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4 – Come costruire una casa in muratura. Impermeabilizzazione dall’umidità di risalita, predisposizione per la muratura in blocchi di laterizio

Avete già letto i precedenti articoli sulla costruzione di una casa in muratura?

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Se non lo avete ancora fatto ecco i link agli articoli:

 1.  Come costruire una casa in muratura.

 

2.  Come costruire una casa in muratura. Inizio lavori. Fondazioni e cordolo di ripartizione

 

3.  Come costruire una casa in muratura. Armatura del cordolo con gabbie di ferro.

 

Facciamo un passo indietro e vediamo come prevedere  nel cordolo il passaggio degli scarichi del bagno e della cucina ed inoltre salvaguardare la costruzione che stiamo realizzando dall’umidità di risalita, cioè quella proveniente dal terreno per capillarità.

Osservando la planimetria della casa, in corrispondenza del bagno e della cucina (locali BWC e K de lprimo capitolo)  ed esattamente sotto il posizionamento del vaso W.C.  e  del lavello di cucina,abbiamo previsto, durante l’inserimento della gabbia, due “Pezzi” di tubo di pvc rinforzato (quello rosso per scarichi) del diametro 125 e  della lunghezza di cm 30, cioè pari alla larghezza del cordolo, infilati in basso nella cassaforma, a toccare l’estradosso dei ferri a correre inferiori. Questi tubi, affinchè non si muovano durante il getto del calcestruzzo, sono stati fermati con chiodi del 7 infissi nelle casseforme dall’esterno.

La scelta del diametro dl 125 è logica, in quanto vi faremo passare i tubi di scarico del diametro del 100 che raccoglieranno le apparecchiature sanitarie del bagno e della cucina (lavatrice compresa). 

 

 

Per contrastare l’umidità che proviene per capillarità dal terreno, meglio conosciuta come umidità di risalita, vi consigliamo quanto segue:

 

Nelle zone non sismiche affrontare questo problema diventa molto facile, in quanto una volta gettato il cordolo, ben tirato con un regolo corto che sfiori il sopra delle sponde laterali, si provvederà a stendere sopra detto cordolo una guaina di elastomero bituminoso.

Tale guaina va scaldata e quindi attaccata nella parte inferiore a mezzo di cannello a fiamma di gas (attrezzo che si trova a poco prezzo nei magazzini edili e che si può applicare ad una bombola portabile di gas GPL.)

Teniamo presente che l’estradosso del cordolo, prima di tale applicazione deve esse asciutto e spazzolato con  una scopa.

     

Discorso completamente diverso, si presenta per le zone classificate sismiche , in quanto la soluzione della guaina non è convenientemente accettata dagli organi preposti, in quanto elemento di spezzatura della muratura e quindi punto di debolezza in caso di scosse sismiche.

Dovremo allora adoperare altri sistemi e ve ne sono in grande quantità grazie alle tecnologie moderne;  a nostro parere è auspicabile la scelta di un materiale idrofugo,  che normalmente si trova in taniche di diversa capienza oppure allo stato solido, in granelli,  confezionati in sacchetti.

Questi materiali idrofughi, vanno mescolati al calcestruzzo di cemento durante il getto del cordolo e la loro applicabilità varia da prodotto a prodotto.

Per fare due esempi:

l’Idromix della Colmef, deve essere aggiunto in betoniera insieme a tutti gli altri componenti della malta (sabbia, cemento, acqua) in percentuale variabile a seconda della granulometria degli inerti impiegati. Non altera i tempi di inizio e fine presa del cemento ed è disponibile sia liquido che in sacchetti di polvere.

 

 

 

 

Invece  l’Idrofil della M.I è un additivo in granuli  che, aggiunto a cemento o calce ed inerti, permette di ottenere malte o calcestruzzi con ottima idrorepellenza di massa contro la penetrazione dell’acqua. Agisce come impermeabilizzante dell’impasto cementizio, riducendo gli interspazi del calcestruzzo

 Non altera i tempi di inizio e fine presa del cemento.

 

   

Di tali prodotti il mercato abbonda e la scelta logicamente cade sulle marche che hanno più esperienza in questo campo.

Non vogliamo fare torto a questa od a quella casa produttrice, per cui basta seguire le indicazioni della D.L o al limite consigliarsi con chi vende materiali edili che vi fornirà le opportune caratteristiche delle schede tecniche.

Una volta creata una efficace barriera contro l’umidità proveniente dal terreno a mezzo di capillarità, iniziamo a realizzare la muratura, o meglio quel tratto di muratura , in verticale, per raggiungere il piano del primo solaio di calpestio della casa.

Adopereremo i blocchi di laterizio che si trovano in commercio nelle più svariate misure; nel caso abbiamo deciso  per i blocchi da cm 30x25x18.

 

 

 

 

Ci sono normali, blocchi termici  e sismici; nel nostro caso useremo un blocco avente le due caratteristiche: termico in quanto costruito con agglomerati di laterizio termico ed inoltre sismici, che devono avere una foratura non superiore al 45% della superficie totale.

Mureremo detti blocchi con malta bastarda, cioè composta da sabbia calce e cemento; la quantità dei leganti può variare dal 50% cadauno oppure in percentuali diverse ma con prevalenza di cemento.

Domanda al muratore:  che malta adopera? La sabbia è grossa o fine? Quanto cemento ci mette?

Risposta:  adopero malta bastarda formata da sabbia, cemento e calce ; il Direttore dei Lavori (D.L) mi ha citato delle percentuali da manuale e sono a lui grato, però non riesco a tenerle a mente e non ho la bilancia per pesare gli ingredienti, per cui posso dirvi che per un carretto di malta, che contiene normalmente 4  paiole o secchi della stessa malta, io adopero queste quantità: circa 3 secchi di sabbia, un secchio di cemento e mezzo secchio di calce idraulica .

Queste sono le quantità che preferisco, la malta forse è meno manovrabile con la cazzuola, in quanto contiene più cemento che calce, però preferisco favorire la robustezza dell’impasto.

Devo altresì aggiungere che la sabbia che uso, non è solo sabbia comunemente chiamata “grossa”, ma ci mescolo anche della sabbia fine, in percentuale di sabbia grossa 2/3 , sabbia fine 1/3.

 

Domanda: mi scusi, ma pensavo che i blocchi venissero murati solo con un impasto di sabbia grossa, mentre la fine normalmente si usa mescolata, in altre lavorazioni, tipo gli arricci interni ed esterni.

Risposta: si, è vero quello che lei afferma, però la sabbia grossa, non è più quella di fiume o di cava che si usava una volta e che aveva una buona quantità di inerte fine mescolato, adesso con la legge che obbliga le ditte edili  a portare le macerie dell’edilizia  nei piazzali attrezzati per la triturazione, succede che presso i magazzini edili che acquistano i triturati, si trova la sabbia grossa priva di inerte fine; basta strusciarla fra le dita e vi accorgerete che non lascia residui fini. Per questo motivo preferisco aggiungere all’impasto una certa quantità di sabbia fine.

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Torniamo alla lavorazione della casa:

Il cordolo di ripartizione è stato gettato con l’autobotte, e quindi dopo pochi giorni disarmato dalle casseforme  lignee, adesso dobbiamo predisporre le corde tese per tirare su il breve tratto di  muro di blocchi fino al primo solaio.

 

Il muratore alzerà in corrispondenza degli angoli del cordolo ed all’incrocio fra i muri portanti esterni ed interni, delle tavole di sfasciatura da cm 2,5 di spessore  e dopo avere controllato la loro perfetta verticalità con la livella verticale o con il filo a piombo, tenderà fra dette tavole le corde da muratore che gli serviranno per alzare i muri diritti.

Insomma alzerà i cosiddetti “calandri” che di seguito vi mostriamo ma che naturalmente possono essere realizzati  semplicemente, inchiodando verticalmente le tavole di sfasciatura al cordolo tramite chiodi del 7 di acciaio, oppure bloccandole tramite puntelli obliqui o blocchi in laterizio posti  a puntello delle tavole.

 

 

 

     

SEGUE ./. VAI ALL’ARTICOLO N° 5

 Continuate a seguirci, nei prossimi giorni pubblicheremo altre interessantissimi articoli in merito all’argomento. (comunque andate nella categoria "costruzione casa")