lavori vengono seguiti da un direttore dei lavori professionista, il progetto è stato ugualmente redatto da un tecnico professionista. La ditta segue i lavori con un proprio responsabile di cantiere.

Al termine della ristrutturazione, sarà effettuato il collaudo previsto dalle vigenti normative.

Il manto di tegole e coppi è vetusto, molti sono rotti.

Le operazioni adesso si svolgeranno togliendo l’intero manto di copertura.

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Il fabbricato è simmetrico e di larghezza limitata, per cui si potrà intervenire lavorando con tranquillità dal ponteggio esterno.

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Gli operai si tengono sul ponteggio che circonda la casa e partendo da un lato della medesima, là dove non è possibile arrivarci a mano, agiscono con aste ad uncino, tirano a se i coppi ed i tegoli, agendo su di una fascia verticale per volta (fascia che va dal colmo alla gronda), ed i tegoli vengono accompagnati e recuperati, in questo senso, verso il ponteggio.

I materiali recuperati vengono scaricati sul ponte ed in questo caso, essendo il cantiere provvisto di gru fissa, vengono caricati e poi accatastati da una parte del cantiere quelli che risultano sani, mentre per i numerosi embrici rotti, si provvede a caricarli su un automezzo che li trasporta alla pubblica discarica.

Togliere il manto di copertura non risulta essere difficile, in quanto il tetto non presenta parti murate consistenti, per cui gli embrici (tegoli e coppi) vengono via facilmente.

Una volta tolto l’intero manto con il sistema sopra indicato, vedremo le mezzane o pianelle di cotto, che andranno pure esse tolte.

Si nota che verticalmente, sopra i travicelli, le mezzane sono state collegate fra di loro con vecchia malta di calce, ormai quasi inconsistente.

Questa è lo stato che comunemente si trova in tutte le demolizioni dei vecchi tetti di questo tipo.

Lavorando sempre dal ponte e con aste uncinate, e sempre su una striscia verticale per volta, si prendono le mezzane di colmo e si trascinano verso la gronda e quindi il ponteggio.

In questa maniera toglieremo l’intero strato delle pianelle.

Si caricano pure esse con la gru e si accatastano o trasportano alla discarica, a secondo le loro condizioni.

Adesso avremo la visuale completa della struttura lignea sottostante.

Nel prossimo capitolo ci dedicheremo alla sua rimozione.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu