Enel farà il pieno alle Smart elettriche. Sul fronte energetico qualcosa si sta muovendo anche per le auto

Enel farà il pieno alle Smart elettriche

 
Un accordo tra una utility e un produttore di automobili è un segno dei tempi che cambiano. L’obiettivo è la sperimentazione dall’auto elettrica e delle relative infrastrutture di ricarica. Il contesto, la riduzione delle emissioni di CO2 e un’industria (quella automobilistica) sotto pressione da inizio anno e che a novembre ha fatto registrare crolli a doppia cifra (-29,5% in Italia sullo stesso mese del 2007). Il progettoto italiano per la futura diffusione dell’auto elettrica parte dall’accordo firmato questa mattina (martedì 2 dicembre) a Roma tra Enel e Smart (gruppo Daimler). La sperimentazione sarà avviata a ottobre 2009, per arrivare sulle strade nel 2010. Daimler metterà sul campo 100 Smart alimentate esclusivamente da corrente elettrica per i cittadini che vorranno partecipare al progetto a Roma, Pisa e Milano, mentre Enel si occuperà dell’infrastruttura necessaria per un nuovo concetto di mobilità.
400 punti di ricarica dedicati e un sistema di controllo centrale.
Diversi produttori si stanno muovendo nella direzione dell’elettrificazione dell’automobile: una delle strade possibili per il futuro della mobilità sostenibile. A fianco a modelli come la Toyota Prius, ovvero ibridi, nel senso che affiancano a un motore a combustione un motore elettrico che viene alimentato attraverso il propulsore a benzina, il lavoro è sui modelli plug-in, ovvero ricaricabili con delle centraline che hanno la stessa funzione di una presa della corrente. Le batterie di ultima generazione sono agli ioni di litio. Anche in questo caso esistono modelli ibridi (con un bocchettone per la benzina e una spina per ricaricare le batterie) oppure completamente ibridi. Come la Smart, che promette di arrivare sul mercato già nel 2011. Ogni ricarica avrà un’autonomia di circa 150-200 chilometri. Si ricaricherà in maniera completa in circa 7 ore, mentre in 3-4 ore sarà possibile effettuare la ricarica veloce, che copre tra il 30 e l’80% della batteria. Garantirà risparmi rispetto alla benzina di circa il 30%. Ancora non si sanno però i costi della vettura.
 
 

 
 
La sperimentazione dell’automobile è stata chiusa con successo a Londra, e ora, con l’accordo con Enel, che ricalca da vicino quello firmato a settembre con Rwe, colosso energetico tedesco, arriva il momento delle infrastrutture. Una sperimentazione simile la sta facendo Toyota con Edf, società francese, e Gm, per la tanto reclamizzata Volt, con diverse utilities americane. Fornitori di elettricità e gruppi automobilistici fianco a fianco perché l’auto elettrica è inutile se non esiste una rete di centraline distribuite sul territorio per la ricarica.

 

 Enel metterà sul campo 400 colonnine che distribuiranno corrente elettrica prodotta da fonti rinnovabili ovvero certificata Recs (Renewable certificate system). Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale di Enel, non ha dubbi: «L’energia elettrica è la soluzione della mobilità: è rinnovabile, sostenibile ed economica». L’obiettivo è che entro il 2020 il 10% del parco automobili sia di questa natura. «Le infrastrutture di ricarica utilizzeranno la tecnologia largamente sperimentata dei 32milioni di contatori elettrici, tutti teleletti e tele gestiti, che Enel, prima al mondo, ha installato nelle case degli italiani» ha aggiunto Livio Vido, direttore divisione ingegneria e innovazione di Enel. Significa che le centraline saranno in grado di riconoscere l’automobile, e quindi prelevare dalla bolletta dell’utente il costo di ricarica. Oppure semplicemente verrà utilizzata una carta ricaricabile. L’automobilista sarà informato in tempo reale sulla posizione e la disponibilità delle colonnine via internet. Si possono ipotizzare diverse applicazioni, la sperimentazione servirà per capire le difficoltà e trovare un modo per superarle. L’obiettivo è rendere l’infrastruttura sicura (anche contro gli atti vandalici) e facilmente adoperabile dai cittadini.

Certamente c’è ancora molta strada da fare e la sperimentazione servirà proprio a questo. C’è per esempio da decidere dove installare le centraline: si partirà dalle abitazioni e dai parcheggi, anche perché i lunghi tempi di ricarica per il momento non consentono una soluzione agile come per la benzina, il diesel, il metano o il gpl. Bram Schot, presidente e Ceo di Mercedes-Benz Italia ha detto che la sperimentazione servirà anche per individuare il migliore «modello di business» invocando il sostegno della politica. Le istituzioni sono la terza gamba per la diffusione dell’auto elettrica. A tal proposito Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti alla Camera, ha ammesso che «con la crisi attuale è difficile reperire risorse finanziarie», ricordando però le agevolazioni sulla rottamazione e sulle tasse di circolazione per i veicoli a basso impatto ambientale. «Spingeremo ancora di più verso interventi di questa natura» ha concluso

 

di Amedeu

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