Decreto Crescita. Niente da fare per l’abolizione della distanza dei 10 metri tra pareti finestrate di cui al DM 1444/68

A Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 24 aprile 2019 il Decreto Crescita. Niente da fare per l’abolizione della distanza dei 10 metri tra pareti finestrate di cui al DM 1444/68 ; si vanno a deludere, così, le aspettative di coloro che operano in edilizia:  questo è quanto è stato modificato, in fase di approvazione, rispetto alla precedente stesura e della quale vi avevamo parlato nel nostro precedente articolo.

Rispetto alla bozza precedentemente presentata sembra che siano state tolte significative modifiche alle normative preesistenti in campo urbanistico quali la distanza tra pareti finestrate tra edifici di cui al DM 1444/1968, limiti di densità edilizia e altezza degli edifici.

Tale norma dei 10 metri ha portato, per assurdo, fino ad oggi, ad arretramenti ingiustificati, specie in caso di sopraelevazioni di edifici esistenti aventi il piano sottostante posto a distanze inferiori, ciò al di fuori di ogni logica urbanistica.

Si ricorda che tali modifiche avrebbero apportato la possibilità per molti proprietari di costruire, sopraelevare e ampliare in zone omogenee, diverse dalle zone C e da quelle Storiche (Zone A), attenendosi alle distanze previste dai Piani Regolatori Generali comunali, non dovendosi più allontanare di 10 metri da pareti finestrate vicine come, invece, dettato dal suddetto DM del 1968.

E’ senza dubbio un fattore negativo rispetto alla prima stesura o bozza, in quanto avrebbe comportato maggiore volume sul territorio nazionale, quindi maggiore possibilità costruttiva ed un ampio respiro per questa edilizia che, sembra, nessuno voglia più aiutare.

Il tutto sembra rimanere consegnato alle Regioni che hanno l’obbligo (Mentre in passato avevano la sola possibilità) di adottare regolamenti e disposizioni derogatorie al DM 1444/1968 e norme sugli spazi da destinare a insediamenti residenziali, produttivi, attività collettive, verde e parcheggi.

Altro tempo perso, altra burocrazia, confusione e attesa di atti che dipenderanno dai tempi delle venti Regioni Italiane.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo.

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di Amedeu

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