C – Esecuzione e completamento dell’arriccio

Vedi sullo stesso argomento articoli A e B (Categoria Lavoro o Hobby)

Nel precedente articolo siamo rimasti alla realizzazione delle fasce.

Adesso passiamo alla effettuazione dell’arriccio, opera che precede poi la stesa del velo di intonaco a finire.

Prepariamo la malta bastarda aggiungendovi del lattice o primer  aggrappante tipo il P5 della Kera Koll, (Viene venduto in taniche da 4 lt) riempiamo il vassoio al nostro fianco, poi con la pennellessa diamo una buona bagnata a tutta la parete da arricciare (suggerisco di aggiungere anche un po’ di lattice nel secchio dell’acqua che utilizzate per bagnare).

Usando lo sparviere e la mestola o cazzuola, iniziamo ad “attaccare” la malta al muro partendo dal piano solaio e salendo gradualmente.

(Vi ricordo che chi trovasse difficoltà nel “tirare” con un movimento uniforme e fluido la malta al muro per farla rimanere attaccata. può sempre usare il metodo che ho suggerito nell’articolo precedente, cioè avvicinare lo sparviere alla parete e con il dorso della mestola spingere e pigiare la malta al muro)

Quindi partendo dal basso e lavorando fra due fasce adiacenti, alziamo la malta fino ad una altezza di 30 cm circa, poi prendiamo la riga o regolo di alluminio e mettendola a terra orizzontalmente la tiriamo verso l’alto facendola strusciare ai due lati contro le due fasce e dandogli contemporaneamente un movimento altalenante da desta a sinistra e viceversa.

In questo sistema portiamo via la malta in eccesso, là dove è abbondante e ci rendiamo conto invece dove manca e va aggiunta.
Ritocchiamo i punti ove la malta era carente e ripassiamo la riga con il solito sistema.

Completati i primi 30 cm, riprendiamo ad “attaccare la malta alla parete e poi riusiamo la riga .
E cos’ via fino a raggiungere una altezza oltre la quale non ci sarà più possibilità di arrivare oltre.
Passiamo allora alllo specchio laterale, compreso fra due fasce ed eseguiamo le stesse operazioni.

Quando tutta la parte bassa della parete sarà arricciata (perché in effetti noi lastiamo arricciando) fino alla suddetta altezza, adoperando lo sparviere come se fosse un grosso pialletto, lo passiamo con movimento rotatorio sull’arriccio fatto; questo al fine di renderlo più uniforme.
Ora, dobbiamo montare il ponte movibile con i cavalletti in ferro ed i tavoloni da mt. 4,00, per potere arricciare fino al soffitto.
Saliremo sul ponte con la scaletta in ferro da edilizia e, adoperando sempre sparviere, mestola e riga, completiamo l’arriccio fino al soffitto.

Agli angoli della parete, sia lateralmente che in a soffitto, passiamo la piallla da muratore o frattazzone (vedi foto), fino a che detti angoli siano diritti e puliti da ogno scabrosità.

Ecco! L’arriccio è completato, (perlomeno da un lato della parete)
Un piccolo appunto:L’effettuazione dell’arriccio e dell’intonaco sono opere edili di notevole costo al mq.,( Basta cercare su internet il costo effettivo al mq),   per cui se qualche volenteroso volesse cimentarsi in casa propria su quanto sopra indicato, alla fine sicuramente risparmierebbe parecchi euro )

Finito l’arriccio domani passeremo all’intonaco.

SEGUE ./.

Continuate a seguirci, di seguito i prossimi interessantissimi articoli

di Amedeu

9 commenti

  1. Salve,

    se dando l’arriccio la malta fresca tende a formare come delle bolle (non d’aria ma vere e propri rigonfiamenti) che se lisciate con la cazzuola o altro tendono a spostarsi ma non a sparire quale può essere la causa?
    Ciò succede sia che si stia dando l’arriccio ad una parete nuova che si stia semplicemente rimettendo della malta in un pezzo di parete stonacata.
    Non mi accade sempre ma ogni tanto capita ed è veramente noioso.
    1) è stata data troppa malta (andava dato meno spessore in più tempi)
    2) la malta contiene troppa acqua
    3) è rimasta una “sacca d’aria” tra la malta fresca ed il vecchio muro
    3) altro?

    Grazie.

  2. Per Roger.
    Se l’impasto viene fatto girare bene, in maniera che sia amalgamato e fluido, non si dovrebbero formare bolle o altri inconvenienti.
    Potrebbe esserci un motivo, dovuto al modo di dare l’arriccio su una parete (che si presuppone pulita, priva di vecchie malte e ben bagnata).
    Il muratore è abituato a dosare la forza e fa si che la malta rimanga ben attaccata al supporto murario, poi con lo sparviere o frattazzone (che gli serve per dare la malta) ripassa la superficie arricciata, strusciandolo e pigiando nel contempo, in maniera da uniformarla e compattarla.
    Probabilmente tu applichi poca forza dando la malta e questa tende a staccarsi e a ricadere.
    Amedeu e c.

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