Arriccio ed intonaco di vecchi muri

Quante vecchie case ci sono che hanno bisogno di essere stonacate e intonacate di nuovo? La risposta è molte, troppe:

Nel caso di un vecchio muro intonacato con malta cadente, è necessario per prima cosa procedere alla demolizione di tutto l’intonaco preesistente; vi accorgerete che viene via con estrema facilità, in quanto fino a dopo il secondo conflitto mondiale, si usava fare la malta con il grassello di calce di pietra "spenta"

Dunque, va demolito tutto l’intonaco e poi va lavato il muro con la gomma dell’acqua se trattasi di muratura esterna alla casa, altrimenti si deve adoperare la pennellessa immersa nell’acqua del secchio da muratori e lavare bene la superficie da trattare.

Effettuata questa operazione, se ci sono delle pietre che si muovono al tocco, vanno rincalzate nei commenti con malta cementizia

I vecchi muri in pietrame o pietrame misto a mattoni, specie nelle case di campagna, difficilmente erano costruiti in perfetto piombo, anzi, vi posso dire che personalmente mi sono trovato a lavorate murature, che dal pavimento al soffitto della stanza, si restringevano anche di 15 cm.
Che fare in questo caso? Conviene cercare di raddrizzare il più possibile quel muro, di 5-7 cm. non di più, e lasciare le pendenze rimanenti.

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Ma torniamo al muro che abbiamo lavato; lo vedremo molto sconnesso con rientri ed aggetti notevoli.
Una rinzaffatura o schizzatura come si usa nelle pareti diritte, servirebbe a ben poco, qui occorre prevedere un arriccio  di risanamento anche dal punto di vista strutturale.

E’ obbligo in caso di lavori di una certa consistenza sentire il direttore dei lavori che vi indicherà le opere da eseguire.

Quali potranno essere?

Se il muro si presenta sostanzialmente sano dopo avere rincalzato a cemento le pietre che si muovevano, potrete mettere in opera delle reti zincate tipo "Pavitec" da 2mt x 1mt, con maglie di 5 cm x 5 cm. Queste reti , vendute nei magazzini edili, vanno fermate al muro in più parti adoperando degli scorci di barre di ferro del diametro da 6 mm, lunghi 15/20 cm e con i ganci alle due estremità..

Reti Pavitec

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Un gancio prenderà la rete pavitec a maglie saldate (uniti fra loro  con filo di ferro cotto da legature) e l’altro dovrà essere murato a malta cementizia negli spazi esistenti fra due pietre contigue. Per ogni rete mettete almeno 7 scorci del 6 con i gancetti.
Se il muro contiene molti mattoni o pietre calcaree semidure, si possono adoperare delle viti con rondella e bucciolo ad espansione.
Si fa il foro, si infila il bucciolo e poi con la rondella infilata nella vite, avvitando quest’ultima, si va a fermare la rete agli angoli delle maglie frontali

Si posizionano le reti su tutta la parete facendo attenzione che si sovrappongano doi 5/10 cm. e che formino alla fine una superficie quasi piana.

Consideriamo il primo caso,quello dei ganci: il giorno dopo, quando il cemento avrà bloccato i ganci al muro, si bagna di nuovo la parete e poi con malta bastarda…. dobbiamo dare una prima ripassata alla parete, stando attenti a "appiccicarne" di più dove ci sono i ganci attaccati al muro.

Questo che adesso stiamo facendo è un rinzaffo/arriccioe vi accorgerete che non è un lavoro difficile, in quanto le  maglie strette della rete tendono a non far sciviolare la malta.
Naturalmente la malta va "lanciata" con la cazzuola o mestola…. con una certa forza, in maniera che si compatti, prima con il muro e poi con gli strati di malta già indurita.

A secondo degli avvallamenti o dei ringrossi del muro, necessiteranno diverse passate di malta.

Ricordarsi di lasciare a quella già data il tempo di indurirsi.

Creata alla fine una superficie quasi uniforme e seccato l’arriccio, si dovrà effettuare il lavoro dei punti fissi, delle fasce, ….ma data la lavorazione eseguita con le reti messe, queste fasce verranno poco spesse.

Darete fra le fasce altra malta tirata con la riga di alluminio, passate al giorno dopo e fate l’intonaco come spiegato in un  mio precedente articolo.

Devo aggiungere un’altra cosa:

Qualora il muro fosse veramente in cattive condizioni, il vostro direttore dei lavori potrà farvi adoperare delle reti elettrosaldate a maglie 15×15 o 20×20, ed addirittura , a suo giudizio, vi potrà far mettere le reti elettrosaldate sui due lati del muro, collegate fra di loro a mezzo di scorci di tondo di ferro passante la parete da parte a parte.

Questo comunque lo deciderà lui.
 

di Amedeu

24 commenti

  1. salve,

    negli altri articoli ho letto che il rinzaffo iniziale di una parete va fatto con una malta cementizia abbastanza liquida.

    In questo articolo sembra però che una volta fissata la rete in determinati punti, il classico rinzaffo iniziale vada effettuato con malta bastara e non con malta cementizia.

    Grazie.

    Salve,

    trattandosi di muri e quindi intonaco per esterni, bisogna adottare qualche accorgimento particolare considerato che sono soggetti a pioggia e agenti atmosferici?
    Lo chiedo perché devo rifare la parte bassa (h 1,5m) della mia facciata e questa è soggetta a forti piogge “a vento”.

    Grazie.

  2. Per anonimo.
    Onestamente non riusciamo mai a comprendere come mai ogni tanto qualche persona preferisca, in un sito dedicato all’edilizia … e non solo, nascondersi dietro un anonimato. Comunque per noi non è un problema.

    1^ domanda:
    se leggi l’articolo, capirai che il muro è estremamente sconnesso (si vede anche dalle foto), per cui è necessario riprendere e fermare le pietre con malta cementizia. Al termine di questo ingrato lavoro, è stata ripassata quasi tutta la superficie da trattare.
    Si può quindi evitare il rinzaffo, che è una schizzatura “aggrappante” e passare all’arriccio. Se però uno vuole schizzare anche con il rinzaffo, male non fa.

    2^ domanda:
    Un buon arriccio a malta bastarda con poca calce e molto cemento dovrebbe bastare.
    Per l’intonaco scegli un tipo di intonachino (tipo IP 10 della Kera Koll o Marraccini traspiranti ma tenaci.)
    Ciao.
    Amedeu

  3. Grazie per l’articolo, è fatto molto bene. Anche io in una vecchia casa di campagna devo rifare l’intonaco di un vecchio muro in pietra. I restringimenti sono tantissimi, tutti di circa 5/10 cm, come li riempio? Rompo la pietra fino a raddrizzare il muro o riempio le conche con la malta? Per la malta va bene quella gia preparata in sacchi o è meglio la vecchia tradizionale calce/sabbia? Grazie.

  4. Per Marco.
    Per i rientri e le sporgenze regolati secondo una tua logica razionale e seguendo l’articolo.
    Noi preferiamo le malte tradizionali, specie per lavori come questi.
    Anzi, se il muro è mal messo, sarebbe opportuno adoperare una malta cementizia invece della malta bastarda.(vedi calcestruzzi. malte ecc..)
    Amedeu e c.

  5. Devo calcolare quanti mq posso edificare in un lotto di 570 mq che ha un indice di edificabilità 0,40, e nel quale devo rispettare da tre lati la distanza di 5 mt e lato strada 7 mt. Inoltre devo lasciare 65 mq di edificabilità al confinante.
    GRAZIE

  6. Per Giovanni.
    Stando all’indice e all’accordo con il confinante, teoricamente circa mc 160.
    La forma del tuo lotto è essenziale per questo calcolo, perchè, sempre per ipotesi, se il tuo lotto fosse rettangolare e misurasse mt 57×10, potresti edificarci 0 mc. Capito?
    Ciao.
    Amedeu

  7. Salve e un ringraziamento particolare a lei sig. Amedeu per la mole di informazioni che mette a disposizione nel suo sito. Vorrei chiederle cortesemente se nel caso di una ristrutturazione in un appartamento in mattoni forati in cui non si presentano gravi distaccamenti di intonaco se non “superficiale” è necessaria la rimozione dell’arriccio vecchio e di conseguenza ricostruirlo oppure basterebbe intonacare sopra a quello esistente pulendo bene la superficie da ancorare? Spero di essermi spiegato bene, comunque se desidera carico su imageshack la foto di esempio e la pubblico. La ringrazio in anticipo e le faccio di nuovo i complimenti per il sito. Marco

  8. Vecchia casa di montagna, muri che poggiano su roccia, spessi 60 cm, in pietra e.. boh, non è certo cemento, parrebbe terracotta, comunque, il mio problema è questo: alcuni anni fà, i miei, decisero di intonacare la facciate. Da quel momento, nella parte bassa del muro, è quasi sempre presente un alone di umidità, probabilmente proveniente dal terreno e che sale per capillarità. Il muratore che ha fatto i lavori, dice che c’è poco da fare, mentre alcuni vecchi del posto, dicono che sarebbe bene “stonacare” quelle zone per lasciare “respirare” il muro (insomma, creare tipo degli “inserti” con pietra a vista) e che la cosa sarebbe di giovamento anche per l’interno (dove, in effetti, sembra essere aumentata l’umidità). Voi che ne dite?
    Anticipatamente, ringrazio.

  9. Per Massimo.
    Nel riquadro in alto a destra della Home inserisci le parole “Umidità di risalita” e poi premi GO.
    Ti appariranno tutti gli articoli inerenti tale argomento.
    Leggili e scegli la soluzione a te più congeniale.
    Amedeu e c.

  10. Per Marco.
    Una foto anche se scattata bene, non ci sarebbe di aiuto, in quanto va visto e toccato l’intonaco.
    Fai una prova: passa la cazzuola, “strusciandola” di taglio sulla superficie dell’intonaco.
    Se è come affermi tu, dovrebbe asportare poco o addirittura niente della parte non superficiale dell’intonaco.
    Se invece ne porta via in abbondanza, in quanto fatto con malta contenente parecchia calce ed ormai vetusta, (oppure attaccata dall’umidità di risalita- ?), prima di intraprendere qualsiasi lavoro di ripresa, fai vedere la situazione esistente da un muratore esperto.
    Ciao.
    Amedeu

  11. Ok domani faccio la prova con la cazzuola e cercherò di contattare qualche muratore in evenienza. Se dovesse essere un danno di poco conto, intendo che la parete e il soffitto “reggono” il nuovo intonaco, basterebbe intonacare sopra e basta oppure c’è da fare prima qualche altro passaggio? Oppure, tornando alla prova tattile, se fosse solo una parete (per cause di umidità infatti) ad essere fragile basta rifare l’arriccio solo a quella oppure necessita il rifacimento totale? Grazie di nuovo Amedeu, molto gentile

  12. Grazie mille, gentilissimo

  13. Per Marco.
    Se riscontri la fragilità dell’intonaco su di una sola parete o altra parte, logicamente limitati a fare ex novo l’arriccio e l’intonaco solo in quella zona.
    Per riprendere invece solo le parti superficiali, una volta che hai constatato che la parte sottostante è buona, ti basterà rifare l’intonaco.
    Stai però attento ad una cosa: se l’arriccio sottostante è stato eseguito con sabbia e calce, non fare intonaci cementizi, in quanto “tirando” non troverebbero un supporto forte nella parte sottostante e finirebbero per distaccarsi di nuovo. In questo caso ti consigliamo allora di usare un intonaco fatto con sabbia fine e calce comune idraulica commercializzata in sacchetti.
    Amedeu e c.

  14. Ok, grazie Amedeu dei consigli.

  15. SEI un GRANDE.. GRAZIE PER I PREZOSI SUGGERIMENTI

    Pietro

  16. Enrica & Giovanni

    Buongiorno Amedeu e grazie in anticipo per il tempo che dedicherai al ns problema!
    Stiamo ‘manutenzionando’ casa, anni’40. Al pian terreno, per risolvere problemi di umidità in risalita, è stato tolto l’intonaco fino all’altezza di 1,5 mt.
    Ora ci poniamo questo problema: ripristinando l’intonaco nella parte bassa dei muri e nelle tracce e rasando le pareti, il lavoro finale sarà accettabile ? Cioè, sarà mascherabile il segno di confine tra vecchio intonaco e nuovo?? Ha suggerimenti per ottenere pareti omogenee?

    Le pareti sono molte, circa 130- 150 mq. Come valuta il rapporto costo materiale e manodopera / beneficio tra l’intervento sopra descritto, la cui criticità pare di capire sia una paziente e perfetta rasatura, piuttosto che togliere tutto l’intonaco fino al soffitto (lavoro che possiamo fare noi) e rimetterlo?
    grazie!

  17. Per Enrica e Giovanni.
    Volete forse dire che la granulometria dell’intonaco da voi usato ( traspirante) è diversa da quello sito nella parte superiore?
    Se è così, non potete assolutamente passare un’altra mano sull’intonaco che è stato da voi usato contro l’umidità di risalita, per cui siete obbligati ad adeguare quello soprastante, eventualmente con una passata leggera, a frattazzo, di un intonaco a granulometria simile.
    Amedeu e c.

  18. Enrica & Giovanni

    Per ora abbiamo solo tolto l’intonaco nella parte inferiore. Abbiamo il dubbio che a lavori finiti si noti la differenza, lo stacco fra i due intonaci così come dove abbiamo fatto e coperto tracce per i nuovi impianti. Quindi ci chiedevamo se fosse necessario rifare tutto l’intonaco nuovo (valutando poi quali sarebbero i costi) o se esistesse un modo per omogeneizzare le pareti ottenendo un buon risultato.
    Grazie mille

  19. Per Enrica e Giovanni.
    Mah! Dipende dalle condizioni dell’intonaco che intendete lasciare e dalla possibile diversa granulometria dei due intonaci, una volta eseguito quello in basso.
    Certo che rifacendolo tutto non avreste questo problema; però se state usando un intonaco traspirante antiumido, è molto costoso, per cui forse vi conviene tentare di frattazzare bene la “congiunzione ” fra i due, spianandola il più possibile ( con acqua e frattazzo di spugna).
    Amedeu e c.

  20. salve,
    articolo molto interessante e operazioni ben spiegate come al solito.
    trattandosi di pareti malconce mi domando se non sarebbe il caso di ancorare la rete elettrosaldata nel suo perimetro alle pareti laterali, solaio e pavimento in analogia con quanto si fa quando si posa la rete nel fare la caldana del solaio come da voi descritto nell articolo
    http://www.coffeenews.it/solaio-in-legno-formazione-fasce-e-getto-del-massetto-cementizio-armato

    • Per Giordano.
      Alle pareti laterali, rigirandola e fermandola, va bene.
      Per il solaio potrebbe essere di ostacolo alle successive operazioni di incollaggio pavimentazione ecc.
      Amedeu e c.

  21. Grazie per i bellissimi ariticoli, che dimostrano grande competenza e preparazione. Io sono un giovane architetto e volevo chiederle un consiglio su dove si possono apprendere tutte queste tecniche e casistiche particolari, infatti specialmente in casi di ristrutturazioni e restauri è veramente difficile scegliere la tecnica di intervento più appropriata. Esistono dei buoni testi a cui affidarsi? Lei come ha imparato quando era meno esperto? Lavorando con direttori dei lavori più “anziani”? Grazie

    • Per Davide.
      L’età diventa maestra di vita, ma c’è sempre moltissimo da imparare.
      Hanno contribuito tutti i fattori che hai citato, ma più che altro una applicazione costante di studio e di attenzione verso un settore che hai sempre seguito con passione.
      Senza quest’ultima, conviene cambiare lavoro.
      http://www.coffeenews.it/info
      Amedeu e Commpany

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