Dai Governo smuovi la macchina dell’edilizia!

Dai Governo smuovi la macchina dell’edilizia!

Vuole essere un nostro contributo alla causa dei tanti operai edili che sono in cassa integrazione e che potenzialmente potrebbero riprendere a lavorare rendendo la nostra Italia ancora più bella e competitiva.

Il 27 novembre 2014 ci sono stati scioperi degli edili in 20 città italiane, con presidi e dimostrazioni a difesa di un posto di lavoro in una attività che è sempre stata trainante nell’economia italiana.

Questo sciopero  sembra che abbia smosso il Governo, tanto che il ministro Lupi ha fissato un incontro, in data 9 dicembre p.v, con le varie organizzazioni sindacali.

Vedremo cosa esce da tale incontro che possa essere utile all’edilizia.

I tre segretari generali delle organizzazioni sindacali hanno richiesto due cose importanti al Governo: la realizzazione di opere infrastrutturali utili e la messa in sicurezza del nostro territorio che, visti gli ultimi disastri causati dalle piogge, sta letteralmente disfacendosi.

Quelle dei sindacati sono richieste importanti, urgenti e sentite da tutta la popolazione; ma ci sarebbe qualche altra cosa da aggiungere, che sembra sfuggire sempre all’attenzione degli addetti ai lavori.

L’italia è un Paese vecchio come costruzioni, perlomeno quelle che costituiscono i primitivi nuclei urbani o rurali, e che fino al periodo ante guerra costituivano la totalità delle costruzioni italiane.

Il dopo guerra ha portato l’agiatezza e le città si sono ampliate a danno del territorio, fino ad arrivare a questo punto di rottura.

Ci auguriamo che dopo il 9 dicembre vengano aperti cantieri edili per la realizzazione di opere infrastrutturali utili e per il consolidamento idrogeologico; ci sarà molto da fare e saranno sicuramente interessati molti operai e molte medie e grosse ditte edili.

Ciò che invece sfugge continuamente alla visione di chi deve decidere, è il substrato edilizio della nostra penisola, quella parte di vecchi edifici, orgogliosi, ben costruiti nel passato, ma privi di una manutenzione costante che li ha resi quasi fatiscenti e che potrebbero essere la valvola di sfiato per le piccole e medie imprese edili

Tetti con la struttura in legno che necessitano di essere rifatti; facciate talvolta cadenti e che interessano anche la pubblica incolumità; case con evidenti segni di umidità di risalita che hanno necessità di venire risanate; impianti tecnologici ormai vetusti e bisognosi di essere sostituiti o migliorati; persiane con la gelosia, tipiche del mediterraneo, ma che non si aprono più, perchè incollate dalla vernice  mai rinnovata,  marciapiedi mancanti, ed altre opere ancora molto importanti e da sempre trascurate per il solo fatto di correre dietro al nuovo edificio, alla casa in cemento armato,  all’affare facile e lucroso.

Così l’Italia si è ritrovata a franare da tutte le parti.

Le opere di cui sopra, per la maggior parte inquadrate nella categoria della straordinaria manutenzione, non vengono effettuate dai proprietari, per mancanza di denaro,  per  il fatto che le banche non rilasciano prestiti o mutui a chi possiede una sola casa e non ha un bel conto in banca.

Il dramma è, che, una volta che si è deciso di non realizzare più aree di nuova edificazione, si deve assolutamente trovare uno sbocco per quelle centinaia di migliaia di lavoratori, che da sempre hanno operato in edilizia, senza poi contare il fatto che si deve provvedere ad aiutare quei tanti proprietari di abitazioni che non hanno i mezzi necessari per eseguire le manutenzioni.

Dai Renzi smuovi la macchina dell'edilizia! 1  

Per smuovere questo ingranaggio e ridare il via alle piccole e medie imprese edili,  cioè a quelle che non parteciperanno sicuramente alla costruzione di opere infrastrutturali o alla messa in sicurezza di zone idrogeologicamente disastrate, ci deve essere l’iniziativa di sbloccare i lavori nei vecchi nuclei urbani e rurali, e questo lo può fare solo il Governo.

Il Governo. oltre che ad abbattere la burocrazia imperante sulle pratiche edilizie, dovrebbe trovare il sistema di creare un " piccolo mutuo" per coloro che vogliono sistemare la loro casa, il loro appartamento.

I tassi di interesse dovrebbero essere bassissimi e, cosa più importante, le banche non dovrebbero chiudersi a riccio, ma dovrebbero  aprirsi a tale novità, non richiedendo garanzie impossibili da avere da chi possiede una sola casa.

Un mutuo a tassi bassissimi e la garanzia della sola abitazione, a nostro parere, smuoverebbero il lavoro per migliaia di piccole imprese, adesso ferme o in procinto di chiudere.

Dai Governo smuovi la macchina dell’edilizia! 

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

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di Amedeu

2 commenti

  1. Una proposta che potrebbe contribuire a muovere l’edilizia e ad aiutare tanti anziani.
    Constato che:
    – il mercato immobiliare è fermo
    – molti anziani hanno immobili ma non hanno liquidità e per la loro età non possono avere mutui
    si faciliti accesi ai mutui ipotecari senza il vincolo dell’età
    si faciliti l’acquisto della nuda proprietà anche da parte delle banche

    • Per Domenico.
      Tutto OK.
      L’essenziale è, e speriamo che qualcuno lo comprenda, che questi “piccoli mutui” dovrebbero essere concessi ad interessi bassissimi.
      Insomma, quello che vogliamo dire, è che le banche devono pensare meno a fare cassa, (Visto che vengono sovvenzionate ad interessi quasi Zero), e più al benessere sociale delle persone del Paese nel quale operano.
      Amedeu e c.

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