Cosa è la Commissione Edilizia. Come funziona.
Di amedeu
Nel corso dei nostri numerosi articoli, abbiamo parlato molte volte della Commissione Edilizia Comunale e dell’importanza che la stessa riveste ai fini del rilascio di una Concessione Edilizia; però, non abbiamo mai spiegato al lettore che cosa sia la Commissione Edilizia, quali siano i suoi compiti e quali i suoi limiti, ed inoltre da chi deve eesere formata e quale potere può avere nel corso di una pratica edilizia.
Adesso affrontiamo questo argomento, seguendolo punto per punto, in relazione alla Commissione Edilizia di un medio Comune Italiano
Seguiamo insieme l’articolo:
La Commissione Edilizia è l’organo consultivo ( quindi non ha alcun potere decisionale definitivo) tecnico di un Comune per la disciplina dell’attività edilizia ed urbanistica nel territorio comunale sulla base dello strumento urbanistico vigente (Piano Regolatore Generale , Piano Strutturale) nonchè del Regolamento Edilizio.
Piano Regolatore
I pareri della Commissione Edilizia sono obbligatori, ma non vincolanti per le Amministrazioni Comunali, e non costituiscono presunzione di rilascio della concessione edilizia.
La Commissione Edilizia esprime il proprio parere oltre che sulle modifiche al Regolamento Edilizio, anche sulle richieste avanzate dai cittadini al Sindaco o al Responsabile de Settore Edilizia Privata (o Urbanistica, nel caso di settori unificati), al fine di ottenere la concessione edilizia.
La Commissione Edilizia, sentite le osservazioni di carattere tecnico e regolamentare espresse dagli uffici comunali ed in particolare dal responsabile del procedimento (Dal tecnico cui è affidata la tutela della pratica edilizia in osservazione), esprimerà il proprio parere, valutando l’impatto e la qualità estetica dell’intervento, il rapporto con il contesto, la qualità progettuale, la compatibilità con i valori paesistici ambientali esistenti.
Vediamo come deve essere composta la Commissione Edilizia:
A secondo della grandezza dei Comuni interessati , la Commissione edilizia si compone di più o meno membri.
Comunque fa capo ad un Presidente, nominato dal Sindaco, tra gli iscritti degli Ordini Professionali nel campo urbanistico/edilizio e di provata esperienza.
- Architetto, Ingegnere, Geometra, Geologo, Perito Edile, Agronomo,Avvocati, salvo se altri
Il Responsabile del procedimento partecipa ai lavori della Commissione Edilizia in forma di relatore.
Gli esperti sono designati dalla Giunta Comunale e scelti in elenchi di nominativi, proposti dagli Ordini e Collegi Professionali; i professionisti, sono tenuti alla presentazione del curriculum professionale.
In caso di rinuncia o di dimissioni di un membro, esso dovrà essere sostituito entro 30 giorni dalla data della comunicazione di rinuncia o di dimissioni, seguendo la stessa procedura adottata
per la nomina.
Saranno considerati dimissionari gli esperti che, senza giustificato motivo, siano assenti (di regola) per 3 sedute consecutive o 5 sedute entro gli ultimi 365 giorni.
Gli esperti dureranno in carica per il periodo di tempo corrispondente al mandato amministrativo del Sindaco e potranno essere riconfermati.
Non possono far parte, contemporaneamente, della stessa Commissione Edilizia componenti che abbiano tra loro un grado di parentela (fratelli, ascendenti, discendenti, affini di primo grado, adottante o adottato) o rapporti di lavoro in modo continuativo.
Procedure per le riunioni della Commissione Edilizia
Le sedute della Commissione Edilizia sono convocate dal Presidente nella sede abituale, ogni volta che lo ritenga opportuno, e (di solito) sono pubbliche.
La convocazione scritta deve pervenire ai commissari in tempo utile rispetto alla data delle riunioni e può riportare l’elenco degli argomenti posti all’ordine del giorno.
Per la validità delle sedute è necessaria la presenza del Presidente e di almeno la metà dei membri con diritto di voto.
Le decisioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti.
Il Responsabile del procedimento sarà relatore della Commissione Edilizia, mentre le funzioni di Segretario saranno svolte da un dipendente a ciò designato dal Responsabile dell’ufficio competente.
I commissari che eventualmente fossero direttamente interessati alla realizzazione di un’opera non possono presenziare all’esame e alla votazione su di essa.
La Commissione può, di sua iniziativa o a richiesta degli interessati, fare intervenire alle sedute i tecnici o i proprietari interessati, per ottenere chiarimenti sui singoli progetti. Di questa procedura deve essere fatto esplicito riferimento nel verbale.
Per problemi di speciale importanza, o tutte le volte che lo ritiene utile, il Presidente della Commissione può invitare alle riunioni, senza diritto di voto, anche altre persone esperte nei problemi trattati.
La Commissione Edilizia, qualora lo ritenga necessario, potrà convocare il richiedente e/o i progettisti per avere chiarimenti sui progetti sottoposti al suo esame.
I processi verbali delle adunanze sono scritti su apposito registro dal segretario della commissione e devono contenere la motivazione sintetica del parere espresso e il nominativo degli esperti eventualmente invitati. In caso di non unanimità devono anche essere riportati i voti ottenuti (favorevoli, contrari, astenuti) e le eventuali dichiarazioni di voto.
I verbali delle riunioni, redatti dal dipendente che svolge funzione di segretario verbalizzante, sono firmati dal presidente, dal segretario stesso della commissione e da tutti i membri presenti.
La Commissione Edilizia, può effettuare sopralluoghi quando lo ritenga opportuno per la valutazione dell’intervento.
Il Presidente della C.E. provvede a trasmettere trimestralmente una relazione di sintesi dell’attività svolta e delle relative problematiche affrontate nella Commissione al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale,
Attribuzioni e compiti della Commissione Edilizia
La Commissione Edilizia è chiamata ad esprimere pareri consultivi obbligatori
relativamente a:
- domande di concessione edilizia,
- annullamento in sede di autotutela del comune di concessioni edilizie già rilasciate;
Il parere della Commissione Edilizia è inoltre necessario: (qualora rientri nei casi precedenti)
- Nel caso di domanda di nuova concessione edilizia a seguito di decadenza di una precedente concessione per mancato inizio dei lavori nel termine di un anno dal suo rilascio.
- Sui piani Attuativi e loro varianti, sul P.R.G. e sue varianti.
Planivolumetrico
-L’Amministrazione potrà inoltre sottoporre all’esame della suddetta Commissione questione di natura urbanistica ivi comprese le eventuali domande di parere preventivo sulle previsioni di piano regolatore che abbiano rilievo nel campo della pianificazione vigente avanzate da privati cittadini, associazioni o enti. Tale eventuale proposta dovrà comprendere la documentazione occorrente per la valutazione dell’intervento, con l’indicazione della ripartizione fondiaria e delle relative destinazioni. Su tale proposta verrà espresso un parere di fattibilità.
Il voto della C.E. è consultivo e non costituisce presunzione della emissione di concessione, la quale è riservata esclusivamente al Responsabile dell’ufficio competente.
Qualora però il Responsabile dell’ufficio competente intenda dissentire dal parere della C.E., il relativo provvedimento dovrà essere dettagliatamente motivato, con la indicazione delle ragioni che lo hanno indotto a dissentire dal parere medesimo.
Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo
SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA
Articoli Correlati
- Il regolamento edilizio. Cosa è. Cosa contiene.
- Misure di salvaguardia comunali (art. 12, commi 3 e 4 del D.P.R. n° 380/01)
- Indicazioni per chi vuole costruire una casa: progetti, pareri, tecnici, preventivi, capitolati
- Fasce di rispetto stradali al di fuori dei centri abitati.
- Edifici di civile abitazione: parametri e standards edilizio - urbanistici da rispettare
- Indice di fabbricabilità di un terreno. Cosa è?
- Il Piano Strutturale ed il Regolamento Urbanistico. Strumenti di seconda generazione
- Legge 73 del 22 maggio 2010. Lavori senza DIA
- Abusivismo edilizio. Qualcosa che dovremmo sapere.
- DIA e abusi edilizi. Le responsabilità penali del progettista e del direttore dei lavori.

chiedo quanto tempo ci vuole x avere una risposta dalla commissione edilizia dalla presentazionr della domanda …nel mio caso una veranda e se il Comune puo fare modifiche se la legge permette di farle in quanto volume?grazie
Per Tomio.
I tempi sono stabiliti dalla legge e sono brevi. Rientrano nei 60 giorni.
A meno che non sia una DIA o una comunicazione per lavori di straordinaria manutenzione, come previsto dall’ultima legge.
Bisogna però stare molto attenti alla prima lettera che giunge dal Comune, nella quale viene specificato il nome del Responsabile del Procedimento Comunale.
In tale lettera, il più delle volte letta sommariamente dagli interessati, si richiedono normalmente degli atti, notizie, relazioni o altro , mancanti nelle pratiche presentate.
Succede che a seguito della cattiva lettura di tale documento, le pratiche vengono messe a “dormire” in attesa.
Quindi, il proprietario deve fare molta attenzione a queste comunicazioni, fare provvedere dal suo tecnico e poi si accorgerà che la risposta gli arriverà presto.
Amedeu e c.
Buongiorno,
mi permetto di sottoporre alla Vs. cortese attenzione il mio problema.
Possiedo una villetta singola composta di un aappartamento al piano terra collegato a due locali più servizi al primo piano, che vorrei utilizzare per mio figlio e famiglia.
Ho fatto regolare richiesta al mio comune di residenza (Villa di serio) per costruire una scala esterna per rendere l’appartamentino indipendente.
Premetto che suddetta scala verrebbe realizzata sul retro dell’abitazione , invisibile da qualsiasi direzione se non dall’alto, perchè la mia casa è ultima di una strada a fondo chiuso, quindi non andrebbe a disturbare in nessun modo l’armonia architettonica né ambientale del luogo.
Dopo un paio di mesi la commissione estetica risponde bocciando la mia richiesta.
Credo che siccome siamo ancora in un paese democratico e libero, la commissione edilizia, non ha nessun potere di veto in ambito estetico, ma può intervenire solo per quanto riguarda il regolamento edilizio, le norme del PRG e basta!:
” non voglio un grande fratello che ci dica come ci vuole e ci obblighi ad esserlo “.
Spero tanto che mi possiate suggerire la strada , oltre il solito ricorso ( che pare lasci il tempo che trova), per contrastare l’’ingiusta decisione della commissione estetica.
Grazie per l’attenzione
cordialmente
valeria comito
Per Valeria.
La Commissione Edilizia, che pure è un organo consultorio, si esprime essenzialmente sui valori estetici dell’intervento edilizio e sulla compatibilità dei valori ambientali esistenti.
Con il tuo tecnico andate a parlare, con la dovuta cortesia, con il Responsabile del Procedimento comunale della tua pratica. Potrà eventualmente e ufficiosamente (non è obbligato, attenzione!) instradarvi, al di la del parere motivato espresso, su una nuova soluzione, sulla base di ciò che può avere detto la Commissione nell’ambito di esame del tuo progetto.
Comunque leggi bene il nostro articolo dal quale hai scritto.
Amedeu e c.
Se la commissione non approva il progetto entro 60 giorni, perchè non sempre si riuniscono e quindi non riescono ad evadere tutti i progetti, cosa succede?
Giuseppe
Per Giuseppe.
Il tempo concesso per legge ai Comuni non decorre mai da quando la pratica va in Commissione Edilizia, bensì da quando viene protocollata in Comune.
Come ripetuto molte volte, il Responsabile del Procedimento comunale invia una lettera che contiene normalmente delle richieste di atti mancanti. Molti non leggono attentamente tale lettera, per cui poi non comprendono perchè la loro pratica “non scorra” come si deve.
Quindi : fate sempre attenzione e recatevi sempre presso l’Ufficio Edilizia Privata del Comune per ragguagli.
Amedeu e c.
salve, io ho un grosso problema in questine, ho presentato il mi progetto di ricostruzione e miglioramenti di servizi nei primi giorni di marzo.
Dal comune ho avuto solo una lettera in cui mi spiegavano che esso l’hanno preso in esame.
Da quando l’ho presentato si sono susseguiti 2 commissioni ma in nessune di queste ho ottenuto risposta ne positiva ne negativa,
Le mie domande sono le seguenti;
- Nel caso i termini di risposta sono finiti entra in vigore il tacito assenso? e se si come mi devo muovere per ottenere tal diritto.
PS. La Commissione Edilizia mi ha approvato il progetto
Cordialmente Elisa
Pe Elisa.
Riguardo alla prima parte che tu sai, se le proposte sono state fatte per acquisizione bonaria di un terreno, perchè in vicinanza di quello comunale, è un conto, in quanto il Comune potrebbe effettuare un esproprio, ma lo può fare solo per motivi di pubblica utilità (generale o igienica). Per fare questo però deve attuare una lunga procedura che deve passare dal Consiglio Comunale. La via bonaria (che comporta sempre una cessione del terreno in cambio di un prezzo giudicato equo dagli uffici comunali e stabilito dall’Ufficio Tecnico Erariale) può non essere accettata dalla controparte,
Se invece le proposte erano diverse dall’uso pubblico, si ricade in ambito penale.
Adesso veniamo al tuo progetto: se, come dici, la Commissione Edilizia ha espresso il suo parere favorevole (si tratta solo di un parere consultivo), l’ufficio Edilizia Privata dovrebbe rilasciarti la Concessione edilizia.
Tu fai un tentativo: scrivi una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, diretta al Dirigente dell’Ufficio Edilizia Privata, richiedendo al medesimo di comunicarti immediatamente cosa manca nella tua pratica per il rilascio della Concessione Edilizia, in quanto ti è stato comunicato il N.O favorevole della Commissione Edilizia.
Ciò metterà l’ufficio suddetto in condizioni di scriverti, al più presto, la verità
Amedeu e c..
Nel caso di installazione di pannelli fotovoltaici in zona sottoposta a vincolo oltre alla richiesta di autorizzazione paesaggistica si può procedere con denuncia di inzio attività edilizia oppure si deve procedere sempre con permesso di costruire?
Per Laura.
Se parli di zone A sottoposte a vincoli di Soprintendenza o similari (leggi regionali ad hoc), riteniamo che non vi siano molti Enti che danno il permesso di installare pannelli fotovoltaici su tetti o terrazze.
Comunque ti conviene sentire il tuo Comune di appartenenza (Ufficio Urbanistica o Edilizia Privata), dove sapranno darti tutte le informazioni del caso.
Amedeu e c.
Buongiorno,
ho acquistato in data 07/07/2005 un terreno di mq 2500 con relativo progetto approvato in data 06/04/2005 con parere favorevole della Commissione Edilizia del Responsabile del Procedimento e della ASL di zona.
Con una prima comunicazione del 20/04/2005 il Responsabile del Procedimento comunicava alla precedente proprietaria, che aveva inoltrato richiesta di concessione edilizia il 22/03/2005, il parere favorevole di tutti gli organi competenti.
Dopo circa 120 giorni il Responsabile del procedimento inviava sempre alla precedente proprietaria con lettera del 23/09/2005,che ai fini della predisposizione della concessione edilizia dovevano essere prodotte le ricevute degli oneri concessori altre all’integrazione di documentazione mancante non richieta nella prima comunicazione.
In virtù del mio atto di acquisto in data 09/05/2006 ho trasmesso all’ufficio di competenza quanto richiesto compreso il pagamento degli oneri e voltura di concessione ediizia a mio nome.
In data 20/12/2006, non ricevendo nessuna risposta da parte dell’ufficio competente,ho fatto ulteriore richiesta di concessione per la mancata risposta alla prima.
Solo in data 06/12/2010 a distanza di piu di 5 anni dall’inizio del procedimento l’ufficio mi ha risposto con un pre diniego cosi motivandolo:.
Integrazione di documentazione “solo parziale” (assolutamente falso).
Adozione in data 25/05/2006 del Nuovo piano Paesagistico regione Sardegna ed entrata in vigore delle norme di salvaguardia.
Poichè alla data di adozione del piano l’iter della pratica non era concluso l’intervento restava soggetto alle norme sopraggiunte divenute definitive 08/09/2006.
Motivi ostativi riguardo alla parte del fabbricato ad uso residenziale prevista nel progetto (che era stato approvato da tutti gli organi di competenza)che è inferiore ai mq. 28 stabiliti dall’art.2 del D.M. 05/07/1975.
Come detto questa è la risposta che ho ottenuto dal dirigente dell’ufficio urbanistica comune di Iglesias (CI).
Faccio presente che prima di tale risposta l’ufficio di competenza non ha mai risposto ne tanto meno ha lamentato incongruità in ordine tecnico del progetto antecedentemente approvato,ha solo richiesto delle normali integrazioni di alcuni documenti,tutte soddisfatte.
Ho già inoltrato all’ ufficio competente lettera con ossevazioni e documentazione, facendo notare che ne io e soprattutto la precedente proprietaria siamo mai stati informati tempestivamente di tali incongruità nel proggetto in modo da avere la leggitima possibilità di adeguarci entro i termini per modificare i motivi ostativi e che tutta la documentazione compreso gli oneri sono stati presentati prima “dell’adozione” del nuovo piano.
Ho cercato al meglio di sintetizzare la vicenda.
Un ultima cosa, l’atto di acquisto è avvenuto anche con un altra persona che anchessa ha acquistato un lotto di terreno confinante con il mio di uguali e identiche caratteristiche.
Lui ha già costruito la casa avendo avuto il rilascio della concessione in data 25/02/2006 da parte dello stesso dirigente,mentre il mio terreno è l’unico lotto dove non vi è costruzione, tutto intorno nella zona è costruito manca solo un urbanizzazione.
Cordialmente Claudio
Per Claudio.
La tua relazione circa il progetto presentato e mai approvato è molto dettagliata.
Ci siamo soffermati su di un punto in particolare e che ti vogliamo evidenziare.
Le lettere inviate dal Responsabile del Procedimento comunale, circa a fine testo, fanno presente che se gli elaborati non verranno presentati entro il tempo previsto la pratica verrà archiviata.
Questo periodo è comunemente valutato in un anno dal ricevimento di tale lettera: quindi se dalla data 23/09/2005 al 23/ 09/2006 non potete dimostrare, tramite una lettera di accompagnamento timbrata magari dall’Ufficio protocollo comunale, che avete presentato gli atti richiesti ( non gli oneri che logicamente hanno una data di versamento), l’ufficio comunale potrebbe farsi forte del fatto che la vostra pratica era stata archiviata.
Quindi a questo punto potresti chiedere solo la restituzione di tali oneri di urbanizzazione.
Quanto sopra sembra confermato anche dal fatto che in data 20/12/2006 hai fatto una nuova richiesta di concessione edilizia.(?)
La stranezza appare in questa ultima domanda, che non ha ricevuto alcuna risposta se non 5 anni dopo.
A meno che, trattandosi di una mera domanda di nuova concessione (forse senza ripresentazione di tutti gli elaborati tecnici) l’Ufficio comunale non sia rimasto in attesa di quei famosi atti non presentati nella prima vostra richiesta
Un legale potrebbe basare un suo ricorso su tale punto.
Altro noi non possiamo aggiungerti.
Amedeu e c.
Ho presentato un permesso di costruire 70 giorni fa.
Il comune non ha ancora risposto nulla, nè la comunicazione dove viene indicato chi è il responsabile del procedimento, nè tantomento il parere: ad oggi non so nemmeno che numero di pratica ha il mio progetto!
Nel frattempo ho contattato più volte il tecnico per avere informazioni e ogni volta veniva risposto che si sarebbe riunita la commissione edilizia a breve… ma come potete aver capito il breve deve ancora arrivare!
Da Testo Unico la mia pratica dovrebbe essere respinta per tacito diniego.
Ma è una cosa legale questa ?
Cosa è possibile fare ora?
Per Angelo.
I tempi di risposta dei Comuni relativamente alle pratiche edilizie sono sempre lunghi, comunque ad onore del vero, bisogna riconoscere che perlomeno nella lettera di comunicazione del Responsabile del Procedimento e degli eventuali atti carenti nella pratica edilizia, detti tempi di legge vengono rispettati.
Ti conviene andare personalmente a sentire presso l’ufficio Edilzia Privata del Comune come stanno le cose,… quindi se la risposta non ti persuade, poiché con la procedura del silenzio assenso ecc. non si ottiene mai niente, oltre ad essere un’arma a doppio taglio, in quanto ti metterebbe in evidente contrasto con il Comune, dovresti invece seguire il sistema della Posta Certificata, mandando al dirigente ( nome e cognome) dell’ufficio interessato, cortesi solleciti per il tuo progetto.
E’ un sistema collaudato di sveltimento delle procedure.
Amedeu e c.
salve ,
sono sempre Renzo
ho scordato di chiedere il vostro parere circa la legislazione inerente ai pareri della comissione edilizia dei Comuni.
la domanda è: Fino a che punto, la commissione puo’ esprimere il proprio parere a su quali criteri di giudizio, visto che nella mia citta’ di Ravenna, spesso si deve ricorrere al TAR per avere ragione.
Da un mio punto di vista sembra che il parere sia del tutto soggettivo e privo di ogni fondamento, visto che vengono negati spesso, progetti di ristrutturazione, che poi si vedono eseguire da altre parti.
La popolazione non ne puo’ piu!
Sono a chiedervi se vi possono essere i presupposti per avviare azioni legali contro la commissione edilizia e sulla base di quali leggi, prima di inoltrare la richiesta al TAR.
Grazie 1000.
Per Renzo.
La Commissione Edilizia è consultiva è si esprime normalmente su motivi estetici e ambientali
Ma leggi attentamente l’articolo dal quale ti stiamo rispondendo.
http://www.coffeenews.it/cosa-e-la-commissione-edilizia-come-funziona#comment-11798
Amedeu e c.
Salve,
volevo sapere se, facendo apposita e motivata richiesta, posso prendere parte alla riunione della C.E. che valutera’ il mio progetto (sono il proprietario, non il tecnico).
Grazie per l’attenzione.
Carlo
Per Carlo.
Normalmente, se uno lo richiede per scritto, può essere accettato a partecipare, come osservatore, alla seduta della C.E.
Fra l’altro molti Comuni la gestiscono aperta al pubblico in sala consiliare.
Consultati con il responsabile del procedimento del tuo progetto e formulagli la richiesta.
Amedeu e c.
buongiorno volevo fare una domanda , praticamente la commissione edilizia che si riunisce nel mio paese, una volta al mese, tutte le volte che si riunisce salta fuori un documento che manca, che nella commissione prima non e stato chiesto, la conseguenza e lo slittamento dei lavori , alla prossima commissione che si riunisce il mese dopo , lavori che io ho una certa urgenza, in quanto oltre alla costruzione di un piano abitativo , questi lavori riguardano anche il tetto, e se non li faccio adesso che e estate con l’inverno e la pioggia , dovro aspettare di nuovo un bel po’ di mesi, ora io non so se questa cosa e fatta apposta o no, il comune dicono che i documenti che devo portare sono tutti scritti nella lettera (ed io li ho tutti pronti) , ma se poi in commissione richiedono un ulteriore documento il comune non puo saperlo, allora come devo fare?? ho tutto pronto ma per dei pretesti banali mi rinviano sempre i lavori, mi consigliate un legale?? ultimo problema e la legge 10 e 13 che la volevano in commissione, ora vogliono anche il computo degli oneri derivati dal calcolo metrico, cioe’ ce ne sempre una sto’ impazendo cosa posso fare???
Per Luciano.
Se hai tutti documenti pronti, devi presentarli.
Eventualmente accompagnali con una tua lettera indirizzata agli esponenti della CE comunale, scritta in modo corretto e cortese, facendo presente alla Commissione quanto hai specificato a noi relativamente alla tua necessità di eseguire i lavori durante l’estate.
Alla fine di detta lettera, inserisci anche che per qualsiasi quesito possa sorgere, ti dichiari disposto a presentarti davanti alla CE per chiarirlo.
Dovrebbero capire la tua urgenza ed eventualmente potrai chiarirlo di persona una volta per tutte.
Amedeu e c.
Spett. Redazione, vi illustro brevemente la situazione nella quale ci troviamo io e diversi proprietari, con i nostri terreni e il difficile ottenimento della lottizzazione. Dalla mia mail indicata nel form per il commento ho provveduto ad inviarvi una foto della planimetria, perché possiate capire meglio la mia spiegazione. Il terreno (classificato come zona C) in questione è quello tratteggiato con la linea blu, mentre la linea gialla tratteggiata è quella al di sotto della quale non si può edificare. Più o meno all’inizio di quest’anno è comparsa però una linea rossa che applicherebbe un D.M. del 1977 e che estenderebbe al di sotto di essa ed in maniera drastica il divieto di edificabilità. Eppure, in entrambi i lati dell’intero terreno è già tutto edificato, e nel rispetto della più vecchia linea gialla, e alcune di queste costruzioni sono sorte non più di 10 anni fa. Perché quindi far valere solo per noi le drastiche restrizioni di questa linea rossa? L’ingegnere incaricato del piano di lottizazzione intende approntare uno studio da presentare alla commissione edilizia per avere un parere su questa situazione di disparità di trattamento. Voi cosa ne pensate?
Se anche la commissione rispondesse positivamente, ammettendo la logicità della domanda, come si potrebbe intervenire su un atto ministeriale? Ma soprattutto, come possono aver ottenuto la concessione edilizia quelli delle costruzioni affianco al nostro terreno? Il parere della commissione può essere impugnato al TAR? Voi quale soluzione addottereste?
Vi prego, non sappiamo più cosa fare…
Per Michele.
Abbiamo visto la planimetria catastale del terreno, con indicate le linee blu, gialla e rossa.
Indovinare a quale DM del 1977 si riferiscano è molto difficile, a meno che non sia la Legge 27 gennaio 1977, n. 10 “Norme in materia di edificabilità dei suoli”, legge che introduceva la concessione edilizia ed ora parzialmente superata dalla legge 380/2001 riferita al Permesso di Costruire.
Non troviamo però in tale legge alcun riferimento valido a quanto ci dici.
Fra l’altro, se si “sono accorti adesso” di un DM del 1977 ed in base al quale hanno segnato una linea di rispetto o di zona inedificabile, come giustamente fai presente, si troverebbero con un contenzioso difficilmente sostenibile per il Comune, in quanto (sempre da come hai esposto), altri hanno costruito.
La Commissione Edilizia è un organo solamente consultivo e non decisionale: ha un suo valore di sostegno, ma in definitiva decide sempre il dirigente dell’Ufficio Edilizia Privata e non più il Sindaco.
Per quanto riguarda un eventuale ricorso al TAR, dovete rivolgervi da un legale della vostra zona, esperto in materia urbanistica,
Amedeu e c.
Buonasera,
La commissione edilizia di Milano ha bocciato il progetto che avevo sottoposto per la realizzazione di una serra sul terrazzo in una zona sottoposta a vincolo. Abbiamo richiesto delucidazione e ci e’ stato risposto che le Belle Arti hannno dato istruzione di vietare la costruzione di serre nelle zone protette da vincolo. Nella via perpendicolare a quella nella quale si trova il mio appartamento stanno ultimando la realizzazione di una serra e si tratta di una via ancora piu’ centrale della mia. Come e’ possibile che a distanza di pochi metri il parere cambi in maniera cosi’ importante oltretutto spostandosi in una zona di maggior pregio? Posso fare ricorso per equita’ visto che situazioni simili sono state valutate in maniere differente?
grazie
alessandro
Per Alessandro.
Purtroppo l’unica maniera per ottenere poco è quella di cercare di fare dei paragoni o richiamando situazioni simili alla vostra.
Può darsi che questo vostro “vicino” stia costruendo abusivamente, per cui otterreste la sua denuncia, ma non risolvereste il vostro caso.
La strada da seguire è quella di capire la negazione della Soprintendenza, e potete sempre chiedere un appuntamento, andandoci con il vostro progettista.
Può darsi che da questo contatto spunti fuori una soluzione che possa accontentarvi.
Amedeu e c.
Salve volevo esporti il mio problema i miei genitori hanno chiesto la concessione edilizia per costruire delle villette nel 2010 il comune non ha inviato nessuna lettera niente di che. ora siamo nel2011 hanno dichiarato i nostri terreni a rischio frane ed alluvioni questo rischio è stato comunicato al comune il 12 maggio dell’anno corrente. io cosa posso fare.. grazie
Per Katia.
La tua è una situazione comprensibile vista la fragilità geologica.
Comunque, il Comune deve rispondere , se non altro è obbligato, entro 30 giorni, a mandare ai proprietari ed al progettista una lettera, nella quale si comunica il nome del Responsabile del Procedimento comunale e si richiedono le cose mancanti.
(E’ strano che non ti sia arrivata)
Devi recarti in Comune e fare presente quanto segue e richiedere tale comunicazione: altrimenti fallo per scritto con lettera raccomandata AR
Amedeu e c.
e x quando riguarda il silenzio assenso.. visto ke la mia regione campania ha inviato al comune e il comune nn ha detto niente almeno noi potevamo fare ricorso.. hanno dichiarato il terreno in cui dove è ubificata la mia casa è a rischio frana ed alluvione.. posso fare ricorso come cittadino sia al comune ke alla regione.. o come mi devo comportare.
Per Katia.
Dopo che avrai avuto la risposta scritta del Comune sulle motivazioni di tale ritardo puoi fare ricorso al TAR ed addirittura muoverti (se ci saranno gli estremi) tramite un avvocato per omissione d’atti di ufficio, se non ti hanno mai inviato alcuna lettera (prima accertatene).
Comunque, per un terreno a forte rischio idrogeologico, come ci sembra di comprendere, sia il tuo, a n ostro parere, e specialmente in questo periodo, non potrai avere molte possibilità di ottenere un Permesso di Costruire.
Amedeu e c.
nella mia zona nn esistono frane o nelle vicinanze la mia abitazione è stata costruita ne 1964 e nel terreno c’è un fienile costruito nello stesso periodo se c’è frana sia il terreno ke gli edifici dovevano avere delle lesioni o cedere
poi la zona e delimitata da angoli retti da una parte è arancione e dall’altra è gialla esisto frane ad angoli retti.
Per Katia.
Nel precedente tuo commento ci hai riferito che il Comune ha individuato la tua zona come “a rischio frane ed alluvioni”.
Quindi se non sei d’accordo con tale classificazione, devi incaricare un geologo professionista , che effettui le prove idrogeologiche, ne studi la zona ed i comportamenti e rediga la documentazione idonea da presentare in Comune affermando il contrario di quanto da loro individuato.
Non si può contestare a voce una simile individuazione.
Amedeu e c.
Descrivo un caso che ha dell’incredibile.Sono in attesa della definizione di una pratica di condono presentata nel 1986 ai sensi L.47/85 per un appartamento costruito nel 1974 assieme ad altri 23 in zona urbanistica B risultato in assenza di licenza edilizia in quanto il n.di licenza edilizia indicato in rogito non ha trovato riscontro presso il Comune a fronte della richiesta nel 1985 di un condomino che doveva vendere.Dopo circa 25 anni dalla presentazione della domanda il Comune invia un’informativa nella quale si fa presente che l’appartamento è soggetto alla L.1497/39 perchè compreso nella fascia di rispetto di 300.mt.dalla battigia Tramite un geometra dopo aver presentato tutti i documenti un ufficio del Comune informa il mio geometra che è stato rinvenuto il nulla osta edilizio e mi indica come presentare una domanda per chiedere l’improocedibilità e archiviazione della pratica di condono.Dopo circa 2 mesi il Comune risponde che non può accogliere la mia richiesta senza alcuna motivazione e accenno al nulla osta rinvenuto, elencando soltanto quanto risulta dalla pratica edilizia del Costruttore(presentazione in varie date di progetti,inizio lavori senza il previsto nulla osta edilizio,parere favorevole della Commissione edilizia,ordine di demolizione seguito dall’impossibilità nella demolizione,valutazione dell’UTE ai fini applicazione sanzione,invito al pagamento e infine presentazione da parte mia e di tutti i proprietari di domanda di condono.A tutto ciò ho risposto allegando la copia conforme all’originale del N.O.E. ritrovato, chiedendo di riesaminare il caso ed annullare il diniego per difetto di motivazione e disparità di trattamento in quanto mi risulta che detto nulla osta edilizio è stato allegato per il mio vicino di casa alla domanda rivolta alla soprintendenza per il nulla osta paesaggistico e quindi implicitamente è stata riconosciuta la sua validità,.A questo punto mi chiedo il motivo per cui il Comune non dovrebbe riconoscere valido detto N.O.E. ?Forse perchè non sarebbe stato a suo tempo chiesto il Nulla osta alla Soprintendenza? (ma il termine che risulta nel detto N.O.E “sentito il parere favorevole della Commissione edilizia” non dovrebbe valere anche per il lato paesaggistico perchè mi sembra che in quel periodo in seno alla Commissione edilizia c’era anche un esperto in ambiente cioè trattavasi di Commissione integrata)?)
O forse ci sarebbe stata collusione ?O perchè il Comune lo riterrebbe illegittimo per altri motivi?Da un esame di detto N.O.E. firmato dall’allora Sindaco e sottoposto al parere di esperti legali in edilizia esso presenta tutti i crismi della legittimità .Ormai sarebbero trascorsi anche i termini previsti dalla legge per proporre l’impugnativa e quindi l’atto è divenuto sostanzialmente esecutivo così da spiegare i suoi effetti.
Per Luigi.
Una lunga e martoriata vicenda.
Iniziamo dalla Commissione Edilizia, che è un organo consultivo e non decisionale, della quale fanno parte i rappresentati degli ordini professionali, della Soprintendenza, della ASL e del Comando VVF + eventuali partiti politici.
Il rappresentate della Soprintendenza ha diritto al voto, ma non sostituisce il parere che deve dare detto Ente, così come quello dei VVF o della ASL.
Il Nulla Osta ritrovato in Comune è riferito ad una certa data, e l’unica cosa che dovrebbe essere verificata, è quella di accertarsi che da allora non siano sopravvenute leggi o norme a modifica o integrazione di tale parere (Riferite cioè alla legge 1497/39) ed inoltre che il progetto a sanatoria da te presentato non abbia “alcuna” modifica rispetto a quello iniziale; altrimenti la tua domanda si configurerebbe come richiesta di un nuovo permesso.
Se è tutto regolare, un fatto importante ci sembra l’accettazione di un simile nulla osta per una pratica relativa ad un tuo vicino.
Dici “mi risulta”, ma su tale circostanza devi essere più che certo.
Detto ciò, avrai messo la tua pratica in mano ad un legale, per cui devi seguire i suoi consigli.
Amedeu e c.
buongiorno vorrei sapere quanto tempo ci vuole per avere una licenza dal comune di Benevento per ristruttuare e alzare il tetto di una mansarda visto che la domanda è stata presentata il 6 dicembre.
Per Maria.
Se tutto procede entro i tempi prestabiliti, in febbraio dovresti avere concluso.
Devi però leggere attentamente la lettera che il Comune ti ha inviato, con la nomina del Responsabile del Procedimento comunale.
Spesso tale lettera contiene la richiesta di più elaborati mancanti.
E’ la cattiva lettura di tale missiva a procrastinare all’infinito le pratiche edilizie, in quanto, in attesa, le stesse restano archiviate.
Amedeu e c.