La burocrazia e le Belle Arti annientano l’eolico Offshore in Italia

La burocrazia e le Belle Arti annientano l’eolico Offshore in Italia e non è certo un favore che fanno alla popolazione presente e futura.

Chiunque viaggi nei Paesi europei non può fare a meno di notare gli immensi parchi eolici realizzati in terra, ma soprattutto quelli in mare (Offshore), mentre in Italia, con i suoi circa ottomila chilometri di coste non abbiamo ancora un parco eolico funzionante in mare, per non parlare poi di quelli già realizzati in terra e che destano le ire furibonde dei nostri ambientalisti, che vorrebbero abbatterli perché annullano la bellezza storica del Bel Paese.

L’Italia che era ben avviata verso queste energie rinnovabili alternative, sta completamente perdendo una corsa al risparmio, ripiegando verso il petrolio, grazie a oscuri maneggi di pochi e contro l’interesse di molti.

Facciamo adesso una riflessione rispetto all’eolico e consideriamo che 13 pale eoliche installate in Toscana sulle colline sopra S Luce (Pisa) producono un’energia elettrica per circa 22.000 famiglie, cioè per circa 70/80 mila abitanti; tanti a nostro parere rispetto alla quantità delle pale.

La Toscana è la culla delle Arti del nostro Paese, e possiamo, in parte, essere d’accordo con le valutazioni degli ambientalisti, anche se le pale eoliche di cui sopra, a malapena si vedono confondendosi  con i tralicci metallici delle linee elettriche nazionali, e in quanto installate su colline boscose e lontane dai centri abitati.

Però, accettando tali critiche, abbiamo i nostri mari e anche se non sono ventosi come quelli nordici e hanno una profondità maggiore,  considerando gli ottomila chilometri di coste potrebbero regalarci innumerevoli siti dove installare le pale eoliche offshore.

Questo vorrebbe dire che l’Italia che ha perso tutti i treni in questo campo grazie alla burocrazia imperante di pochi cervelloni, pur avendo le capacità tecnologiche e imprenditoriali necessarie, potrebbe diminuire, se non azzerare il deficit energetico che ogni anno si scarica sempre di più sulle risorse economiche delle famiglie e delle imprese.

Costruire a sette/otto Km dalle coste i campi eolici, ci affrancherebbe dalla schiavitù del petrolio, verso il quale le Nazioni più grandi vogliono a tutti i costi indirizzarci per i loro sporchi guadagni, facendo così lievitare a dismisura il nostro deficit commerciale nazionale.

Sapete, ad oggi quanto eolico offshore è stato realizzato nei nostri mari? Zero!!

Da criticare anche le varie soprintendenze alle belle arti, che sono la cassa di risonanza degli ambientalisti nostrani, e che bocciano ripetutamente e sempre i progetti eolici Offshore, in quanto….in tale zona venne combattuta una battaglia navale nel 500 avanti cristo oppure….. perché vi affondò la nave di Enea (??).

Rispettiamo il valore della nostra storia, che è unica nel mondo, ma diciamo a questi lenti burocrati che la realizzazione di un parco eolico in mare non può certo alterarne il valore sommerso, specie se tali parchi vengono costruiti con caratteristiche galleggianti e ancorati al fondo.

Insomma, stiamo pagando bollette astronomiche all’ENEL e derivate, per importare petrolio, sporco e costoso, quando potremmo essere completamente autonomi come energia elettrica e ne avremmo tanta  da esportare anche all’estero.

Non possiamo affidarci solo al fotovoltaico, in quanto di scarsa produzione energetica e di bassa durata temporale.

Perciò speriamo che un raggio celeste illumini le menti confuse di questi nostri piccoli e pignoli funzionari, facendo capire loro che non si vive solo di  sogni sommersi in mare, ma che occorre anche, per noi poveri mortali, arrivare, alla meglio peggio, alla fine del mese.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi  risponderemo.

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di Amedeu

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