Variazioni di rendite catastali-Il Catasto deve motivarle

Le rendite catastali di un immobile, importanti ai fini fiscali, non possono essere variate unilateralmente rispetto ai dati forniti dal contribuente, con una semplice comunicazione di fatto avvenuto, e l’Agenzia del Territorio che si occupa del catasto immobiliare, deve sempre motivare quella che sarà la nuova rendita catastale attribuita al bene oggetto della variazione,

La Corte di Cassazione,  con sentenza n° 27008/2013  ribadendo quanto già espresso un anno fa, con sentenza 9629/2012, ha precisato che una diversa valutazione da parte dell’Agenzia del Territorio  rispetto a quella presentata da un contribuente, non deve limitarsi a una semplice comunicazione all’interessato , nella quale si informa che la rendita catastale è variata, ma,  bensì, deve essere accuratamente motivata, spiegando il perché della diversa valutazione espressa, in variazioni di rendite catastali.

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Inoltre l’Agenzia deve indicare, se tale variazione è derivante da una trasformazione edilizia dell’unità oggetto del contendere.

Il caso è nato da un ricorso esaminato dalla somma Corte, avanzato dalla stessa Agenzia, e contrario alla valutazione di un immobile, sito a Mestre, ed  adibito da una Banca a propria sede,  a seguito di regolari lavori di ristrutturazione.

Ne è derivato, che una motivazione deve chiarire adeguatamente sia i criteri che gli elementi che determinano la mancata accettazione delle indicazioni del contribuente.

Ne consegue, aggiunge la sentenza, che un riclassamento catastale  non adeguatamente  motivato deve essere considerato nullo.

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di Amedeu

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