Un gran numero di opere d’arte furono razziate da Napoleone e gran parte di esse mai restituite all’Italia

Siamo alla vigilia di Natale che per noi cristiani è una data importante celebrativa non solo dal punto di vista religioso ma come riferimento essenziale della nostra civiltà occidentale, e ci viene spontaneo parlare delle opere d’arte che fanno ricco il nostro Paese, ponendolo al primo posto nel mondo per tale categoria; eppure non possiamo fare a meno di sentirci amareggiati dal sapere che un gran numero di opere d’arte furono razziate da Napoleone e gran parte di esse mai restituite all’Italia.

Lungi da noi voler essere nazionalistici in questa era dominata dall’idea del globalismo e dell’Unione Europea, dove tutto, si ritiene, verrà posto in comunione e passato ad un’unica generazione futura.

Eppure, da figli dei derubati ingiustamente da un esercito di nostri vicini al comando dei quali era il generale “Buonaparte”, che avendo un DNA del tutto Italiano, e intendendosi quindi di arte, pensò bene di derubare gli stati Italiani (Nel 1798-99 l’Italia era ancora suddivisa in staterelli) portando in trionfo a Parigi le numerose opere d’arte create dal genio di nostri pittori e scultori.

Visitando il sito Wikipedia si apprende che ben 506 dipinti più sculture e altro vennero derubati dall’esercito francese e dopo la caduta di Napoleone, solamente 249 vennero restituiti; i rimanenti 248  sono rimasti in Francia e 9 furono dichiarati smarriti.

“Un po’ tardi per ricordare tale ruberia” osserverà qualche lettore, ma in verità la storia ci racconta che numerosi furono i tentativi di riavere indietro tutto il maltolto, anche per interposizione di personaggi famosi quali Metternich che recuperò parte dei dipinti e li fece riavere ai legittimi proprietari, facendoli scortare da truppe austro prussiane.

I grandi capolavori che sono rimasti in terra straniera e che fanno bella presenza di se nel Louvre e altri musei francesi sono circa la metà del rubato e fra questi si possono ammirare insigni opere quali:

– Ascensione di Cristo (Perugino Lione) di Perugino

– Eterno benedicente con cherubini e angeli di Perugino

– Sposalizio della Vergine di Perugino

– Spasimo di Sicilia di Raffaello Sanzio

– Crocifissione (Mantegna) di Andrea Mantegna

– Orazione nell’orto (Mantegna Tours) di Andrea Mantegna

– Resurrezione(Mantegna) di Andrea Mantegna

– Incoronazione della Vergine (Angelico Louvre) di Beato Angelico

– Madonna col Bambino, Sant’Anna e quattro santi di Pontorno

– Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Maria Maddalena di Cima da Conegliano

– Madonna della colomba di Piero di Cosimo

– Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna

– Nozze di Cana del Veronese

– Maestà del Louvre di Cimabue

– Pala Barbadori di Filippo Lippi

– Stigmate di S Francesco di Giotto

– Trionfo di Giobbe di Guido Reni

– Molti pannelli degli Uomini illustri dello Studiolo di Federico da Montefeltro

Da ricordarsi che i Francesi, in tale occasione, si erano impossessati anche della quadriglia di cavalli che orna S Marco a Venezia ma che furono però, in seguito,  riportati in patria.

Senza considerare il ladrocinio delle opere minori, quali per esempio la statua dei 4 Mori di Livorno, simbolo della città labronica e che fu depredata degli ornamenti in bronzo consistenti in un turbante, un arco, un turcasso e una scimitarra, fusi nel 1622 da Taddeo di Michele su disegno del maestro Pietro Tacca, e collocati sulla zoccolatura del monumento.

Trascorsi 200 anni da quei tristi eventi non possiamo fare altro che rammaricarci e domandarci perché i politicanti anni novecento e duemila non abbiano mai sollevato alcuna richiesta di restituzione presso le corti europee e mondiali competenti.

Tutto è iniziato con un furto bello e buono, di cui si conoscono i colpevoli, che non può cadere in prescrizione, ma del quale è proibito parlarne. Perché?

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo.

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di Amedeu

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