Energie alternative. Pale eoliche e fotovoltaico: troppi dubbi e burocrazia.

Vi siete mai chiesti quanti chilometri di coste sviluppi la penisola italiana con le sue isole? Ben 7.500!

Veniamo al punto:

siamo gli schiavi succubi dei signori del petrolio e lo stiamo diventando di quelli del gas.

Si costruiscono mastodontici elettrodotti che attraversano nazioni intere, costruiti essenzialmente per legare a filo doppio e poter ricattare in futuro, durante i periodi più rigidi, quei paesi sprovvisti di materia prima energetica, come l’Italia.

Le nazioni occidentali stanno perdendo sempre più competitività nel campo del lavoro e della produttività industriale; le nostre industrie  preferiscono spostarsi all’estero per potere usufruire di mano d’opera a basso costo , fatta prestare da minorenni, sfruttati e costretti a lavorare 12 ore al giorno. "Qualità" impensabile per una nazione occidentale, e quindi impossibile da fronteggiare.

Banche e società intere acquistate da signori del petrolio, del gas e da nazioni emergenti sempre più all’avanguardia.

Case automobilistiche che reiteratamente insistono a presentare modelli che funzionano a benzina, che costa attualmente  1 euro e 50 al litro, e trascurano completamente la ricerca di fonti di alimentazione alternative, che ci sono, ma vengono volutamente trascurate.

La ricerca, che in Italia ha sempre dato lustro, anche se poco sovvenzionata, viene  ignorata come mai.

Sembra anche  che la parola d’ordine delle famose 7 sorelle sia rimasta la stessa dei tempi di Mattei:  mantenere lo status quo.

Chi di noi ha passato gli anni …anta, comprenderà che stiamo arrivando alla fine del un ciclo di una evoluzione, che ha creato molte ingiustizie, ma ci ha portato ad un livello di civiltà invidiabile rispetto a molte altre parti del globo.

Ci troviamo singolarmente ad essere come pecore circondate dai lupi famelici, così come succedeva per i cristiani nel Colosseo.

Stiamo assistendo, paradossalmente, alla caduta del secondo impero romano d’occidente. Non è uno scherzo, bensì la pura e sacrosanta realtà.

Parole per arrivare ad una sola conclusione: l’energia è alla base di tutto! E’ il presente e sarà la misura del nostro futuro. Chi la possiede può andare avanti, chi deve acquistarla è destinato a soccombere.

Si parla tanto di globalizzazione e prevediamo che ci sarà, in un futuro non lontano, un cambio di testimonio da parte del mondo occidentale a quello orientale e del terzo mondo.

In fondo sarebbe anche giusto, visto quanto hanno sofferto le nostre "controparti" in passato.

Chiariamo che non si tratta di una sfida, ma di semplici constatazioni.

Comunque è nostro dovere chiedersi come faranno i nostri figli a sopravvivere, senza lavoro e possibilità di trovarlo.

Eppure potremmo creare centinaia di migliaia di posti lavoro.

Ma come?

Abbiamo 7500 Km di coste ed una terra baciata dal sole.

Quindi, pensiamo seriamente ad incrementare la produzione ed installazione, in particolare di pale eoliche, ma anche di pannelli fotovoltaici.

Riflettendo su di un progetto sensazionale nato in Inghilterra nel 2007 per la creazione di un parco eolico, in mare aperto, di 350 pale e destinato a servire circa un milione di abitazioni, viene spontaneo domandarci: ma perchè anche noi non costruiamo le pale eoliche nel mare? A chi darebbero fastidio?

Probabilmente creerebbero solo ricchezza e lavoro e, se costruite ad una certa distanza dalle coste o posizionate in prossimità di secche , potrebbero alimentare, tramite cavi sotterranei le nostre città.

Diminuirebbero notevolmente la nostra dipendenza dall’estero creando nel contempo molti posti di lavoro. Inoltre dal punto di vista ecologico il pianeta Terra ci guadagnerebbe molto.

Perciò gli ambientalisti dovrebbero essere favorevoli ai parchi eolici e non combatterli come fanno oggi a tutti i livelli.

Abbiamo ottimi cervelli che escono dalle nostre università, le industrie esistono e sono attrezzate e in grado di affrontare tutte le problematiche che possono sorgere.

Ma allora, queste pale eoliche, chi disturberebbero? In una recente trasmissione abbiamo ascoltato un esimio personaggio pubblico, apprezzato nel gossip, alterarsi come un bimbo che fa le bizze gridando:" L’eolico in mare? MAI!". Il mare non si tocca!"

Riflettiamoci un poco: è forse meglio, in estate, prendere il sole su di una spiaggia ricoperta di "catrame" formatosi dal petrolio scaricato dalle petroliere, oppure vedere in lontananza dei puntini che neppure si notano.

Il fatto poi è che Regioni, Province, Comuni, insomma tutti quanti sembrano essersi coalizzati per combatterle.

Una piccola buona notizia. Mentre siamo in fase di scrittura dell’articolo apprendiamo che Il Tribunale amministrativo della Sardegna ha bocciato la delibera di Giunta 10/3 del 12 marzo 2010 con cui la Regione aveva deciso di “limitare l’installazione di impianti eolici nel territorio regionale".

Ma proseguiamo:

"Le pale eoliche sono troppo rumorose e si vedono" . Ma al largo delle coste non si sentirebbero né si vedrebbero. Inoltre avete mai notato quanti milioni di tralicci ENEL torreggiano sulle nostre belle campagne; ci sono da decenni quei giganti che farebbero infuriare anche Don Chisciotte alla ricerca di dragli. Eppure nessuno ha mai pensato di mimetizzarli.

Ci viene a mente che andammo a votare un Referendum  per il nucleare e questo venne abbandonato; però non esisteva alternativa né è stata mai ricercata. Per tutti questi anni abbiamo semplicemente contribuito a riempire  le tasche dei petrolieri facendo lievitare a dismisura il deficit commerciale italiano con l’estero.

,!…………….

Ma le pale eoliche mica possono emettere radiazioni dannose alle persone.

Una novità:

sembra che dietro molti progetti di parchi eolici siano stati individuati interessi mafiosi.

Se così è, lo Stato deve combattere queste infiltrazioni tramite gli strumenti che certo non gli mancano. Basta volerli applicare.

Pannelli fotovoltaici:

anche i pannelli fotovoltaici non stanno andando meglio. Avevamo pubblicato un articolo nel quale si acclamavano i 100.000 impianti realizzati.

Poca roba! Impianti piccoli e di poca potenza. Meglio di noi la Slovenia, la Spagna , la Germania (con il poco sole che ha)

Questo sito non è nato per fare polemica, e tanto meno politica, per cui vi chiediamo scusa per questo sfogo, che non ripeteremo.

Gli antichi Latini dicevano: "Semel  in anno licet insanire" (una volta l’anno è lecito dare di fuori)

Lo dovevamo, per tutti quei giovani studenti che sappiamo ci seguono, e che hanno solo il desiderio di apprendere, ed ai quali diciamo: amate questo Paese e poichè sarete la guida e la speranza del domani, sappiate  rivalutarlo. Non siamo ai tempi di Galilei; la ricerca e la tecnologia non sono reati.

Sono reati morali l’indifferenza e l’apatia.

Fate dei commenti e chiedete spiegazioni sulla vostra casa ed accessori, vi risponderemo

SEGUITE ANCORA I NOSTRI ARTICOLI SULLA MURATURA MESSA IN PRATICA

di Amedeu

2 commenti

  1. Un altro grande problema riguardante l’installazione di un impianto fotovoltaico è quello di pagare la corrente consumata nella fascia notturna, inoltre, in quella diurna, quello che consumi oltre la resa del pannello la paghi 0,22 mentre quella che non consumi e venduta all’Enel, questo la paga 0,10. A mio parere per incentivare le installazioni di pannelli fotovoltaici, oltre ai contributi statali, sarebbe necessario utilizzare il metodo del conguaglio a fine anno equiparando il dare con l’avere e quindi
    pagare adeguatamente l’eccedenza della produzione dei pannelli .
    In questo modo una persona è spronata ad essere totalmente indipendente, aumentando il numero dei pannelli.
    Questa potrebbe essere una politica che a lungo termine ci potrebbe far disinteressare del nucleare.
    Speriamo che finalmente chi di dovere comprenda.

  2. Per Franco.
    Tutto Ok.
    Amedeu e c.

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