Come tracciare i muri di una casa controllando che siano ortogonali, paralleli e planari

Come tracciare i muri di una casa controllando che siano ortogonali, paralleli e planari, servendosi di corde, aste di legno, livella a bolla e arnesi tipici di un carpentiere, quali martello da chiodi, chiodi, seghetto alternativo, filo di ferro cotto da legature.

In termine murario si definisce “stacco” quella operazione che si esegue su un piano precostituito quale un solaio, per tracciare sullo stesso le linee guida delle murature portanti e anche dei tramezzi interni.

In questo articolo prendiamo in esame solo le murature portanti esterne e quelle interne dette “di spina”, ma facendo nel contempo presente che le operazioni eseguite vanno bene anche per le pareti interne, realizzate, normalmente, in forati da cm 8.

In questo caso partiamo dal presupposto di avere realizzato il primo solaio rialzato, di calpestio, a partire da terra e che vogliamo eseguire le murature portanti con blocchi antisismici e termici, delle dimensioni di cm 30x25x18.

Le murature verranno eseguite nello spessore di cm 30.

Naturalmente il solaio esistente di calpestio è stato realizzato su murature portanti site nella stessa posizione di quelle attuali, ma dato che il solaio è stato gettato e che la “Caldana” o massetto di rifinitura nell’estradosso impediscono la visione della parte sottostante, ne consegue che tutto va nuovamente tracciato, spalmando la malta e segnando le righe sul solaio con la punta della cazzuola.

Aggiungiamo che le operazioni vengono eseguite seguendo dei disegni esecutivi che la Direzione Lavori o lo stesso Progettista dell’opera ha fornito.

Adesso prendiamo visione della prima immagine sottostante, dove compaiono:

– I blocchi in laterizio dello spessore di cm 30, piazzati sugli angoli e in corrispondenza dei muri di spina.

– Tavole di sfasciatura tipo edilizia (Dimensioni cm 400x12x2,5).

– Corde da muratori colore verde o rosso per avere una buona visibilità.

Le tavole di sfasciatura vanno tagliate ad una lunghezza di cm  340 (cioè 270/275 altezza vani interni + 65/70 parte della tavola da inchiodare e fissare esternamente alla muratura già eseguita).

Per fissarle vedi l’immagine sottostante dove sono indicati i chiodi in acciaio da 7 cm che prenderanno bene sia nel cordolo cementizio del solaio che nel sottostante basamento di muratura.

Le tavole opportunamente controllate circa la loro verticalità, con la livella a bolla o con un piombo da muratori, vanno fissate agli angoli della struttura e in corrispondenza del muro di spina come da immagine soprastante.

Queste tavole costituiranno i “Calandri” necessari per rialzare i muri: ai calandri vanno fissate le corde con nodo a scorrere, in maniera poter sempre controllare le fila dei blocchi che dovremo alzare.

A maggiore chiarimento per chi non avesse mai seguito i nostri articoli, ripetiamo ancora una volta che un calandro è costituito da un filo di ferro cotto ben teso, fissato, a mezzo di chiodi da cm 7, in basso a livello pavimento e in alto a livello soffitto del vano da realizzare.

Nel nostro caso i chiodi andranno piantati in alto e in basso nella tavola di sfasciatura, prestando attenzione di metterli esattamente nel punto indicato dalla misura del disegno da seguire, in maniera che la parete corrisponda sempre a quella sottostante il solaio e non vi siano linee non allineate.

Le tavole fuoriescono dal solaio di cm 270/275 e questo potrebbe far pensare che tirando le corde e con esse i due calandri di scorrimento corrispondenti, dette tavole potrebbero piegarsi.

Una volta murate le prime due file di blocchi non ci sarà più tale pericolo, e qualora si notasse detto fenomeno, può essere contrastato, tramite tavole poste obliquamente a contrastare tale flessione, caricate a terra sul solaio con dei blocchi o fermate ai cordoli con chiodi in acciaio.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo.

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di Amedeu

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