6 – Solaio in laterizio armato, armature in ferro, casseforme in legno di contenimento del getto, predisposizione degli scarichi, getto del calcestruzzo, disarmo delle sponde laterali in legno

Avete già letto i precedenti articoli sulla costruzione di una casa in muratura?

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 Se non lo avete ancora fatto ecco i link agli articoli:

 1.  Come costruire una casa in muratura.

 

2.  Come costruire una casa in muratura. Inizio lavori. Fondazioni e cordolo di ripartizione

 

3.  Come costruire una casa in muratura. Armatura del cordolo con gabbie di ferro.

 

4.  Come costruire una casa in muratura. Impermeabilizzazione dall’umidità di risalita, predisposizione per la muratura in blocchi di laterizio

 

5.  Muratura dei blocchi in laterizio e posa in opera primo solaio con relativo puntellamento

 
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Solaio tipo con gabbie in ferro

Una volta che sono stati montati tutti i rompitratta in legno, stesi i travetti a traliccio e messe in opera le pignatte (ad eccezione di quelle vicino ai muri portanti che verranno posate dopo la messa in opera delle gabbie in ferro dei cordoli), provvederemo a posare le gabbie dei cordoli, realizzate con le modalità di cui all’articolo 3, con barre di acciaio del diametro del 16 e staffe del 6 poste ogni 25 cm.

Non stiamo a ripetervi le operazioni da fare.

Dette gabbie realizzate a banco dal carpentiere in ferro vengono depositate sui muri portanti in maniera che i ferri dei travetti a traliccio vi entrino dentro.

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Posizionatura gabbie di ferro

Negli angoli dell’edificio, o all’incrocio fra un muro portante esterno ed il muro di spina, le gabbie verranno sovrapposte come dalle figure seguenti e si provvederà anche a piegare a squadra dei ferri del 16, in maniera che vi sia la sovrapposizione con le gabbie ortogonali di almeno la misura dei 40 diametri previsti.

Le gabbie ed i vari ferri vanno legati fra loro con filo di ferro semicotto per legature, come indicato precedentemente.

 Vedi particolari:

                       

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A questo punto si mettono in opera le pignatte mancanti, vicino alle gabbie, ricordandosi che in corrispondenza dei locali 6 e 2, cioè WC e cucina, dove abbiamo lasciato dei tubi del diametro 125 che attraversano il cordolo, dovranno essere predisposti gli scarichi del vaso del Wc e del lavello della cucina.

Detti scarichi saranno del diametro del 100, in pvc rosso per fogne e verranno posati come da figura sottostante.

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Adesso vanno posate le casseforme lignee a chiudere il perimetro dell’area della costruzione, in maniera da ottenere, a getto del calcestruzzo completato, un piano perfetto che comprenda tutta la superficie della casa, muri portanti inclusi.

 Le casseforme perimetrali non costituiranno in questo caso un grosso problema, in quanto stiamo lavorando ad una altezza da terra che va dai 45 ai 70 cm e non avremo bisogno di ponteggi o puntelli particolari.

Per meglio rendere l’idea di come vanno messe le suddette casseforme vedere la figura precedente

Come vedete le casseforme esterne sono sorrette da terra da tavole di sfasciatura che permetteranno di metterle in piano. Il puntellamento viene eseguito scaricando le forze che gravano sui puntelli obliqui direttamente nel terreno, ove sono fermate a mezzo di cunei idonei.

Ma passiamo all’armatura in ferro del solaio.

Data la luce media dei vani (netta mt. 5,10) probabilmente dai calcoli che vi darà il progettista e direttore dei lavori, nelle nervature, sopra i travetti a traliccio, verrà prevista poco ferro.

Comunque accertatevi sesono comprese anche ferri diritti ed altri sagomati

Come si vede nella figura sottostante, verrà messa in opera idonea rete elettrosaldata posata sopra le pignatte e gettata contemporaneamente al solaio e più precisamente nella solettina o caldana superiore, dello spessore minimo di cm 4

 
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NORMATIVA

La conformità di un solaio è assicurata, soprattutto, dal rispetto delle normative specifi che.

Nella pratica, è di fatto la normativa di tipo strutturale che determina lascelta della tipologia di solaio da impiegare.

Tale normativa è rappresentata principalmente da:

– D.M. 09/01/96 che dedica un apposito capitolo al solaio (cap. 7) prevedendo sia l’impiego di blocchi di alleggerimento in laterizio che blocchi prodotti con materiale alternativo;

– D.M. 16/01/96 che si occupa dei carichi e sovraccarichi sulle costruzioni;

– D.M. 03/12/87 che riguarda prevalentemente le strutture prefabbricate;

– Norma UNI 9730 (“norma di prodotto”) che si riferisce esclusivamente ai blocchi di laterizio e alle loro caratteristiche;

– Ordinanza n. 3274/2003 del Presidente del Consiglio dei Ministri, che regolamenta i procedimenti costruttivi nelle zone sismiche;

– prEN 15037-2, norma europea ancora in fase di preparazione (anch’essa “norma di prodotto”) che si riferisce ai blocchi di alleggerimento.

E’ da premettere che il solaio in latero-cemento (gettato in opera o semiprefabbricato), in qualità di struttura in conglomerato cementizio,

è soggetto alla Legge 5/11/71 n. 1086 e, come tale, il suo impiego (in special modo per le parti di calcestruzzo) richiama in corresponsabilità, in ogni singolo fabbricato:

– il produttore di ogni componente, che assume le responsabilità del costruttore per quanto di competenza del componente stesso;

– il direttore del cantiere di prefabbricazione dei componenti di calcestruzzo armato, che assume le corresponsabilità proprie del direttore dei lavori (per quanto di sua competenza);

– il redattore dei calcoli statici (forniti dal produttore dei componenti prefabbricati) che, quando non diversamente specificato, assume le responsabilità del progettista strutturale.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, in realtà, è il progettista strutturale del prefabbricato, a cui è destinata la fornitura, che deve fare propri i calcoli giustificativi proposti dall’azienda e assumersene la completa responsabilità, in quanto è il solo in grado di valutare l’organico inserimento del componente prefabbricato (travetti, lastre con alleggerimento in laterizio, pannelli in laterizio) nella struttura generale del fabbricato.

 

                                                         ________________________________________________

Come già detto precedentemente i fornitori dei solai mandano lo schema dei travetti con le pignatte ed i ferri (esclusa la rete elettrosaldata) diritti o sagomati che loro hanno previsto nel calcolo del solaio, ricordantevi che vi dovete fare lasciare la idonea documentazione (in effetti deve ricordarselo il progettista cui compete la piena responsabilità) da presentare nel qual caso al Genio Civile.

Una volta completate tutte queste operazioni, e messi a posto i due scarichi sopradetti, viene chiamata la betoniera del calcestruzzo.

Il calcestruzzo dovrà essere buono, opportunamente dosato secondo le indicazioni dei tecnici addetti, non troppo duro né troppo fluido.

Per i cordolo sarebbe opportuno usale un vibratore tipo quello indicatovi nei capitoli precedenti.

La botte del calcestruzzo inizierà il suo getto ed il muratore con il manovale ed altri operai disponibili provvisti di stivali di gomma, dirigeranno la canala di scarico dell’autobotte là dove ce ne sarà bisogno

Il calcestruzzo viene “smucchiato” con le pale (o badili) e “tirato” a mezzo di grossi rastrelli a lamina piena provvisti di manico e la sua orizzontalità viene controllata sempre “tirando” (Termine che rende idea dell’azione che gli operai devono compiere) dei lunghi regoli di alluminio o delle tavole di sfasciatura perfettamente diritte ed adoperate di coltello, con sfioro sopra le casseforme lignee laterali del solaio.

 E’ un lavoro faticoso, continuo, che fa sudare anche in pieno inverno, una volta completato si vedrà una superficie perfettamente piana di cemento.

 Non gettare mai quando la temperatura è bassa e si rischia una gelata notturna, in quanto l’acqua contenuta nel getto gelando distruggerebbe il lavoro fatto.

Non è neppure consigliabile gettare in una giornata caldissima con il sole che fa sentire tutta la sua forza e farebbe tirare troppo velocemente il cemento

Il getto del solaio va tenuto sotto controllo e va bagnato abbondantemente la mattina dopo, e nel qual caso anche in altre ore dei giorni seguenti, in maniera da permettere una presa del cemento lenta ma uniforme e forte.

 Dopo pochi giorni, a secondo della stagione, quando si nota la compattezza del getto, si provvede a togliere i tavolacci laterali.

SEGUE ./. VEDIN ARTICOLO n° 7

Continuate a seguirci, in seguito i prossimi interessantissimi articoli

di Amedeu

19 commenti

  1. Salve,
    Il mio problema è il seguente: ho una stanza di mt3x3 e le pignatte ,con le quali e stato fatto il terrazzo si lesionano di lato, vicino al travetto e rischiano di venire giù e causare danni. Preciso che il soffitto è intonacato a calce. Un amico muratore mi ha suggerito questa soluzione: fissare al soffitto una rete metallica sottile spessa anche un millimetro con delle viti e passaci una nuova mano di intonaco, magari a gesso, per coprire la rete, eliminando cosi il pericolo. Secondo voiva bene questa soluzione?
    Potete gentilmente e,se possibile, in maniera rapida, darmi suggerimenti e consigli per risolvere questo problema?
    Nel ringraziarvi e complimentarmi per il sito interessante, vi saluto

  2. Per Domenico
    In questi casi non posso fare altro che darti dei consigli, in quanto ciò che mi dici andrebbe visto.
    Le lesioni delle pignatte vicino ai travetti possono essere preoccupanti; però non conosciamo l’entità nè la larghezza di tali lesioni.
    Il fatto che un muratore ti abbia detto di fissarci sotto una rete zincata per intonaco, starebbe a significare che tali lesioni sono molto sottili. Non torna però con il fatto di lasciare in essere il vecchio intonaco, senza verificare se la palpella delle pignatte aggancia sempre il travetto in laterizio o prefabbricato che sia, rischiando inoltre di creare un nuovo corpo pesante, e che male si amalgama, appunto con l’intonaco esistente.
    Non possiamo fare altro che consigliarti di fare vedere tutto ad un buon tecnico, che ti dirà come agire per questo caso.
    Saluti
    Amedeu e c.

  3. Cari redattori, mi trovo a costruire un solaio a centina/archi, la mia domanda è quale prodotto posso usare per posare i mattoni sulle travi in ferro? mi hanno sconsigliato la calce perchè corrode il ferro con il tempo. anticipatamente vi ringrazio per la Vs. disponibilità. in attesav di una Vs. risposta vi porgo i miei saluti. Giovanni.

  4. Per Giovanni.
    No! Che corrode il ferro è il gesso.
    Trattandosi di una volta a quanto mi sembra più che impegnativa, ti consiglio di rivolgerti al più presto da un professionista, (possibilmente ingegnere), e farti seguire ad ogni passo che fai.
    Amedeu e c.

  5. Salve e complimenti per il sito. Ho scoperto CoffeeNews da qualche giorno e ho avuto modo di apprezzare le informazioni, dettagliate e complete, dei tanti argomenti… insomma esattamente quello che cercavo! Sto realizzando in economia la mia costruzione, e siccome è in campagna, vorrei, in buona parte degli ambienti, realizzare solai con legno a vista (travetti e assi maschiate), con o senza gettata di calcestruzzo (dipenderà dagli ambienti, dai costi, dagli utilizzi… )…Ed è per questo che cerco informazioni e suggerimenti su questo tipo di solai, vantaggi e svantaggi, sia da un punto di vista strutturale che funzionale. Non ho trovato questo tipo di solai tra gli argomenti. Pensate di mettere qualcosa in proposito?
    Grazie di tutto e ancora complimenti,
    Paolo minerva

  6. Per Paolo.
    Si, appena possibile cercheremo di fare un articolo su quanto hai suggerito.
    Amedeu

  7. ciao amedeu devo eseguire un muro in cls tondo devo armarlo con i pannelli in legno….come mi devo comportare?

  8. Pe Alessandro.
    Le curvature dei muri in cemento armato si eseguono con tavole di sfasciatura usate in edilizia e posizionate verticalmente.
    Più è curvo il muro e più strette devono essere le tavole.
    Le accosti ed esegui la curvatura.
    Naturalmente vanno ben strette ed appuntellate.
    Te lo dovrebbe avere detto il tuo progettista e Direttore dei Lavori quando ti ha dato lo schema dei ferri dell’armatura.
    Amedeu

  9. Buongiorno.
    Volevo chiedere un informazione per quanto riguarda la predisposizione dei travetti e delle pignate. in un cantiere ho visto che nel posizionamento dei travetti si veniva rotta l’estremità di esso lasciando solo i ferri. Volevo sapere se è giusto farlo oppure se i travetti non dovrebbero essere toccati. Spero in una risposta grazie.

  10. Per Roberto.
    Dipende da che tipo di travetti stavano usando in quel cantiere.
    Normalmente, come potrai vedere anche nei nostri articoli, i ferri dei travetti entrano nelle gabbie in ferro dei cordoli laterali.
    Il fatto che abbiano rotto i travetti alle due estremità, può dipendere da un tipo di travetto da loro usato (?) e che necessitava di tale operazione, oppure da travetti inizialmente troppi lunghi per il vano dove dovevano essere posizionati e che sono stati accorciati liberando poi il ferro delle estremità dal cemento e dal fondello in laterizio per riutilizzarli.
    Il nostro consiglio è di usare travetti con i ferri che entrano nei cordoli.
    Amedeu e c.

  11. Buongiorno Amadeu, stavano usando travetti in latero-cemento. erano lunghi e quindi venivano rotti con il martello le parti del laterizio mentre i ferri venivano lasciati e legati alla gabbia del trave (in pratica è un solaio inclinato).
    Rompendo le parti del travetto non si puo causare un disturbo al solaio concluso?
    Questa esecuzione del solaio viene eseguita a regola d’arte?
    Scusa se continuo a chiedere ma è un dubbio molto grande ciao e grazie

  12. Per Roberto.
    Aggiungiamo che se i travetti erano più lunghi probabilmente erano calcolati ed armati per luci maggiori e quindi liberando i ferri dalle estremità dei fondelli in laterizio, per farli entrare nelle gabbie e legarli ad esse, non hanno causato danni.
    Confrontati anche con il tuo Direttore del Lavori e cerca di dargli credito.
    Amedeu e c.

  13. Si ok ho capito. Parlerò con il mio Direttore dei Lavori.
    Grazie.
    Roberto

  14. vivo in una palazzina di 6 appartamenti , da un po di tempo , al terzo piano il condomino lamenta cattivo odore,mentre al primo piano quando si scarica il bagno ce un rigorio dell’acqua,Fogna intasata? (si presume dagli scarichi del bagno) in fatti lo sfiatatore e a muro sotto la tettoia , esistono metodi e/o soluzioni per detto problema , la valvola di non ritorno è la soluzione’ quanto costa al privato, va messa da una persona qualificata? quale?
    se puoi darmi una risposta ,e se ci sono venditori nella provincia di latina?
    un grazie da franco A.

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