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Grazie.

                                      Amedeu e c.

1.351 commenti

  1. Buongiorno ho acquistato una casa ed un terreno che ha una servitù di passaggio. In quanto il mio terreno è l’ unico collegamento tra la strada e l entrata principale dell’edificio. Il terreno confina con una piazza comunale. Se richiedo al comune di costruire un marciapiede e quindi ci sarebbe un passaggio per raggiungere l entrata principale, devo continuare ancora a dare la servitù di passaggio? Inoltre nell’atto notarile la servitù di passaggio c’è scritto che è momentanea fino a quando non sarà costruita una strada in un terreno vicino. Se la servitù diventa eterna posso richiedere un risarcimento?

    • Per Luisa.
      La tua domanda non è chiara.
      La servitù di passaggio a favore di chi è?
      L’edificio che hai acquistato è completamente tuo? Nelle vicinanze vi sono altre case che potrebbero servirsi di tale passaggio o servitù?
      Insomma se vuoi una risposta attendibile devi spiegare meglio al situazione in loco.
      Amedeu e c.

  2. Salve Sig. Amedeu, lo zoccolino verticale interno (battiscopa in piastrelle di circa 8/10 cm) del mio terrazzo a livello si è scollato dalla guaina retrostante ( costruzione di circa 12 anni). A chi spettano le spese per il restauro? grazie.

  3. Buongiorno sto vendendo un appartamento di mio proprietà (licenza approvata 1968). Alla visione degli atti ho rilevato un ampliamento del balcone antistante il soggiorno che nel progetto approvato NON RAGGIUNGE L’ATTIGUA CUCINA. Quindi la difformità dell’ampliamento dello stesso per una superficie effettiva di mq. 2,50.
    Può questa difformità rientrare nelle “piccole difformità” che NON OBBLIGANO alla variazione catastale?
    E conseguentemente al NON OBBLIGO di presentazione di una SCIA?
    (Per la conformità urbanistica che non mi pare sia di obbligo al contrario della catastale ai fini del ROGITO)
    Grazie

    • Per Sandro.
      Una piccola variante edilizia, eseguita abusivamente, qualora sia nelle condizioni di essere approvata secondo la vigente normativa può essere fiscalizzata dal Comune tramite una corresponsione onerosa.
      Devi perciò sentire l’ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
      Per quanto riguarda il catasto la circolare dell’Agenzia del Territorio n° 2 del 09/07/2010 al punto e) capoverso 3, dà la possibilità di non presentare piccole difformità, prima di un atto di cessione del bene, per piccole opere interne e similari ma non accenna a modifiche esterne.
      Amedeu e c.

  4. Ho dimenticato di dire che il terrazzo copre i sottostanti appartamenti e box, quindi, la spesa anche se non eccessiva non dovrebbe essere ripartita nella forma 1/3 proprietario terrazzo e 2/3 per gli appatamenti e box? L’ho fatto presente all’amministratore e lui ritiene che le spese sono tutte a mio carico in quanto lo zoccolino è verticale e pertanto non copre i piani inferiori. E’ giusta la sua valutazione? grazie e auguri Sig. Amedeu.

    • Per Giuseppe.
      In caso di rifacimento di un terrazzo (Anche in un immobile di vari piani) spetta al proprietario dell’appartamento sottostante il rifacimento dell’intonaco sottostante il terrazzo, a quello di sopra l’impermeabilizzazione, la pavimentazione e eventuali zoccolini o battiscopa ed al condominio, ripartita per millesimi, la struttura portante del terrazzo.
      Amedeu e c.

  5. Buongiorno,
    abbiamo un PdC approvato in comune per un intervento di ristrutturazione ediliza su un edificio. I lavori sono cominciati e abbiamo sostenuto delle spese che andremo a presentare per avere le detrazioni per ristrutturazione edilizia.
    Il geometra ora vuole presentare in comune una variante in corso d’opera che non costituisce variante essenziale tramite SCIA.
    Le spese per ristrutturazione e per risparmio energetico che andremo a sostenere successivamente alla SCIA possono essere anchesse detratte o cambia qualche cosa? Quale data di inizio lavori fa fede?
    Grazie

  6. Buongiorno, sono proprietario di un appartamento acquistato nel 2006, ho trovato un acquirente dopo diversi anni che provavo a venderlo. Il compratore ci richiede subito il documento di abitabilità come unica clausola per l’acquisto dell’ immobile, così ci attiviamo subito per fornire tutti i documenti al tecnico che si sarebbe incaricato di farlo. Il tecnico rileva subito una non conformità nelle metrature. A quanto pare nel 2001, quindi circa 5 anni prima che lo comperassi, l’appartamento in questione è stato ristrutturato, ricavando la cucina soggiorno in un vano di circa 13,7 metri quadri dove per legge, a quanto mi dicono in comune, dovrebbe essere 14 metri quadri più 1,5 metri quadri per l’angolo cottura.
    -Vorrei sapere se il comune ha delle responsabilità in questo, visto che il progetto con tanto di mappe e metrature è stato depositato nel loro archivio.
    – Vorrei sapere se il geometra che all’epoca del rogito mi ha fatto la relazione ed era incaricato di verificare l’immobile può essere in parte ritenuto responsabile del danno che ho subito.
    -Inoltre vorrei sapere anche se il tecnico geometra che ha firmato il progetto di ristrutturazione nel 2001può essere chiamato in causa.
    Ho provato a contattare il tecnico della ristrutturazione del 2001 per chiedere informazioni, lui asserisce di avere degli appunti che dimostrano la legittimità di quello che è stato fatto ma sono più di tre settimane che promette di sistemare tutto e non lo fa.
    Presto io perderò il cliente quindi vorrei sapere come muovermi.
    Grazie anticipatamente

    • Per Davide.
      La metratura dei vani deve corrispondere al DM 05/07/1975 sugli standard edilizi, quindi datata molto prima del 2001.
      Il fatto è che sono trascorsi troppi anni (Anche dal 2006 data di acquisto), per cui un’eventuale causa sarebbe veramente di incerto esito.
      https://www.coffeenews.it/edifici-di-civile-abitazione-parametri-e-standards-edilizio-urbanistici-da-rispettare
      Un consiglio che ti diamo è quello di recuperare in Comune (Ufficio Edilizia Privata) una copia del progetto e varianti approvate (E’ tuo diritto prendere visione di tali atti ed eventualmente chiederne una copia a pagamento) per controllare sia i disegni quotati che le relazioni tecniche esplicative.
      Avrai così una visione certa di come doveva essere il tuo stato di fatto compreso le misure dei vari vani.
      Dopo di che potrai valutare con un legale della tua zona come procedere.
      Di sicuro ti confermiamo che il Comune non ha alcuna responsabilità, in quanto rilascia i permessi: fatti salvi i diritti dei terzi, ed in questo caso doveva essere l’acquirente a controllare (Nel 2006) se tutto corrispondeva all’approvato.
      Amedeu e c.

      • Grazie per le delucidazioni, abbiamo già acquisito tutto il materiale in comune, ora vedremo le responsabilità del geometra che al tempo dell’acquisto curò per noi la parte tecnica. Grazie ancora

  7. Buongiorno,
    sono in trattativa per acquistare un capannone censito c3 con leasing. L’immobile è suddiviso in tre ambienti due come laboratorio ed uno come spogliatoio. Sono sprovvisti di impianto di riscaldamento e quando ho chiesto come possono aver avuto l’agibilità senza l’impianto mi hanno risposto che essendo laboratorio non è necessario. La società di leasing sostiene il contrario. Di chi mi devo fidare?
    Grazie!

    • Per Silvia.
      Leggi accuratamente la descrizione catastale della Categoria C3 di cui al nostro articolo:
      https://www.coffeenews.it/le-categorie-del-catasto-fabbricati-in-dettaglio
      Leggendo la descrizione generica, non sembrerebbe obbligatoria l’installazione di un impianto di riscaldamento.
      A nostro parere, dovresti però controllare in Comune, presso gli uffici Edilizia Privata e Del Commercio (Ex Annona) come fu presentato il progetto e con quale specifica destinazione d’uso
      Chiariamo meglio: se doveva servire per un forno per panetteria non occorreva tale impianto.
      Leggi comunque l’ultima parte della categoria che cita:
      “Di regola non hanno gli adattamenti delle botteghe per la vendita, sebbene talvolta l’artigiano lavori non soltanto per commissione ma anche per la vendita diretta al pubblico.”
      Amedeu e c.

  8. Per Roberto.
    Presupponiamo tu abbia intenzione di metter in opera i gradini di legno all’esterno, cosa che noi ti sconsigliamo proprio per motivi di umidità e imbarcamento.
    Se invece monti i gradini all’interno, una volta che avrai rifinito con accuratezza la soletta sottostante in cemento (Rifinita e frattazzata), con una buona colla da legno ( Tipo Keralastik T della Mapei o similare) non ti si muoveranno più.
    https://www.coffeenews.it/un-adesivo-per-incollare-piastrelle-su-ogni-tipo-di-supporto
    Amedeu e c.

  9. Info sul costo del Fugofix dove si può trovare in Puglia e kg

  10. Abito da trentadue anni in un appartamento di proprietà di mio fratello. Prima con me c erano mia madre e mio padre, Adesso sono sola. Non ho alcun contratto stipulato da mio fratello. Ho tenuto la casa ed il giardino in perfette condizioni a mie spese. Pagato le spese di amministrazione ecc. L’appartamento è diventato di mia proprietà?
    Grazie

    • Per Laura.
      (Per ottenere la proprietà di un bene per usucapione è necessario, oltre all’utilizzo materiale dello stesso per un certo periodo (10 o 20 anni) anche la volontà di usare il bene come proprio, non riconoscendo il diritto altrui.
      Per tale motivo, ai sensi dell’art. 1144 c.c., gli atti compiuti con la tolleranza del proprietario (Il fratello) non servono molto per usucapire un bene.
      Tale norma viene applicata con rigidità quando ci si trova di fronte a rapporti tra parenti stretti, in cui è più frequente che vi sia tale tolleranza.
      Comunque non è male che tu senta anche un legale della tua zona
      Amedeu e c.

  11. è POSSIBILE USARE I PRODOTTI SUL TUFO DOVE INFILTRA ACQUA?

    GRAZIE

  12. Buongiorno, abito in un “condominio” di 4 unità dove non c’è un amministratore. staccati dall’unità sono stati costruiti 4garage di cui ciascuna unità è proprietario per 1/4 . Un condomino avrebbe intenzione di ampliare l’ingresso del garage da lui utilizzato modificando l’estetica peraltro senza chiede agli altri condomini. Cosa possiamo fare ?

    • Per Carmen.
      Probabilmente questo condomino ha acquistato una macchina larga che passa male dall’attuale porta.
      Il fattore estetico è di competenza di tutto il condominio e dovrebbe essere chiesta l’autorizzazione di tutti i componenti in caso di presentazione di una SCIA a modifica, in Comune.
      Qualora i garage si trovino in posizione retro e nascosti alla visuale dalla strada, questo condomino potrebbe muovervi causa tramite un legale.
      Una causa, in questo caso, dall’esito alquanto incerto.
      Amedeu e c.

  13. Buongiorno, chiedo scusa se la domanda è già stata posta, pensavo di isolare un pavimento con 5cm styrodur (magari a densità elevata):
    1) incollare con colla cementizia i pannelli alla soletta in cemento armato (il massetto esistente vecchio in sabbia e molto poco cemento è stato rimosso)
    2) scanalare i pannelli per far correre l’impianto di riscaldamento a pavimento
    3) rasare con colla e rete in fibra
    4) incollare piastrelle 80×80.

    Nonostante mi sia stato vivamente sconsigliato, trovo in giro (soprattutto UK) soluzioni anche meno “solide” della mia. Purtroppo ho solo 6 cm su cui giocare per via delle altezze e i costi con autolivellanti etc triplicano quasi i costi.

    Vorrei capire bene il motivo per cui non si può realizzare, eventuali alternative economiche / fai da te.

    Grazie mille per le info che potrete darmi. Buona giornata

  14. Mirella Antonietta

    a seguito del decesso di mio marito nel marzo scorso ho avviato la successione. In quella sede il notaio ha rilevato il subalterno errato nell’atto notarile, scambiato con quella della mia vicina. La cosa risale a 34 anni or sono. I due appartamenti non sono uguali ma differiscono di qualche particolare. Andata dal notaio che ha redatto il mio atto notarile, che è lo stesso che ha redatto quella della mia vicina. mi propone la permuta. Il notaio mi fa osservare che l’errore è nato da notai precedenti e riportato quindi sempre errato. La permuta mi comporterà la spesa di 1000 euro.
    E’ tutto giusto oppure, prendendo atto che non esistono in vita i contraenti originari, ne tanto meno i notati originari, esiste qualche possibilità più snella?
    Sento parlare di rettifiihe impossibili da farsi, di passeggiate all’Ufficio dell’Entrate o contestare al Catasto perchè forse l’errore l’hanno fatto loro. Vi è mai successo e come è andata a finire?. Grazie

    • Per Mirella Antonietta.
      Purtroppo occorre un atto notarile per sistemare la tua situazione, la quale non può essere risolta con la sola pratica catastale.
      Amedeu e c.

  15. buon giorno ad amedeu e a tutto lo staff mia moglie ha ereditato un appartamento che alle spalle confina con un vico in cui vanno a scaricare le fogne di tre appartamenti (uno e di mia moglie) piu un solaio di copertura di due appartamenti soprastante le scale e androne palazzo gli altri le fogne le hanno da un altra parte della strada tornando al vico
    i 5 vasoli che coprono la strada e il pozzetto dove scaricano le fogne se ne sceso anche perchè passava un piccolo compattatore di regola chi dovrebbe aggiustare il comune o i proprietari dell immobile e quali?
    spero di essermi espresso bene distini saluti

    • Per Antonio.
      Scusaci ma la domanda non è chiara.
      I vasoli sono le pietre della pavimentazione?
      “il pozzetto se ne sceso”. Cosa significa? E quale attinenza ha con il compattatore? E a cosa serve quest’ultimo?
      Probabilmente sono termini dialettali che non sono uguali per tutte le Regioni.
      Comunque se il vicolo è pubblico, cioè appartiene al Comune che ne ha il possesso e ci esegue la manutenzione, spetta a questi.
      Viceversa se il vicolo è privato e non riconosciuto dal Comune, spetta ai proprietari che lo utilizzano e vi scaricano.
      Una verifica che puoi effettuare presso l’Ufficio Tecnico comunale.
      Amedeu e c.

  16. Salve a Voi,
    il mio caso è che ho ritirato un PdC e fatto gli inizi lavori… gli inizi l’ ho fatto al comune con tanto di verbale di inizi lavori ma effettivamente a tutt’ oggi non sono ancora iniziati ora nel mentre è stato adottato un nuovo PRG e mi ha retrocesso alcune particelle comprese nel PdC in zona agricola e proprio dove risulta messa la sagoma del fabbricato quindi in poche parole parte dell area del PdC è sta retrocessa in zona agricola.. ora dovrò fare delle osservazioni al PRG dicendo di lasciare le particelle retrocesse in zona edificabile e non agricola come da nuova adozione PRG … domanda: ora nonostante il verbale di inizi lavori redatto prima della nuova adozione del PRG mica mi faranno problemi ? ossia i terreni rimarranno tutti edificabili anche se effettivamente e fisicamente non ho iniziato i lavori.. Il verbale di inizi lavori è sufficiente che il PdC rimane valido e i terreni rimangono edificabili ? saranno accettate le mie osservazioni ?
    Grazie

    • Per Francesco.
      Di regola la comunicazione di inizio lavori non è valida se effettivamente i lavori non sono iniziati.
      Ti trovi in una situazione dove è scattata la legge di salvaguardia, per cui, in attesa dell’approvazione del nuovo strumento urbanistico la tua pratica dovrebbe essere sospesa e una volta approvato il medesimo, definitivamente respinta.
      Il consiglio che ti diamo è quello di contattare il tuo tecnico progettista e direttore dei lavori e studiare con il medesimo la situazione attuale del tuo progetto in corso, il tempo che ti sarebbe rimasto per finire l’opera ecc. (Soprattutto circa i lavori iniziati o meno).
      Relativamente all’osservazione, sentito il tuo tecnico, puoi poi presentarla, con motivazioni valide da addurre; il risultato finale non è mai scontato.
      Amedeu e c.

  17. Muro venduto con atto notarile
    In un atto notarile il proprietario del fondo, nel vendere alcuni lotti superiori, cede anche la strada e i muro a confine che mantengono la strada, che serve in parte come muro a retta del fondo superiore ed in parte come recinzione fra i due fondi. Successivamente, il compratore, ha realizzato tre villette, due vendute dando la servitu’ della strada e richiedendone la manutenzione ordinaria e straordinaria della stessa. la terza ed ultima villetta (senza servitu’) è stata venduta con i muri perimetrali alla strada ed il notaio per errore non ha ceduto la strada che è rimasta al venditore che abita altrove. Oggi il muro è da rifare, a chi spetta? grazie

    • Per Carlo.
      Non è molto chiara la spiegazione.
      Di regola non dovrebbe succedere nulla fino al momento che si renderà necessario effettuare la manutenzione della strada e dei muri relativi.
      Solo allora i proprietari che non hanno in contratto tale onere si ritireranno dall’eseguire tali spese.
      Poichè tale manutenzione avviene di solito dopo 20 anni dal momento dell’acquisto ( in questo caso della terza villetta), a quel momento chi ha usufruito della strada continuamente, pubblicamente e pacificamente ne acquista il possesso per avvenuta usucapione ventennale (Da rendersi completata con atto del giudice).
      Non parli di tempi, per cui si può ipotizzare che siano trascorsi i 20 anni (??)
      Situazione strana, ma dovete valutarla accuratamente.
      Eventualmente sentite anche un legale della vostra zona, portandogli in visione, per fargli meglio capire, le planimetrie del tutto (Strada e immobili).
      Amedeu e c.

  18. buongiorno
    volevo notizie in merito all’applicazione delle resine poliuretaniche idroespansive monocomponenti contro l’umidità di controspinta in muri controterra (scantinati), in dettaglio volevo qualche contatto per poterli contattare in merito.
    in attesa cordiali saluti
    Maurizio

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